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Recensioni The Flash

The Flash | Recensione 3×06 – Shade

Istruzioni su come sopravvivere in The Flash: non abitare nello stesso universo di Barry Allen.

Dopo una pausa dovuta alle elezioni americane, The Flash torna con un episodio il cui tema centrale è quello dell’ombra – in inglese “shade”, come il villain dell’episodio, mero pretesto narrativo – nel suo duplice significato attivo e passivo: da un lato la minaccia incombente che si maschera e nasconde, dall’altro la volontà deliberata di una persona di celare qualcosa di sé al mondo e alle persone care.

Quest’anno Berlanti e Soci hanno deciso di ispirarsi alle scatole cinesi (o matrioske russe) per i villain della loro serie supereroica. A quanto pare, ogni volta che siamo convinti di aver trovato il cattivo della stagione, ecco che dal cilindro ne esce uno nuovo e ci ritroviamo nuovamente disorientati.

Perfettamente in tema con la parola chiave dell’episodio, dalle ombre del magazzino abbandonato, emerge la figura di uno Skylander Megatron Groot di metallo mostro della velocità, divinità guida di una setta capitanata da Dott. Alchemy, la cui scarsa caratterizzazione è spiegata proprio dal suo essere marionetta di un villain più grande e pericoloso. Il suo nome è Savitar , dal dio indù del moto Savitr.

savitar

Questo villain della Silver Age di The Flash è senza dubbio uno dei più interessanti sulla piazza. La sua biografia nel fumetto originale è una delle più intriganti e sono molto curiosa di vedere come sceglieranno di sfruttarlo in questa stagione.

SPECULAZIONI SPOILER SULLA BASE DEL FUMETTO

(….se non volete sapere nulla, saltate oltre la Gif di Amy Pohler)

Non posso fare a meno di pensare che non sia un caso che si siano rivelati sia Jesse Quick che la possibilità di un Kid Flash, e che sia rimasto in giro Eobard Thawne così come sia stato citato Jay Garrick, ovvero The Flash I. Nel fumetto è l’azione combinata dei velocisti, unita al ruolo chiave della sconfitta di Zoom, a giocare una parte importante nella sconfitta di Savitar.

Mi chiedo se ad un certo punto vedremo qualcosa del genere anche qui, o, in generale, come sceglieranno di sviluppare la storia di Savitar stesso. Avendo affrontato qualcosa sul delirio di onnipotenza l’anno scorso, quest’anno potrebbero decidere di spingersi in una direzione di approfondimento oppure usare quella storyline per andare completamente altrove.

Ma tutte queste sono speculazioni fini a se stesse che, come già in passato, si vanificheranno nel nulla con il proseguire degli episodi per cui, onde evitare delusioni, non resta che seguire il consiglio della mitica Amy:

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Senza dubbio, l’essere una divinità o quasi da parte di Savitar spiega il perché dell’atmosfera da setta con cui ci è stato presentato Dr Alchemy così come la scenografia del magazzino in generale.

Ci terrei ad inserire qui una mia personale speculazione su un dettaglio fattoci rilevare da Barry: Julian Albert, al momento dell’incursione, non si riusciva a rintracciare. Personalmente credo che questo dettaglio sia stato dato per depistarci e farci credere che Mr British sia in qualche modo collegato ad Alchemy; in realtà Julian potrebbe essere da tutt’altra parte magari inseguendo qualche pista investigativa personale o magari si sta rilassando con la fidanzata (altro dettaglio emerso nel corso della puntata). Nel caso, invece, Alchemy fosse il nostro Julian, la scelta – per quanto ripetitiva – sarebbe comunque in character. Abbiamo scoperto nella scorsa puntata il desiderio di Julian di poter fare qualcosa di più per il mondo, magari con poteri da metahuman o combattendo coloro che li posseggono alla pari. Avrebbe dunque senso la scelta se Savitar (speculation time!) gli avesse promesso proprio questo. Ha un po’ meno senso, diciamocelo, dal punto di vista dell’odio viscerale per i metahuman… ma potrebbe trattarsi di pura dissimulazione. Una cosa è certa, Julian non ce la conta giusta ma d’altronde siamo solo al sesto episodio!

Alla fine della puntata, di una cosa sola ero sicura: la comparsa di Savitar ha rimesso tutto in discussione e qualunque idea potessimo esserci fatti fino al quinto episodio, è stata mandata per aria in questo.

Per tutto il resto della puntata, anzi dovrei scrivere per tutto l’inizio, l’attenzione dello spettatore si è divisa fra due storyline principali: Wally West e Caitlin Snow.

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Dr Alchemy ha intensificato la sua azione nell’ombra per assoggettare al suo volere il nostro Wally: facendo leva sul suo desiderio di fare del bene al mondo, di diventare un «guardian angel» per la popolazione e poter aiutare in maniera più immediata Flash e la città, Alchemy penetra i sogni di Wally con la proposta di una vita perfetta e poi inizia la vera e propria tortura, insinuando nella sua mente immagini della sua vita in Flashpoint che non fanno altro che mandare in corto circuito il cervello del ragazzo. L’escalation persuasoria ha effetto limitato su Wally perché, al contrario di Frankie/Magenta, lui non è solo: ha una famiglia alle spalle, degli amici che tengono a lui e che, anche se lui non se ne accorge, lo valorizzano proprio per ciò che riesce a dare. In particolare mi è piaciuto molto il motivo per cui Joe è diffidente: non perché non si fidi di lui, Wally, ma perché non si fida della pericolosa combinazione fra l’origine dei poteri e la personalità temeraria e avventata del giovane Joe che rivede nel figlio. Una ragione molto “da genitore” e per questo molto più credibile di altre.

wally-1Nel mentre la nostra – mia – amata Caitlin Snow sceglie di uscire dall’ombra e confessare la verità al suo più caro amico Cisco. Personalmente ho adorato l’interazione fra i due: l’iniziale paura di Cisco seguita in pochi secondi dal superamento del timore e la successiva volontà di proteggere l’amica dalla verità. La loro amicizia – unita a quella che li lega a Barry – è uno dei pregi della serie ed è sempre bellissimo quando ce lo ricordano.

Ciò che terrorizza la dottoressa Snow è il fatto che l’unica Killer Frost che abbiano conosciuto fosse una cattiva (con un briciolo di bontà) ma ciò che dimentica è che sono le scelte personali a renderti buono o cattivo, non i poteri. Una distinzione che è molto chiara a Wally, invece: se lui avesse i poteri, li userebbe per il bene. La differenza è proprio nel fatto che Caitlin possiede quelle capacità e, poiché non riesce gestirle (mentre Wally le vorrebbe ma non riesce nell’intento), le teme. La paura di essere la cagione di dolore per le persone care, la spinge ad isolarsi sempre più (nascondersi pian piano nell’ombra: meccanismo che le è proprio, sempre relegata sullo sfondo, sempre di supporto mai protagonista) senza accorgersi che l’unione fa la forza e che – per parafrasare il mio amato “The 100” – Love is not weekness.

cait

È per questo che, prima della parola «ombra», avevo appuntato che la parola chiave potesse, invece, essere «trust», «fiducia». Caitlin non si fida di se stessa ma Cisco le chiede di fidarsi di loro, dei suoi amici e lo fa rivelando al resto del team la verità, consapevole che tenere segreti non è mai stato positivo. Esattamente come Joe non riesce a fidarsi di Wally e del modo in cui ha ottenuto/potrebbe ottenere la super velocità.

L’unica nota stonata è stata la reazione di Barry che invece di essere di supporto all’amica, le ha rovesciato addosso il proprio senso di colpa. Cari autori, di auto-flagellante ce n’è già uno in famiglia – cough cough Oliver Queen cough cough – cerchiamo di non replicare! Per quanto, tutti i torti, questa volta Barry non li abbia e la conversazione, sicuramente, servirà a creare il divario principale fra Cait e il Team in futuro.

Entrambe le parole chiave – fiducia e ombra – ritornano anche nella storyline di Wells, pardon HR. Questo personaggio del quale noi – come il team – proprio non riusciamo a fidarci e che più passano gli episodi più mi sembra sospetto…e molesto. La penna dissimulatrice, poi, che trovata geniale! Non è sarcasmo, ma vero e proprio complimento alla genialità dell’invenzione: una specie di pozione polisucco portatile! (Citazione potteriana, sorry). Un’invenzione che fa chiedere al mio cervello iperattivo e super sospettoso: e se il vero aspetto fosse quello non mostratoci? Pa!Pa!Pa! Colpo di scena!

Prima di chiudere, ci terrei a focalizzare l’attenzione su alcune piccolezze…

Innanzitutto un sonoro GO IRIS! Che gancho! Povero Wally!

iris

In secondo luogo, ci sono tre punti che mi hanno lasciato perplessa:

  1. HR chiede dei soldi a Cisco per pagare il cibo al drive in. Ma prima il caffè a vagonate e il cibo come lo pagava?
  2. Il sostituto procuratore trasferisce Barry all’unità per i metahuman. Chi si occupa delle analisi forensi per gli altri crimini in Central City?
  3. HR dice che nel suo mondo ci sono molti Gorilla Grodd. Come è possibile? È la verità o una bugia?

Vi lascio al promo del prossimo episodio che si concentrerà sulla nostra Caitlin e che mi inquieta non poco…

Cosa vi è parso della puntata?Avete anche voi delle idee su cosa è successo al nostro Wally?

Grant Gustin Italia

»Cisco Ramon

Run, Barry, Run

The Flash Italian Fans

PS. Wally West sarà bene che ritorni fra noi altrimenti A SCHIFIU FINISCE!

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Francesca_Giorgino

2 comments

Sel 23 Novembre 2016 at 19:27

Hola!
Per tutta la puntata non sapevo se avrei voluto prendere a schiaffi Wally per questa voglia di fare l’eroe a tutti i costi o se abbracciarlo per quello che Dr. Alchemy gli stava facendo passare. Tra l’altro il finale mi lasciata con un D’ho colossale: Wally DEVE tornare!
Bello il Transformer in chiusura di episodio: spero che gli autori ci lavorino su come si deve. Tra l’altro anch’io ho il sentore che ci vorrà l’aiuto di tutti gli speedster in circolazione per portare a casa la vittoria definitiva. Vedremo!
Il rapporto tra Cisco e Cait è meraviglioso. Sebbene il primo abbia deciso di testa sua di rivelare il segreto dell’amica, sinceramente non mi sento di condannarlo del tutto. Anche in termini narrativi, si doveva arrivare al momento di svolta. Un’altra puntata di “lo dico o non lo dico?” di Cait sarebbe stata pesante. In più tu sai come la penso su di lei, quindi uno scossone è necessario.
Infine abbiamo avuto l’ennesima conferma di quanto HR sia infido: vederlo fare il piacione con l’amica di Joe è stato divertente… ma no, no se puede.
Alla prox… 😉

Reply
The Lady and the Band
The Lady and the Band 24 Novembre 2016 at 09:05

Ciao!
Grazie del commento 🙂
Concordo su tutto…specialmente sul HR che fa ce prova con il procuratore: aò bello!Joe l’ha vista prima!’sto infame! XD Mi è venuto il nervoso per Joe!
Alla prossima!

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