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Recensioni The Flash

The Flash | Recensione 3×05 – Monster

The Flash, quello che abbiamo conosciuto e apprezzato per due stagioni, torna in grande stile con questo episodio all’insegna di un tema importante quale è il concetto di “mostro” e di “desiderio di sentirsi potenti”. Non è la prima volta che nella serie tv si affronta il concetto di «mostro» ma questa volta è declinato da una prospettiva differente.

Mostro è, letteralmente, l’ologramma che gira per Central City. Un gigante che sembra venir fuori da un videogioco o da un immaginario distopico in cui le sperimentazioni della scienza o un’invasione aliena, hanno creato esseri come quello.

monster

Il “mostro”, si scoprirà poi, è stato in realtà creato da un ragazzino di a malapena 15 anni che, stanco di essere vittima dei bulli, ha scelto la strada della vendetta creando un essere che distruggesse la città: simbolo di tutti coloro che assistono agli atti di bullismo e non intervengono.

Quel mostro lo faceva sentire potente, forte, permettendogli di riappropriarsi di quella parte di sé che i bulli, con i loro abusi fisici e psicologici, avevano portato via.

Non sarebbe stato male approfondire maggiormente la tematica, concedendo un po’ di minutaggio in più per spiegare meglio lo status psicologico del ragazzino e, magari, cogliere l’occasione per rivolgere un nuovo monito televisivo contro il fenomeno del bullismo, ma riconosco che era necessario riservare quel minutaggio ad un’altra storyline, più importante a livello narrativo e sempre legata al tema dei mostri e di come combatterli.

Questa puntata, infatti, ci ha consentito di approfondire meglio il personaggio di Julian Albert che, come Draco Malfoy, proviene da una famiglia ricca da generazioni, unico erede, custode delle speranze di successo della famiglia e di aspettative per le quali il ragazzo non ha interesse. Insomma, mancano i pavoni albini in giardino, lo swish di Lucius Malfoy e Colui Che Non Deve Essere Nominato, ed è come tornare nel mondo magico della Rowling. Un richiamo che non sfugge a noi potterhead (e chissà che non sia stato anche esito di un’astuzia degli autori) ma che non guasta affatto la descrizione del personaggio, anzi, me lo ha fatto piacere di più. La storyline di Julian ha consentito anche di comprendere come il mostro contro cui il ragazzo ha dovuto combattere è stato quello delle pressioni della famiglia, di quelle aspettative disilluse che lo hanno portato ad allontanarsi migliaia di chilometri per poter realizzare il proprio sogno: la scienza. Nel momento in cui pensava di aver vinto quel mostro e aver dimostrato a se stesso e ai suoi di aver scelto la strada giusta, ecco che esplode l’acceleratore di particelle e compaiono i meta-human. Nuovi mostri – perché ha ragione, quelli che usano le proprie capacità a fin di bene, si mostrano poco – contro i quali Julian deve imparare a combattere. Un nuovo senso di impotenza, quindi, che lo porta a malfidarsi della situazione (come di Barry, ricordate?) perché comprende come combatterla (esattamente come non riesce a fidarsi di Barry).

A ciò si unisce anche un po’ di invidia, forse, perché LUI saprebbe che uso fare delle super capacità mentre molti dei metahuman le usano per fare del male. L’invidia nei confronti dei prescelti, i chosen ones, (ahahaha, che goduria questi riferimenti al mondo di Harry Potter) che gli paiono liberi di scegliere mentre Julian ha dovuto continuamente lottare con le imposizioni tutta la vita, sono alla base del rancore che in qualche modo nutre nei loro confronti e nei confronti di Barry, che è il favorito della polizia. È curioso che Barry, figlio sfortunato della media borghesia, sia accusato di avere una vita facile da chi è nato e cresciuto nel lusso. Ennesima dimostrazione che la vita a volte ti conduce su strade inaspettate e ben lontane da dove nasci e che molte sfide sono tali in rapporto alla storia personale di ognuno di noi e non alla situazione di partenza. Nulla è ciò che sembra, è quanto pare voglia dirci Julian Albert con la sua storia.

julian-1julian-2

In un certo senso si crea, poi, un parallelo con Wally West: anche lui abbattuto da un senso di impotenza per non possedere i poteri in grado di consentirgli di combattere per il bene. Con la differenza che Julian comprende di potere usare le competenze che possiede per continuare a combattere i nuovi mostri. Uno step che manca ancora al giovane West.

L’usare un finto potere per dimostrare qualcosa al mondo si ritrova anche nella sceneggiata messa su da H.R. Wells. Scopriamo, infatti, che l’uomo è a capo di un’equipe scientifica in qualità di mascotte, di volto della compagnia, il cui compito è solo fornire la propria simpatia e savoir faire per guadagnare credito presso la società sulla Earth da cui proviene. Il suo arrivo agli STAR Labs, quindi, si presenta come un’occasione per riscattarsi da quel ruolo – che lo faceva sentire impotente (benché in maniera diversa rispetto agli altri esempi della puntata)-  e dimostrare di valere di più.

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La lettrice che è in me, poi, non ha potuto non sussultare nel sentire che l’obbiettivo dell’uomo è scrivere racconti sulle sue esperienze con i metahuman e la scienza intitolandoli “The Tales of H.R. Wells” con un riferimento grande come il mostro villain dell’episodio, al grande autore di fantascienza Herbert George Wells: HG Wells, per l’appunto.

La diffidenza del team nei confronti di HR, oltretutto, è dovuta ai mostri che precedentemente si sono infiltrati nel team solo per poterlo distruggere ed uno di questi mostri aveva proprio il volto di Wells. Non dobbiamo chiaramente stupirci della diffidenza di Cisco che da quel mostro era stato ucciso.

PS. HR che storpia tutta la cinematografia della Earth 1 era esilarante, anyway.

hr-2hr-3Ed infine, il tema della mostruosità e dell’impotenza ritorna prepotentemente anche in Caitlin Snow alle prese con la gestione di capacità troppo grandi.

cait-01Il doloroso confronto con la madre porta a galla una rabbia repressa troppo profondamente che minaccia di fungere da miccia per i poteri ghiaccificanti di Killer Frost. La confusione di Cait, il terrore nei confronti di qualcosa che non può controllare, la paura che possa far del male ai propri amici, sono tutto ciò che attraversa la mente della dottoressa Snow a questo punto della narrazione. Se gli altri protagonisti delle storyline erano riusciti in qualche modo a riappropriarsi del controllo sui mostri, Caitlin non ci riesce ancora. Come detto fin dall’inizio, la storia della sua trasformazione e l’evoluzione del suo personaggio in questa stagione, sono quanto più mi sta interessando della serie tv. Tra l’altro scopriamo che Cait era sposata ed ora è vedova: un altro cambiamento derivato da Flashpoint.

cait-02

Infine, vorrei portare l’attenzione su quanto stia diventando corale “The Flash”: contrariamente ad Arrow che è sempre stato Oliver-centrico, la serie tv sul velocista scarlatto sta dedicando molto spazio (e spero continui così) anche agli altri personaggi del team. Non posso che dichiararmi entusiasta e soddisfatta.

Vi lascio al promo del prossimo episodio che vi ricordo andrà in onda il 15 novembre.

….e che pare riporterà alla ribalta il problema Wally West/Kid Flash.

Che ve n’è parso dell’episodio?Vi è piaciuto?Cosa ne pensate del nuovo Wells, di Julian e di Caitlin alla luce di quanto abbiamo visto?

Prima di salutarvi vi ricordo le pagine dedicate al nostro velocista scarlatto.

The Flash Italian Fans

Grant Gustin Italia

»Cisco Ramon

Run, Barry, Run

That’s all folks!

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Aniel

7 comments

Federicuccia 3 Novembre 2016 at 13:26

Hello!

una domandina perché sono un pochino confusa: ma Barry quanto tempo c’è stato nel flashpoint? un anno? quindi Ronnie non muore nel finale della prima stagione poiché quell’evento è stato resettato!
giusto?

anyway puntata molto carina e il mostro-ologramma serviva solo da “metafora” per altre storyline come appunto bullismo e quella di Caitlin

Reply
Giulia 3 Novembre 2016 at 16:46

No, Cait era sposata e vedova…ma non c’entra Flashpoint!
Riguarda gli eventi del finale della prima stagione e relativo inizio della seconda dove scopriamo che Ronnie è morto nel buco dopo aver cercato di salvare la città come Firestorm

Reply
Giulia 3 Novembre 2016 at 16:47

ah…e Flashpoint è durato un paio di mesi al massimo da quello che dice Barry, anche perchè se fosse rimasto lì più a lungo avrebbe scordato anche lui la sua vecchia vita

Reply
Federicuccia 3 Novembre 2016 at 18:24

hai ragione in effetti, infatti nel flashpoint Barry iniziava già a perdere i ricordi della sua vecchia vita, e lì Reverse Flash gli dice di tornare indietro

Reply
The Lady and the Band
The Lady and the Band 3 Novembre 2016 at 18:38

Ciao!
Grazie ad entrambe per il commento 🙂

Avevo completamente rimosso il matrimonio lampo alla fine della prima stagione, mea culpa. Quindi,niente Flashpoint!
Nell’universo alternativo è, come scrive giustamente Giulia, rimasto qualche mese ma a prescindere da ciò la morte di Ronnie sarebbe potuta avvenire in qualunque momento, quella di Dante Ramon è stata infatti slegata dall’incontro con il metahuman che è stata l’occasione in cui i due fratelli hanno fatto la pace.

Reply
Sel 6 Novembre 2016 at 16:14

Ciao! Come al solito, complimenti!
Finalmente una puntata alla vecchia maniera.
Abbiamo conosciuto la madre di Cait, un pezzo di ghiaccio senza bisogno di super-poteri. Ora, ok che dovevano far vedere che il rapporto tra le due fosse quasi inesistente, ma possibile che la madre non sapesse che la figlia era rimasta vedova? Non c’era un altro parente o amico in grado di aggiornare la signora sulle disgrazie della figlia? Anche solo per sentito dire. Questa è una cosa che nei film o nelle serie tv americane si vede un po’ troppo spesso e sinceramente io la trovo assurda: sarà che noi siamo italiani e la famiglia viene prima di tutto. Boh!
Comunque, anche se la storyline di Killerfrost è, come dici anche tu, quella più interessante, ti devo dire la verità, non è che mi abbia coinvolta molto. Ma forse questo è da imputare al fatto che, sebbene Caitlin mi piaccia, ho sempre trovato il suo personaggio abbastanza insipido. Ma questa è solo la mia personalissima opinione. Spero che andando avanti la faccenda si faccia più intrigante. 😉
Chi invece mi è piaciuto molto è stato Julian. Il dialogo con Barry mi è sembrato sincero, anche se forse un po’ prematuro, visto i trascorsi tra i due (poi magari mi sbaglio e viene fuori che Julian è in realtà Dr. Alchemy o qualche altro villain… ci rimarrei malissimo). Mi sarebbe piaciuto che il conflitto tra i due fosse durato ancora un po’: era interessante perché mostrava come si potesse lavorare in modo proficuo anche non andando d’accordo. Era un modo per mettere in risalto l’intelligenza e la maturità di entrambi i personaggi.
La questione Wells sembra essersi risolta in una bolla di sapone, ma secondo me c’è dell’altro: tipo il vero motivo per cui si trova lì.
Invece Joe dovrebbe trovare un modo di far fruttare economicamente questa sua attitudine ad entrare spesso e volentieri in modalità “Joe il Saggio”: con il ragazzino è stato meraviglioso.
Adesso inizia il periodo delle pause. Già sto male per quella natalizia che incombe. Ci daremo al rewatch o al recupero più sfrenato: del resto, bisogna sopravvivere in qualche modo.
Alla prox… 🙂

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The Lady and the Band
The Lady and the Band 7 Novembre 2016 at 18:20

Ciao!
Grazie del commento e dei complimenti 😉
Sono d’accordo con te che questi americani quando tagliano i ponti con la famiglia, tagliano proprio i ponti ed in effetti anche a me è sembrato assurdo che le due non sapessero nulla della vita luna dell’altra ma ho imputato la cosa al fatto che, in effetti, se sono loro due al mondo e non hanno alti parenti o amici comuni, contrariamente all’Italia dove siamo super uniti ed il mondo è più piccolo, difficilmente avrebbero potuto sapere qualcosa.
Secondo me la storyline di Cait stanno sviluppandola lentamente, a tratti, per poterla prolungare il più possibile. La fanno partire in sordina per poi magari farne una colonna più avanti. Chissà. A me incuriosisce molto per le possibilità di sviluppo del personaggio di Caitlin che, dalla prima stagione, è quello che ha avuto meno possibilità di evolvere e per le possibilità di esplorare le implicazioni dei poteri sulla natura umana che, mi sa, credo, ipotesi, potrebbe essere un po’ il tema dell’anno, se non altro della prima metà della stagione. Questo, almeno, lo penso facendo caso anche alle altre sotoryline presenti per ora. Alchemy in primis…anche se per ora è Missing Person.
Julian sta piacendo anche a me, come avrai intuito dalle lodi della mia recensione ahahah, e secondo me l’apertura di Albert con Barry è dovuta al fatto che, comunque, Julian lo conosce da mesi mentre noi (e Barry) da una manciata di settimane. Probabilmente per quello il ragazzo si è aperto in quel modo con Barry…oppure perché è Alchemy. Cosa, quest’ultima, che non spero per tutta una serie di motivi:
1) perché Julian mi piace e spero di continuare a vederlo in futuro;
2) perché sarebbe il terzo anno che viene introdotto un personaggio che poi si rivela il cattivo della campa. Lo schema sarebbe troppo ripetitivo e ad un certo punto bisogna anche rinnovarsi. Sarebbe, però, intrigante se si scoprisse che magari ha legami con qualche altra vecchia conoscenza di Barry o che ad un certo punto si legasse ancora di più alla lotta ai metahuman.
Wells: una soluzione parecchio semplicistica, vero, ma, come dicevo prima per Alchemy, sarebbe oltremodo ripetitivo se anche questo Wells nascondesse segreti che possano nuocere al team. Dovesse succedere, preparati, perché il mio commento potrebbe veramente diventare un insulto ahahaha.
Joe il Saggio è come i biscotti della fortuna cinesi o i baci perugina o Yoda o Miagi di Karate Kid: la sua funzione è dispensare consigli saggi ahahah.
Non pensiamo alle pause, va, l’unico lato positivo è che fanno apparire più vicini i ritorni di serie tv in mio season che aspettiamo dall’inizio di quest’anno.
Alla prossima!

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