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Recensioni The Flash

The Flash 4×10 – Annalise Keating, dovevate chiamare!

Bentornati: buon anno nuovo amici del fastest man alive!

The Flash è tornato col botto. Sarà che avevo appena finito di guardare l’ultimo film della saga di Harry Potter (e quindi predisposta alla commozione), sarà stata la bravura degli sceneggiatori, fatto sta che l’episodio mi ha coinvolta moltissimo, facendomi salire lacrime di rabbia che ho represso a stento.

Al centro della narrazione è stato posto il divario esistente fra un Barry Allen, scienziato forense, e un Barry Allen, The Flash. Tale dicotomia è stata esplicitata nei minuti finali quando il severissimo giudice (un po’ troppo severo se vogliamo paragonare il delitto di DeVoe con quelli di altri criminali rinchiusi ad Iron Heighs) ha condannato Barry usando parole durissime mentre, in contemporanea, il capitano Sigh acclamava The Flash e gli dedicava una targa al valore.

Grazie ad una narrazione coinvolgente e dialoghi precisi (per lo meno nella storyline principale, quella secondaria è stata ben altro), gli sceneggiatori sono stati in grado di traghettarci lungo il brevissimo processo di Barry trasmettendoci appieno i sentimenti di Barry e la disperazione di Iris e Joe di fronte ad una storia che sembra ripetersi (persino nell’epilogo, nella stessa cella del padre).

Eppure non posso esimermi dal criticare aspramente la difesa decisamente blanda scritta per Cécile. La prima cosa che ho pensato quando ho terminato la puntata è stata: ok, hanno trovato il DNA di Barry sotto le unghie di DeVoe, ma hanno controllato se addosso all’imputato ci fossero segni di lotta? Di solito se una vittima si difende al punto da avere dna dell’aggressore sotto le unghie, sul corpo dell’aggressore ci sono graffi o abrasioni. Cécile sembra non averci pensato. Così come il fatto che a casa dei West ci fossero almeno 6/7 persone che brindavano al Natale e Barry ha lasciato quella casa non in tempo per avere un alterco con DeVoe, lottarci e poi ucciderlo: Iris, in quanto sua moglie, non avrebbe potuto testimoniare ma tutti gli altri sì. Insomma, il processo – non solo da parte di DeVoe ma anche da parte degli autori ah ah ah – è stato scritto sfidando la logica del “Cécile principessa del foro” con lo scopo di arrivare alla condanna di Barry.

Degna di aspre critiche è anche la scrittura della storyline secondaria, il cui unico scopo è stato quello di portare al discorso finale di Sigh. Capisco l’esigenza di giungere allo scopo ma speravo che il pressapochismo lo avessimo lasciato alla scorsa stagione. In alcuni momenti mi ha addirittura strappato una risata da quanto fosse ridicola.

Insomma, questa prima puntata della seconda parte della stagione si è presentata benissimo sotto il profilo della narrazione, portando nuove interessanti possibilità per il futuro: ora che Barry è chiuso in carcere, il Team Flash è costretto a tornare a quei 72 giorni in cui The Flash non c’era, con la differenza che ora non abbiamo nemmeno Wally. Saranno costretti, speriamo, a dare più spazio all’Enlogated Man (Ralph ha avuto un ruolo marginale ma cruciale nella puntata) e a Vibe e Killer Frost, la quale dovrebbe essere in grado di apparire a comando ed invece siamo ancora fermi a: “Compare solo quando sono spaventata o arrabbiata”.

Sceneggiatori, vi prego, date una crescita a Caitlin! Sviluppate Killer Frost! Rendetela utile!

MOMENTI TOP

  1. La Testimonianza di Marliza DeVoe: scritta e recitata così bene che avrei voluto entrare nello schermo del pc per farle ridiventare ricci i capelli a suon di schiaffi.
  2. Barry Allen praticamente perfetto per l’intera puntata: dignitoso nella sconfitta in battaglia ma fiducioso che alla fine vincerà la guerra.
  3. Joe West, padre meraviglioso, e Ralph Dibny. Il dialogo fra i due sulla porta di casa DeVoe, per quanto prevedibile, mi è piaciuto molto, soprattutto perché lo hanno scritto in maniera coerente ai due personaggi: Ralph non è diventato serio e saggio da un momento all’altro, ha mantenuto il tono lieve di autocommiserazione nel ricordare a Joe gli errori commessi da lui in passato.
  4. Il parallelo fra le due coppie: Iris e Marliza non sono solo le mogli di Clifford e Barry ma sono le loro partner. The Mechanic ha provato a infrangere quel rapporto di fiducia e partnership, non riuscendoci del tutto.

IL GRANDE FLOP

Ridateci Neil Sandilands (sì, lo so che non si può per esigenze di copione)! Questo Ken Malibu non si può vedere.

Cosa vi è parso del ritorno di The Flash? Quali speranze avete per il futuro? Quali pensate siano gli scopi di The Thinker e The Mechanic?

Grazie di aver letto la recensione.

Prima di salutarvi, vi ricordo le bellissime pagine dedicate al velocista scarlatto. Non dimenticate di passare da loro e mettere il mi piace.

Arrow e The Flash

The Flash Italian Fans

There’s no Flash without Iris West

You make me emotional, Grant Gustin

 

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6 comments

Samantha 18 Gennaio 2018 at 15:17

Definire quel processo una farsa, è fargli un complimento! Ok non voler testimoniare per non mentire, ok non voler svelare di essere Flash, ma non fare proprio niente (e mi riferisco a Cecile), proprio no. Come hai scritto tu, perchè non far controllare se Barry aveva segni di lotta? – Ps: sul non far testimoniare gli altri lo capisco, spiegare come Barry sia arrivato, alla velocità della luce, da casa di Joe alla sua, avrebbe comportato svelare il suo segreto – Perchè non instillare un minimo ragionevole dubbio? Cavoli, Barry è un esperto forense e commette l’omicidio con più prove a suo carico di tutta la storia dei criminali? Per quattro anni, ritardi a parte, è stato un onesto collaboratore della polizia, ed ora bam, d’improvviso, è uno psicopatico assassino a sangue freddo (per la serie : Mr Hyde, scansate!!)? E, per quanto Marliza sia stata brava sul banco degli imputati (eravamo in due a volerla menare!), per quale motivo non insistere sulla teoria dell’amante omicida, ma accettare come verità incunfutabile un marito che ti concede un amante per soddisfare i bisogni fisici, ma che, invalido, va ad affrontare un giovane stalker a casa sua? Non dico di infierire durante il controinterrogatorio, ma un’arringa un po’ meno miseranda non poteva scriverla Cecile? Mah! Capisco arrivare, ai fini della trama, alla condanna, ma costruire un qualcosa di un filo meno farsa, lo avrei gradito!
Per il resto, concordo su tutto, specie su Ken Malibù, Neil Sandilands era tutta un’altra cosa.

Reply
The Lady and the Band
The Lady and the Band 24 Gennaio 2018 at 10:02

Ciao! Grazie del commento!
Esattamente! Diciamo che il processo è stato scritto male proprio perché si voleva arrivare alla condanna di Barry, altrimenti, se si fossero impegnati un po’ di più, mr Allen sarebbe stato scagionato dopo due secondi.
Vaaaaa bene, vedremo cosa succederà nell’episodio andato in onda ieri sera.
Ps. Mi fa piacere che ci sia qualcuno che concorda con me su Ken Malibu.

Reply
TreAsterischi 19 Gennaio 2018 at 16:10

Ciao, sono la tua compagna di banco (o meglio, di seggiola con tavolino inesorabilmente inclinato…) al corso di editoria XD

Concordo con la tua recensione sui pregi dell’episodio per quel che concerne il lato emotivo della puntata, ma non riesco proprio a seguirti sul “bravura degli sceneggiatori”, perchè gran parte dell’episodio è scritto letteralmente coi piedi ^^”

Il pregio è l’aver avuto ottimi dialoghi per le parti più intense ed emotive, la stessa Marliza è scritta alla grande, una villain coi fiocchi, sfaccettata e con i suoi legittimi dubbi sul piano del marito, ma allo stesso tempo scaltra e rapida ad ingegnarsi nel trovare una contromossa se presa in contropiede…
DeVoe ha i suoi superpoteri mentali, ma lei per essere una comune mortale è decisamente pericolosa e la cosa mi intriga 😀
(Temevo all’inizio che la nemesi fosse solo lui, ma per fortuna abbiamo una coppia di villain alla pari, con entrambi i personaggi decisamente pericolosi)

Il resto dello script però è praticamente carta straccia :-/
Decenni di serie crime, forensi, investigative e giuridiche si eclissano davanti a tanta sciatteria!
Prove, arringhe, alibi, mandati di perquisizione, interrogatori… niente!!
Qui mancano le basi!
Ci sono schizzi di sangue nell’appartamento, ma non su Barry, ci sono segni di lotta o difesa sulla vittima, ma non su Barry, la causa del decesso non dovrebbe corrispondere (DeVoe è morto con il passaggio della sua coscienza, non per la pugnalata…) e da un’autopsia avrebbero dovuto notare qualcosina (tipo che la sua calotta cranica è scoperchiata? Tutto molto normale…)
Ci vogliono i controinterrogatori, le perquisizioni con mandato!
Joe si stava infiltrando in casa DeVoe per mettere una falsa prova sulle scarpe di Marliza… quindi non avrebbe mai potuto usarla in tribunale in quanto prova ottenuta senza mandato e quindi manipolabile… =_=
(Bello il discorso autobiografico di Dibny, ma inutile, perchè era una strategia inutilizzabile al processo!!)

Tutto troppo affrettato, con tempi di procedura penale non rispettati (interrogatori di garanzia, autopsia, perquisizioni, sentire anche il presunto “amante” della signora, che magari dovrebbe dire la sua ecc…), questi sono errori di scrittura di basso livello!
E ripeto, se non avessimo mai visto nessuna serie legal/crime in vita nostra forse lo potremmo anche digerire, ma è dai tempi di Perry Mason che vediamo i peggio colpi di scena in aula! XD

La sottotrama su Fallout poi è da buttare…
Solo un riempitivo che ci conferma una tragica realtà: il Team Flash è composto da gente inutile senza Barry…
(Con Cisco e Wells che fermano un camion di scorie nucleari armati di fucili giganti, ma va tutto benissimo e l’autista manco si spaventa o chiama la polizia… sai, “fucili + camion di scorie radioattive” non è esattamente un bel binomio…)
La gestione di Killer Frost mi sta facendo seriamente salire il crimine, fatemi un favore CW: sfogliate un fumetto su di lei… uno qualsiasi, anche quelli brutti e scoprirete che anche in quelli brutti è scritta meglio di come state facendo voi!!

Insomma: pollici in su per i dialoghi di buona fattura su eroi e villain, ma pollici terribilmente in basso per la struttura della trama legal e della sub-quest… :-/

Reply
Sara 19 Gennaio 2018 at 18:16

Beh, mi hai decisamente rubato le parole di bocca.
Stavo giusto per scrivere un commento simile, ma a questo punto non aggiungerei nulla di diverso.
L’episodio è stato un grande meh, escludendo poche cose salvabili che avete già fatto notare.
Questa cosa che il team senza Flash faccia così pietà, inoltre, deve finire. Sono tutti dei cervelloni (e per la maggioranza con superpoteri!), santa miseria. Capisco che Flash sia il perno e tutto quanto ma sul serio gli hanno inviato una richiesta d’aiuto mentre era in aula a difendersi da un’accusa di omicidio?!
Mentre scrivo mi viene in mente una cosa e magari potete aiutarmi…perché Wally non c’è?
Infine mi unisco ancora una volta alle preghiere alla CW per caratterizzare Killer Frost in maniera decente perché, altrimenti, tanto vale spedirla su un’altra terra a vendere caffè.
P.S. Rivoglio anch’io il vecchio Clifford.

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TreAsterischi 19 Gennaio 2018 at 21:54

Esatto, la cosa tragica è che ho passato metà puntata a pensare “ah, ho visto Dexter: le macchie di sangue su Barry non corrispondono agli schizzi prodotti dalle coltellate, l’accusa non potrà controbattere…”, “Tzè, la sedia a rotelle non è sulla scena del delitto, dilettanti: è ovvio che Barry non può essersi caricato in spalla la vittima per farla fuori lì dalla finestra”, “L’autopsia noterà diverse cosucce, tipo che la causa del decesso non è la pugnalata (casomai elettrocuzione…) o che Clifford ha il cranio scoperchiato da pregresse operazioni chirurgiche non troppo normali”…
E invece niente!
Tutte queste incongruenze sulla scena del crimine non sono state tenute minimamente in considerazione!

Tra l’altro c’è un errore di montaggio grosso così: il capitano è in aula a testimoniare, ma è contemporaneamente in banca sulla scena del primo “attacco” di Fallout a parlare con Cisco e il Detective West… Oo()

Il Team Flash dovrebbe avere più spazio e personalità, non possono essere così incapaci! D:
E la telefonata durante il processo è tra le cose più basse che mi sia capitato di vedere!
In più non riuscivano a risalire all’identità di Fallout… ma se ha appena aperto un conto in banca?!
Cioè, ha compilato moduli, fornito documenti di identità, firmato scartoffie alla signorina svenuta!!
Il suo codice fiscale dovrebbe essere ancora lì sul bancone!!

CW… il Bonomo del Borneo meridionale è una scimmia in via d’estinzione: per piacere lasciatele libere in natura, non costringetele a scrivere sceneggiature simili… =_=
(e no, darle da revisionare a un dialoghista bravo non è sufficiente: non puoi cavare sangue dalle rape e ficcare ottimi scambi di battute dentro uno script fatto di carta velina!!)

Reply
The Lady and the Band
The Lady and the Band 24 Gennaio 2018 at 10:12

Grazie ad entrambe per il commento, soprattutto perché avete scritto in maniera più colorita ciò che io ho edulcorato parecchio nella mia recensione (dovete sapere che mi sono imposta di non scrivere più le mie recensioni subito dopo aver visto la puntata, onde evitare ciò che mi è accaduto più volte ossia scrivere un’invettiva degna di Cicerone perdendo di vista i pregi dell’eventuale episodio).
Come ho scritto nell’articolo, la bravura degli sceneggiatori riguarda il lato emotivo della puntata mentre tutto il resto fa abbastanza ridere: dal processo farsa (la sedia a rotelle alla fine c’era, capovolta ma c’era) che avremmo potuto smontare anche noi che non siamo laureate in giurisprudenza, alla trama parallela che è stata messa lì solo per arrivare al discorso finale di Sigh.
Sul fatto che si debba smettere di dipingere il Team Flash come degli incapaci senza Barry, concordo: dopotutto sono andati avanti mesi senza Flash e non mi sembra che Central City sia precipitata nel caos.
Wally è in giro per chiarirsi le idee ma presto si unirà alle Leggende: finalmente si sono resi conto che aveva bisogno di qualcosa da fare e che sprecare un personaggio (visto che hanno già Caitlin versione acchiappapolvere) non s’ha da fare per cui lo hanno donato alla serie dell’arrowverse che si è persa un pezzo di recente.

PS. Ridateci Sandilands!

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