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Recensioni The Flash

The Flash 4×02 – Il binge watching à là Barry c’est magnifique

E vai che per la seconda settimana di fila The Flash ha azzeccato l’episodio! Onestamente sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa puntata leggera e scorrevole che mi ha ricordato i fasti della prima stagione. Gli autori sono riusciti a mescolare bene il divertimento, l’azione e il sentimento  e sono stati bravi a costruire un parallelo fra il villain della settimana e le due storyline sentimentali secondarie. Il tema della comunicazione è stato il fil rouge dell’episodio: comunicazione fra persone e comunicazione distorta volontariamente per assoggettare le macchine al volere del villain, tale Kilgore (per un attimo ho letto Kilgrave* e m’è preso un coccolone!).

Se il villain della settimana è cascato a fagiolo perché Cisco ripensasse il proprio progetto sul nuovo costume di Flash, i problemi di comunicazione sono serviti a chiarirci che i 6 mesi di Barry nella Speed Force non saranno ignorati: l’assenza del ragazzo ha creato un vuoto nel team e la squadra (Iris in primis) ha dovuto colmare quel vuoto, imparando ad affrontarne le conseguenze ed agendo sempre più come squadra. In particolare sto apprezzando la nuova Iris: mi piace la sua sicurezza, mi piace che sia meno “fidanzata di Barry” e più “Iris West” con una propria vita, dei propri pensieri, un proprio ruolo nel Team Flash e mi piace che, per una volta, si siano affrontate le reali conseguenze di un’assenza del genere. Iris ha dovuto affrontare gli sguardi di compassione, le spiegazioni, la solitudine, le mille sottili coltellate che ad ogni domanda la colpivano nel profondo, facendola sentire intrappolata da una verità inconfessabile, da un cuore spezzato per motivi diversi da quelli noti al mondo. Iris ha dovuto giustificare l’assenza di Barry, difenderlo da chi lo accusava di averla lasciata sulle soglie del matrimonio, tutto questo cercando disperatamente lei stessa di affrontare l’assenza di Barry, di non pensare al proprio cuore spezzato e faticando giorno per giorno per tenere fede alla promessa fatta al fidanzato. Ma voi, ce l’avete una vaga idea di cosa significhi? E tutto con un Barry che una volta tornato sembra non rendersi assolutamente conto che tutto è cambiato, che il team che ha lasciato ha equilibri nuovi, che la sua Iris ha portato un peso che l’ha schiacciata a lungo mentre lui è convinto di poter comportarsi esattamente come se nulla fosse successo. Insomma, poche battute ma efficaci (come nella premiere) che ci hanno fatto comprendere quanto sia cambiato, quanto gli autori abbiano intenzione di tenersi stretta la coerenza e presentarci le conseguenze umane dei sei mesi senza Barry. E questa volta, ho la sensazione, non sarà solo un momento passeggero ma credo resterà un leit motiv del resto della stagione.

Questa puntata ci ha permesso di riprendere le fila della liason fra Cisco e Gipsy, una storyline che ha permesso di ampliare il discorso sull’evoluzione del personaggio del giovane scienziato. Il nuovo Cisco pare evolvere in maniera naturale: se da un lato è chiaramente riconoscibile nelle piccole nerdosità di fanboy, dall’altro non possiamo non rilevare quanto più sicuro di sé sia, quanto più adulto sembri. Non ho dubbi che questa crescita sia da collegarsi sia alla relazione stabile con Gipsy, sia dall’aver dovuto prendere la co-leadership con Iris, una volta venuti meno Cait e Barry.

E parlando di crescita non posso non accennare a Caitlin: il fantasma di Killer Frost ha fatto solo una breve apparizione (abbastanza per farci presagire guai futuri) ma la nuova Cait è stata una piacevole conferma. Colgo l’occasione per ribadire il mio apprezzamento per la nuova grinta e disinvoltura che sta mostrando al mondo, nuovi tratti per un personaggio che pare aiutare anche la sua interprete nella resa: Danielle Panabaker è naturale nella recitazione, più sciolta e questo la rende anche più piacevole da guardare.

Prima di chiudere, due cose ancora:

  1. mi sta piacendo molto come stanno introducendo il personaggio del Pensatore: un grande burattinaio dietro le quinte che appare solo qualche secondo a fine episodio, abbastanza per solleticare la curiosità dello spettatore ma non troppo da distrarlo dalla prospettiva di Barry&Co. Ad esempio, perché è così importante che Kilgore sia lì nel penitenziario di cui non ricordo il nome ma voi sì? Sarà stato il Pensatore a creare i nuovi meta?
  2. Oliver Queen vende quel popò di casa e io non lo soooooo???Ma soprattutto – e qui vi confesso che ho mollato “Arrow” – quando avrebbe svelato la vera identità di Green Arrow?Urge un recuperone…

TOP 3:

  • Barry che recupera le sue serie tv con la supervelocità: sfido chiunque di voi a non ammettere di averlo invidiato. “Oh, Jon Snow è morto!Ah no, è vivo!” (tecnicismo: se Barry è stato via solo 6 mesi…non vedo come abbia potuto stupirsi SIA della morte CHE del ritorno in vita di Jon visto che abbiamo atteso 1 anno noi per saperlo ndr).
  • I problemi tecnologici del nuovo costume: certe volte la comicità fisica è la migliore. Il momento in cui la tuta si è gonfiata stile canotto è stato il top dei top.
  • Kid Flash: Barry fammi venire con te, potrei essere utile. Flash lo porta con sé…e lo mette fuori gioco dopo 2 nanosecondi. #fatefarequalcosaaWally
  • BIS: Nora, Henry, Eddie, HR, Laurel, la mamma di Iris, Ronnie…”Siamo stati ad un po’ di funerali”. Quelli del Seattle Grace vi sono alle costole, direi!

Il Tweet del recensore

Cosa vi è parso dell’episodio?Cosa ne pensate della svolta dei vari personaggi? E di questo villain della puntata che ti fa venir l’angoscia solo al pensiero di quanta tecnologia governa la nostra vita? Ma soprattutto, solo io trovo il promo della prossima puntata esilarante?

Prima di salutarvi vi ricordo le meravigliose pagine da spolliciare per essere sempre informati sul vostro velocista scarlatto preferito (e non solo):

Arrow e The Flash >>Cisco Ramon The Flash Italian Fans The

re’s no Flash without Iris WestYou make me emotional, Grant Gustin

 

 

*Kilgrave è il nemico numero uno di Jessica Jones, un telepate in grado di far assoggettare al proprio volere le persone con la forza del pensiero.

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