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American Crime Story News

The Assassination of Gianni Versace | Darren Criss su Andrew Cunanan e la sua esperienza

Ci sono tantissime performance eccezionali in The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story, ma forse quella che spicca maggiormente è quella di Darren Criss nei panni del serial killer Andrew Cunanan.

Noto precedentemente soprattutto per il ruolo di Blaine Anderson, il dolce studente ex Warbler che amava cantare Katy Perry in Glee, questa volta Criss cede completamente al lato oscuro per interpretare Cunanan, un sociopatico che ha ucciso cinque uomini nel 1997, incluso lo stilista Gianni Versace (qua interpretato da Edgar Ramirez).

EW ha parlato con Criss di Cunanan, della sua riunione con il co-creatore di Glee, Ryan Murphy e della connessione dello show con la nostra cultura dei social media.

ENTERTAINMENT WEEKLY: Come ti sei sentito a vestire questi panni? Eri nervoso? È senza dubbio il ruolo più importante e complicato che tu abbia interpretato finora.

DARREN CRISS: No, non ero per niente nervoso. Questa è sicuramente l’esperienza più eccitante che abbia mai fatto. Questa è l’opportunità che stavo aspettando da sempre e per cui ho lavorato così duramente nella mia vita…questo è il ruolo di una carriera, di una vita. Sono estremamente grato e sopraffatto. So benissimo che questo non è un ruolo che ti capita spesso nella carriera. Questo è quello che ho provato ogni giorno. Non c’era tensione o trepidazione o paura. Nella mia vita ho sempre amato le cose che per altri sembravano difficili. Tuttavia non dico che sia stato facile.

Ci sono così tante cose di questo show e di questo ruolo che sono grandiose. Non solo è un ruolo eccezionale, ma è una storia fantastica con un peso importante che credo possa fare luce su molte cose che non sono state esposte.

Quindi no, non ero per nulla nervoso. Credo che le persone abbiano una fissa per le cose oscure – credono magari che siano paurose o difficili. Forse sono semplicemente io una persona oscura. Credo che tutte le cose oscure, spaventose e convenzionalmente negative derivino da sentimenti comuni: paura, imbarazzo, ambizione e delusione.

Tu stai pensando alle emozioni che le mettono a nudo. Non ti rendi conto. Questo non mi fa avere paura di Andrew. Non me lo fa amare o odiare meno o più. Sono deluso da lui. Il mio cuore si spezza per lui, soprattutto per tutte le cose buone che abbiamo visto di lui.

Su un livello professionale, è l’entusiasmo di essere con persone con cui amo lavorare, girando una storia che credo sia molto importante. Su un livello personale, per il ruolo, è davvero bello essere parte di qualcosa che ha così tante sfumature e che ha l’opportunità di sfidare il senso di empatia del pubblico. Poter essere parte di questo è come poter andare a fare il lavoro più rinfrancante che uno possa fare.

Come sei entrato nel personaggio di Andrew? Lui è così complicato e misterioso. Qual è stata la tua preparazione?

Perché lui è confuso, è una sorta di rete protettiva per me. Credo che il motivo sia perché lui è una persona che si dissocia e compartimentalizza. Inoltre quando va in un certo posto, potrebbe cambiare direzione all’improvviso e questo mi aiuterebbe. Non c’è una grande preparazione che puoi fare. Le persone che lo conoscevano, conoscevano solo una parte di lui. Questo in realtà è un vantaggio per me, perché si tratta di una persona che le persone non conoscono. Questo è una sorta di alibi. L’unica cosa che puoi fare, non è tanto prepararti, ma essere disposto a provare tutte le emozioni possibili. Questo credo sia la cosa più importante. In qualsiasi momento, lui potrebbe fermarsi e sparare in ogni direzione. Non puoi veramente prepararti per questo.

Ho fatto tutte le ricerche possibili. Non ci sono molte cose su cui basarsi. Alla fine, c’è l’Andrew che parla e cammina su questa terra. C’è l’Andrew che le persone hanno conosciuto. Poi c’è questa persona che è la mia luce guida. Ho fatto tutti i “compiti”. Ma alla fine devi solo essere disponibile e interpretare ogni scena liberando le tue emozioni.

Qual è stata la sfida più grande?

Posso comprendere e raccontare Andrew perché ho potuto “viverlo” in maniere diverse. Ho vissuto con questo giovane uomo. Ho vissuto con lui da adolescente e da giovane uomo. Tutti noi ci ricordiamo come è voler piacere, volere essere accettati e magari distinguersi dalla massa. Tutte queste cose mi connettono a lui, ma ci sono anche altre similarità. Ovviamente, le cose che ci rendono diversi sono estremamente grandi e importanti, ma sono poche.

Si può dire che Ryan Murphy abbia lanciato la tua carriera. Come è stato lavorare con lui questa volta? Lui ha voluto te per questo ruolo.

Questa è stata la prima volta che ho davvero lavorato con Ryan, nel senso che è stata la prima volta che ci siamo seduti e ci siamo sporcati le mani lavorando davvero sul materiale. Quando ero in Glee, lui non dirigeva davvero e non mi ha diretto in American Horror Story. Non ho mai lavorato direttamente con lui. Siamo amici ovviamente, lui era ed è il mio capo, e ci vediamo a eventi, feste e lui è sempre stato un mio grande supporter. Ma non abbiamo mai fatto qualcosa del genere insieme. È stato davvero bello per me.

Ryan è un uomo davvero prolifico, ha creato questo marchio intorno a sé e questo è il tipo di persona che conoscevo e con cui avrei bevuto un bicchiere di vino. Ma vederlo davvero al timone, creare questo mondo, fare quello che fa meglio è grandioso. È davvero una fonte di ispirazione. È stato entusiasmante lavorare con qualcuno con questa capacità. Gli attori sono bravi solo per i momenti che riescono ad avere grazie ai ruoli e lui mi ha regalato un momento straordinario.

Avrebbe potuto facilmente diventare qualcosa di esagerato. Ma voi siete riusciti a mantenerlo umano e realistico.

Se questo è quello che è risultato, grandioso, perché penso che fosse quello che volevamo quando tutti noi abbiamo girato lo show. Vuoi sempre qualcosa di realistico. Il mio interesse, come quello di tutti gli altri, sin dal primo giorno era di mostrare l’umanità di Andrew. Se avessi semplicemente un bravo ragazzo/cattivo ragazzo, non sarebbe interessante. Non possiamo semplicemente denigrare Andrew e poi, quale sarebbe lo scopo di seguire questa persona se non mischiassimo le carte del nostro senso di connessione con un “cattivo” convenzionale. Dobbiamo renderlo umano – questa è l’unica strada percorribile per conoscerlo in maniera profonda.

Sono davvero entusiasta di vedere molte delle cose di Ricky [Martin], Edgar e Penelope [Cruz], perché io non c’ero quando hanno girato le loro scene. È stato come girare due show completamente diversi. Non ho idea di quale sarà il risultato. Non vedo l’ora di vedere i parallelismi.

Cosa vuoi suscitare nelle persone che vedono questo show?

Voglio davvero che le persone mettano in dubbio il loro senso di empatia e che cerchino di capire se avrebbero potuto essere loro. Non è specificatamente su Andrew, ma più sulle persone come lui: le persone che idolatrano gli eccessi e come loro diventano ossessionati da cose che non hanno, finendo col farsi distruggere proprio da questo. Andrew è una persona che ha curato molto bene la sua immagine, con una precisione chirurgica. Lui vuole davvero assicurarsi di essere visto in un certo modo da certe persone. Non è troppo lontano da come molti di noi filtrano la propria vita. Sto parlando in termini estremi qui, ma credo possa collegarsi con il mondo dei social media e di come noi filtriamo, letteralmente, le nostre vite e da come siamo ossessionati dal modo in cui le altre persone ci vedono. È una cosa totalmente naturale, ma c’è anche l’altra faccia della medaglia: guardare le altre persone e quello che hanno. Spesso le persone dicono, “Odio andare sui social media quando sei single e vedere tutte queste persone innamorate che hanno vite felici.” C’è una differenza tra lasciare che questo ti butti giù di morale o che ti faccia andare fuori di testa, permettendo a quello che non hai, non solo di distruggere te stesso, ma anche altre persone.

Credo che le persone possano ritrovarsi in questa angoscia e in quello che vuol dire immaginarsi fantastico ed eccezionale, anche se è falso. A quale punto diventa un crimine, voler abbellire la tua vita? Credo che lui possa essere definito un pre-Instagrammer che utilizza filtri per ogni foto pubblicata. Lui ha filtrato la sua vita. La cosa che le persone dicevano maggiormente di lui era che fosse un vero narratore. Lui voleva che le persone pensassero a lui in un certo modo. Questo per me è meno subdolo, ma più sbagliato e triste. Non mi arrabbio con Andrew – il mio cuore si spezza per cui. L’enorme potenziale di qualcuno così creativo e carismatico che usa le sue energie per qualcosa di così sbagliato: questo è quello che mi interessa davvero.

The Assassination of Gianni Versace: American Crime Story va in onda il mercoledì su FX.

 

Fonte

 

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