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The 100 | Recensione 4×10 – Die All, Die Merrily

Inizio questa recensione a caldo, a caldissimo, quindi perdonatemi se non mi lascio andare ai soliti convenevoli ma sono incazzata nera. Non so quanto sia professionale dire incazzata, cerco sempre di mantenere un tono oggettivo e non buttarvi in faccia in malo modo le mie riflessioni, ma questa volta veramente non trovo altro termine più educato per esprimermi. Allora, io voglio Clarke Griffin fuori da questo show, float yourself e tanti saluti. Già la sopporto per grazia mandata, lei e il suo complesso di Dio, combo esagerata del complesso di onnipotenza e di quello della crocerossina, che già separatamente sono fastidiosi, sono pesanti da reggere una puntata sì e l’altra pure, ma questa volta abbiamo esagerato.

Dieci puntate, più fondamentalmente le due passate stagioni (passo la prima perché era in rodaggio e grazie a Dio c’era Finn), a triturarci le giunture delle ginocchia con tutta ‘sta storia che dobbiamo salvare tutti, che l’importante è preservare l’umanità, che dobbiamo cercare di consolidare l’alleanza tra i clan e bla bla bla… e poi con cosa se ne viene fuori? Occupiamo il bunker. COMPLIMENTI CLARKE, TU SÌ CHE SEI COERENTE.

Ma la smette di prendere queste decisioni in solitaria e senza un briciolo di logica?? Ricordiamo poi che mentre Clarke faceva comunella con Jaha, noto per essere un’altra mente brillante, Octavia era là fuori a cercare di non farsi ammazzare e di dare effettivamente una possibilità di sopravvivenza più coerente con quello che poche ore prima lei stessa aveva detto a Roan, e che comunque (dando per spacciata O) Kane sarebbe rimasto chiuso fuori da solo in balìa di tutte le tribù Grounders un tantino alterate dal tradimento degli Skikru, e si sa che non si tratta proprio di personcine a modo o disponibili al dialogo.

Ok, allento un po’ lo sfogo e cerco di ricompormi. Posso capire che messi all’angolo, di fronte alle scarse speranze di vittoria di Octavia, si voglia tentare il tutto per tutto pur di salvarsi la pelle – e ammetto che con Luna e Roan in gioco, nemmeno Octavia stessa si dava grandi chances – per cui posso giustificare un atteggiamento del genere: gli Sky People hanno trovato il bunker e si sono impegnati fino all’ultimo pur di trovare una soluzione che salvasse capra e cavoli, quindi hanno il pieno diritto ad accedervi e si sono loro malgrado ritrovati coinvolti in questa lotta all’ultimo sangue (mi perdonerete se non dico “ingiustamente” ma, come scrivevo nella scorsa recensione, con un minimo di accortezza in più nella gestione delle proprie alleanze, gran parte di quello che è successo si poteva forse evitare). Ipotizzando di non conoscere l’esito finale del Conclave e di essere sull’orlo della disperazione più nera, per me il problema rimane comunque nel solo e semplice fatto che questa scelta sia venuta da Clarke. Cito le sue parole a Roan nei primi minuti della puntata

“That’s the difference between you and me, Roan: I want humanity to survive, even if it’s not my people”

E poi invece la chiusura dell’episodio

“If only one clan will survive, it will be ours – We did what we had to do”

Ciò mi ha fatto pensare che in The 100 ci sia molta più fantascienza di quanto credessi, perché a quanto pare sono entrati in scena pure degli alieni che hanno fatto il lavaggio del cervello alla protagonista e hanno completamente cambiato il suo modo di pensare, perché altrimenti non è possibile che la stessa persona possa aver pronunciato queste parole nell’arco della stessa giornata. Oppure semplicemente Clarke Griffin è la personificazione dell’incoerenza. Da questa serie mi aspetto sempre delle svolte che ribaltino la situazione, generalmente in peggio, così da mettere ulteriormente in difficoltà i protagonisti, e per questo, quando ho visto gli Sky People sistemarsi nel bunker, ho pensato “Ecco che ci siamo, ti pareva che qualcosa non andasse storto” ma è stato l’atteggiamento di Clarke a farmi saltare i nervi. Jaha viaggiava già verso quella direzione e, senza troppa fatica e con le sue doti innate di leader carismatico, avrebbe facilmente trascinato con sé tutto il suo popolo, e Clarke avrebbe potuto starsene in un angolino senza intervenire; non sarebbe stata la sua performance migliore, senza dubbio, ma almeno avrebbe mantenuto una parvenza di coerenza. “Ho tentato di oppormi ma non sono stata ascoltata” è sempre meglio del trito e ritrito nascondersi dietro il minuscolo dito “Ho fatto quello che andava fatto” che non può essere sempre la giustificazione per tutto.

Questione Clarke a parte, questa 4×10 mi ha dato delle grandi soddisfazioni e anche qualche lacrimuccia. Octavia Blake star indiscussa della puntata. Praticamente si è verificato tutto quello che avevo sperato per questo personaggio sin dall’inizio della stagione. Innanzitutto il “ricongiungimento” con suo fratello.

Non c’è stato un vero e proprio chiarimento diretto, non un abbraccio o un discorso strappalacrime, ma forse è stato meglio così: Bellamy ha agito nell’ombra per proteggerla, l’ha incoraggiata cercando di farle riconoscere i suoi punti di forza, ed è finalmente riuscito a esternare i suoi sentimenti quando nemmeno pensava di essere ascoltato, e tutto questo è arrivato dritto al cuore di Octavia, le ha dato nuova linfa e l’ha aiutata a capire e ricordare per cosa valesse veramente la pena combattere. Bellamy ha sempre avuto un atteggiamento iperprotettivo nei suoi confronti e Octavia lo ha sempre visto (dal suo arrivo sulla Terra) come una gabbia e una costrizione; sentire invece che lui confida nelle sue capacità e che è fiero di ciò che è diventata è stato il vero punto di svolta nel loro rapporto. La prima persona che ha ricercato alla fine del Conclave è stato suo fratello e questo è valso più di mille abbracci appassionati. Del resto le scene con Indra mi hanno ripagato abbondantemente. Non ho mai fatto mistero del mio apprezzamento per il loro rapporto, che va ben oltre la semplice relazione allieva/insegnante e assume quasi un carattere materno. All’alba di questa battaglia Octavia è effettivamente molto più preoccupata di quanto lei stessa voglia ammettere, sa che dovrà scontrarsi contro guerrieri più forti e più allenati di lei e che le sue abilità potranno non essere sufficienti per uscirne viva; Indra la rincuora, le ricorda i suoi insegnamenti, le dice che è fiera di lei e le consegna la sua spada, come una vera eredità, e soprattutto le dice che LEI E’ IL SUO POPOLO.

Le sue parole arrivano dritte al cuore e voglio credere che le abbia pronunciate non nella speranza di un qualche vantaggio ma perché consapevole che il suo addestramento andava ben oltre le semplici tecniche di combattimento e puntava a insegnarle la lealtà, il senso di appartenenza e la dedizione a una causa. Octavia ha finalmente ritrovato se stessa e la sua dimensione nel mondo, ha realizzato la volontà di Lincoln e ha regalato una speranza a tutti.

Rimane il fatto che la sua scelta è stata presa senza confrontarsi con il suo popolo, in solitario esattamente come ha fatto Clarke. La sua vittoria confermava il pieno diritto degli Sky People di occupare il bunker (diritto che avrebbe già dovuto prevalere), per cui la decisione più corretta sarebbe stata secondo me quella di assicurare la salvezza a tutta la sua gente e permettere poi ai Grounders di occupare in modo equo i posti restanti; avrebbe dimostrato magnanimità e riconoscenza nei confronti del popolo che l’ha accolta, ma non avrebbe minato la possibilità di sopravvivere per tutti gli Skikru, e credo che gli altri clan avrebbero accettato questa proposta per rispetto delle tradizioni del Conclave. Tuttavia non mi sento di criticarla come invece ho fatto con Clarke, perché in questa scelta c’è coerenza, eccome se c’è! La vittoria di Octavia è la combinazione di tante cose – l’amore di Lincoln, gli insegnamenti di Indra, il sostegno di Kane e di Bellamy, il sacrificio di Ilian, il senso dell’onore di Roan e in qualche modo anche la distruttività di Luna – per cui capisco che in ultimo abbia deciso di ripartire il premio e dare a tutti i clan una possibilità di salvarsi. Questo vuol dire preservare l’umanità, far sì che tutte le tradizioni sopravvivano, come in una sorta di nuova arca biblica su cui imbarcare tutte le specie viventi, minori in numero, ma effettivamente rappresentative di tutta la razza umana. Qui sta la differenza sostanziale tra le due ragazze: entrambe hanno operato delle scelte che, per motivi diversi, potremmo considerare sbagliate, ma sono frutto di due percorsi completamente differenti e hanno un peso ben diverso sulle dinamiche complessive. La decisione di Octavia avrebbe suscitato la rivolta del suo popolo e francamente non ho idea di come avrebbero potuto risolvere la situazione, ma la scelta di Clarke le ha messo contro tutti i clan Grounder (stavolta uniti contro un unico nemico) e non ha trovato il pieno appoggio nemmeno fra i suoi (pensando a Kane, Bellamy e Octavia, e spero fortemente anche Abby, che non si è vista…), e immagino che il tutto si risolverà nell’ennesima strage di fine stagione, vanificando anche le morti avvenute durante il Conclave.

A questo proposito è doveroso fare una menzione d’onore per Roan. Questo personaggio mi è piaciuto sin dall’inizio e ha avuto un percorso esemplare fino alle sue ultime scene. In questa puntata soprattutto ha dimostrato di essere a tutti gli effetti un guerriero e un sovrano corretto, in termini di estremo sacrificio per il suo popolo, fede alle proprie tradizioni e assoluto senso dell’onore. Bandire Echo ne è stata la prova definitiva: avrebbe potuto lasciare che lei facesse il lavoro sporco al posto suo ed eliminare Bellamy per proteggere il suo segreto, invece è rimasto fermo nelle sua decisione e nella sua promessa di combattere quest’ultima battaglia ad armi pari, senza inganni, assicurando la sopravvivenza al suo popolo con onore o morendo nel tentativo, nel pieno rispetto delle regole del Conclave. Cade combattendo e muore da eroe, lasciando un gran bel ricordo del suo personaggio.

Non vedo l’ora di vedere il confronto fra Bellamy e Clarke della prossima puntata, NON VEDO L’ORA! Siamo in dirittura d’arrivo e continuo a non avere certezze.

Vi do appuntamento alla prossima settimana e vi ricordo di passare dalle pagine dedicate allo show per tenervi aggiornati su tutte le news in uscita!

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Jeda

6 comments

L@ur@ 5 Maggio 2017 at 19:19

Clarke, sei una merda.

Questo è quello che ho pensato alla fine dell’episodio, quindi non sono stata molto più clemente di te.
Mi sono cadute le braccia, Octavia era fuori a farsi il mazzo e lei, senza darle un minimo di fiducia, tramava con Jaha.
Cioè, proponi un’alleanza a Roan, lui ti dice di no e tu ti vendichi occupando il bunker? Cos’hai, 5 anni?? Bo
Che poi, perchè avrebbe dovuto darti retta? Le alleanze precedenti sono andate a farsi benedire, hai creduto di imbrogliare tutti facendoti impiantare il chip facendoti beffa delle tradizioni dei groungers, combini più danni di chiunque altro, devo proseguire?
Che poi come dici tu, questo suo complesso di Dio, unito al complesso da crocerossina, e ci aggiungerei anche una bella dose di vittimismo con tutti i suoi “Ho duvuto qua, ho dovuto la”, la rendono un personaggio sempre più insostenibile per me…

Nel commentare lo scorso episodio mi ero dimenticata di dire che secondo me non avrebbero combattuto perchè era impossibile che nello stesso episodio facessero fuori Roan e Luna (o ipoteticamente Octavia), e invece l’hanno fatto!
Luna vabbè, arrivederci e grazie per tutto il pesce, ma Roan ero basita! Fino all’ultimo mi aspettavo riemergesse dalla fontana e facesse fuori Luna, e invece no, è proprio morto…
Bel personaggio, Re tutto d’un pezzo fino alla fine, mi è piaciuta l’alleanza stretta con Octavia (molto più sensata di quella richiesta da Clarke), e ancora di più il suo atteggiamento nei confronti di Eko (che per inciso, deve morire male, ma male male).
Ammetto di aver versato qualche lacrima, quel “You are my people” è stato meraviglioso, non lo ha detto per tenersi buona Octavia in caso di sua vincita, era proprio sincero.
Anche la morte di Ilian non mi ha lasciata indifferente, non tanto per il personaggio (ha comunque raso al suolo Arkadia), ma per come si è svolta, lui che chiede ad Octavia di ucciderlo, e lei, che per l’ennesima volta, deve veder morire qualcuno di cui le importava.

Ansia per i prossimi episodi, certo l’occupazione abusiva del bunker è una bella idea per riempire gli ultimi episodi, e scommetto che ai grounder non passerà inosservato il dettaglio che gli Sky People lo abbiano occupato ben prima che Octavia vincesse, senza contare la sua promessa di lasciare posto a tutti, vedremo!!

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Al
Al 6 Maggio 2017 at 17:10

Ciao! Vedo che Clarke guadagna sempre più ammiratori **please insert sarcasm here**
Scelta a parte, che, come quella di Octavia, ha i suoi pro ed i suoi contro, il suo atteggiamento mi ha infastidito. Non si è visto cosa sia successo dietro le quinte, per cui attendo la prossima puntata in cui suppongo ci sarà una spiegazione, anche se dal promo ritrovo già quel “I had to” che ormai è praticamente un mantra. Mi piacerebbe che ogni tanto si ricordasse di non essere sola e che può riporre fiducia anche in qualcun altro oltre che se stessa, e che non sempre le scelte difficili spettano a lei – un leader ogni tanto deve anche saper delegare. Cambiare partito solo quando si è messi alle corde, perchè fa comodo, è per me un atteggiamento insopportabile, soprattutto se viene da un personaggio che spesso e volentieri si è posto come asticella morale per tutti i suoi compagni.
Io ammetto che fino all’ultimo ho temuto che Octavia non sopravvivesse: con Jasper e Raven dati per spacciati, potrebbe sembrare scontato che non ci saranno altre morti “importanti” e proprio quando è scontato il buon vecchio Jason arriva a colpire! Comunque anche eliminare Luna, Roan ed Ilian in una volta sola non è stato sicuramente un colpo a vuoto. Ilian ha avuto troppo poco tempo per farsi apprezzare, almeno da me, però senza dubbio in riferimento ad O è stata l’ennesima batosta emotiva.
La guerra sicuramente non si è esaurita con il Conclave e suppongo gli animi non si placheranno fino alla fine – adoro questo finali che mi tengono sulle spine!
Grazie del commento, alla prossima!

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Droppa 6 Maggio 2017 at 03:05

Io non riesco a comprendere le reazioni degli altri fan di the 100, su questo episodio, compresa la tua!
Clarke non è il personaggio più simpatico della serie, ma dire che manca di coerenza mi sembra insensato.
In 5 frasi complessive che ha detto nella puntata sembra che ne siano state recepite 2.
A mio parere Clarke era sicura avrebbe vinto Luna, e lo ha anche detto chiaramente (in fin dei conti è stata allenata dalla nascita per sopravvivere ad un conclave, se ci fossero state delle scommesse avrei puntato su di lei), quindi la sua reazione di occupare il bunker mi sembra più che sensata, avendo l’erronea certezza che nessuno lo avrebbe occupato.
C’è anche da considerare che i grounders negli ultimi episodi si sono comportati come bambini capricciosi, sopratutto Indra e Roan, e avrebbero consumato anche la pazienza di padre Pio! Il semplice fatto che Clarke non abbia rubato la pistola a Kane e non gli abbia sparato in mezzo agli occhi subito è un miracolo! Oltre tutto, nessuno ha considerato che un clan grounders dentro ad un bunker high tech non sarebbe neanche capace di accendere la luce senza gli skaikru! Insomma si sono aggirati per mezza stagione nelle strade di Polis distruggendo la tecnologia, come cavolo pensavano di sopravvivere in un bunker con coltivazione intensiva ed un macchina idroponica (o come la chiamano nel telefilm) che produce tutta l’acqua potabile? Forse sono io ad aver letto troppo in mezzo alle righe, forse trovando spiegazioni un po’ troppo azzardate per spiegare le azioni di un personaggio che a mio parere ha sempre salvato il culo a tutti!
Comunque, Octavia per me è la regina di questa stagione! Spacca culi a destra e a manca e poi vince contro 12 guerrieri esperti avendo poco più di un anno di addestramento nel combattimento grounders! Badass!

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Al
Al 6 Maggio 2017 at 16:47

Ciao! Io non critico in toto la scelta di occupare il bunker, anzi ormai la guerra per la sopravvivenza si sta spingendo agli estremi per cui capisco che si sia arrivati al punto in cui si è veramente disposti a tutto pur di salvarsi la pelle, e giustamente preferisco salvare me stesso ed i miei compagni prima di pensare a degli sconosciuti. Senza contare, ripeto, che gli Sky People sono stati gli unici a cercare una soluzione a questo benedetto Praimfaya, mentre, fosse stato per i Grounders, avrebbero continuato ad azzuffarsi fino a farsi friggere dalle radiazioni. Di fronte a scarse, se non nulle, possibilità di vittoria, è assolutamente valido tentare il tutto per tutto e non sempre si deve giocare pulito – anche se, pur dando per spacciata Octavia, Kane e Bellamy (recuperato praticamente per caso, dato che non avrebbero potuto sapere che sarebbe uscito per le strade di Polis) sarebbero rimasti con gli altri a morire, e stiamo parlando di due persone non facilmente sacrificabili e che hanno dato un contributo più che fondamentale fino ad ora. Detto questo, io non riesco a superare l’atteggiamento di Clarke, non riesco a non vedere una grandissima incoerenza. Non critico la scelta di occupare il bunker, critico il suo atteggiamento personale: ha passato l’inizio della stagione continuando a ripetere che bisognava cercare una soluzione in grado di salvare tutti e in ultimo ricito la stizza con cui ha parlato a Roan che diceva di essere interessato solo al suo popolo; cambiare repentinamente partito quando si viene messi con le spalle al muro per me è incoerenza. Unisci la poca simpatia verso il personaggio ed il fatto che comunque non ci è stato mostrato il processo che ha portato a questa scelta (e presumibilmente il suo tormento nel compierla), il risultato è stato quello che hai letto. Se la decisione fosse venuta da Jaha e Clarke fosse stata costretta ad accettare non ci avrei visto nulla di male.
Anche io ho pensato all’aspetto tecnologico in effetti: con Luna come vincitrice non si sarebbe posto il problema; l’altro vincitore più probabile era Roan e fino ad ora aveva dimostrato l’intelligenza necessaria a capire di dover portare qualcuno degli Sky People con sè (ad esempio Abby, per le cure mediche), non credo avrebbe commesso una leggerezza simile.
Almeno su Octavia concordiamo 😀
Grazie del commento!

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Chiara 23 Maggio 2017 at 09:58

Anche alla luce degli episodi successivi, io sono d’accordo completamente con te, a parte che non ho mai sopportato Clarke, ma abbiamo sentito ripetere per una stagione intera da Roan che l’unica al mondo che tiene a salvare tutti e non solo la propria gente è Clarke. Ora ci cambiano le carte in tavola così?? ho capito che con la vittoria di O stava andando tutto troppo bene e serviva un problema e un colpo di scena per tenere su la tensione, ma non questo! una cosa è un colpo di scena, un’altra è l’incoerenza. per la tecnologia basta qualcuno che insegni ai grounders come fare, questo sarebbe potuto rischioso ma piuttosto che lasciar morire egoisticamente tutti i clan terrestri cosa che ripeto non è per niente da Clarke, avrei corso il rischio.

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Al
Al 23 Maggio 2017 at 11:24

A un paio di episodi di distanza, nonostante anche il partito opposto abbia delle valide motivazioni, resto ferma sulla mia idea che quello sia stato un grande atto di incoerenza, e continuo a pensare che sia dettato dalla grande confusione che regna nella testa di Clarke e dal fatto di essersi assunta il ruolo di leader che si prende tutta la responsabilità sulle spalle quando è evidente che ora non è più in grado da sola di portare avanti questa scelta. Il percorso in queste quattro stagioni è stato difficile per tutti, forse per Clarke addirittura più degli altri, ma mentre i suoi compagni hanno trovato una strada ben definita (vedi il percorso di redenzione di Bellamy o la “rinascita” di Octavia), lei in questa quarta stagione mi sembra del tutto persa.

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