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The 100 | Recensione 4×09 – DNR

La pausa è finalmente finita e The 100 è tornato: grazie, mi mancava la mia dose settimanale di disagio e #maiunagioia.

Facciamo un recap della situazione, giusto per oliare un po’ la memoria che, dopo quasi un mese e svariati recuperi di altre serie nel mezzo, potrebbe essere un po’ arrugginita. L’ossessione di Jaha per la setta dall’eloquente motto From the ashes we will rise ha dato i suoi frutti e ha regalato agli Sky People l’ultima (e si spera definitiva) speranza di salvezza dall’imminente catastrofe nucleare, per cui ora da Arkadia e dal laboratorio di Becca stanno tutti facendo ritorno a Polis per andare a rinchiudersi sotto terra per i prossimi cinque anni; nel mezzo però Raven continua ad avere crisi epilettiche, che fanno pensare che non saranno certo le radiazioni il suo problema, Octavia è partita per fare la bella contadinella con Ilian, cercando di abbandonare la sua vita da guerriera senz’anima, e Jasper vuole sempre morire. Ricordiamoci poi che in tutto questo Azgeda e Trikru sono più che mai ai ferri corti e sicuramente l’idea di passare i prossimi cinque anni vicini vicini in un bunker antiatomico non convince nessuna delle due fazioni.

Ripartiamo appunto da qui. Non perché mi piaccia dire “te l’avevo detto”, ma effettivamente se avete letto la mia scorsa recensione l’avevo proprio detto che la politica avrebbe messo i bastoni fra le ruote al momentaneo idillio di una nuova speranza. Chiamarla politica poi forse è un po’ esagerato: nella politica si presuppone esista un dialogo, mentre a Polis gli animi si surriscaldano per una minima scintilla e l’unica soluzione sembra sempre essere ridurre l’altra fazione in cenere. Più volte sono stata critica nei confronti di Clarke, però in questa occasione non posso non essere d’accordo con lei. In primis perché credo che tenerla all’oscuro dell’accordo fra Kane e Indra sia stata una mossa sbagliata: conoscendo il suo ascendente su Roan e considerando che il re della Ice Nation sembra essere molto più propenso al compromesso di quanto si possa pensare, forse con un minimo di preavviso avrebbero potuto arginare la situazione; la guerra sarà anche inevitabile, ma uccidere a sangue freddo Roan è una tanica bella grossa di benzina da buttare su un fuoco che è già molto animato. E poi ovviamente la questione Praimfaya: tra meno di una settimana saranno tutti morti, ammazzarsi a vicenda prima per conquistarsi una possibilità di sopravvivere non ha molto senso. Il bunker ha un numero di posti limitato e ovviamente ognuno vorrebbe fare il possibile per salvare quanti più membri possibili del suo clan, ma una guerra potrebbe fare più vittime di quante persone potrebbero effettivamente mettere in salvo se solo riuscissero a raggiungere un accordo.

Capisco il comportamento di Indra, ma apprezzo di più l’atteggiamento di Roan (e giuro che sto cercando di essere oggettiva di fronte agli addominali di Zach McGowan): benché la sua predisposizione al dialogo sia durata molto poco, ha per lo meno fatto un tentativo, ritrovandosi invece di fronte l’alleanza dei Trikru  già sul piede di guerra, e non ha dimenticato la fiducia che aveva riposto in Clarke, dandole una possibilità di spiegare le azioni del suo popolo e assecondandola nel suo tentativo di raggiungere un accordo. Motivo per cui poi mi volevo mangiare le mani di fronte alla brillante idea di Clarke di farsi proclamare nuovo Commander. Perché Clarke Griffin vuoi che ti critichi ogni settimana? Tolto il fatto che, se il principio è lo stesso di Mount Weather, l’effetto del Night Blood non è permanente, quindi di per sé risulta l’ennesimo tentativo affrettato e potenzialmente suicida di risolvere una situazione che poi sarà comunque destinata a precipitare nel caos – ma poi, con un equilibrio così fragile, perché devi sempre prendere decisioni di capoccia tua senza consultarti con nessuno? Abbiamo capito che Roan è un alleato, per cui perché non coinvolgerlo in questo piano brillante e al massimo assicurarsi il suo supporto durante l’ascensione?

Indra non era interamente a conoscenza degli esperimenti nel laboratorio di Becca e credo fosse anche più predisposta ad accettare un qualsiasi Natblida pur di ristabilire il ruolo dell’Heda – con un’ipotesi del genere come base e il silenzio consenziente di Roan, tutto sarebbe potuto filare liscio (tanto abbiamo visto che le parole di Abby entrano da un orecchio ed escono dall’altro se solo Clarke pensa di poter salvare il mondo). Eccoci quindi tornare alla forza bruta e a una risoluzione in puro stile Grounder; gli Sky People si ritrovano improvvisamente da cercare un modo per salvare tutti a non avere probabilmente nemmeno una chance di salvare loro stessi. Thank God Octavia fa delle entrate in scena spettacolari.

Ovviamente mi è partita una hola esplosiva, perché Octavia badass è sempre una visione, perché sogno la riunione dei fratelli Blake e perché questa ship con Ilian per me doveva affondare ancora prima di salpare. La piccola Blake non è più la ragazzina innocente che rincorreva le farfalle, ormai scinderla dal suo ruolo di guerriera è praticamente impossibile, è la sua natura e finché ci sarà una guerra da combattere il suo istinto non potrà tenerla lontana dal campo di battaglia. Non voglio sembrare contraddittoria, ma io amo questo lato di Octavia, perché credo che come guerriera sia riuscita veramente a trovare la sua strada e a riscattare il suo passato nascosta dal resto del mondo, come se combattere la illuminasse di una nuova luce. Quello contro cui mi sono sempre posta nelle mie recensioni di questa stagione è stato appunto il suo combattere senz’anima, l’uccidere senza nessun rimorso e senza dare nessun valore alle vite che sta togliendo, perché questo è lo spirito di un killer e non ha nulla a che fare con l’onore di un guerriero e con quello che Lincoln ha voluto trasmetterle. Continuo a sperare che lo scossone ricevuto nelle scorse puntate abbia veramente suscitato qualcosa in lei, che questa volta combatterà per il suo popolo e non per il puro gusto di uccidere o per dimenticare il dolore della perdita; anche perché sarà una lotta all’ultimo sangue con persone che hanno la sua stessa abilità, ma forse più esperienza, e che hanno dalla loro parte la forte motivazione di combattere per la sopravvivenza e non solo per morire da eroi, e questo slancio potrebbe veramente fare la differenza. Come al solito poi vi lascerò il promo della 4×10, ma dando una sbirciatina già mi chiedo perché anche Luna abbia deciso di combattere: con quale clan si schiererà? Oppure rivendicherà il suo diritto a diventare il prossimo Commander (in quanto ultimo Natblida a noi noto)? E in tal caso cosa succederebbe? Ovviamente ci sono i commenti disponibili qui sotto per farmi sapere le vostre teorie!

Ed ora arriviamo ai due tasti dolenti. Il primo è una vera e propria spina nel fianco: Ciao Jasper, benvenuto nella tua cassetta. Ho raggiunto veramente l’esasperazione. Vuoi morire, ok; hai raccattato un gruppo di disagiati che vuole seguirti in questa cosa, perfetto, il disagio adolescenziale andava di moda negli anni ’80 a Berlino, ma perfetto; Jaha, Bellamy e tutti gli altri hanno capito finalmente che non vuoi essere salvato e sono pronti a esaudire il tuo desiderio di morte, non potrei essere più felice… ma perché Monty??? Partiamo dal presupposto che mi ero persa la discesa verso la depressione di Harper, ma del resto mi ero persa anche il suo crescente innamoramento per Monty, quindi diciamo che in generale non ho mai dato troppo peso al suo personaggio, ma questa volta avrei voluto prenderla a sediate sui denti e scompigliarle quella maledetta treccia.

La coerenza dove sta di casa?

Jasper ormai è partito per la tangente, nemmeno mi meraviglio più del fatto che non mostri nemmeno un po’ di empatia per il migliore amico e compagno di una vita, ma da Harper non mi aspettavo nulla di quello che ho visto in questo episodio. È vero che la scelta era solo sua e che non ha cercato di convincere Monty a restare, ma nemmeno ha cercato di dissuaderlo, non l’ha rassicurato sui sentimenti che prova per lui e nemmeno è andata a cercarlo per dirgli addio, e questo per me è egoismo bello e buono. Monty ha detto di essere pronto a restare nel caso in cui i due cambiassero idea, e comunque avrebbe a disposizione i fuoristrada per tornare velocemente verso Polis, quindi mi auguro che abbia il buon senso di non restare a lasciarsi morire annebbiato dall’alcol, solo per dimostrare la veridicità di un sentimento per due persone a cui mi sembra stia dando molto più di quanto in realtà riceva.

Il secondo punto è dolente perché letteralmente mi spezza il cuore. Raven, la mia ragazza brillante e sarcastica, la mia space walker. Ho cercato spasmodicamente un promo, uno sneak peak o uno spoiler che mi aiutassero e mi dicessero che per lei non finisce davvero così e che quindi tornerà nella prossima già annunciata stagione, perché io sono disperata. Non so se si era capito ma per me Raven è intoccabile, quindi la sua perdita sarebbe psicologicamente insopportabile; sto ancora metabolizzando la morte di Lincoln, e anche di Finn e Sinclair, quindi capite quanto stia a pezzi – non sono pronta alla morte di Raven!

Eppure ammetto di non vedere molte vie d’uscita, distruzione nucleare o meno, le lesioni al suo cervello sono troppo gravi per presumere che ci sia un recupero miracoloso; la situazione a Polis poi è troppo complicata perché qualcuno decida di lasciare tutto per tornare al laboratorio e tentare di convincerla a seguirli nel bunker. Se davvero non c’è soluzione posso dirmi contenta almeno del fatto che se ne vada alle sue condizioni: come dice a Murphy, qui non si tratta di lottare o meno per sopravvivere, perché una vita in cui la sua mente non fosse più lucida e non le permettesse nemmeno di compiere le azioni più basilari, non sarebbe degna di essere vissuta; è scesa a patti con il dolore costante alla gamba, ma non può rinunciare a quel magnifico ingranaggio che è il suo cervello.

C’è una sfumatura tristemente romantica nel vederla andarsene da space walker, così come ci è stata presentata all’inizio della sua storia: la ragazza che ama lo spazio e la libertà più di ogni altra cosa forse davvero non è fatta per vivere rinchiusa sotto terra. Nel profondo ho sempre sperato che tra Raven e Murphy potesse nascere qualcosa, per cui mi ha particolarmente commosso il loro ultimo saluto: le scuse di John e il suo sguardo impotente di fronte ai dialoghi con un’immaginaria Becca (così come quel sorriso soddisfatto al ritorno di Miller), mi hanno fatto apprezzare ancora una volta il suo lato più tenero e nascosto.

Continuo a sperare, anche se non so bene in che cosa, e preparo una scorta di fazzoletti aspettando la catastrofe.

Mi sono dilungata molto più del solito, ma gli effetti della pausa si sono riversati anche sulla mia tastiera! Appuntamento alla prossima settimana!

Ricordatevi di passare dalle pagine dedicate alla serie per restare sempre aggiornati!

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Aniel

2 comments

L@ur@ 29 Aprile 2017 at 14:31

Finalmente è tornato The 100!!!
Con un episodio molto bello devo dire…
La storia del “Chi primo arriva meglio alloggia” del bunker mi ha fatta un pò incavolare, cioè il bunker è stato trovato da Jaha, Indra ha dato una mano, ma da lì a rivendicarselo per se e per i Trikru non mi sembra giusto.
Gli Skaikru poi erano alleati con Roan quindi bisognava onorare le alleanze… Capisco che è The 100 e non può finire tutto a tarallucci e vino, e che sulla Terra ragionano solo con la spada, ma una soluzione più pacifica c’era, eccome…
Clarke poi che parte coi suoi soliti piani da facepalm lasciamo stare… Farsi mettere la Fiamma, e poi? Mah
Condivido i tuoi tasti dolenti, Jasper per me può anche finire fritto dalla pioggia acida, è pasantissimo da troppo tempo ormai, ma Harper??
“Come diventare bipolari nel giro di due minuti”. Anch’io non ho capito il suo sprofondare nella disperazione all’improvviso. Avevano bisogno di un pretesto per lasciare Monty ad Arkadia in vista di prossimi sviluppi? Lo spero, perchè se ero io, col cavolo che me ne restavo lì con voi, come dici tu, Monty ama abbastanza Harper da rimanere con lei, lei evidentemente (per adesso) non lo ama tanto da andarsene con lui…
Raven… … … …
Non so neanche cosa dire… E’ anche il mio personaggio preferito, sarebbe una perdita enorme e insostituibile, certo un bella morte “illustre” come piaccono a Jason, l’ideale per finire questa stagione in bellezza, ma vi prego no… Anche per me non ci sono vie d’uscita, ha danni al cervello, sempre peggiori poi, dovrebbero veramente inventarsi qualcosa di assurdo per salvarla…
Mancano 5 giorni al disastro nucleare ma ancora un pò di episodi, cosa faranno??
Non riesco ad immaginare un 5a stagione tutta ambientata nel bunker, ci sarà un salto temporale? Il disastro in realtà sarà molto meno disastroso?? Staremo a vedere…

Reply
Al
Al 2 Maggio 2017 at 10:31

Vedo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda! Credo che con la nuova svolta per la presa del bunker, Rothenberg abbia voluto arrivare all’apice della lotta per la sopravvivenza, mostrandoci un vero scontro all’ultimo sangue, forse proprio per far capire che ormai non c’è più spazio per alleanze o buonismi (come se le ultime mosse di Clarke non fossero bastate…).
Raven è stata veramente un colpo al cuore, ma piuttosto di trovare delle scappatoie assurde (perchè appunto non ci hanno mostrato altre vie d’uscita) preferisco che se ne vada alle sue condizioni, almeno avrà una chiusura coerente, per quanto comunque straziante. Sto iniziando la preparazione psicologica per arrivare al finale con una dose dignitosa di lacrime.
A quattro episodi dal finale sembra abbiano già scritto il final per Raven e Jasper, quindi penso che il non sense di Harper/Monty voglia mettere un po’ di carne sul fuoco e lasciare anche su altri fronti la situazione in bilico… Per me rimane una pecca di scrittura bella e buona, un po’ come la freccia magica che aveva colpito il barile di carburante qualche puntata fa – tutto costruito ad hoc per aggiungere tensione e complicare le cose, ma con pochissimo senso logico e realismo: amiamo il dramma e siamo abituati al #maiunagioia, ma non siamo stupidi!
Ufficialmente aspetto il finale per fare pronostici sulla prossima stagione, ma ammetto che anche io ho pensato ad uno sviluppo con un salto temporale e dei flashback sul periodo passato nel bunker, sempre che quel buon vecchio simpaticone di Jason non ribalti tutte le carte in tavola, cosa che non escluderei; ad esempio Becca, che grazie a Raven è ancora in gioco, magari potrebbe ancora avere qualche asso da giocare, ma appunto staremo a vedere…
Grazie per il commento, alla prossima!

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