The 100 | Recensione 4×06 – We Will Rise

Bentornati amici addicted! Dopo la piccola pausa della settimana scorsa mi sembra doveroso fare un breve recap della situazione:

Esattamente… E alla fine di questa puntata lo siamo ancora di più, perché, si sa, in The 100 le cose possono sempre e solo peggiorare: facciamocene una ragione, se siamo arrivati fino alla quarta stagione è perché un po’ masochisti lo siamo!

Dopo la distruzione di Arkadia, o meglio, dell’Alpha Station che doveva diventare la nuova arca della salvezza, la situazione è decisamente precipitata, come era del resto prevedibile. Gli Sky People hanno già dimostrato durante l’era Pike di non essere esattamente degli agnellini misericordiosi e di saper diventare tanto feroci quanto i Grounders quando si tratta di difendere la loro gente, e in generale le persone che amano. È più che naturale quindi che la folla inferocita si riversi su Ilian e che Kane, come già fece in passato, voglia cercare di arginare il pericolo ed evitare il massacro. In questo caso si tratta di un singolo individuo, ma il parallelismo con quello che fece Pike all’epoca è addirittura ridondante, troppo lampante per essere ignorato: anche nella scorsa stagione Kane era stato l’unico a opporsi all’idea di trucidare un prigioniero, così come uno dei fratelli Blake si era inaspettatamente schierato dalla parte “sbagliata” portando all’esecuzione di un Grounder. Solo che questa volta si tratta di Octavia.

Dall’inizio della stagione temo per questo personaggio: tutto il suo essere è completamente focalizzato sulla morte; ormai il movente vendicativo sembra quasi passato in secondo piano, ciò che è rimasto è solo questo costante desiderio di uccidere, di mantenere fisico e mente impegnati e di annegare nel sangue qualunque altro tipo di emozione. Octavia è una donna forte, una guerriera, non una semplice assassina senz’anima; Lincoln e poi Indra le hanno insegnato un’etica, le hanno spiegato come incanalare quella forza dirompente per metterla al servizio del suo popolo (qualunque esso sia) – nessuno dei due credo volesse vederla trasformata in una macchina da guerra privata del suo spirito.

ora si è ritrovata addirittura nella stessa posizione di Pike, nello stesso cortile, con la pistola puntata alla tempia di un uomo disarmato in ginocchio di fronte a lei. Certo Lincoln e Ilian non sono nemmeno paragonabili (e di certo il ragazzino non gode proprio della mia simpatia), ma quello che conta è quanto questa scena sia stata catartica per Octavia: si è rivista nel ruolo di quell’assassino che le ha tolto tutto e ha rivissuto la scena della morte del suo grande amore, esplodendo in un pianto straziante ma allo stesso tempo non volendo ancora abbandonarsi del tutto a quel dolore che potrebbe travolgerla. Preferisce stringere i denti, rifiutare la consolazione che l’abbraccio di Kane potrebbe offrirle e scappare, vivere di nuovo tutto da sola. L’unico che potrebbe correre in suo aiuto ora e salvarla da quel baratro di oscurità in cui sta precipitando è suo fratello, che si ostina a respingere con tutta la cattiveria possibile.

Credo che le parole che rivolge a Bellamy siano state usate solo come un’arma per ferirlo proprio dove avrebbe potuto fare più male: non credo che abbia mai seriamente pensato di ucciderlo, NON VOGLIO CREDERLO, che lo abbia risparmiato (a differenza di Pike) solo per il loro legame di sangue. Il loro legame è troppo forte, anche più delle perdite devastanti che hanno dovuto subire, quindi per favore Bellamy torna ad Arkadia, trova Octavia e abbracciala fino a farla rinsavire. In tutto questo, pur nella sua discesa agli inferi, ci tengo a sottolineare che il percorso di Octavia in questa stagione è meraviglioso!

PS: ogni volta che si nomina Lincoln per me è ancora una valle di lacrime… Ti capisco O. 

Vedere Bellamy che se ne andava con il cuore spezzato è stato difficile, ma l’azione del trio Bellamy-Clarke-Roan ha lasciato poco spazio ai sentimentalismi. Sui due protagonisti c’è ben poco da aggiungere, la vera sorpresa è stata Roan. Diciamo che per me, più che una sorpresa, è stata una conferma: l’eredità di Black Sails, come non mi stancherò mai di dire, mi ha spinto ad amare subito questo personaggio e a riconoscere in lui delle qualità estremamente positive: è un uomo forte e risoluto, un guerriero straordinario, ma si sta dimostrando anche un sovrano capace e meritevole del suo ruolo, pronto a tutto per garantire la sopravvivenza del suo popolo ma anche in grado di mettere da parte l’orgoglio in nome di un bene superiore.

Roan ha capito le intenzioni e il tradimento dei suoi uomini e non si è fatto problemi ad andare contro quei pochi uomini in funzione della salvezza di tutto il suo popolo; sa che offrire una cura non sarà probabilmente sufficiente a mantenere il controllo sui Grounders, ma è pronto a mettere in pericolo la sua leadership per dare a tutti una possibilità di sopravvivere. Credo che il suo periodo di esilio da Azgeda sia la vera ragione di questa sua apertura, e spero che proprio per questo la gente sceglierà di seguirlo, se mai le cose dovessero andare a buon fine. All’inizio si percepisce un certo astio fra lui e Bellamy, uno scontro fra due maschi alfa che si trovano nello stesso territorio, ma la verità è che sono più simili di quanto loro stessi vogliano ammettere: dei veri leader, imperfetti ma determinati, ed entrambi ripongono una grande fiducia in Clarke.

Spero che l’istinto da crocerossina di Clarke e la sua votazione al martirio non facciano sì che la loro fiducia sia mal riposta. So che il suo percorso è stato duro e che tutto quello che ha passato l’ha segnata profondamente, ma a volte questa sua volontà assoluta di salvare chiunque sulla faccia della terra mi fa disperare: avere accanto a sé due figure più pragmatiche, come Roan e Bellamy, credo sia l’unico modo per non farla degenerare.

Un’altra che si spinge sempre oltre le sue possibilità è Raven, anche se l’effetto è totalmente diverso: a differenza di Clarke, il suo è un vero e proprio sacrificio fisico, non una semplice questione di responsabilità. Il suo tendere alla perfezione è più che altro un modo per sentirsi ancora normale, ancora utile nonostante la sua gamba; poter essere ancora una volta una space walker, ovviare alla sua carenza fisica con tutto il suo genio. Ma è evidentemente sull’orlo del collasso, e l’episodio con Murphy ne è la prova. Quel tutore alla gamba è per entrambi la prova costante che ciò che è successo tra loro non può essere riparato: lui l’ha ferita e le ha tolto per sempre la possibilità di essere la ragazza energica, la macchina inarrestabile che è sempre stata, e con quel colpo si è cucito addosso in modo permanente il ruolo di cattivo e menefreghista della situazione.

Sicuramente Raven non si può incolpare di nulla, ma io continuo a sostenere che Murphy sia molto di più della facciata che vuole mostrare agli altri, esattamente come ha detto Luna: per troppo si è cullato nella rabbia e nel rancore, e ora crede di non essere più degno del perdono e della felicità. Più volte ha dimostrato che la sopravvivenza non è l’unica cosa che conta e che, sebbene sia indubbiamente un personaggio egoista, è capace anche di gesti altruistici; accetta tutto il marcio che gli altri gli buttano addosso e cerca di scrollarselo dalle spalle grazie allo scudo di finta indifferenza, ma è palese che tenga agli altri. Alla fine questo strano trio arriva a una soluzione: la mente alla ricerca della perfezione assoluta, la principessa naïf ed il bad guy tutto sarcasmo e frecciatine raggiungono in qualche modo l’equilibrio.

Capite allora il mio MA VAAAAAAA #@%# per quella freccia. UNA CAVOLO DI FRECCIA. UNA. E un barile di carburante è andato e con quello il piano di Raven. Che poi, qualcuno mi aiuti a capire, perché io ero un po’ troppo alterata per usare a pieno la logica: combustibile super pericoloso, che basta una piccola scossa e salta tuto in aria, se ne perde un intero barile e non c’è la minima traccia? E dal furgone in corsa nemmeno una scintilla?? Bah…

Mai una gioia anche in questa puntata insomma… il pericolo delle radiazioni è sempre più vicino e tutte le possibili soluzioni sembrano scivolare dalle mani non appena riescono anche solo a sfiorarle. Temo che Raven e Abby, forse ormai condannate dai danni che il chip di A.L.I.E. ha causato al loro cervello, tenteranno una missione suicida pur di portare a termine il loro scopo.

Piccole note random:

  • Jaha si è ricordato che prima di essere un santone era un politico e un padre. Quel far rigirare tra le mani la moneta della setta del rifugio di qualche puntata fa e il ripetere il loro motto “From ashes we will rise” ancora mi lascia qualche perplessità, ma spero che possa dare sostegno a Kane ora che la situazione è quanto mai difficile;
  • Jasper non è più un personaggio, è una macchietta. FATE. QUALCOSA;
  • Niylah: non penso che il suo ritorno e il suo riavvicinamento a Clarke siano casuali. Già nel loro primo incontro e poi di nuovo in questa puntata ci hanno mostrato il suo tatuaggio sulla schiena, il marchio di una guerriera – questo avrà qualche implicazione futura? Se avete delle ipotesi, fatemelo sapere nei commenti!

Per questa settimana direi che è tutto, vi lascio con il promo della 4×07 e vi ricordo di passare dalle pagine dedicate allo show:

The 100 Italia

The 100 – Bellarke Italia Page

 




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Al
Universitaria in crisi con la passione per libri e serie TV. Le piace pensare di essere nerd-chic, un po’Blair Waldorf e un po' Jessica Day, come una versione di Downton Abbey con le spade Jedi. Vagamente svampita nella realtà di tutti i giorni, quando si tratta di telefilm è sempre super attenta a non perdere nuove uscite e news. Cita frasi di Lost come fossero il Vangelo, vorrebbe un nonno come Walter Bishop e il suo motto nella vita resterà sempre “Save the cheerleader. Save the world”

2 Comments

  1. L@ur@

    17 marzo 2017 at 13:29

    Il sottotitolo di questa serie dovrebbe essere “maiunagoia”, ogni volta fanno un passo avanti e tre indietro!

    Sono stata stupita nel vedere che alla fine non tutta Arkadia sia bruciata, dalle immagini dello scorso episodio sembrava l’apocalisse, e invece gli alloggi sono in parte salvi, l’alcol pure (lol) e anche l’idrazina.
    Certo è bruciata la parte che li avrebbe protetti dalle radiazioni, e non è poco…

    Scene Raven-Luna-Murphy, mi sono piaciute tantissimo.
    L’ostinarsi di Raven a volere la perfezione, l’intervento di Murphy a ricordarle che la perfezione non è sempre la risposta, l’ho visto un pò anche rivolto a lei, Raven non ha bisogno di essere perfetta, funziona perfettamente anche così, anche col tutore alla gamba e il cervello mezzo spappolato dal chip, e Luna a fare da mediatrice, è un trio che mi è piaciuto tantissimo.

    Anch’io ho storto un pò il naso alla vista del barile vuoto, come hanno fatto? Perchè alla fine il furgone coi bidoni è stato “dirottato” dagli uomini di Roan, non dai Grounders, quindi resta un mistero, o più semplicemtne un buco di trama…

    L’apparizione di Niylah secondo me non è casuale, appare nei momenti un pò critici (Raven che sbarella per il chip e insulta tutti, Arkadia che esplode), non ci viene mai detto molto di lei, appare sempre un pò come una consolazione per Clarke e niente di più, sparisce e poi riappare…

    A questo proposito io non sto capendo l’intenzione degli autori. Ci stanno lanciando segnali Bellarke grandi come case, tutti, TUTTI i personaggi lo stanno riconoscendo, Jaha, Kane, Roan, riconoscono quanto Bellamy e Clarke siano importanti l’uno per l’altra, abbiamo sguardi, piccole attenzioni…
    E poi però, schiaffano la scena del “post” Clarke e Niylah, come a ricordarci che Clarke è palesemente gay, (ok è stato detto che lei è bisessuale, ma insomma dopo Finn per lei ci sono state solo donne) e tu sei lì a non capirci più niente…
    Perchè darci segnali di un avvicinamento tra lei e Bellamy e poi fare marcia indietro inserendo Niylah?
    Anche perchè non è stato un flirt a caso con una a caso, loro due hanno già avuto una scena del genere in passato, e prima di andarsene Clarke fa chiaramente capire di quanto le importi della Grounder, quindi bo….

    Io non voglio il Bellarke a tutti i costi (ripeto Raven, Raven, Raven), e non dimentichiamoci che avremo anche una 5 stagione, ma da come stanno gestendo la cosa, ai miei occhi Bellamy sembra sempre di più un disperato che muore dietro a Clarke che invece non lo ca.ga, o perlomeno non come vorrebbe lui…
    Amo il loro rapporto, hanno un legame molto profondo, ma allora che lo lascino così, senza romanticismo o amore, che allora facciano andare oltre anche Bellamy, come stanno facendo andare oltre Clarke. Perchè ripeto, a me di vedere lui friendzonato in continuazione fa solo tristezza, merita di più come personaggio…
    Che poi sia tutto un piano per concludere la serie con loro due endgame non lo possiamo sapere, ma nel frattempo per me è un supplizio vederlo bistrattato così, anche perchè sta prendendo mazzate pure da Octavia poveretto…

    Conlcudo questo mega commento ringraziando di cuore gli autori per quei meravigliosi (insert sarcasm here) flashback su Lincoln, grazie eh!!!

    • Al

      Al

      18 marzo 2017 at 10:20

      Ciao!
      Anche io pensavo che Arkadia fosse stata rasa al suolo, invece ovviamente la distruzione ha colpito unicamente la parte della stazione che aveva una qualche utilità. Ovviamente. #MaiUnaGioia. Così come l’unica freccia che colpisce il barile… Per un attimo ho pensato che I Trikru fossero riusciti a svuotare il carico per usarlo come arma in futuro contro la Ice Nation, ma con gli uomini di Roan a dirottare il furgone la vedo un’ipotesi molto improbabile; anche io sento puzza di plot hole, messo giusto per far precipitare un situazione già di per sè tragica.
      Raven-Murphy-Luna perfetti, anche perchè completamente agli antipodi tra loro, sebbene abbiano molto in comune. Sono assolutamente d’accordo sul fatto che il non cercare la perfezione sia rivolto a Raven in prima persona: credo che per via della sua gamba si senta un po’ come una macchina difettosa e che indirettamente Murphy volesse farle capire che non sono i nostri difetti a caratterizzarci ma la volontà e la forza con cui superiamo gli ostacoli che ci si mettono davanti.
      Niylah ripeto, rimane anche per me un punto di domanda, sia come personaggio di per sè, sia in funzione della sua relazione con Clarke: o vogliono dirci qualcosa di più su di lei, oppure è una “pezza” messa semplicemente per dare un po’ di conforto a Clarke nei momenti di tensione. Clarke tiene a lei, ovviamente, ma non credo ne sia innamorata, ed il suo cercare di proteggerla è per me il classico istinto di Clarke a voler sempre salvare tutto e tutti.
      Bellamy… sfondi una porta aperta! Io vorrei una conclusione Bellarke, non tanto perchè sbavo dietro a questa coppia (cioè sbavo alla vista di Bob Morley, ma quello mi pare pienamente giustificato), ma perchè hanno costruito la loro storia piazzando continuamente frecciatine, sguardi e tutto il contorno che mi hanno fatto credere che ci sia un qualcosa tra i due e prima o poi vorrei una concretizzazione. Ultimamente poi anche io ho notato che questi messaggi nemmeno troppo subliminali si stanno facendo più insistenti del solito, ma la situazione non si smuove ed effettivamente Bellamy ne esce abbastanza come uno zerbino. Credo in realtà che il sentimento sia altrettanto forte da entrambe le parti, ma che Clarke si sia posti moti più freni, forse proprio perchè sa che dei due sia lei ad avere più bisogno del sostegno dell’altro. Come co-leader comunque funzionano alla perfezione, quindi nell’indecisione lasciassero le cose come stanno e tutti in pace.
      Sempre e solo lacrime per Lincoln, gli autori si divertono a quanto pare a farci soffrire…
      Grazie del commento, alla prossima!

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