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The 100 | Recensione 3×06 – Bitter Harvest

Sin dalla prima stagione, i Cento hanno dovuto porsi la stessa, insistente domanda, più volte: “Cosa siamo disposti a fare per sopravvivere?”, e questo dubbio li assilla ancora, ora più che mai. Bellamy, in uno dei suoi momenti migliori, nella prima stagione aveva detto a Clarke che quello che loro sono, e quello che devono fare per sopravvivere, non sono la stessa cosa. Fare di tutto per salvare se stessi e la propria gente è il suo mantra, ma è da qualche tempo che, in nome di questa regola d’oro che non vuole infrangere, si sta spingendo troppo oltre, e il grosso problema è che, con lui, lo stanno facendo anche Monty e altri. L’influenza di Pike è, ormai, incontrollabile, al punto da scatenare una guerra, all’interno di Arkadia, che si fa sempre più serrata. Non mi ripeterò su Bellamy, dirò soltanto che lo stesso Kane ammette che il fatto che Pike sia riuscito ad entrare così tanto nella sua testa è grave, perché lui è un esempio per i ragazzi. E’ stato il loro leader prima che arrivassero gli adulti, e loro gli hanno dato retta, lo hanno seguito e hanno avuto fiducia in lui. E’ stato Bellamy, insieme a Clarke, a permettere loro di sopravvivere, a combattere i Grounder quando hanno attaccato l’accampamento, e a salvare i prigionieri a Mount Weather. Arrivare a Bellamy significa arrivare ai Cento. Kane lo sa, come la sapeva Clarke, e perciò, finché Bellamy non ritornerà sui suoi passi, lui e Abby sono in svantaggio rispetto a Pike, per quanto riguarda i ragazzi.

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Stesso discorso vale per Jaha, ormai sempre più vicino a un santone e sempre più succube di A.L.I.E. Mai come ora gli Sky People sono in balìa di uomini che stanno entrando nelle loro teste approfittandosi delle loro debolezze e gli unici fari di speranza sono Abby, Kane, Miller o Octavia. Abby e Kane si danno man forte a vicenda, ed entrambi, specialmente Kane, vista la loro posizione di rilievo ad Arkadia, sono in enorme pericolo, ma non vacillano di un millimetro; anzi, sono sempre più convinti della necessità di opporsi a Pike, e sono sempre ben attenti a ogni minaccia che si ponga loro davanti. Abby non si lascia persuadere da Jaha, né si arrende di fronte a Pike; addirittura, è lei stessa a dire a Kane che, ormai, i ragazzi che hanno mandato sulla Terra sono cresciuti, e sono ben lontani dall’essere gli indifesi e indisciplinati individui che erano sull’Arca. Kane è diventato uno dei personaggi più eroici della serie e si è trasformato in un leader pronto ad impegnarsi per mantenere la pace, che tiene alla sua gente e dà ascolto alla propria coscienza. Lui e Abby sono meravigliosi, insieme, e sono tra le poche persone ad essere davvero capaci di salvare gli Sky People da se stessi.
Miller, pian piano, sta diventando un personaggio di tutto rispetto. Anche lui, come Octavia, si ritrova tra due fuochi: da una parte, non rinuncia a ribellarsi a Pike, d’altra, deve preoccuparsi per il fidanzato, che si trova dall’altro lato della barricata. Lui e Octavia hanno delle posizioni delicate, e non è soltanto con Pike che dovranno combattere, ma anche con la posizione presa da persone che amano e che non vogliono vedere ferite.
Octavia, da parte sua, ha un ruolo sempre più eroico, in questa resistenza a Pike guidata da Abby e Kane. E’ convinta delle sue idee, e, come abbiamo visto già a inizio stagione, non accetta compromessi. Questo suo atteggiamento può sembrare fastidioso o esagerato, ma, in questo momento, è la sua migliore arma di difesa contro qualunque influenza.
Non lo sono altrettanto, invece, Raven e Jasper. Razionalmente, so che Raven si è invischiata in una situazione più grande di lei, che non le porterà altro che guai, ma vederla sorridere è un sollievo. Sempre ostacolata dal dolore, dalla rabbia per le sue condizioni, dalla frustrazione per il suo futuro, Raven non si concedeva un sorriso da tempo, ed è tremendo vederla avere tutto quello che vuole, essere finalmente padrona della sua vita, e sapere che dietro a tutto questo ci sono le macchinazioni di Jaha e, soprattutto, di A.L.I.E.
Anche Jasper è in tremendo pericolo, e quella flebile speranza che potesse decidere di non cedere alla tentazione della City of Light svanisce quando, anche dopo essersi reso conto che Jaha aveva dimenticato suo figlio,  chiede indietro il dispositivo a Abby. Murphy è stato l’unico ad avere rifiutato categoricamente la City of Light e ad aver abbracciato completamente anche la parte peggiore di sé, ma Raven e Jasper non riescono a non cedere perché il loro problema, al contrario di Murphy, è che la parte di sé che li sta divorando è anche quella che odiano di più e vorrebbero vedere distrutta. Non la vedono come parte di sé, ma come qualcosa che sta peggiorando le loro vite, li sta rendendo quello che non vogliono essere, sta facendo loro provare sentimenti che non vogliono più sentire. Jaha ormai è solo l’ombra del Cancelliere che era nella prima stagione, quando si poteva simpatizzare con lui e per il quale provare pena, quando aveva scoperto della morte del figlio. Ora, in lui c’è ben poco da compatire, e il momento in cui non ricorda nemmeno il nome del figlio, anche se prevedibile, è la prova definitiva che quell’uomo non c’è più. Lo abbiamo sospettato, ma ora lo sappiamo con certezza: la City of Light fa diventare chiunque la accetti un fantoccio. Jaha, per liberarsi di quel dolore che gli impediva di essere se stesso, ha perso anche di un pezzo della sua vita che ha tanto lottato per tenersi stretto, e ha finito col perdere la sua identità. Il pensiero che una cosa del genere possa succedere anche a Raven in futuro è agghiacciante. La sua reazione così calma alla notizia che le ceneri di Finn, che amava così tanto, sono andate perse, lascia presagire che Raven stia già facendo dei passi avanti verso quel momento.

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Si muove di poco la situazione a Polis, invece. Anzi, più che muoversi, continua sulla scia della decisione di Lexa di non sterminare gli Sky People per vendetta. Ora che l’Ice Nation non è più una minaccia, il vero pericolo sono i capi della coalizione di Lexa. Il momento fondamentale in questa parte dell’episodio è la decisione di non uccidere Emerson, attorno a cui si basano tutte le interazioni con Lexa e con Titus che ha Clarke. Non ha ancora superato completamente quello che è successo a Mount Weather, e ancora non si perdona per la decisione che ha preso, anche se si tiene ben stretta la convinzione di non aver avuto scelta, ma decide di porre fine alla scia di violenza che è iniziata quando è arrivata sulla Terra. Lei e Lexa stanno portando avanti una rivoluzione, ma a Polis, entrambe sono circondate da nemici che non accetteranno il nuovo motto “Blood must not have blood” tanto facilmente, specialmente considerando le manovre di Pike contro i Grounder. Questa linea d’azione di Lexa, così contraria a quanto ha sempre affermato da quando la conosciamo, è  un po’ troppo repentina, ma lo scompiglio che provocherà tra i Grounder e le complicazioni che verranno, vista la nuova politica di Pike, potrebbero avere risvolti interessanti. La guerra che è veramente in atto, al momento, è quella che si sta combattendo all’interno all’interno di Arkadia e Polis, e, dal momento che abbiamo già visto una guerra tra i Grounder e i Cento, questa prospettiva è una novità da non sottovalutare.
E’ un bene che gli autori abbiano ancora voluto mostrare le paure di Lexa, i suoi incubi sulle morti dei predecessori che lei vede come un monito : sta prendendo una decisione fondamentale, rischiosa per lei e per la Coalizione, e tutti stanno mettendo in dubbio la sua capacità di decidere con la testa anziché con il cuore. Sicuramente, la sua decisione ha molto a che fare con quello che prova per Clarke e con il rispetto che ha verso di lei, ma è anche modo per lasciare un segno. Sarà il comandante che ha riunito i Grounder e che ha dato una svolta alla loro storia. Clarke sta iniziando a mostrarsi sempre più vulnerabile con lei; addirittura, torna ad essere la ragazza che amava disegnare sull’Arca, in una scena che sembra presa da Titanic, e finisce con il prendere una decisione coerente con quanto ha chiesto a Lexa di fare nello scorso episodio. Queste due ragazze si influenzano e si ascoltano a vicenda, e, ora più che mai, hanno bisogno di restare unite di fronte ai pericoli che dovranno affrontare.

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Poco Murphy, ma il ragazzo continua, purtroppo per lui, ad essere collegato alla City of Light. C’è ancora qualche tassello mancante, in questa storia, e le prospettive sembrano catastrofiche.
E’ un peccato che manchi Roan, solo nominato nell’episodio. Il suo ruolo si è già esaurito, o lo rivedremo ancora?
Arkadia e Polis sono entrambe in subbuglio, e dobbiamo rassegnarci all’idea di vedere i Cento combattere l’uno contro l’altro nella prima, e Clarke ormai completamente immersa nei giochi politici della seconda. Non è solo la loro incolumità ad essere a rischio, ma anche le relazioni che hanno costruito tra di loro, e Bellamy e Clarke sono un esempio: dopo che tutto questo sarà finito, quanti di quei rapporti riusciranno a sopravvivere?

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3 comments

The Lady and the Band
The Lady and the Band 29 Febbraio 2016 at 11:22

Ciao!
Complimenti per la recensione 🙂 Come sempre attendo con trepidazione di leggere le tue analisi dell’episodio. La scorsa settimana non sono riuscita a commentare…e non solo perché i miei bellarke feels erano paragonabili alle verdure del passato di verdura 🙁
L’episodio di questa settimana mi è piaciuto moltissimo e le rivelazioni finali sono state veramente stuzzicanti. Ho letto in giro che qualcuno subodorava che la tredicesima stazione dell’Arca sarebbe stata legata ai Grounders e non ne è rimasta sorpresa, io, benché sapessimo della cosa per via di ciò che ha detto Lincoln, non credevo però che il legame fosse così forte. Che Pol(ar)is sia il nucleo di Polis è molto stuzzichevole: spiega perché il simbolo dell’infinito sia sacro, perché Lexa ce l’abbia tatuato e perchè i Grounders siano convinti che la morte non sia la fine di tutto.
Questa scoperta tra l’altro lega le due storyline che iniziavano ad essere troppo parallele per i miei gusti e il fatto che la pastiglietta magggica faccia dimenticare di tutto ciò che è negativo (persone comprese) è veramente inquientante…oltre ad essere assolutamente alla portata di persone che soffrono le pene dell’inferno da mesi ormai: Raven e Jasper in primis.
Sono molto curiosa di vedere dove ci porteranno queste rivelazioni e se e in che modo ne verranno fuori.
Che Clarke non avrebbe ucciso Emerson non mi ha sorpreso per nulla: la ragazza ha talmente tante morti sulla coscienza che il pensare di pugnalare qualcuno con 49 (perché 50 erano troppe?)colpi, avrebbe evocato un’immagine di violenza che la Griffin non è più disposta a sopportare. E mi è anche piaciuta Lexa quando ha fatto notare a Clarke che la fame iniziale di sangue della ragazza era un po’ ipocrita, considerando che giusto l’episodio precedente aveva manipolato (non mi interessa cosa dicano le Clexa shippers, per me l’ha manipolata eccome) Lexa convincendola che il sangue non dovesse richiedere altro sangue. Mi piace questa leadership a due che stanno cercando di costruire Lexa e Clarke e, anche se resto bellarke forever, credo che le due abbiano molto da imparare l’una dall’altra e la partnership fra le due mi piace molto. Resto convinta, però, che Lexa morirà presto…troppi riferimenti al dopo Heda. Titus, poi, mi ricorda molto Gustus nella scorsa stagione e credo che presto, come il guerriero, cercherà di replicare un complotto come quello di Gustus ai danni di una relazione pericolosa.
I fatti in Arkadia mi creano profonda ansia: Pike è un leader cieco che usa la rabbia e le paure degli arkers per lanciarli verso un baratro peggiore. Il problema della sostenibilità non avrebbe certo richiesto la conquista di territori se l’alleanza coi Grounders fosse stata mantenuta perché avrebbero potuto accordarsi per commerciare o per comprare nuovi terreni etc. La situazione, com’è ora, presenta una guerra tra poveri che poco si presta alla diplomazia.
Mi spezza il cuore, poi, continuare a vedere Bellamy ancora così convinto di Pike. Ogni tanto vediamo il NOSTRO Bell riemergere e rendersi conto che alcune cose sono eccessive ma immediatamente Pike riesce a fare leva sui giusti aspetti per rabbonirlo per benino. Ho trovato, tra l’altro, molto interessante il ritorno del concetto di «necessità» che le scorse stagioni era usato dallo stesso Bell per spiegare determinate azioni compiute da lui e da Clarke. Solo che ora, nello sguardo di noi spettatori, quello stesso concetto non è più visto come una giustificazione plausibile ma come una pretesa arrogante e guerrafondaia.
Lo scambio finale di battute fra Bell e Pike mi fa subodorare che il ragazzo sta per commettere il tradimento più grande, quello ai danni di Kane e sua sorella che porterà quest’ultima alla scena che abbiamo visto nel promo di stagione e la rottura definitiva fra i due fratelli.
Altro che angst per le ship, il vero angst della stagione è che Bellamy ritorni a vedere le cose nel modo giusto e si ribelli a Pike. Bellissimo, tra l’altro, che Kane non abbia ancora perso la speranza con lui.
Infine, tre cose: povera Monroe :(, il tradimento di Jackson: chi se lo aspettava?!Io no di certo!!!E il parallelo fra Città della Luce e Cristianesimo che ho trovato buttato lì senza fare le giuste discriminazioni giusto per fare scalpore, per quanto il paragone sia ammissibile, ci sono riferimenti che non devono essere fatti alla leggera.
Ancora complimenti per la recensione, non vedo l’ora che arrivi il prossimo episodio: il promo è una bomba!!!!

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Eilidh
Eilidh 29 Febbraio 2016 at 14:44

No, non seguo GAXD Beh, diciamo che, parlando strettamente di ship, quella più in vantaggio, al momento, è la Clexa. Ma, al di là delle ship, questa è una stagione che, almeno finora, è molto basata su conflitti interni, sia a Polis che ad Arkadia. Più vado avanti, poi, più mi rendo che Bellamy si sta prendendo parecchio spazio e sta facendo parlare di sé molto più di Clarke. L’avevo già sospettato quando hanno messo lui e non lei a fare il riassunto degli episodi precedenti, ma, settimana dopo settimana, ne ho la conferma.
Clarke sta cercando di mediare, sia con Bellamy che con Lexa, e sfrutta molto il rapporto che ha con entrambi. Bellamy, ormai, è talmente accecato da quella che crede una soluzione per il bene comune, che non l’ascolta, ma Lexa le dà retta. Io la vedo male per tutti e tre, e Lexa in particolare sta rischiando tanto.
Sulla faccenda dei Grounder e della Città della Luce devono spiegarci ancora tanto, e SPERO che sfruttino al meglio questa storyline, però se proprio devo sorbirmi Jaha in modalità santone, preferisco sia per un OTTIMO motivo. Mamma che odio, in questo episodio, lo avrei preso a badilate. Giù le mani da Jasper! Già ti sei preso Raven, che è una delle mie preferite…
Bellamy e Octavia sono sempre stati un amore, pur con tutti i loro conflitti, e mi dispiacerebbe tanto vederli litigare, ma sì, anche io penso che, per come stanno le cose, sia inevitabile una rottura, tra di loro. E non penso neanche che saranno gli unici. Non oso immaginare in che condizioni sarà il rapporto tra Bellamy e Clarke alla fine della stagione, ma anche quello tra Kane e Bellamy rischia di incrinarsi parecchio, e quello tra Monty e Jasper non naviga in acque tranquille. Insomma, incrociamo le dita per tutti!

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The Lady and the Band
The Lady and the Band 29 Febbraio 2016 at 11:26

Ah, dimenticavo 🙂 Non so se segui Grey’s Anatomy ma il litigio di questa settimana fra Jackson e April (quello che finiva coi due a letto assieme), incredibilmente simile a quello che la scorsa settimana ha visto protagonisti i nostri Bellamy e Clarke. 😀

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