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Recensioni The 100

The 100 | Recensione 2×04 – Many Happy Returns

Devo dire, una bella puntata questa, che pare sia piaciuta anche al pubblico. Come saprà chi segue le vicende dello show anche a livello di ratings, le ultime puntate hanno visto un piccolo calo di ascolti. Niente di particolarmente preoccupante, ma certo uno 0.5 per uno show alla seconda stagione è un risultato sotto al quale non si può assolutamente scendere, rischio cancellazione. “Many happy returns” ha sicuramente migliorato la situazione, in quanto secondo alcuni siti americani il rating della puntata questa volta si è aggirato intorno allo 0.6, situazione sicuramente più rosea.

Ok, iniziamo con il tasto dolente, ovvero Finn. Siamo rimasti tutti abbastanza spiazzati la scorsa settimana, quando, dopo una stagione intera in letargo si è risvegliato improvvisamente prendendo le redini della situazione.

Il ruolo del leader, le caratteristiche che deve avere, sono una delle tematiche ricorrenti di questa serie, a partire dalla prima stagione. Possiamo dire che quello di Finn è stato un maldestro e molto molto mal riuscito tentativo di rivestire questo ruolo? Siamo sinceri, essere un leader non significa sbroccare a caso e strillare comandi a destra e a manca, non è abbandonare i compagni per strada e lasciare a Bellamy il compito di comunicarlo. L’ho sempre detto e lo ripeto, Finn è un personaggio (a questo punto credo voluto così dagli autori) codardo, lo è stato quando Raven è arrivata sulla Terra e non ha avuto il coraggio di dirle la verità su Clarke e lo è stato adesso.

Ma soprattutto, se Finn è l’altruista e Bellamy l’egoista, perché proprio Finn propone di lasciare al proprio destino una povera crista sull’orlo di un precipizio? Fosse stata Clarke, l’avrebbe lasciata lì? “Torneremo dopo a riprenderla” è l’ennesima ipocrisia di uno che non ha il coraggio di ammettere “io voglio riprendermi Clarke, e della vita o la morte di questa tizia non me ne frega assolutamente nulla, anche se è una di noi”. Dico solo che a questo punto preferisco Murphy, e pare che anche Bellamy sia della stessa opinione visto che pare avere più fiducia in lui che in Finn (e come biasimarlo).

Direi che, in questo caso, rimarcare ulteriormente la differenza tra Finn e Bellamy sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.

Bello l’incontro tra i due fratelli Blake, ne sono felice soprattutto perché così non dovremo più sorbirci le vicende di Octavia che si fa rapire e liberare in continuazione (spero). A quanto pare si è anche lavata i capelli. Aria di novità insomma.

In questa puntata scopriamo anche che Jaha è vivo e che a quanto pare esistono altri scenari e altri popoli sul pianeta Terra oltre a quelli che ci sono stati mostrati durante la prima stagione. Sarò sincera, quella di Jaha è una storia secondaria di cui non mi è mai interessato granchè anche se mi piaceva parecchio la nuova ambientazione desertica che ricorda un po’ le terre Dothraki di Game of Thrones. Mi stavo giusto chiedendo se non fosse un rischio aprire così tanti scenari diversi da sviluppare contemporaneamente, quando Jaha è stato fatto fuori.

Sono contenta di aver rivisto Raven, continuo ad apprezzare molto il suo personaggio: testarda, orgogliosa, non ammetterebbe mai di stare sotto a un treno per la situazione della sua gamba. Mi piace molto il rapporto con l’ingegnere, il fatto che, nonostante le frecciatine e i battibecchi, lui sia l’unico con cui è riuscita ad aprirsi. Vedo la luce in fondo al tunnel, molla quel tonno di Finn ragazza mia. Questo qui ha pure un buon lavoro.

Veniamo a Clarke. Il comportamento della nostra princess (come la chiamava Bellamy) è sicuramente la grande novità di questa stagione. Non mi sarei mai aspettata di vederla colpire Anya alle spalle, lottare con le unghie e con i denti in uno scontro all’ultimo sangue ma soprattutto mi ha stupito quell’istante, prima di accorgersi del segnale lanciato da Raven, in cui sembrava proprio che Clarke avesse tutte le intenzioni di far fuori la sua rivale.

Sicuramente le esperienze che ha vissuto l’hanno cambiata, e, se Bellamy ha preso qualcosa da Clarke, anche Clarke ha preso qualcosa da Bellamy: quella della ragazza è una vera e propria lotta per la sopravvivenza, in cui, a volte, “ciò che siamo e ciò che abbiamo bisogno di essere per sopravvivere sono due cose molto diverse”.

Devo dire di esserci rimasta veramente male quando ho visto Anya colpita dagli adulti dell’Arca, mi piaceva il suo personaggio e mi piaceva il rispetto che si era creato con Clarke, anche se è stato necessario arrivare vicino ad uccidersi per conquistarlo. Inizio a pensare che a questo punto i veri intrusi siano i “grandi”, con le loro regole spesso inutili e ottuse in questo nuovo mondo, ormai estranei alle dinamiche e alla civiltà creata dai ragazzi durante la loro assenza.

Ma c’è un lato positivo, se qualcuno di voi non ci avesse pensato: Clarke è arrivata all’accampamento dell’Arca e anche Bellamy è diretto lì. Sono cattiva se dico che la prospettiva che Bellamy incontri Clarke prima di Finn mi diverte parecchio?

Concludo la recensione lasciandovi al promo del prossimo episodio e ricordandovi di mettere mi piace alla pagina Facebook The 100 Serie Tv, sempre aggiornata con foto, news, video, spoiler e tutto ciò che riguarda questa serie. Se anche a voi piace e volete tenervi informati a riguardo non potete assolutamente perderla!

Alla prossima!

https://www.youtube.com/watch?v=U6Oynox96l0

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La Ale

3 comments

The Lady and the Band 14 Novembre 2014 at 11:32

Ok,te lo devo dire…concordo con ogni singola cosa che hai scritto!
Su Fine,specialmente,la penso.come te e non perché sono Bellarke fino alla morte ma perché questo suo essere peace and love nella prima stagione innanzitutto cozzava con l’immagine di cretino data nel pilot e poi perché non credo abbia mai veramente preso una decisione intelligente.Non mi é piaciuta la facilità con cui si è trasformato in aguzzino e non ho.visto in lui il tormento interiore che invece aveva Bellamy da un certo punto in poi.
Sono curiosa (e contenta come te) che Clarke riveda prima Bellamy di Finn e della reazione.
Quanto a Raven e all’ingegnere (che ridere il.discorso sul.buon.lavoro) non posso che concordare soprattutto perché lei è un gran personaggio.
Per la cronaca,quando Clarke per poco non uccideva Anya mi.sono trovata a mormorare :non credo che avrebbe superato una cosa.del genere..
Complimenti per la recensione,non.vedevo l’ora.di leggerla.

Reply
Francesca_Giorgino
Francesca_Giorgino 14 Novembre 2014 at 13:59

Ciao!! Mi fa molto piacere quello che hai scritto, grazie 🙂
Comunque vedo che la pensiamo allo stesso modo,anche io in fondo in fondo non credevo che Clarke avrebbe mai avuto la forza di uccidere Anya (infatti ha avuto un attimo di esitazione prima di vedere il segnale di Raven) ma anche solo il fatto che abbia combattuto in modo così feroce e sia stata a un passo dall’ucciderla è comunque una grande novità per questo personaggio. Non vedo l’ora di assistere alla reunion Bellarke XD

Reply
Federicuccia 15 Novembre 2014 at 10:37

a me attizza wick l’ingegnere, posso dirlo? ahahahahah vai raven prenditelo!!!! solo io poi ho notato che flirtavano, e parecchio?

clarke con anya era in modalità “e mo m’hai rotto quelle che non ho!!” tant’è che anya stessa ha visto il coraggio di questa ragazza, certo prima che venisse uccisa! 🙁 please, fate fuori la bionda soldatessa là!!! ma sì spariamo a vista, sterminiamo tutti -_- tant’è che anche clarke ha rischiato la vita! come apre bocca quella, fa danni!

ciao alla prossima ^.^

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