Image default
Recensioni The 100

The 100 | Recensione 1×10 – I Am Become Death

A quattro episodi dal finale, una puntata che mi ha lasciato praticamente a bocca aperta, le cose da dire sono talmente tante che non so da dove iniziare, sono (quasi) senza parole, e non mi capita molto spesso di dirlo.

Questa è stata una di quelle puntate che non lasciano un attimo di tregua allo spettatore, il succedersi degli eventi è veloce, ritmato, e le cose non sono mai come sembrano. Inizialmente il grande colpo di scena sembrava essere la presunta epidemia misteriosa che contagia ad uno ad uno i sopravvissuti tra i the hundred, per poi scoprire solo dopo che quello è solo un assaggio dei pericoli che dovranno fronteggiare i nostri protagonisti.

A parte il fatto che già dall’inizio avrei dovuto intuire che la puntata sarebbe stata a dir poco atipica per le medie sidabbliu, tra corpi smembrati e carbonizzati sparsi qua e là (i residui dell’esplosione della navicella su cui viaggiava, tra gli altri, la madre di Clarke) sembrava più la prima mezz’ora di Salvate il soldato Ryan che l’inizio di un teen drama made in CW.

Poi, un gran colpo di scena, o comunque un evento inaspettato: il ritorno nell’accampamento di Murphy, il bastardo del gruppo, che come ricorderete era stato bandito da Bellamy e Clarke e che tutti credevano ormai condannato a morte certa.

A quanto pare Murphy è stato inviato dai Terrestri stessi, che dopo averlo contagiato con una strana influenza che a quanto pare presenta tra i sintomi emorragie da occhi e naso e pittoreschi vomiti di sangue, lo mandano ai giovani dell’accampamento come “regalo”, con l’intenzione di diffondere la simpatica epidemia e indebolire il nemico.

L’epidemia, che sembrava l’avvenimento-chiave dell’episodio, si rivelerà solo un diversivo, escogitato dai grounders per poter attaccare l’accampamento con gran parte dei suoi abitanti messi fuori gioco dalla malattia. Mi è piaciuta l’idea della “finta”, l’ho trovata un ottimo espediente narrativo da parte degli autori per rendere tutto ancora più interessante: hanno creato un falso allarme, facendo in modo che tutta l’attenzione dello spettatore fosse concentrata su quell’avvenimento in particolare, dipinto ad hoc in modo particolarmente impressionante e che ha colpito i personaggi principali come Clarke e Bellamy, per poi invece ridurlo ad una semplice influenza (non ci è stato spiegato perché alcuni sono morti e altri tornati come nuovi, però).

Hanno poi spostato l’attenzione sul confronto con i grounders, sulla presunto attacco armato che però non è mai avvenuto, e solo alla fine ci hanno anticipato quello che appare come il vero, grande pericolo che i protagonisti dovranno affrontare nel finale di stagione: i cosiddetti “uomini delle montagne”, creature misteriose di cui gli stessi grounders hanno timore, che a quanto pare i nostri protagonisti hanno infastidito giocando al piccolo chimico con esplosioni e compagnia bella.

Questa è stata, in grandissima parte, una puntata d’azione, ma comunque è stato dato un piccolo spazio ai sentimenti e allo sviluppo dei rapporti trai personaggi.

Il bello della puntata è anche il fatto che per una volta non sia stata “Clarke-centrica” o “Bellamy-centrica”: con i due protagonisti in quarantena a causa della malattia, questa volta a emergere sono stati tutti gli altri personaggi. L’amicizia di Jasper e Monty per esempio, il coraggio di Raven, Finn che sa rendersi utile.

Non che non ci siano stati momenti Bellarke, gli autori continuano a creare l’intesa trai due a poco a poco, con sguardi e momenti di complicità, anche se ho il presentimento che il loro rapporto stia per essere messo in standby per un po’.

Questo è stato l’episodio di Jasper, che, questa volta per davvero, è riuscito a vincere la sua paura dei Terrestri e salvare i suoi compagni, e di Monty, anche se finora non vedo per lui prospettive particolarmente interessanti, a parte la promozione da “amico orientale di Jasper” a “ottimo amico orientale di Jasper”.

E’ stata la puntata della riconciliazione tra Octavia e Bellamy. Per una volta i ruoli tra i due fratelli si sono invertiti, mentre finora è stato lui a proteggere la sorella minore e rinunciare a tutto pur di aiutarla, questa volta è stata Octavia a prendersi cura di Bellamy durante la malattia e a rinunciare a Lincoln per rimanere a fianco di suo fratello e della sua gente.

Insomma, non mi hanno lasciato gioire un secondo per il ritorno dell’uomo-addominale che credevo morto lo scorso episodio che di nuovo me lo fanno sparire, liquidato da Octavia insieme al quadretto dei ritratti sdolcinati e in partenza per nascondersi dai fantomatici e temibili “uomini delle montagne”.

Octavia ha scelto, ma questo è stato anche l’episodio di un’altra scelta importante, quella di Raven.

Il suo personaggio mi è piaciuto fin dall’inizio, perché mi piace il modello femminile che rappresenta, è una ragazza tosta, intelligente, non è una che fa moine, non è la donna al centro di un triangolo amoroso con due uomini, è la donna che in mezzo a due uomini è l’unica ad avere il coraggio di piazzare una bomba e potenzialmente, saltare in aria con essa.

Diciamolo, questa volta è stata Raven a salvare il didietro a tutti con Clarke fuori gioco. E l’ha fatto nonostante la malattia, da sola, senza aiuti e senza un uomo che si preoccupi per lei, servita e riverita al primo cenno di stanchezza, come nel caso della bionda.

Ho amato Raven, in quest’episodio in particolare, perché finalmente, in mezzo alle tante Bella Swan ed Elena Gilbert, abbiamo un prototipo di donna completamente diverso: la donna che se la cava da sola.

Penso che per ogni spettatrice sia stato abbastanza naturale immedesimarsi in Raven e provare empatia per lei, perché è sì, cazzuta, ma ha le fragilità di una donna normale. Accorgersi di vivere un amore non ricambiato, o comunque non ricambiato nel modo in cui lo vorresti o in cui pensi di meritarlo, è difficile, doloroso e necessita di un gran coraggio per ammetterlo e andare oltre.

Il rapporto tra Raven e Finn doveva essere chiuso da un pezzo, e non mi stupisce che sia stata lei ad avere gli attributi necessari per farlo. Non penso ci sia bisogno che vi descriva la tristezza assoluta nell’istante di silenzio imbarazzato in cui Finn ha esitato prima di offrirsi al posto della donna che dice di amare per piazzare la bomba, mentre per stare a fianco di Clarke ha sfidato la malattia senza battere ciglio (e ricordiamo che inizialmente i ragazzi credevano che l’epidemia fosse mortale). Finn sarà un bravo ragazzo, ma come Uomo è a dir poco pessimo.

Alla fine dell’episodio, oltre che il pericolo incombente ed esterno degli uomini delle montagne, ne è emerso un secondo, interno e già noto ai nostri protagonisti, ovvero Murphy, che al contrario di quello che cerca di dimostrare, non sembra un fan del detto “forgive and forget” e pare assai poco propenso a perdonare coloro che l’hanno allontanato. Che possa costituire una minaccia anche per Clarke e Bellamy?

Con questa, e molte altre domande, chiudo la recensione di questa settimana e vi lascio col promo del prossimo episodio, ricordandovi però che se volete tenervi costantemente informati su tutto quello che riguarda la serie, basta mettere mi piace alla pagina Facebook The 100 Serie Tv, sempre aggiornatissima e ricca di notizie, foto e video sullo show. Altra pagina Facebook che non potete assolutamente perdervi, e che riguarda non solo The 100 ma tutte le serie CW in generale, è The CW Italia, anche qui costantemente aggiornata con foto, video e news e tutto ciò che volete sapere sulle vostre serie tv preferite.

Alla prossima!

Related posts

New Amsterdam: una celebrità caduta in disgrazia

WalkeRita

Arrow 6×09 – Tradimenti, matrimoni e altre tragedie da mid-season finale

Kingarthurswife

Pretty Little Liars | Recensione 7×14 – Power Play

WalkeRita

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Newsletter

Iscriviti alla newsletter e resta sempre aggiornato sulle iniziative e sulle ultime news dal mondo delle serie tv