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Recensioni The 100

The 100 6×02 – Stai a vedere che Murphy è quello sano…

Bentornati,
questa settimana darò il cambio ad Al per la recensione di questa 6×02 di The 100 e devo confessare che mi sono offerta volontaria con ben poco sacrificio. La puntata mi è parecchio piaciuta e, unita alla première, è riuscita a far risorgere dalle ceneri la mia voglia di speculare su quanto avverrà nella stagione.

Il leit motiv, stampato su locandine e trailer, è “Face your demons” -“affronta i tuoi demoni”- e in questa puntata abbiamo decisamente aperto il Vaso di Pandora, complice un’eclisse di Soli e…il risveglio da 5 anni di dittatura Blodreina.

Sicuramente l’aver scelto di iniziare la puntata con 10 minuti di vicende riguardanti personaggi che non abbiamo mai visto è stata una scommessa vincente. Nell’arco di quel breve cold open, abbiamo conosciuto e ci siamo appassionati a personaggi che rivedremo.

Ma come? C’è chi parla di clonazione, osservando la bambina che accoglie Clarke e gli altri alla fine dell’eclissi. Chi solo di flashback (ma a me pare improbabile visto che lei la rivedremo l’anno prossimo, secondo JRoth stesso). Di certo gli embrioni giocano un ruolo di primo piano. Come? Di nuovo, la mia curiosità è stata sollecitata e non vedo l’ora di saperne di più.
Senza dimenticare quella domanda finale: “Siete qui per riportarci a casa?”. Ma cos’è «casa»? La Terra? Il Pianeta? Se sì, perché non ci sono andati loro?

Nel mezzo, però, c’è stato un gran bell’episodio che ha impilato, uno sull’altro, tutti i demoni dei nostri eroi, avvalendosi di una struttura in parallelo fra il satellite e la navicella.

Sull’Eligius, a fare i conti col passato, è soprattutto Octavia che arriva ad insultare Monty…

…pur di farsi picchiare a morte dai suoi ex sudditi. Se Abby si decide a interrompere il piano suicida di Octavia, è solo per condannarla (o darle la possibilità?) a fare i conti con quanto ha commesso. Dopo un’iniziale voglia di partecipare alla rissa e far fuori Octavia, ho deciso che riflettere meglio su di lei e le sue motivazioni non avrebbe fatto che bene e, benché le mani mi prudano ancora, inizio a sperare che recuperi la sua identità e riparta da se stessa. Perché sono convinta che di identità si tratti.

Octavia è sempre stata definita da altri, anche quando ha provato a ribellarsi, etichette – badate bene – che ha imparato a fare proprie ma che non ha mai desiderato. E secondo me, a prescindere dalle ragioni romantiche, il motivo per cui cerchi una morte da martire e da eroe è legata proprio alla figura di Lincoln. L’unico uomo che l’abbia sempre e solo vista per ciò che era, l’uomo che si è ribellato alle convenzioni della sua gente ed è andato oltre, facendo del proprio codice morale la sua linea di condotta. Octavia sta disperatamente cercando un posto nel mondo, e speriamo che questo Nuovo Mondo gliene offra uno in cui provare di essere più della Blodreina/SkiRipa/Ragazza sotto il pavimento.

Discorsi analoghi si potrebbero fare per Abby e per Raven, ancora bloccata alla morte di Finn nella seconda stagione. Sono molto curiosa di vedere cosa nascerà dalla perdita di Shaw e come – soprattutto se, visto che sono 4 anni che lo aspetto – finalmente capirà come andare avanti e scendere da questo scranno dal quale si erge sempre a giudice di tutti. Poi per carità eh, forse è quella fra tutti che ha le mani meno sporche di sangue ma è anche perché è sempre stata lontana da certe scelte (impegnata a farsi torturare di solito. Ecco, petizione: basta torturare Raven!).

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Sul Satellite del Mistero, intanto, i nostri eroi sono alle prese coi loro demoni: alcuni abbastanza prevedibili (Clarke che si pensa “cancro per le persone che la circondano”), altri totale sorpresa: Murphy è immune, forse perché li vive giorno per giorno? O è una cosa legata al sangue visto il tatuaggio ad albero della vita che si dipana sul suo petto?
Conferma, invece, è stata Echo: una bambina allevata per essere una spia, per ubbidire alla cieca al padrone, a sopprimere qualunque pensiero o sentimento personale per portare a termine missioni di vario genere per Nia/Roan…e in un certo senso anche Bellamy. Non sto dicendo che Bell sia suo padrone e lei obbedisca eh, né che Bell ne sia consapevole o che il sentimento che li lega non sia reale. Quello che mi suggerisce la scena è un interrogativo sulla qualità delle relazioni che Echo è in grado di costruire.

Quanto concorrono l’obbedienza e la fedeltà ad un padrone che riconosce come giusto nel suo rapporto con Bell? E’ un rapporto effettivamente paritario? Il tema del «buon soldato» è un tema che è emerso più volte nelle mie riflessioni su di lei, sin dalla puntata in cui ha quasi ucciso Octavia nella quarta stagione. Non vi nascondo che, pur essendo una Bellarke nel midollo, Echo mi piaccia e mi intrighi molto come personaggio e vorrei le fosse dato lo spazio per crescere al di fuori del suo essere un vertice di triangolo.
Senza contare quella voce che ha urlato: “Bring Me Her Head!” che mi ha fatto immediatamente pensare a Costia e alla pesante – se così fosse – co-resposabilità in due guerre sanguinosissime.

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(la scena della quarta stagione a cui facevo riferimento)

La conclusione della puntata ci ha lasciato con una marea di interrogativi sul futuro, di sguardi sconvolti e più eloquenti di mille parole (ma noi le parole le vogliamo ancora!) e di speranze per l’avvenire di questi personaggi e di questa stagione che, a questo secondo episodio, ha trascinato la curiosità fuori dalla roccia sotto cui era nascosta da una stagione a questa parte.

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PS. Ho perso il conto di quante volte abbiano accoltellato Bellamy ad una gamba, anyway. Come minimo, due a stagione.

Top 3:

  • Jordan che tiene testa a Octavia ribadendo che lei non sarebbe nemmeno viva se il padre non avesse dedicato la sua vita a trovare una via d’uscita per tutti.
  • Madi che arriva dal soffitto solo per salvare tutti e poi…tornare a fare i compiti come ogni teenager che si rispetti.
  • le innumerevoli basi poste da questo episodio perché nei confronti successivi tra i personaggi si ricominci a chiarirsi e crescere. Mi riferisco in particolare ai Bellarke ma anche ad Emori e Murphy: mi sembra chiaro che avere pulsioni omicide non sia sinonimo di perdono (non importa come la pensi P!nk al riguardo).

Prima di salutarvi, ecco il promo della prossima puntata:

The 100 Italia

The 100 – Bellarke Italia Page

DeCento

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