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Telefilm Addicted consiglia… Mozart In The Jungle

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Mozart in The Jungle ripartirà a breve con la terza stagione, quindi ho pensato di cogliere l’occasione per parlarvi di questa serie e sperare di convincervi a darle una possibilità. Non che le mie parole siano poi chissà quale motivazione, dato che questo show ha già di per sé una voce chiara e squillante, potente come il suono di un’orchestra, per essere precisi come quella della Filarmonica di New York.

Per richiamare nuovi investitori e risollevare le sorti di un’istituzione antica e prestigiosa, ma ormai spenta agli occhi dei giovani, la responsabile Gloria Windsor (Bernadette Peters) decide di mandare in pensione il vecchio direttore d’orchestra Thomas Pembridge (Malcolm McDowell) per fare largo a Rodrigo de Souza (Gael Garcia Bernal), nuovo ed eclettico luminare della bacchetta. Ed è con l’arrivo di questo personaggio, sempre al limite fra genio e sregolatezza, che ogni cosa cambia, e la routine dei protagonisti viene stravolta dalla sua esuberanza.

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Il mondo della musica classica è sempre stato un universo elitario, per pochi intenditori, ma questo show lo rende rock e popolare, mostrandoci contemporaneamente l’eleganza di una prima a teatro e la difficoltà di tenere a galla la baracca che regala agli spettatori lo sfarzo e l’incanto di quel palco;  e scendendo poi nel dettaglio della vita quotidiana dei membri dell’orchestra (comunque raccontando le vicende con ironia, dato che si tratta pur sempre di una comedy), con la fatica di vivere di sola musica e passione e i sacrifici per riuscire a sfondare in questo campo estremamente duro e competitivo.

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Gael Garcia Bernal è straordinario, e ha dato in questa serie l’ennesima prova di essere un attore poliedrico, nonché uno dei migliori della sua generazione. Il suo Rodrigo è assurdo – vi dico solo che, nei momenti di dubbio esistenziale, si ritrova a parlare con Mozart per sanare i suoi dubbi – quell’assurdo che ti fa sbellicare dalle risate (ad esempio per tutte le sue fissazioni da star) ma che ti sorprende per la voracità con cui si fa completamente divorare dalla sua passione per la musica e che ti trascina con tutte le scarpe in questo suo pazzo mondo. Guardare Rodrigo è come passare attraverso lo specchio e ritrovarsi in un mondo in cui persino Tchaikovsky è incredibilmente sexy. Fare i conti con Mozart non è facile, ma nella sua vita c’è anche spazio per l’amore, per cui, shipper incalliti, non vi preoccupate, troverete pane per i vostri denti.

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A guidarci in questo mondo attraverso lo specchio sarò la giovane Hailey Rutledge (Lola Kirke – e se il cognome non vi suona del tutto nuovo è perché si tratta della sorella minore della Jessa di Girls, Jemima Kirke appunto), aspirante suonatrice d’oboe che finirà invece per diventare l’assistente del Maestro, accontentandolo in tutti i suoi capricci, ma venendo così in contatto con l’espressione più pura della passione per la musica. Hailey è nuova in questo campo, volenterosa ma ancora molto giovane, e forse un po’ ingenua, quindi il suo sguardo è il punto di vista perfetto anche per chi non ha grande esperienza nel settore.

Mozart in the Jungle

Mozart in The Jungle, come ho detto prima, non è infatti una serie d’elite. Io in primis non sono una grande estimatrice della musica classica, anche se mi piace ascoltarla e conosco le opere principali, sono anni luce lontano dalle competenze che servono per capire che differenza ci sia tra un bemolle e un diesis, ma la potenza di questo show va ben oltre i formalismi: la musica è l’accompagnamento perfetto per ogni scena, sia essa classica, rock o swing, mentre è la passione per la musica la vera protagonista.

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Insomma un altro piccolo gioiello targato Amazon, che dopo Transparent (che vi consiglio caldamente qui) non smette di darmi grandi soddisfazioni. Ma se ancora non vi ho convinto, dove non arrivano le parole, sicuramente sapranno fare di più le immagini, quindi vi lascio qui sotto il trailer della prima stagione come arma finale di conquista.

Avete ancora qualche giorno, e se siete dei veri addicted degni di questo nome non avrete alcun problema a recuperare le due passate stagioni (avanti, sono solo 10 episodi da 20 minuti, che volete che sia?!) e ad arrivare freschi e preparati per la terza, in cui SPOILER si parlerà anche di orgoglio italiano – sto parlando dell’opera, non della Bellucci…

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