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Telefilm Addicted Consiglia…. Hemlock Grove

Hemlock-Grove-cast

Hemlock Grove è una serie horror prodotta da Eli Roth, autore del sanguinario “Hostel”, e mandata in onda sulla piattaforma streaming Netflix, che ne ha reso subito disponibili tutti e 13 gli episodi a partire dal 19 aprile. La prima stagione, perché già si vocifera dell’imminente ordine di una seconda, si apre con il delitto di una giovane ragazza, brutalmente uccisa da quella che pare essere una bestia feroce: nella cittadina inizia così a serpeggiare il sospetto che l’autore del crimine altri non sia che il liceale Peter Rumancek, uno zingaro che si è trasferito da poco con sua madre e che alcuni credono essere un licantropo. A prendere a cuore la faccenda e fare amicizia con lui è Roman Godfrey (interpretato da Bill Skarsgard, fratello minore del più famoso Alexander), rampollo di una ricca famiglia che sembra dettar legge in città e che capiamo subito nascondere oscuri segreti. Dietro l’aspetto da duro, Roman rivela un animo fragile e sensibile: l’amore per la sorella “diversa” Shelley, l’attrazione verso sua cugina (?) Letha e insieme il desiderio di proteggerla e il morboso rapporto che sua madre Olivia ha con lui, lo rendono uno dei personaggio più interessanti dello show. Ma a fargli concorrenza c’è, senza dubbio, l’affascinante Olivia Godfrey che, interpretata dalla bellissima Famke Janssen (già bond-girl ed X-men), si rivela a poco a poco come una donna piegata dalla vita e costretta, non senza sue colpe, a comportamenti deprecabili: Olivia non è il solito cattivo senza spessore, non si può fare a meno, consapevoli della malvagità insita in alcune sue azioni, di parteggiare per lei. In fondo, molte volte, ha agito come una madre che vuole solo proteggere i suoi figli, per poi rivelarsi un’abile manipolatrice che, pur amando tantissimo il suo Roman, non ha fatto altro che distruggere ciò che di buono la vita le aveva dato per assecondare la sua oscura vera natura.

Questo serial, siete avvisati, non è per tutti i palati: insieme a delle scene horror e splatter che potrebbero turbare i più impressionabili, annovera un clima di tensione ed inquietudine che rimane tale sino al dodicesimo episodio, quando la ricerca dell’assassino trova il suo sbocco nella soluzione del caso ad opera (casuale) proprio dei nostri. Hemlock Grove è una serie che, puntata dopo puntata, fa sorgere una serie di quesiti che mantengono alta nello spettatore la voglia di proseguirne la visione: e questo è un bene per tutti quelli che in un hemlock-grove-poster
telefilm cercano uno svago ed una vicenda che li faccia appassionare. Ma chi cerca in Hemlock Grove la classica storia del paesino terrorizzato dal licantropo di turno e delle relative indagini per scoprirne l’identità (stile “Unico indizio la luna piena”, per intenderci) è avvisato: la serie di Roth è un calderone che mischia e rielabora alcuni dei mostri più famosi e delle situazioni classiche dei film e dei libri dell’orrore. E così troviamo licantropi, upir, scienziati pazzi, sensitive, rimandi al mito di Frankenstein, rapporti incestuosi, pazzi fuggiti da centri di igiene mentale, ragazzine inquietanti e molto altro: insomma, un miscuglio che non tutti gradiranno, ma che risulta divertente nel suo essere così eccessivamente pieno di carne al fuoco.

Di certo questo serial, tratto dall’omonimo libro di Brian McGreevy, è ben lungi (almeno per ora) dall’essere annoverabile tra i cult della serialità: i primi due episodi sono tutt’altro che ben riusciti e solo dal ritrovamento della seconda vittima si inizia realmente ad entrare nel vivo della storia e ad essere partecipi alle indagini, tanto da fare supposizioni sull’identità del colpevole. E veniamo anche all’assassino che, evidentemente, come suggerisce uno dei poster promozionali dello show, è una creatura sovrannaturale che ha anche un volto umano: la sua identità diventa ovvia allo spettatore dopo il decimo episodio, ma, i nostri non troppo svegli protagonisti, avranno bisogno di più tempo per scoprirla. E dopo tante puntate passate ad accumulare domande, Hemlock Grove chiude la sua prima stagione con qualche risposta e con un finale aperto che allude alla possibile continuazione della storia: se non dovesse esserci un rinnovo molte questioni rimarrebbero in sospeso, compresa la sorte di un paio di personaggi principali. Sperando che Netflix non ci lasci a bocca asciutta e ci regali un altro ciclo di episodi, non resta che consigliare questa serie a chi sia alla ricerca di un prodotto a suo modo leggero e senza troppe pretese.

 

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