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Telefilm Addicted consiglia…Death Comes to Pemberley


Il TA Consiglia di questa settimana ci riporta indietro nel tempo, ai primi anni del 1800 catapultandoci all’interno di un romanzo scritto da P. D. James. Questo nome non vi dice nulla? E se dicessi Jane Austen cambierebbe qualcosa?
Death Comes to Pemberley è un drama di BBC One diviso in tre parti, tre episodi da 60 minuti circa, mandato in onda dal 26 al 28 Dicembre 2013 basato sul romanzo sopracitato. Cosa ha a che fare tutto questo con la Austen? Semplice. Questa storia, questo libro pubblicato nel 2011 riprende le vicende e si pone come ideale continuo di uno dei suoi più famosi romanzi: Pride and Prejudice.
Le vicende si svolgono nel 1803, 6 anni dopo gli eventi che ci hanno accompagnati e appassionati durante la lettura o la visione di Pride and Prejudice. Pemberley, attuale residenza del Signor e della ormai Signora Darcy, è scossa da una tremenda sciagura proprio poco prima che un ballo organizzato da Elizabeth possa avere luogo. George Wickham, marito di Lydia, una delle sorella di Elizabeth, viene accusato di aver ucciso il Capitano Danny, suo amico, dopo aver avuto una lite ed essere scomparso insieme a lui nei boschi proprio mentre si dirigevano verso Pemberley per partecipare al ballo. Le vicende, i misteri, gli intrighi e la storia si apre con questa vicenda che si abbatte pesantemente sul Signor Darcy, su Elizabeth e tutta Pemberley come un fulmine a ciel sereno. Essendo un amante della Austen, avendo letto tutti i suoi libri e visto buona parte delle trasposizioni cinematografiche che ne son derivate quando ho sentito parlare di questa serie nella favolosa rubrica British Addicted (che voglio consigliarvi caldamente) non ho potuto far a meno di correre subito a vederla e devo ammettere che ne è valsa la pena. Purtroppo devo dirlo, chi non conosce per lo meno la storia e i personaggi di Pride and Prejudice si potrebbe trovare spaesato inizialmente per cui consiglio una lettura o una visione della storia se si vuole godere appieno di questo show. Vi sono dei flashback all’interno delle puntate ma a mio parere son troppo poco esaudenti, abbozzati e fin troppo vaghi per permettere a una persona che si avvicina per la prima volta a Pemberley di poter capire del tutto i loro trascorsi e il loro passato.
I tre episodi volano, il primo forse un po’ più lento dei seguenti ma semplicemente poiché bisognava presentare i personaggi e le trame che sarebbero seguite allo spettatore. Una volta che viene commesso l’omicidio il ritmo si fa incalzante e non si riesce a staccare lo sguardo dal monitor finquando non si arriva agli ultimi minuti finali. I costumi erano incantevoli, paesaggi mozzafiato come di consueto e ottima la fotografia, ho adorato le scene dove l’attenzione si focalizzava sui piccoli dettagli.
Ho visto questa serie tutta d’un fiato, un episodio dopo l’altro e son rimasta incantata dalle incredibili doti recitative del cast scelto per questa produzione. Guardando sempre più serie inglesi i miei standard stanno cominciando ad elevarsi, e devo ammettere che nessun attore ha sfigurato. I personaggi son stati curati perfettamente, caratterizzati al punto giusto e tutti trattati come meritavano.
Anna Maxwell Martin, pur non avendo rappresentato una delle Elizabeth migliori a mio parere, ha fatto un gran bel lavoro sul suo personaggio, più maturo in questa versione ma non per questo distante dalla protagonista del romanzo della Austen, anzi. Matthew Rhys ha interpretato un Darcy credibile, reale e affascinante e, anche se non potrà mai superare Colin Firth o Matthew Macfadyen nel mio cuore, ha messo qualcosa di suo in questo favoloso personaggio. Rebecca Front e James Fleet hanno dato vita a dei simpatici e interessanti signori Bennet e Tom Ward e ad un intrigante e misterioso Colonnello Fitzwilliam. Menzione d’onore va a Matthew Goode che a mio parere ha interpretato forse il miglior Wickham che ho mai visto sullo schermo. Ha saputo creare un personaggio subdolo, misterioso, particolare, meschino e molto affascinante ma allo stesso tempo anche umano e non privo di sentimenti.
Jenna Coleman, la dolce Clara di Doctor Who, è stata l’attrice che più ho amato insieme a Goode nel telefilm e guarda caso interpretava la moglie di Wicham, Lydia. Il suo personaggio mi ha fatto sorridere, sbuffare e commuovere e la sua superficialità, il suo voler apparire ma anche il suo lato umano, la sua sofferenza e il suo amore sono state rappresentate perfettamente.
Una considerazione finale che voglio fare si concentra su una cosa che ho notato durante la visione di questo splendido drama targato BBC. Mentre mi gustavo il primo episodio infatti, guardando alcuni personaggi non potevo far a meno di provare quel senso di deja-vu caratteristico di quando si ha già visto recitare un attore ma non si ricorda in quale ruolo. Ebbene finita la serie ho fatto una piccola ricerca per scoprire che buona parte del cast lo avevo precedentemente visto o intravisto in Doctor Who. Questi attori inglesi, li rivedo di continuo ma anche se pochi son molto, molto, molto bravi.

Stupidi accorgimenti a parte, credo che chiunque voglia vedere qualcosa di breve, coinciso e appassionante debba assolutamente dare un’ occasione a questo drama che secondo me non vi deluderà.

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