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Telefilm Addicted Consiglia… Black Sails

Molto spesso capita tra amanti di serie tv di scambiarsi consigli e suggerimenti su quelle serie considerate MUST WATCH del mondo telefilmico. Solitamente si finisce a parlare della profondità di Breaking Bad, della famosa e amata The Walking Dead e mai e dico MAI può mancare almeno un riferimento a quel fenomeno mondiale che è Game of Thrones. Queste son alcune delle tante serie di cui ogni giorno si parla, son storie che son riuscite a imporsi nel panorama mondiale e che son conosciute ormai da milioni e milioni di persone. Il motivo per cui AMO questa rubrica però è proprio per la possibilità di portare all’attenzione degli appassionati e coloro che ci seguono dei piccoli capolavori che invece, per strane ragioni, passano in secondo piano o non vengono valorizzati come dovrebbero. Raramente vedremo valanghe di premi, nominations o folle in delirio, sdegno sui social e spoiler pronti a distruggerti la visione ad ogni angolo, ma non per questo serie di questo genere devono per forza valere MENO di una serie conosciuta e oggi, seguendo questa (mia) corrente di pensiero, voglio parlarvi in particolare di un gioiellino che porto nel cuore da ormai alcuni anni, probabilmente fin dai suoi primi episodi: Black Sails.

BKS3

Creata da Jonathan E. Steinberg e Robert Levine, il drama/adventure che è Black Sails ha da subito rappresentato una delle nuove serie di punta della Starz fin dal suo debutto avvenuto il 25 Gennaio del 2014. Spicca tra i nomi dei produttori esecutivi, insieme a Brad Fuller e Andrew Form, anche un certo Michael Bay, che già dovrebbe dar alcune indicazioni sul potenziale della serie.

Black Sails si pone come prequel dell’Isola del Tesoro di Stevenson. Le vicende prendono luogo negli anni d’oro della Pirateria (tra le date indicate troviamo il 1715) focalizzandosi sulla ormai EX colonia inglese Nassau, nell’isola di New Providence. In realtà non c’è bisogno di aver letto il libro di Stevenson, di conoscerne gli eventi, ne di aver freschi nella memoria tutti gli avvenimenti storici che interessarono quel periodo per comprendere e amare questo show per cui non preoccupatevi del fatto che si presenti come l’introduzione a questo libro. La storia segue le vicende del capitano James Flint, nome che probabilmente ai più non passerà inosservato, e della sua ciurma alle prese con una impresa a dir poco EPICA non solo per loro come uomini ma per la sopravvivenza stessa della pirateria in un mondo in cui i governi stanno tentando di distruggere tutto ciò che sta al di sotto di quella bandiera nera. Conosciamo così la vita di questi pirati, di questi uomini e queste donne, di questi criminali che lottano per poter vivere anche solo un giorno in più su questa terra che non vuole più aver a che fare con le loro imprese. Flint non è l’unico personaggio a spiccare, nonostante sia interpretato da un Toby Stephens (figlio di Maggie Smith) a dir poco sublime. Tra i personaggi principali troviamo anche:

  • Eleanor Guthrie, ragazza forte e indipendente in grado di tener testa alla feccia che le gira intorno, figlia dell’uomo che controlla l’isola grazie al suo contributo nel commercio e la prosperità della comunità, che si occupa della ricettazione e il riciclaggio delle merci e i bottini che le ciurme di pirati riportano dai loro viaggi in mare.
  • John Silver, si proprio quel JOHN SILVER, anche se essendo un prequel dell’Isola del Tesoro non ci viene mostrato come i lettori si ricordano ma in una sua versione più giovane ma non meno arguta. John è un personaggio particolare, non semplice da inquadrare, inizialmente interessato, come tutti, alla propria sopravvivenza ma in seguito in grado di dimostrare di non essere solamente un sopravvissuto qualunque.
  • Max, una prostituta con un desiderio di riscatto, di conquista, di gloria e di denaro. Con ogni intenzione di migliorare la propria posizione e di farlo in ogni modo possibile, con qualsiasi alleanza e cogliendo ogni occasione le si ponga davanti.
  • Charles Vane, temibile capitano della Ranger, affascinante e famoso pirata, geloso delle attenzioni e delle fama di cui gode Flint e pronto a spodestarlo alla prima occasione. Il suo carattere forte, le sue maniere, la sua intelligenza e la profondità che si costruisce intorno alla sua figura lo rendono certamente uno dei personaggi più interessanti, oltre che uno dei principali fautori delle vicende che interessano l’isola e non solo.
  • Anne Bonny/Jack Rackham, un duo di pirati appartenenti alla ciurma di Vane che si conoscono e combattono insieme le avversità della vita da sempre. Uno arguto, intelligente, calcolatore e geniale, lei il suo braccio destro, pronta sempre a sguainare la spada per proteggere gli interessi dell’uomo che sta al suo fianco.

E questi sono solo ALCUNI dei personaggi che Black Sails introduce nella sua prima stagione, ma nel corso delle successive non solo vediamo una netta crescita di coloro che appaiono fin dai primi minuti del pilot ma conosciamo splendide nuove aggiunte sempre perfettamente inserite nel proseguir della storia, senza mai alcuna forzatura. Uno dei punto di forza di Black Sails in questo senso è di riuscire ad intrecciare saggiamente le storie di personaggi REALMENTE ESISTI (Vane, Anne Bonny, Rackham, etc) con quelle dei personaggi creati da Stevenson (Flint, Silver, etc), per poi introdurre altre figure estranee ai due mondi (Eleanor, Max, etc) ma fondamentali per i fini della trama e per lo sviluppo delle vicende, delle storie e dei protagonisti stessi. Lo show riesce a creare dei personaggi a cui lo spettatore lentamente si affeziona, comincia a comprendere ciò che gli spinge a comportarsi in quel modo, ciò che li muove, le loro passioni, i loro segreti, i loro obbiettivi. Ci vengono mostrati dei personaggi molto umani, che sbagliano, che soffrono, che combattono con i denti per gli ideali in cui credono o che son disposti a sacrificare il proprio orgoglio per veder realizzato qualcosa di grande. Non c’è mai nulla di scontato, mai nulla di banale, ogni personaggio porta con se un alone di mistero e di fascino che lo contraddistingue ed è praticamente impossibile non innamorarsi, arrabbiarsi o soffrire con e per LORO.

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La serie attualmente si compone di 28 episodi divisi nell’arco di tre stagioni, la prima composta da 8 mentre le altre due da 10 e il titolo di ogni episodio è semplicemente il numero romano corrispondente. La Starz ha già rinnovato lo show per la sua quarta stagione che sarà anche la conclusiva visto dove ci hanno portato tutti gli avvenimenti che si son susseguiti nel corso di queste ore di visione. Sinceramente io considero la cosa come un altro punto a favore di questo show, che non scade in un numero di episodi eccessivo e non rischia nemmeno di perdere il suo fascino, la sua anima e la sua bellezza con il lungo protrarsi delle stagioni come invece succede per tantissime altre serie tv.

Insomma non ci son davvero scuse per rimandare questo recupero. Non vi innamorerete di Black Sails solo per le sfaccettature dei suoi personaggi, per la loro crescita, per la profondità dei loro rapporti  e dei loro dialoghi o per la trama che lentamente ma inesorabilmente si porta avanti ripercuotendosi su tutto e tutti. La fotografia è qualcosa Black Sails Season 3che io trovo a dir poco spettacolare (anche se a volte è fin troppo palese che l’acqua che si vede non è reale, nonostante sia una cosa che passa inosservata rispetto a tutto quello che ci mostrano) così come le musiche che vengono utilizzate o per contro i silenzi che riescono a rendere alcune scene ancora più incisive. In generale il sonoro, la colonna sonora e gli effetti son tutti degni di nota e non fatemi nemmeno cominciare a parlare di quanto spettacolare sia la sigla, accostamento di immagini e scelta musicale praticamente PERFETTA. La cura dei dettagli e dei particolari è un altra delle cose che apprezzo tantissimo dello show così come i costumi, per quanto riguarda l’accuratezza storica questa è tutta un altra storia in quanto i creatori non hanno mai detto di voler creare una serie storica fedele ma tentano di gestire gli eventi realmente accaduti e di inserirli in modo tale che si ricolleghino alla storia che vogliono raccontarci.

Avete mai avuto modo di vedere Crossbones con John Malkovich? Bene, DIMENTICATELO. Se lo avete apprezzato sappiate che Black Sails si pone su tutto altro livello e se invece lo avete detestato posso assicurarvi che le due serie non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Unico punto in comune? I pirati. Dunque se amate il mare, gli scontri navali, i duelli con la spada e il mondo, la grandezza e la ricchezza che ha contraddistinto quel periodo allora non dovete assolutamente farvi sfuggire questa serie. Se in più siete appassionati di Stevenson o alla ricerca di una serie che abbia cuore, che entusiasmi, esalti i suoi personaggi ma senza togliere in alcun modo importanza o spazio alla sua trama principale posso assicurarvi che Black Sails è proprio quello che state cercando.

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1 comment

Benny 22 Novembre 2016 at 19:23

Ho appena finito di vedere la prima stagione di questa bellissima serie, me ne sono davvero innamorata!
Ed amando questo sito e il suo staff tantissimo, non potevi non correre a vedere se ci fosse qualche articolo in merito e infatti eccolo qua *-*
Sono d’accordo con tutti quellp che hai detto e probabilmente se non avessi già iniziato e amato la serie questo articolo mi avrebbe convinto!
Spero di poter leggere anche altre cose su questa setie, grazie per averlo scritto.

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