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Telefilm Addicted consiglia… Being Human USA

Negli ultimi anni gli appassionati del genere vampiresco e, più in generale, del fantastico con venature horror, hanno trovato terreno fertile grazie al revival di prodotti con protagonisti i “mostri” classici: “Being Human USA” è la risposta a chi ha esaurito i film e i telefilm (più famosi) di genere, e si chiede se sia rimasto qualcosa di altrettanto interessante sull’argomento che non sia, però, un prodotto di serie B. La risposta è sì. Nato come un remake del “Being Human” britannico, con il quale condivide le premesse base iniziali e alcuni snodi della trama, questo serial americano non fatica ad entrare nel cuore di chi avrà la pazienza di avvicinarglisi. Ma andiamo con ordine: la serie narra di due uomini ed una donna che convivono nella stessa casa. O meglio: di un vampiro, un licantropo e un fantasma che si trovano, per caso, a condividere un pezzo della loro esistenza e ad aiutarsi tra loro nel disperato tentativo di “essere umani”.
Aidan (interpretato da Sam Witwer): è un affascinante vampiro di circa 250 anni, tramutato da tale Bishop nel corso della rivoluzione americana. Vive nella città di Boston, dove il suo creatore è capo dei vampiri, e dove è grande amico del licantropo Josh, col quale condivide il desiderio di essere innocuo per le persone. Pur essendo fondamentalmente un buono, nonostante un passato sanguinoso alle spalle, non mancheranno momenti in cui cederà alla sua natura di predatore con somma gioia di alcuni suoi simili.
Josh (interpretato da Sam Huntington): è un licantropo sui trent’anni che lavora con il suo coinquilino vampiro in un ospedale di Boston. La sua trasformazione è stata drammatica e per lui non è stato facile accettare questa sua nuova natura. Un paio di anni prima degli eventi raccontati nella prima stagione, Josh era in campeggio con un suo amico nei boschi vicini al paese dove vivevano e i due furono attaccati da un licantropo: lui sopravvisse, l’altro morì. Il giovane, preso coscienza di cosa era diventato, decise di lasciare la sua ragazza e di scappare da tutto e tutti senza dare alcuna spiegazione.
Sally (interpretata da Meaghan Rath): è il fantasma in pena di una ragazza. Non accetta questa sua nuova condizione e, inizialmente, non ricorda il modo in cui è morta. La presenza di Aidan e Josh nella sua esistenza le permetterà di sistemare molte cose che aveva lasciato in sospeso e di avere di nuovo qualcosa che si avvicina ad una famiglia.
Assieme ai tre interessanti protagonisti, c’è un sottobosco di personaggi più o meno importanti che gravitano loro attorno e che saranno necessari per lo sviluppo della trama: nella prima stagione sono da citare Bishop, cioè colui che ha vampirizzato Aidan e che prova un forte legame quasi paterno per lui, Nora, umana e nuovo interesse amoroso di Josh, e Danny, fidanzato in carica di Sally al momento della sua dipartita. La seconda stagione vedrà poi ampliarsi ulteriormente il numero di personaggi e verremo a fare la conoscenza delle alte gerarchie dei vampiri, nonché a scoprire qualcosa di più sul passato di Aidan che tra i tre protagonisti, per ragioni anagrafiche, è quello che ha più da raccontare.
“Being Human USA” è trasmesso sin dal suo debutto dal canale Syfy, specializzato in fantascienza, horror e soprannaturale e, grazie ad un aumento degli ascolti è stato di recente rinnovato per una terza stagione che verrà trasmessa il prossimo anno. La seconda stagione si è conclusa con una serie di cliffhangers mozzafiato che troveranno sicuro sbocco prossimamente: tutti i protagonisti sono in situazioni di pericolo o comunque precarie e dovranno uscirne.
In conclusione, perché vedere questa serie? Innanzitutto perché man mano che passano gli episodi l’approfondimento psicologico è sempre migliore: si finisce davvero per empatizzare con il trio, il che non è cosa di tutti i giorni in un telefilm di questo genere. Poi perchè le varie storylines stanno prendendo una piega sempre più interessante e gli effetti speciali sono buoni quel tanto che basta da rendere godibile uno show che si basa su denti aguzzi e trasformazioni. Gli attori, inoltre, sono bravi ed in parte e anche il doppiaggio italiano, per chi non ama seguire i telefilm in lingua originale, è ben fatto. Dulcis in fundo, è una serie dove le scene di sesso e violenza, pur non essendo mai sconvolgenti, sono abbastanza esplicite, il che evita la fastidiosa sensazione di censura che si ha a volte quando si guardano prodotti simili a questo.

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1 comment

bearantos 18 Agosto 2012 at 14:05

ottimo consiglio! ho visto il primo episodio, incuriosito da questo articolo, e devo dire che mi è piaciuto. E’ proprio quello che cercavo, grazie Telefilm Addicted!:)

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