Supernatural | Recensione 12×21 – There’s something about Mary

La fine di questa dodicesima stagione si fa più vicina e allo stesso tempo meno definita. Avevamo ricevuto sufficienti risposte per avere un degno finale con tanto di presumibile cliffhanger che in Supernatural non manca mai, ma per aggiungere carne al fuoco ci sono state spiegate altre cose in questo episodio che, in una specie di perverso circolo vizioso, hanno dato origine a nuovi dubbi. Arrivati a questo punto non ci resta far altro che tirare le somme.

Innanzitutto, come presumevo, i men of letters – zitti zitti – hanno portato avanti il progetto genocida della dottoressa Hess, uccidendo senza alcuna difficoltà sette cacciatori in poco più di due settimane. La cosa in sé sarebbe già sufficientemente inquietante e triste così com’è, soprattutto perché delle vittime di questi omicidi conosciamo solo Eileen e qualcosa mi fa credere che moriranno presto altre conoscenze, ma a peggiorare la situazione ci si mette l’intervento di Crowley. Restando nei confini del discorso inerente le azioni dei men of letters, senza oltrepassarli per concentrarci sul demone, come prima cosa mi viene da dire che un segugio infernale in mano a Ketch è come un accendino in mano ad un piromane: lo vediamo gioire della compagnia del segugio, è praticamente un demone mancato. Si trova a dover uccidere di buon grado tutti i cacciatori americani perché non affini alle direttive imposte dall’organizzazione dei men of letters, ma non si fa remore a lavorare per Crowley? Per me, non ha alcun senso. Ha provato pietà per Mary, impedendole di uccidersi, solo per egoismo e per poterla sfruttare come risorsa; sapevo che si sarebbe servito di lei per andare contro ai Winchester in qualche modo, ma non immaginavo che potesse essere subdolo e crudele al punto da portare una lobotomizzata Mary proprio davanti ai suoi figli, pronta ad ucciderli… E la cosa bella di tutto ciò è che non potrebbe fregarmene di meno, nè di Ketch, nè dei piani della Hess, nè tantomeno di vedere Mary fare la marionetta dei men of letters: prima di restare delusa dalla svolta degli eventi, vorrei aspettare e vedere il finale di stagione, ma questa serie di situazioni “shock”, purtroppo, non mi ha fatto battere ciglio, ma se ci dovessimo trovare con Sam e Dean costretti ad uccidere Mary per salvare loro stessi giuro che riprendo a seguire Beautiful e qui ci getto la spugna.

Nonostante Rosemary e il suo infernale baby siano spariti dalla circolazione, nascosti chissà dove in compagnia de ‘l’inutile che fa solo danni’ Castiel, per Crowley la sola esistenza di questo bambino rappresenta una minaccia tanto più grande di lui e lo dimostra il fatto che, come ultima spiaggia, abbia deciso di chiedere aiuto alla Hess e alle tecnologie dei men of letters. Per quanto ridicolo mi sembri dover assistere al re dell’Inferno che sottostà a simili espedienti, può essere ammissibile il chiedere aiuto a chi ha accesso a più informazioni di lui; fin qui, dunque, nulla da dire… Ma che senso ha avuto mentire a Sam e Dean? Certamente è più sensato che Crowley stia dalla parte opposta dei Winchester, a prescindere dalle motivazioni, ma dopo anni e svariate disavventure passate insieme, davvero non capisco cosa lo abbia spinto a mentirgli, soprattutto considerando che – eccetto Lucifero per ovvie ragioni – hanno tutti lo stesso obiettivo: uccidere il nephilim. Quindi, soprattutto considerando che non credo sia morto (in primis, perché quando Lucy lo ha pugnalato non ha fatto le solite scintille che fanno i demoni quando muoiono; in secundis, perché il topino che gli è stato vicino nell’ultimo soffio di vita non me la racconta giusta e o si rivelerà essere Rowena o in qualche modo si scoprirà che Crowley è riuscito a nascondersi in lui, per quanto non abbia la minima idea di come una cosa del genere sarebbe fattibile) spero vivamente che la sua alleanza con la Hess abbia dei secondi fini, tra cui distruggere lei e tutti i men of letters e nel contempo salvare Sam e Dean.

In tutto ciò, l’unica cosa di cui mi sia davvero importato è l’epicità di Lucifero. Dall’alto del suo  ̶g̶r̶e̶e̶n̶ ̶s̶c̶r̶e̶e̶n̶  monte sperduto chissà dove, sembrava gridare “I am the boss” e a ragion veduta, devo dire. Dopo le innumerevoli peripezie e passaggi di comando, ha avuto la meglio, almeno per il momento. Come già ribadito più volte in passato, mi dispiacerebbe assistere ad una totale sconfitta di Crowley, ma il solo pensare di rivedere Lucifero al comando delle schiere infernali e/o pronto a portare dolore e distruzione nel mondo mi fomenta troppo. In dodici anni di show credo sia l’unico vero cattivo incontrato al quale mi sia affezionata così tanto, perché sempre coerente con sé stesso, i suoi piani e soprattutto con la sua natura malefica… E interpretato da Mark Pellegrino è qualcosa di magnifico. Lo adoro e, arrivati a questo punto, le speranze di vederlo padroneggiare aumentano.

Dunque, al di là di ciò che non è successo nell’arco della stagione e che è stato lasciato in sospeso o di ciò che abbiamo visto in questo episodio che ci ha confusi ancora di più, inevitabilmente insorge curiosità per il finale (e anche un po’ d’ansia).

Come di consueto, vi lascio con il promo del prossimo episodio ed il consiglio di seguire queste splendide pagine su facebook: Jensen Ackles Italia – Supernatural Italia – NOI: supernaturaldipendenti – Supernatural fan club




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Jules
Giulia, 23 anni, abruzzese, studentessa universitaria di "Beni Culturali: cinema, musica e teatro", presso l'Università degli studi di Siena. Appassionata di cinema fin da bambina, ad un certo punto della sua vita, esattamente quando scoprì Supernatural nel 2006, ha iniziato a diventare una drogata anche di serie tv. Adora passare ore ed ore davanti al suo pc a fare lunghe maratone telefile, occupando il suo tempo libero con un'altra forte passione, la scrittura (riducendosi a studiare la notte, ai limiti della sopportazione umana!). Il suo sogno nel cassetto è di diventare una sceneggiatrice, ma si accontenterebbe anche di diventare una 'semplice' scrittrice di romanzi fantasy. Ha una vera e propria ossessione per tutto ciò che riguarda gli angeli e, più in generale, per ogni sorta di creatura sovrannaturale. Sa che un giorno farà il giro degli Stati Uniti a bordo dell'Impala insieme a Sam e Dean ma, nel frattempo, si accontenta di vederli solo attraverso lo schermo.

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