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Recensioni Supernatural

Supernatural | Recensione 12×03/12×04 – The Foundry/American Nightmare

Avevamo lasciato i nostri Bros alle prese con le conseguenze delle loro azioni che, nel corso degli anni, sembrano aver attirato l’attenzione a tal punto da far intervenire alcuni men of letter brittanici, non proprio simpatici. Nonostante Sam abbia dovuto subire in prima persona il loro sdegno e, di ritorno al bunker, si sia poi messo d’impegno insieme a Dean per cercare di scoprire qualcosa in più su di loro, è passato tutto in secondo piano nel momento in cui è emersa la necessità di assecondare mamma Mary, in un goffo tentativo di aiutarla.

Per quanto continui a non convincermi la decisione di riportarla in vita, poiché non riesco ad immaginare quale possa essere il suo ruolo nella storia attualmente in corso, mi è piaciuto il modo in cui sono state gestite le sue difficoltà emotive, la mancanza di John e dei suoi figli che si è ritrovata adulti all’improvviso, il non aver potuto crescerli e l’aver dovuto conoscerli ex novo, il fatto che pur di essere una buona madre si sia sentita in dovere di provare almeno ad abituarsi a tutte queste novità… Ma fare a modo suo la fa sentire più sicura di sé, più tranquilla e soprattutto a suo agio, cose che l’iperprotettività dei suoi figli non le permettono di provare. Non deve essere facile ritrovarsi in un mondo totalmente nuovo e non è di certo colpa di Sam e Dean se Mary non riesce ad abituarsi alla sua nuova condizione di vita, ma non sono nemmeno di aiuto e se, da una parte, mi sento di dare a Dean tutte le ragioni del mondo per esserci rimasto deluso e aver evitato l’abbraccio della madre al suo ‘abbandono’, dall’altra parte non ho potuto fare a meno di compatire un po’ quella povera donna, ritrovatasi vedova e trent’anni nel futuro, senza alcuna certezza su cui poter contare. Insomma… come biasimarla?
L’unica cosa che torno a chiedermi – e che col senno di poi sembra avere ancora più senso – è: perché riportarla in vita solo per l’amore di Dean? Continuo a non vederci un senso, ma spero di ricredermi al più presto.

 
 

Passando oltre il senso di malinconica angoscia presente in tutto questo terzo episodio, reso tollerabile solo grazie al team-up di Castiel e Crowley, torniamo ad avere come tema principale dello show la ricerca di Lucifero che, a sua volta, è intento in un’altra ricerca: quella del tramite perfetto. Tanto per essere pignoli, come ben sappiamo, oltre a Sam il buon Lucy non ha altri vessel adeguati e sembra abbia finalmente deciso di farsene una ragione, almeno per il momento, e accettare di buon grado chiunque sia disposto ad accoglierlo e a non degradarsi troppo facilmente. Il problema, quello di sempre, resta che con un tramite incapace di tenere la sua anima non ha la possibilità di esternare le sue luciferine capacità e considerando che Crowley ha già tentato un attacco diretto, non può permettersi più brutte figure… Peccato, però, sia caduto tra le grinfie di Rowena. Fidarsi di lei non è stata una mossa saggia.
Un tale colpo basso un po’ me lo aspettavo, dato che Rowena ci ha abituati ai suoi voltafaccia sin dalla sua prima apparizione, ma allo stesso tempo mi sono ritrovata sedotta dalle sue parole tanto quanto lo è stato Lucifero, che presuntuosamente non ha pensato che la strega potesse avere il coraggio di affrontarlo davvero e affrontarlo di nuovo finché non sarà riuscita ad aiutare Castiel e Crowley a riportarlo all’Inferno.

Nel quarto episodio mi aspettavo di dover assistere ad un Dean particolarmente arrabbiato per via della madre; invece, abbiamo il piacere di assistere al solito Dean Winchester che vuole dedicarsi anima e corpo alla caccia per non pensare ai suoi sentimenti e tenersi distratto, con un Sam che almeno ha capito di non dover insistere troppo con lui per farlo parlare e che assecondarlo è forse l’unica cosa che può fare per aiutarlo. Paradossalmente, però, sembra essere proprio il minore dei fratelli Winchester quello con i nervi più a fiordipelle e non ho ben capito se tale reazione sia dovuta all’atteggiamento di Mary o se è per via di Dio, magari per entrambe le cose… Fatto sta che nel momento in cui i due Bros iniziano a lavorare su quello che in apparenza sembra il solito monster of the week, Sam si ritrova da solo con la campagnola e la reazione alle sue ridicole teorie religiose è una delle cose migliori mai viste in questo show.

 
 

In perfetta coerenza col tema emotivo dell’episodio, Sam e Dean decidono di prendersi del tempo per loro stessi e lavorare ognuno seguendo una propria idea; ci ritroviamo, così, con tanta carne al fuoco… Tra angeli, Lucifero, demoni, men of letter, Mary che ‘abbandona’ i suoi figli e Crowley che si allea con Castiel, ci mancava giusto il creepy richiamo al passato. Lo avete notato Azazel e la questione del sangue di demone nel “then” prima dell’episodio?
Probabilmente per deformazione professionale o qualcosa del genere, quando guardo Supernatural cerco di prestare attenzione anche ai minimi dettagli, come Dean che commenta “Bella moto!” nel terzo episodio, totalmente random e fuori luogo (almeno in apparenza) e poi rivediamo quella stessa moto nel corso del quarto episodio e a conclusione, quando viene rivelata parte dell’identità del signor Ketch.

Andando in ordine, però, innanzitutto mi sento di presumere che il signor Ketch sia Benny. Non so perché, non ho letto nulla a riguardo, né colto chissà quali segnali che mi hanno spinta a pensare a lui (se non che la st***za dei men of letter ha chiesto sue informazioni a Dean durante la fase di tortura) e forse la penso così solo perché è uno dei tanti personaggi di cui sento la mancanza, ma il tono di voce e le labbra che si vedono alla fine dell’episodio mi hanno ricordato proprio lui. Forse non sono mai stata fuori strada come in questo momento, ma non potevo esimermi dal dare voce ai miei pensieri.
Poi, decisamente più importante, non appena ho visto Magda e i suoi poteri, ho subito ripensato alle immagini di Azazel nel “then” e non ho potuto fare a meno di pensare che quella povera ragazza non fosse una semplice telepate, bensì una vittima del demone proprio come era stato Sam in passato. Ma a questo punto la mia teoria su Benny “Ketch” non avrebbe alcun senso… Perché ucciderla per conto dei men of letter, proibire a Lucifero di trovarla e rimediare ai conti lasciati in sospeso dai fratelli Winchester? Domande che, amico vampiro o meno, restano legittime a prescindere da chi sia Ketch.

E voi cosa ne pensate di questi due episodi? Vi dispiace per Vince Vincent? Siete entusiasti del team-up tra Castiel e Crowley? Fatemelo sapere nei commenti, se vi va!

Come al solito, vi lascio con il promo del prossimo episodio, dal titolo “The one you’ve been waiting for”, e con il consiglio di seguire queste paginette su facebook: Jensen Ackles Italia – Supernatural Italia – NOI: supernaturaldipendenti – Supernatural fan club

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ChelseaH

2 comments

nina 7 Novembre 2016 at 07:53

Penso che abbiano riportato in vita Mary perché dopo 12 stagioni diventa difficile inventarsi qualcosa, non sapevano più cosa fare.
Trovo l’inizio di questa stagione poco stimolante nel senso che le stagioni precedenti portavano dei misteri e dei segreti che invogliavano lo spettatore a vedere la serie per scoprire il resto. In questa stagione invece non c’è nessun mistero, Mary è tornata e almeno all’apparenza non porta con sé segreti. i british men of letters sono ben delineati come una specie di setta massonica pseudo fascista e violenta ma anche loro non sono fonte di misteri e segreti (ho la brutta sensazione che si sia buttata via una trama potenzialmente interessante svelandoli immediatamente). e anche lucifero è una figura oramai vista e rivista. Dopo le ultime puntate bomba della scorsa stagione in cui hanno messo un sacco di carne al fuoco mi sarei aspettata un inizio di stagione più stuzzicante. Magari migliorerà.
Nel “then” di questo episodio hanno fatto vedere Azazel e i suoi ragazzi prescelti, il che mi ha incuriosita molto perché quel filone narrativo presente nelle prime tre stagioni mi era piaciuto tantissimo e avrei gradito una rivisitazione, invece hanno deciso di lasciare tutto nel passato e di fare ammazzare Magda. Mi sarebbe piaciuto (forse?) vederla come possibile tramite di lucifero. Tra l’altro è significativo che abbiano deciso di chiamarla Magda come Magdalena, richiamando anche la Miss Magda prostituta a cui chuck aveva telefonato ai tempi.
Apprezzo i giochi di equivoci, il niente è come sembra, il fatto che lo spettatore venga portato ad interrogarsi su chi è il “vero” mostro ed anche il suggerimento che il “mostro” peggiore è sempre l’uomo (la madre di magda e mr ketch nel caso). Però anche questo non è nulla di nuovo in supernatural, tema giocato molto bene nella stagione 11 quando si è superata la definizione di “buoni” e “cattivi” e si è visto che ogni “entità” è portata ad agire e a scontrarsi o allearsi agli altri in base ai propri obiettivi ed alla propria sopravvivenza.

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alessia terrenzio 8 Novembre 2016 at 10:35

TEAM CASTIEL /CROWLEY….I MIEI DUE PG PREFERITI INSIEME, SPASSO ASSOLUTO!!!!

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