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Recensioni Supernatural

Supernatural | Recensione 11×06/11×07 – Our Little World/Plush

A dimostrazione del fatto che questa stagione potrebbe davvero seguire un filo logico continuo, il sesto episodio è stato collegato a quello precedente partendo dall’omicidio di Len, il ragazzo in fissa con Lizzie Borden che si era preso la colpa dei vari omicidi; ciò ci conferma che, a prescindere dal caso che spinge i due fratelli a seguire la scia di umani impazziti, eventualmente privati dell’anima da Amara, la loro priorità è proprio quella di trovare l’Oscurità, celata dalla figura di una bambina in continua crescita, così come quella di Crowley è di impedire che la sua esistenza venga rivelata al mondo, tenendola sotto controllo.

Evidentemente, però, Crowley ha sottovalutato la situazione, perché di tutto quello che abbiamo potuto capire fino ad ora, sappiamo per certo che l’Oscurità è un essere molto volubile, che non può essere trattato con superficialità. Per il momento, non si può di certo dire che abbia fatti un buon lavoro…

Un po’ come avviene anche per gli esseri umani, che con il passare del tempo, durante la fase di crescita, il carattere vada a formarsi, modificandosi ed evolvendosi a seconda delle esperienze e dell’educazione ricevuta, Amara non solo si è ritrovata a subire tutto ciò in breve tempo, ma nell’ulteriore difficoltà di capire il mondo in cui è stata liberata, creando difficoltà non solo a se stessa, ma anche a chiunque le stia intorno e, per quanto esilarante sia stato vedere Crowley alle prese con un’adolescente ribelle, per l’ennesima volta sono rimasta delusa dal suo atteggiamento. Mi aspettavo che, dopo il ‘capitolo Rowena’, sarebbe tornato ad essere il King of Hell che ci aveva dato mostra di essere in passato, ma sembra che qualsiasi cosa avvenga in cui lui è coinvolto, non debba andare per il verso giusto e lui, semplicemente, non fa niente, o quando ci prova non gli viene data la possibilità di farlo a dovere.

Più sinteticamente: nonostante il ruolo che ricopre, non ha più la forza imponente di un tempo. Credo che, ormai, lo si possa dire come dato di fatto, purtroppo. La sua era potrebbe finire qui; l’arrivo dell’Oscurità non ha fatto altro che accentuare la gravità della situazione.

 

Comunque, una volta scoperto che ha tenuto Amara con se per cercare sia di controllarla, che di aiutarla a capire il suo vero potenziale, Sam e Dean si preparano alla resa dei conti.

Non ho ben capito se il loro intento fosse davvero quello di aggredire Crowley e tutti i suoi demoni per arrivare ad Amara e ucciderla o se volevano solo catturarla; in ogni caso, è certo che non sono riusciti a fare nulla, se non a rendere ancora più inquietante quell’ormai famoso ‘legame’ che lega Dean all’Oscurità.

Nel momento in cui Crowley, dopo una breve, ma intensa rivelazione d’amore rivolta a Dean, tenta di uccidere il più grande dei fratelli Winchester, Amara interviene, intimando al demone di lasciarla indenne.
Il punto, però, è che Crowley non si è minimamente avvicinato ad Amara e ha, invece, provato ad uccidere Dean.
E’ come se lei e Dean fossero un’unica entità, dal suo punto di vista e, considerando che Dean non è riuscito nemmeno a protrarre il pugnale verso di lei, probabilmente da parte sua vale lo stesso.

Ho avuto i brividi nel momento in cui si sono guardati negli occhi e mi terrorizza ed elettrizza allo stesso tempo l’idea di vederli di nuovo così vicini, cosa che sono sicura succederà presto, ma in tutto ciò, quello che più mi ha lasciato spiazzata è stata la rivelazione di Metatron.

Forse per la prima volta da quando conosciamo lo scriba di Dio, ho tollerato la sua presenza e anche quella di Castiel, che nonostante il trauma e il terrore all’idea di uscire dal bunker, dov’era al sicuro in compagnia di Netflix (come biasimarlo?), si è armato di coraggio e ha raggiunto Metatron per farsi dare le informazioni di cui tutti avevamo bisogno, scoprendo così che l’Oscurità è nientepopodimeno che la sorella di Dio…

Devo essere onesta: a primo impatto, sono scoppiata a ridere e ho pensato “WTF?!”. Insomma, Dio ha una sorella? Seriously?!

Poi, però, a mente più lucida ho avuto modo di riflettere e, per quanto ancora mi risulti un po’ ridicola l’idea, per certi versi potrebbe comunque avere il suo senso logico. In fin dei conti, Dio è luce, l’Oscurità la sua controparte. Ma in nessun caso riesco a farmi mandare giù la cosa.. Mi è sembrata un’invenzione un po’ troppo sopra le righe, addirittura per essere Supernatural. Potrei superare lo shock solo se entrasse fisicamente in gioco anche Dio, perché a quel punto sarebbe divertente.

Per il momento, ammesso che ci sia effettivamente Lui dietro le visioni di Sam, non abbiamo altro di cui accontentarci, se non del fatto che tra le tante cose che Sam poteva vedere, ha visto proprio quella che sembra essere la gabbia di Lucifero. Di chi altri sennò?!

 

Restando in tema, infatti, nonostante il settimo episodio si sviluppi nel tradizionale ‘monster of the week’, non abbiamo dovuto aspettare molto prima di sapere cosa ne pensi Sam a riguardo.

A differenza di Dean, il più piccolo dei Winchester non ha mai rinnegato l’esistenza di Dio, nonostante qualsiasi loro situazione non abbia fatto altro, nel corso degli anni, che portarli a credere proprio nella sua inesistenza, ed è sempre più convinto che le sue visioni vengano da Lui, per aiutarlo, ma decifrarne il significato non è affatto facile.

Mentre è impegnato a pregare e suo fratello non si lascia scappare l’opportunità di spiarlo, Donna si ritrova ad avere a che fare con un ragazzo dalla testa di coniglio che uccide gente e semina il terrore.

Nonostante abbiano tra le mani una questione piuttosto delicata da dover risolvere, non appena Donna li chiama per un caso, i due Bros si lasciano trasportare dal saving people, hunting things, the family business.

L’iniziale idea delle maschere maledette mi era piaciuta, ma il fatto che ci fosse un fantasma legato ad esse mi ha letteralmente entusiasmato. La storia di Chester mi ha ricordato un po’ quella di Freddie Krueger e, sebbene immaginarne la conclusione non sia stato difficile, mi è piaciuto tanto come episodio. Mirato ad intrattenere, è riuscito nell’intento.
Quando sono fatti bene, gli episodi ‘monster of the week’ sono divertenti e i quaranta minuti, come in questo caso, passano che nemmeno te ne accorgi.

Sono stata contenta di aver rivisto Donna, dato che la sua esuberanza e le espressioni di Dean in reazione ad essa mi mettono di buon umore, e mi sono divertita a vedere Sam alle prese con il pagliaccio. Adoro quando negli episodi si fa riferimento ai dettagli e le paure dei due Bros fanno parte di Supernatural, tanto quanto il loro spacciarsi per agenti dell’FBI.

A conclusione di tutto ciò, però, si è arrivati al nocciolo della questione. Come al solito, le conversazioni più importanti avvengono mentre si trovano nell’Impala, pronti per tornare a casa, e questa volta non è stato diverso; non appena Sam si è deciso a raccontare a Dean della gabbia, non solo confermando che è proprio quella di Lucifero, ma confidando anche il suo timore sul perché Dio gli abbia mandato questa visione nello specifico, non ho potuto fare a meno di notare il suo sguardo, impaurito alla sola eventualità che per sconfiggere Amara, potrebbe aver bisogno di Lucifero o di tornare lui stesso nella gabbia. E se, invece, l’unico in grado di eliminare l’Oscurità fosse Michele? Potrebbe essere che Dio stia tentando di far capire a Sam proprio questo, ma liberare l’Arcangelo significherebbe liberare anche Lucifero, visto che si trovano nella stessa gabbia, e liberare un male per sconfiggerne un altro non credo si possa considerare un grande affare…

Voi che ne pensate a riguardo? Se vi va, lasciate un commento per farmi sapere le vostre opinioni.

Come sempre, vi lascio con il promo del prossimo episodio, dal titolo “Just My Imagination”, che andrà in onda il 2 dicembre e con il consiglio di passare da queste splendide paginette:  I will always love Supernatural – NOI: supernaturaldipendenti – Supernatural Italia – Supernatural fan club – Jensen Ackles Italia

 

 

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