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Recensioni Supernatural

Supernatural | Recensione 10×15 – The Things They Carried

Titolo più azzeccato di questo non poteva essere dato ad un episodio che, pur essendo apparentemente il solito ‘monster of the week’, invece, fa riflettere parecchio sulla situazione attuale in cui si trovano i fratelli Winchester.

Nel corso delle varie stagioni, sin dall’inizio, abbiamo sempre assistito ad un continuo ‘tira e molla’ nel rapporto tra di loro; il più delle volte, causato principalmente da eventi sovrannaturali, che non li hanno mai fermati dal proseguire comunque nelle loro missioni. Nonostante tutto quello che sono stati costretti a subire – a partire dalla ricerca disperata del padre, per finire con quella altrettanto struggente di un rimedio al marchio di Caino – i due fratelli ce l’hanno sempre fatta, contando l’uno sulle forze dell’altro, ma spesso ciò li ha portati a discutere o, addirittura, a prendere strade separate.
Finalmente, sembra stiano riuscendo a gestire con la dovuta maturità l’ennesima situazione difficile che gli si è presentata. Saranno in grado di gestire, almeno, il loro rapporto nella giusta misura ancora per molto?

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Dopo tutti questi anni, in cui hanno patito momenti davvero dolorosi, sembra che in loro sia scattato qualcosa; in tempi passati, Sam non si sarebbe mai fidato della superficialità di Dean nell’affrontare i problemi, lasciandoseli alle spalle come se il non pensarci o il non affrontarli potesse essergli effettivamente d’aiuto a risolverli.
Ogni volta che si è ritrovato nei guai, pur di non gravare su suo fratello, preferiva portarsi dentro il fardello, a prescindere da quale esso fosse, mentre Sam non faceva altro che accusarlo, giudicarlo e fargli pressioni, anche se il più delle volte era solo un modo per aiutarlo.

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Dean continua ad avere questo atteggiamento menefreghista nei confronti delle sue condizioni, ma a differenza del passato, adesso lo fa con cognizione di causa; ci ha provato a scoprire un modo per liberarsi del marchio, arrivando addirittura ad affrontare lo stesso Caino pur di liberarsene – anche se non sappiamo ancora con certezza cosa sia effettivamente successo durante lo scontro – e sa che, ormai, non può fare altro che spendere il suo tempo nel modo in cui gli riesce meglio: cacciando e aiutando le persone. Sam continua a preoccuparsi per lui, ad avere a pensiero un suo eventuale crollo, restando perennemente in allerta per non farsi cogliere di sorpresa nel caso in cui le cose si mettano male per l’ennesima volta, ma non glielo fa pesare.

In questo episodio ci viene rivelata, in tutto il suo splendore, la loro crescita.

4 5

Dean non è più l’avventato ragazzo che uccide senza riflettere, non appena vede un mostro, perché ciò che il marchio lo ha reso capace di fare, lo ha reso di conseguenza in grado di frenarsi e ragionare, per paura di scattare e fare qualcosa di cui potrebbe pentirsi amaramente; così come Sam non è più lo stesso ragazzo che credeva che chiunque potesse essere salvato e sa di dover fare ciò che non può evitare. In un certo senso, è come se l’uno abbia acquisito dall’altro le doti per essere un ottimo cacciatore. Non c’è più una situazione individuale: ormai, si completano a vicenda.

6 7

Tutto ciò, per l’appunto, ci viene confermato in questo episodio. Assistiamo alla perenne preoccupazione di Sam, ma silenziosa e senza pressioni, e alla reazione di Dean a riguardo, piuttosto diplomatica, seppur nel pieno del suo stile. Nel vedere il video riguardante la missione in Iraq del soldato a cui i due fratelli si ritrovano a dare la caccia, la prima cosa che fa Sam è voltarsi a controllare che Dean non abbia strane reazioni alla vista della guerra e del sangue e quando Sam ammette, tristemente, di non essere riuscito a salvare Kit, Dean rassicura il fratello, perché pur volendo non avrebbe potuto fare altrimenti. Uccidere quell’uomo era l’unica cosa da fare, per quanto dolorosa, ma fa parte del loro lavoro. Sam non lo accetterà mai, eppure sta cercando di imparare come conviverci, perché non ha altra scelta… Anche se non posso evitare di essere preoccupata a riguardo. Conoscendo fin troppo bene la sua sensibilità, ho paura che, prima o poi, tutto ciò che stanno vivendo lo porti ad avere un crollo emotivo. È vero che entrambi ne hanno passate talmente tante che, alla fine, una in più, seppur l’ennesima, dovrebbe essere ormai affrontabile con maggior forza, ma per lo stesso motivo, potrebbero presto stancarsi…

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Comunque, sebbene mi sia ritrovata spesso, nelle passate recensioni, a giudicare severamente la decisione di mettere la trama orizzontale dell’intera stagione sul filo del rasoio, facendola scorrere con velocità sufficiente a tenersi in equilibrio, ma con una lentezza quasi snervante solo per portare avanti storie autoconclusive, probabilmente con l’intento di far ritornare lo show ai suoi esordi, c’è da dire che vedendo questo episodio non c’è stato un singolo istante in cui mi sia posta domande inerenti ad essa. È stato a dir poco stupendo. Non per la storia in se, ma per ciò che ha rappresentato per la psicologia dei personaggi, di quelli principali e basta, su cui si è sempre basato lo show.

Ciò, però, non significa che non mi aspetti colpi di scena o situazioni più intriganti, che magari coinvolgano anche l’ormai inutile Castiel, Crowley, Rowena e i vari angeli e demoni che, da sempre, hanno avuto una certa influenza nella vita di Sam e Dean, ma come ritorno dopo una ‘breve’ pausa, ho apprezzato tantissimo questo episodio nella sua semplicità.

Qual è, invece, il vostro pensiero a riguardo? Siete d’accordo con me?

In ogni caso, sembra proprio che già nel prossimo episodio ne rivedremo delle belle…

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