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Recensioni Supernatural

Supernatural 13×05 & 13×06 – #teamfreewill 2.0 e giù lacrime!

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Commento unico per il quinto e il sesto episodio di questa tredicesima stagione di Supernatural, e vi dirò: sono davvero felice di non aver avuto modo di guardare la puntata settimana scorsa, perché vederli uno di fila all’altro mi ha fatto apprezzare particolarmente ogni singola cosa riferita a Dean.

Dean è ormai un uomo distrutto, che ha perso tutto, che fa fatica a trovare la forza e la motivazione per continuare a lottare. Questo l’avevamo capito. Ma vederlo arrendersi di fronte a Morte, vederlo accettare il suo destino senza fare una piega, vederlo quasi sollevato all’idea che stavolta non potrà tornare indietro… mi ha distrutto il cuore in mille pezzi. Dean è cambiato, non è più quello di un tempo, non riesce più a credere che lui e Sam stiano salvando il mondo, mette in discussione perfino il fatto che siano mai riusciti a farlo. Se così fosse, Mary non sarebbe scomparsa chissà dove, Cas e Crowley non sarebbero morti e loro non avrebbero in custodia il figlio di Lucifer – un nephilim. Eppure Morte, abbandonati i panni della semplice mietitrice e indossati quelli del capo supremo, riesce a vedere quello che vediamo anche noi: il mondo non esisterebbe più del tutto se Sam e Dean non avessero continuato a lottare, non stessero continuando tuttora a lottare. Ed è dolorosissimo constatare che tutta la sofferenza che ha subito ha portato Dean a perdere di vista il quadro generale, a non vedere che può esserci ancora speranza, a non capire che deve continuare a lottare come ha sempre fatto. Dean non ha più fede. Non ce l’ha in se stesso, non ce l’ha nell’umanità, non ce l’ha più nemmeno in nessun essere sovrannaturale, perché l’unico in cui aveva sempre riposto la sua fiducia – Castiel – non c’è più. E quindi, dopo aver perso la madre, il padre, Ellen, Jo, Bobby, Charlie, Kevin, di nuovo la madre, Crowley, Castiel e tutta un’altra serie di persone le cui vite si erano intrecciate con la sua, decide di alzare bandiera bianca. Decide che non ne vale più la pena. Decide che è inutile. Decide che nemmeno Sam è una ragione sufficiente a voler tornare.

Poi però, letteralmente nel corso di una sola scena – ovvero quella a cavallo fra il quinto e il sesto episodio – la fede di Dean viene ritrovata e ristorata. Una telefonata, una semplice telefonata, quella che gli comunica che Castiel è vivo. Dean aveva bisogno di una vittoria schiacciante per tornare a credere nella missione, e la sua vittoria schiacciante è il ritorno di Castiel, la consapevolezza di non essere rimasto solo al mondo, orfano di tutto e di tutti tranne che di suo fratello. Ed eccolo lì a cambiare opinione su Jack perché finalmente vede Jack per ciò che è realmente, e non semplicemente come la causa della morte delle ultime persone rimaste al mondo a cui teneva.

Questi sono stati senza alcun ombra di dubbio gli episodi di Dean, e un aspetto che vorrei sottolineare è che, per la prima volta, vediamo chiaramente che a Dean non basta Sam. Siamo sempre stati abituati a crederlo ma se ci pensiamo bene, i Winchester non si erano mai ritrovati completamente soli al mondo e quindi non è del tutto vero che avevano sempre fatto affidamento solo l’uno sull’altro. Non si erano mai dovuti bastare a vicenda. E nel momento in cui invece si ritrovano costretti a bastarsi a vicenda, qualcosa non funziona. Il dolore non funziona, la forza del dolore di Dean scaturito dalla consapevolezza che si trova a un passo minuscolo dal rimanere definitivamente e inesorabilmente solo, perché manca una sola morte a dividerlo dalla solitudine più totale e completa, ovvero quella del fratello.

Infine vorrei parlare di Jack, che ha imparato a controllare i suoi poteri ma non al punto da riuscire a evitare una vittima casuale. La sua reazione prova al mille per cento che Sam ha sempre avuto ragione su di lui e che se lui è un mostro, come dice Dean, we’re all monsters. Ora però mi preoccupa il fatto che abbia deciso di allontanarsi dai Winchester e da Cas, perché lui non conosce ancora i suoi poteri e fatica a controllarli, e da solo la sua strada potrebbe diventare una spirale discendente. Non bisognerebbe mai rimanere soli a rimuginare sulle cose brutte, lui invece se n’è andato proprio per fare questo, senza rendersi conto che le persone da cui si sta allontanando per proteggerle, sono le uniche in grado di proteggere lui. Questa sorta di fuga però apre indubbiamente le porte a una miriade di sbocchi diversi a livello di storyline, e io sono proprio ansiosa di scoprire cosa gli autori abbiano in serbo per noi.

Anche nelle ultime due settimane, Mary e Lucifer (e il nuovo Michael) risultano non pervenuti. E dire che io ero convinta – perché l’avevo letto – che Michael avrebbe dovuto essere il grande cattivo di questa stagione… inizio a chiedermi quando abbiano intenzione di introdurlo in maniera seria.

TOP 3:

  1. QUESTO
  2. Tutte le interazioni fra Cas e Jack, questi padre e figlio un po’ impacciati che si vogliono un sacco di bene pur non essendosi mai incontrati – fuori dal pancione di mamma Kelly si intende – prima.

  3. Dean che è un angry sleeper e che prima il caffè e poi, se proprio, il caso.

Nel tweet della settimana, by yours truly, ci sono fondamentalmente io che prendo bene le cose, come mio solito.

A voi sono piaciuti questi due episodi? Parliamone nei commenti!

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