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Recensioni Supergirl

Supergirl | Recensione 2×17 – Distant Sun

La tentazione di usufruire dell’opzione “copia e incolla”con la precedente recensione per scrivere di quest’ultimo episodio andato in onda è stata forte, non lo nego. La relazione tra Kara & Mon-El rappresenta ancora una volta il fulcro centrale della puntata, gli echi shakespeariani di cui parlavo la settimana scorsa adesso ci vengono sbattuti in faccia per sicurezza, nel caso fossimo tutti un po’ lenti nel ritrovare le evidenti somiglianze che fin dall’inizio ci hanno costretto a vedere in questa storia, Alex & Maggie sono state inserite quasi a caso con una storyline che riporta in auge uno dei loro problemi maggiori come coppia, e infine James, Winn e J’onn hanno nuovamente contribuito alla vicenda solo come ordinario supporto tattico e strategico, il tutto mentre a mio parere l’aspetto più vivo e originale dell’intero episodio è rappresentato, proprio come nella precedente puntata, dal personaggio della regina Daxamita Rhea, la cui evoluzione era intuibile ma almeno ha messo in moto l’intera trama orizzontale. Con questo non intendo stroncare “in toto” l’episodio che a tratti è stato anche piacevole ma, almeno per quanto mi riguarda, la ripetitività si è fatta sentire pericolosamente, in una serie di cui invece conosco bene il potenziale e da cui quindi mi aspetto probabilmente una trama più coinvolgente.

 

WANTED: Kara Zor-El, Dead or … Dead

Anche l’inizio dell’episodio sembra ricalcare pesantemente quello della settimana scorsa, con Kara e Mon-El nuovamente in fase di luna di miele dopo essersi riappacificati nell’episodio cross-over di The Flash grazie all’espediente un po’ estremo del Music “dott. Stranamore” Meister. Ciò che personalmente non mi convince mai del tutto di questa relazione, di cui ho spesso riconosciuto anche degli aspetti generalmente positivi, è la posizione sfacciatamente centrale che sta assumendo negli ultimi tempi e non soltanto nella trama orizzontale della serie ma soprattutto nel personaggio di Kara. A quanto sembra infatti, la giovane donna non mentiva quando, dopo essere stata licenziata da Carr, aveva confessato che essere Supergirl e avere Mon-El nella sua vita le sarebbe bastato e purtroppo questa paralizzante verità viene riconfermata anche in questo episodio. È proprio da quel momento in poi infatti che personalmente ho notato una particolare staticità nel personaggio di Kara, una caratteristica che ai miei occhi va a contrastare con il ritratto che in fondo ci hanno sempre presentato di lei in quanto alter ego ordinario di Supergirl. Ho sempre creduto infatti che Kara e Supergirl rappresentassero, com’è giusto che sia, due facce di una stessa medaglia e che forse proprio la stessa Kara Danvers si rivelasse come il modello maggiore in cui riconoscersi, considerate tutte quelle umane imperfezioni, i dubbi, la pazienza e il coraggio con cui inseguiva i propri obiettivi accettando però al tempo stesso anche l’ordinarietà della sua realtà, pronta ad imparare senza pregiudizi qualsiasi lezione. Tutto questo mi sembra adesso completamente sfumato e indefinito, proprio a causa di una relazione che oggettivamente sta diventando preponderante nella quotidianità di Kara e in questo caso anche in quella di Supergirl. Ancora in linea con l’episodio precedente, anche questa volta però mi sembra che, nelle dinamiche individuali, tra i due, Mon-El sia stato, rispetto a Kara, più concreto e coerente nella gestione della situazione e, a parte la momentanea idea folle [ispirata dal classico shakespeariano prima che Kara gli “spoilerasse” il finale] di fare le valigie e trasferirsi su un altro pianeta, è stato il primo a riconoscere e ad affrontare realisticamente l’origine della minaccia che pesa su di Kara sotto forma di taglia. Quasi “accecata” purtroppo dalla sua innata fiducia nel prossimo e dalla speranza di poter trovare in qualunque nemico un briciolo di umanità a cui fare appello per un confronto razionale [almeno questo aspetto del personaggio non è cambiato], Kara non riesce a riconoscere il vero volto di Rhea, per cui invece il tempo del rispetto reciproco e pacifico è scaduto con il confronto del precedente episodio.

 

Il personaggio di Rhea, in tutta la sua spietata determinazione, ha rappresentato a mio parere la vera linfa vitale della storia, nonché l’innegabile motore della puntata che ha aperto con le sue azioni un nuovo scenario e ha impostato le basi di uno scontro inevitabile di cui spero di pregustare presto le conseguenze. Da regina e madre quale mi era apparsa la scorsa settimana, Rhea ha dimostrato rapidamente di possedere scarsa pazienza e non di non essere disposta ad accettare le condizioni e le decisioni di Mon-El e tanto meno la sua nuova maturità. In una istantanea escalation dunque, Rhea comincia a mostrare il suo vero volto, quello che, secondo i racconti, spaventava anche lo stesso Mon-El, il volto di un tiranno e di una donna che non contempla l’idea di perdere ancora dopo tutto ciò che le è stato già portato via. Nonostante infatti l’evidente crudeltà di una regina alla disperata ricerca di un regno, credo comunque che il personaggio non debba essere etichettato esclusivamente come “folle” o “psicopatica”, sebbene alcune sfumature di entrambe le definizioni le possegga senz’altro, ma, in perfetta sintonia con un tipo di personaggio, buono o cattivo che sia, che la serie ci ha presentato fin dall’inizio, Rhea mi appare al momento come un villain più complesso, che ormai esula già dalla possibilità di appellarsi a qualsiasi giustificazione per le sue azioni, ma che ha nella sua caratterizzazione delle ragioni [sicuramente deviate] per ciò che fa e soprattutto possiede un passato e uno spessore non indifferente. Rhea è malvagia, senza margini di interpretazione che tengano, ma è anche una donna che non si tira indietro, una guerriera spietata in grado di distruggere tutto ciò che si intrometta tra lei e il suo traguardo.

Il primo attacco mirato contro Supergirl nonostante l’ospitalità che la ragazza le aveva offerto nella Fortezza non lascia nulla al caso, Rhea colpisce per uccidere e lo fa con consapevolezza e conoscenza, utilizzando le uniche armi in grado di annientare un nemico kryptoniano e costringendo suo figlio Mon-El alla resa e al sacrificio personale. Il secondo incontro tra le due donne è ancora più interessante dal punto di vista della trama, sia per l’abile stratagemma già utilizzato in precedenza in cui è J’onn in realtà a respingere l’attacco dopo aver preso le sembianze di Supergirl, sia per l’effettivo arrivo di Kara e per la prontezza con cui Rhea ingaggia nuovamente il combattimento senza esclusione di colpi, almeno fino all’arrivo di suo marito che lascia libero, per la seconda volta, Mon-El di vivere le sue scelte. Ma è proprio nei confronti di suo marito che Rhea dimostra i compromessi che è disposta ad accettare pur di non permettere né a Kara né a nessun altro di portarle via la sua possibilità di tornare a regnare, in un modo o nell’altro, e di ottenere al tempo stesso la vendetta sui kryptoniani.

Sul fronte “casa Sanvers” invece ritroviamo Alex & Maggie alle prese con un problema ricorrente della loro relazione. L’improvviso ritorno in scena dell’ex fidanzata storica di Maggie riporta brevemente l’attenzione sul passato sempre un po’ difficile della detective e soprattutto sulle difficoltà della donna di aprirsi totalmente con la persona che ha accanto concedendole una fiducia tale da permetterle di vedere anche i lati più bui della sua personalità e delle scelte che rimpiange. E ovviamente tutto questo Alex l’ha dovuto dedurre da sola diventando contemporaneamente psicologa e paziente nella relazione. Ad ogni modo, nonostante abbia anche sinceramente apprezzato molto il momento di pura onestà condiviso da Alex e Maggie, non posso non notare come anche su questo fronte a tener banco sia stata esclusivamente la relazione sentimentale che prevale su tutti gli altri aspetti dello show e soprattutto dei personaggi, per cui viene meno in questo modo una caratterizzazione individuale.

 

In conclusione purtroppo vorrei porre l’accento sulla marginalità a cui sono condannati ormai da troppi episodi J’onn e James, a volte superati in importanza anche da Winn. E se alla relatività della presenza di James ho fatto l’abitudine dall’inizio di questa stagione, credo che la figura di J’onn J’onzz sia troppo importante per relegarla sullo sfondo, essendo custode di una storia e di un potere che potrebbero rappresentare costantemente l’elemento di svolta degli episodi, così come è successo in passato. Ad ogni modo però in questo episodio, J’onn ha evidentemente fatto da ponte per la storyline della vera identità del Presidente degli Stati Uniti, quasi dimenticata a inizio stagione quando è stata introdotta la prima volta e ripresa ora in vista probabilmente dello sprint finale.

 

Con un episodio a mio parere un po’ debole, “Supergirl” ci lascia per circa un mese con una sola certezza: tra Lillian Luthor, Rhea e il POTUS, Kara & Co. avranno il loro bel da fare una volta tornati!

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4 comments

appassionato 1 Aprile 2017 at 09:58

Ho la sensazione che ti sia costato un po’ scrivere questa recensione. Ci intravedo poco o niente entusiasmo e d’altra parte, se fosse così, ne avresti ben donde.
Spesso mi accorgo di essere un po’ tardo di comprendonio, ma non riesco a capire Crudelia: il suo pianeta non era andato distrutto come Krypton? Quindi dove vorrebbe regnare e su chi? E’ regina di cosa? Ma soprattutto, perché ha bisogno del figlio per esercitare il suo potere?
Quanto alle due storie d’amore, credo sia un espediente pro pubblico, che di solito ama le suddette, me compreso nel caso di Castle che sotto questo aspetto ritengo insuperabile (fino alla fine della 7a stagione), almeno per le mie esigenze. Questa è solo insipida minestra riscaldata. Vedremo.

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WalkeRita
WalkeRita 1 Aprile 2017 at 12:00

Onestamente, CI HO PROVATO. In tutti i modi. Ho anche riguardato l’episodio due volte ma gli spunti di riflessione che mi ha fornito erano davvero pochi e l’episodio mi è apparso davvero molto ripetitivo rispetto a quello della settimana scorsa, stesse storie, stesse evoluzioni, stesso spirito, per me il più debole della stagione, senza dubbio. Io capisco che le love stories vendano ma ci sono episodi in cui Supergirl ha saputo equilibrare benissimo la trama orizzontale con le vicende sentimentali quindi due episodi praticamente identici con Kara & Mon-El che esprimono il loro amore sono un po’ troppo anche per me che difendo spesso questo show. Da quanto ho capito, Daxam materialmente esiste ancora ma dovrebbe essere raso al suolo e Rhea vuole Mon-El al suo fianco perché è suo figlio e cerca ora di riprendersi ciò che le “appartiene”. E per quanto mi riguarda, almeno lei ha dato un po’ di brio a questa puntata. Mi sono aggrappata a qualsiasi spunto riscontrabile nell’episodio ma a parte un po’ di delusione nei confronti di Kara, il focus su Rhea e un accenno a Alex che nella coppia fa tutto da sola, non ho trovato altro, I’m sorry!

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Samantha 1 Aprile 2017 at 16:19

Ciao mia fellow, dal momento che, come ho ripetuto più e più volte (sono monotona lo so, sorry), ho cominciato a seguire “Supergirl” per via della relazione tra Kara e Mon-El, probabilmente, ci si aspetta che io non condivida il tuo punto di vista sulla puntata, invece (e non so se la cosa ti sorprenderà o meno), non è così. Non mi fraintendere, godere della mia ship è sempre un piacere, ma farla diventare fulcro, per altro un po’ ripetitivo, dell’intero episodio, anche no. Condivido il tuo interesse per la complessità del personaggio della regina Rhea (ps: comunque, povera Kara, che suocera orrenda l’è capitata!) e sarò più che lieta di scoprire cosa il suo cervello architetterà in futuro, ma direi che, almeno per un po’, può tranquillamente lasciare spazio ad altre storyline e personaggi. Insomma, abbiamo capito, Kara e Mon-El come Romeo e Giulietta (spero con la differenza dell’happy end), però ora lasciamoli essere una coppia normale e concentriamoci su altro (anche perchè, oggettivamente, altri tipi di minacce proprio non mancano!), come ad esempio la carriera giornalistica di Kara che mi rifiuto di credere non sarà un tema di cui prossimamente si tornerà a parlare.
Stesso discorso vale anche per gli altri personaggi (non tanto James che, scusa, continua a lasciarmi parecchio indifferente), che relegare sullo sfondo non mi pare proprio l’idea del secolo.
Un’ultima cosa riguardante Alex e Maggie e mi congedo. Davvero Alex pensa che Maggie sia perfetta? No, perchè sinceramente penso che quella perfetta sia invece Alex e che Maggie dovrebbe andare tutti i giorni in chiesa ad accendere un cero per ringraziare (in ordine alfabetico) tutti i Santi del calendario perchè stanno insieme!
That’s all, alla prossima.

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WalkeRita
WalkeRita 1 Aprile 2017 at 18:11

Mia cara fellow, mi aspetto che anche tu, da shipper, non abbia apprezzato moltissimo questo episodio perchè … NOI SAPPIAMO BENE COM’E’ SCRITTA UNA LOVE STORY COI FIOCCHI, NO? #UnJackPorterE’PerSempre Non saprei, sarò “esagerata io” ma questo episodio era davvero VUOTO, di tutto, non ho trovato appigli a cui legarmi. E SI, ALEX E’ DAVVERO PERFETTA e Maggie ha vinto alla lotteria con lei!! Grazie ancora per i commenti, love ya!

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