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Recensioni Supergirl

Supergirl | Recensione 1×06 – Red Faced

Questa settimana è stata davvero una buona settimana, per Supergirl, con una puntata profonda e ben fatta, che ha sviluppato ancora di più i suoi personaggi ― e che ha fatto tutte le mie «cose preferite», dalle lotte ai superpoteri ai rapporti famigliari, lasciando per fortuna un po’ da parte la romance. E quindi, parliamo un po’ di questa 1×06, «Red Faced».

Una puntata tutta sulla rabbia, questa. Di Kara in primo luogo, perché ovviamente è la nostra protagonista, ma anche quella di James e Cat e degli altri personaggi, tutti a pochi secondi dall’esplodere ― finché una lo fa davvero.
All’inizio della puntata vediamo Kara sfrecciare in cielo, l’unico posto in cui riesce a sentirsi completamente in pace con sé stessa (dire che sono invidiosa sarebbe dire poco, perché damn, anch’io voglio avere il mio posto di meditazione zen tra le nuvole). Il momento di tranquillità viene interrotto da un quasi incidente d’auto, scampato ovviamente grazie al pronto intervento di Kara, che si ritrova costretta a distruggere due macchine per impedire che si schiantino sull’autobus di una squadra di calcio giovanile. Manco a dirlo, uno dei due conducenti non è contento. Manco a dirlo, a Kara non potrebbe fregare di meno. Il tizio cerca di tirarle un pugno. Kara gli rompe il polso. Ecco, forse questo è un po’ troppo.


La reazione mediatica a questo gesto «estremo» di Supergirl è immensa, e a metterci subito le mani addosso per i suoi scopi è Maxwell Lord, che cerca sempre di screditarla agli occhi della stampa ― non che serva particolarmente, ma l’intera faccenda è un colpo abbastanza pesante per Kara, e a ragione. Non è esattamente il tipo di pubblicità che serve a una supereroina, ma è esattamente la reazione che avrebbe avuto un qualsiasi essere umano. A dimostrazione che dietro il mantello di Supergirl c’è Kara, e che le ci vorrà ancora un po’ per riuscire a trovare il perfetto equilibrio tra le due.

 

Nel frattempo, Lucy dice a James che suo padre, il generale Sam Lane, è arrivato a National City per faccende governative, ma che vorrebbe anche vederlo per cena. James è tutto il contrario di entusiasta, dal momento che i due non si sopportano. E anche Cat ha problemi di genitori, alle prese con sua madre Katherine, non proprio la tipica madre incoraggiante e amorevole. Non c’è da stupirsi se nel pilot aveva detto, «And cancel my therapist’s appointment, I won’t be needing it if I won’t see my mother».
Insomma, gli animi sono scaldati un po’ dappertutto. Supergirl si ritrova costretta ad accettare di essere la cavia per un nuovo androide governativo, Red Tornado, su richiesta non proprio gentile del generale Lane e di sua figlia; Kara invece vede la sua serata giochi, l’unica ancora che le impedisce di andare completamente fuori di testa, invasa sempre da Lucy, invitata da James senza il minimo preavviso. Ora, io spero davvero non vogliano risolvere questo benedetto triangolo facendoci completamente odiare Lucy ― ha avuto un paio di battute davvero infelici in questa puntata, ma mi piace pensare che gli autori faranno un lavoro molto più interessante e maturo di questa semplicistica cosa alla Mean Girls in cui la rivale in amore della protagonista deve per forza essere una HBIC.

 
 

Nemmeno il test con Red Tornado sembra andare benissimo ― Supergirl coglie l’occasione per sfogarsi un po’, e Red Tornado attiva il suo protocollo di emergenza, volandosene via. E mettendo in pericolo tutta National City. Quindi, nuova minaccia da affrontare e abbattere prima che rada al suolo tutta la città ― e una nuova dose di stress che fa ad accumularsi sulle spalle di Kara, che alla fine non ce la fa più. E quando Cat la tratta male per l’ennesima volta (anche lei stressata dalla presenza di sua madre), Kara le urla addosso. Sentendosi poi subito in colpa perché insomma, è Kara.
Per fortuna, Cat non sembra particolarmente offesa dalla sfuriata della sua assistente, anzi ― è colpita, e la invita per un giro di drink, durante il quale le dice chiaro e tondo che deve mettersi a lavorare sui veri motivi che l’hanno resa così furiosa, perché chiaramente non è colpa solo dei toni di Cat. E che dire, io adoro ogni scena in cui Cat Grant scende dal piedistallo della perfetta regina dei media per diventare un essere umano anche lei. Senza perdere le sue battute fantastiche, certo, ma facendo capire che c’è una persona dietro ai vestiti alla moda e ai soldi.

 
 
 

Nel frattempo, James e Lucy sono a una cena che non sta andando proprio benissimo con il padre di lei, e che (forse per fortuna) viene interrotta da Red Tornado, che sembra prendere di mira il generale Lane. Supergirl arriva a salvare la vita del generale, ma Red Tornado è diventato più forte e più intelligente (un po’ come il robottone degli Incredibili), e riesce a scappare. Non bene. Di certo non aiuta Kara a calmarsi. E quindi interviene Alex, che riesce a convincere Maxwell Lord ad aiutare lei e il DEO ― e a lume di candela le rivela che è il creatore di Red Tornado, tal Dr. Morrow, a controllarlo e a voler una vendetta contro il generale Lane, che l’ha licenziato. Quindi, il DEO elabora un piano ― un ologramma del generale a fare da esca per attirare Red Tornado allo scoperto.
E cavolo, che scena che è stata la lotta contro Red Tornado ― Alex si ritrova costretta a uccidere Morrow, ma non basta. Kara allora scatena tutta la forza della sua visione laser, incanalando nel suo potere la rabbia e l’angoscia che aveva accumulato per tutto l’episodio ― e che vengono dalla sua infanzia, dall’aver dovuto abbandonare Krypton, dalla consapevolezza che non potrà mai avere la vita normale di tutti gli altri, perché la sua vita normale sarebbe stata nello spazio, e non sulla Terra. Altro che James e Cat. Queste sono cose serie, e sono contenta che gli sceneggiatori le abbiano affrontate, dando al personaggio di Supergirl gli stessi problemi che hanno i supereroi maschi. Esattamente come dovrebbe essere.

 
 
 
 
 

In chiusura di episodio, vediamo il dream team di Alex, Kara e Winn intenti ad hackerare nei sistemi della DEO, per scoprire cos’è successo a Jeremiah Denvers. Si scopre che Hank e Jeremiah sono andati in missione in Sudamerica per recuperare un alieno, ma hanno interrotto ogni contatto e sono stati ritenuti morti per un bel po’ ― prima che Hank ritornasse alla base illeso. Ora, se le varie teorie che vogliono Hank come il Martian Manhunter, potrebbe essere successo che il vero Hank Henshaw sia morto davvero in Sudamerica assieme a Jeremiah, e che l’alieno fosse in realtà Martian Manhunter, che ha assunto l’identità di Hank per infiltrarsi nella società terrestre. Almeno, questa è la mia teoria. Magari succederà qualcosa di completamente diverso e Hank ha gli occhi rossi solo perché dorme davvero male. Chissà.
Infine, lasciamo la nostra Kara con un severo caso di stanchezza post-superbattaglia. Si taglia con un bicchiere, e sanguina ― cosa che non le è mai successa, e che è segno che lo scontro con Red Tornado l’ha veramente stravolta. Forse non c’è abbastanza energia solare nelle sue cellule, o almeno, non la stessa quantità. Un altro giretto nella stanza solare della DEO le farebbe bene. O meglio, spero che la soluzione sia così semplice. Per ora, qui sotto trovate il promo della 1×07, «Human For A Day», e l’appuntamento è alla prossima settimana. See ya!

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