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Recensioni Supergirl

Supergirl | Recensione 1×01 – Pilot

Niente appassiona più degli eroi, e anche questa stagione televisiva ce ne ha portato uno nuovo, anzi, una nuova. Una nuova eroina. Quindi, benvenuti alla prima recensione di Supergirl, di casa DC Comics e CBS. Dal momento che alla vostra sottoscritta ama pochissimo gli eroi (inserire molto sarcasmo qui), vi lascio immaginare quanto sia stata contenta di ricevere questa assegnazione ― è vero, io sono una Marvel girl to the core, ma spero di rendere giustizia a questa bellissima serie, che mi ha già conquistata dalla 1×01, il «Pilot».

Dunque, da dove partire? Ovviamente, essendo il pilot, non abbiamo avuto tutta questa grande azione, solo una trama lineare, facile da seguire, che però ha servito il suo scopo: farci conoscere i personaggi, stabilire l’ambientazioni e il canone, capire che tipo di eroina sia Kara Zor-El. Di certo, portare sul piccolo schermo Supergirl non dev’essere stata un’impresa facile, considerata la travagliata storia del personaggio giù sulla carta, e soprattutto il grande «elefante in blu» della stanza, ossia Superman. Dove lo si piazza Superman, in uno show che parla di sua cugina? Prima di tutto, quindi, voglio dire che ho apprezzato molto come abbiano gestito la figura di Superman, senza mai parlarne direttamente, con continui accenni e strizzatine d’occhio al resto del canone DC: in parole povere, collegando la Supergirl di Melissa Benoist ad un universo più grande, ma dandole allo stesso tempo lo spazio di respirare e di diventare il suo proprio personaggio.

 
 
 

E già che ci siamo, parliamone, di questo personaggio principale. Parliamo di questa eroina, la prima davvero protagonista tra tutte le varie serie tv che parlano di supereroi, interpretata in maniera davvero divina da Melissa, che tutti conoscevamo da Glee e che, beh ― ha fatto un balzo enorme. Da Marley Rose a Kara Zor-El, scampata alla distruzione del pianeta Krypton, capace di volare e salvare aeroplani, e di prendere frappuccini bollenti per il suo boss nel miglior stile à la Diavolo veste Prada, passano oceani e oceani di distanza. Ma Melissa è brava, brava davvero, e rende il suo personaggio facile da apprezzare, facile da supportare. Kara ha una personalità che rientra perfettamente nell’aggettivo adorkable, io credo, ma quando corre in un vicolo togliendosi gli occhiali non abbiamo nessun problema a credere che abbia gli stessi poteri dell’Uomo di Acciaio. È un equilibrio particolare, e abbastanza difficile da rendere da un punto di vista attoriale (non che io sia un’esperta attrice), quindi kudos a Melissa.

 
 

Mi è piaciuta molto anche Alex Denvers, la sorella adottiva e terrestre di Kara, e il rapporto che corre tra le due sorelle: nonostante le galassie che separano i luoghi in cui sono nate, Alex si è dimostrata una fonte infinita di amore e supporto per la sorella, anche andando contro la stessa organizzazione governativa supersegreta per cui lavora. Penso che sia anche ora di una bella relazione famigliare sana e positiva, e allo stesso tempo ho anche apprezzato la profondità data ad Alex in sé per sé. Ed è bastato davvero poco a farla uscire dall’ombra della sorella aliena, giusto quella battuta detta al generale Henshaw, «Sono stata recrutata solo per mia sorella?», per far vedere che anche lei ha una personalità sua, le sue paure e i suoi obbiettivi.
Come Alex, ho amato James Olsen, o Jimmy, ancora non ho capito come preferisca essere chiamato ― è il perfetto collegamento tra Supergirl e Superman, tanto per cominciare. È anche il perfetto completamento del team di Supergirl, una sorta di mentore che potrà senza dubbio aiutarla, e forse qualcosa di più. Senza contare che si sentiva un po’ di aria di ship, qui, vero? Il KA-BOW di cui parlava Winn c’era, senza dubbio. Ma ho apprezzato che non ci abbiano già marciato su, che sembra vogliano lasciare il tempo a Kara di capire prima che tipo di supereroina vuole diventare.

 

Tra i personaggi principali, restano Winn Schott, amico e collega di Kara, che nonostante abbia il volto del mio amato Jeremy Jones non mi ha colpita più di tanto. Anzi, no, mi è piaciuto, perché è chiaro che è la Felicity del Team Supergirl e ha delle battute che mi fanno piegare in due, ma la sua crush per Kara sembra proprio forzata, e quello scambio del «Sei gay!», «No, no!», faceva un po’ venire i brividi. Spero che la cotta gliela facciano passare presto, e che il suo personaggio possa svilupparsi oltre al tipico «nerd that doesn’t get the girl». Spero anche non facciano venire fuori un triangolo con James, perché sinceramente è un trope narrativo ha stufato, e Winn e Kara potrebbero avere una bromance troppo bella da sprecare così.



A chiudere il cast, la boss di Kara, Cat Grant, che è un po’ la Miranda Priestley dei poveri, e che non mi fa né caldo né freddo, esattamente come il generale Henshaw, capo di Alex e generalmente sgradevole, ma ehi, non tutti possono essere cupcake di soli e arcobaleni come Kara. Non mi piace particolarmente, non sono particolarmente investita nella sua presenza, e non ne faccio un dramma.

 

Per quanto riguarda la trama ― questa è stata una genesi dell’eroe, la stessa che abbiamo visto in decine e decine di film, tutta concentrata in quaranta minuti: oltre alla breve narrazione iniziale sul destino Krypton, vediamo Kara rovesciare completamente la sua normalità quando salva un aereo su cui si trova Alex, rivelandosi al mondo. E da lì, nasce Supergirl. Winn le cuce il costume, e a passo a passo con il costume Kara cresce, si migliora, sconfigge la prima minaccia aliena, e finisce la puntata indossando con orgoglio lo stemma della Casa di El sul petto, come Superman. Finisce la puntata da supereroina. Una nuova supereroina che è pronta a trascinarci via nelle sue avventure, che presumo si concentreranno sia attorno ai criminali alieni scappati da Fort Rozz, la prigione di massima sicurezza di Krypton, che saranno i villain «della settimana», e soprattutto attorno ad Astra, la zia di Kara e cattiva della trama orizzontale. Cosa vuole da Kara? Perché si ritrova nella fazione completamente opposta a quella di Alura? Delle belle domande, che di sicuro avranno tutta la stagione per trovare le loro risposte.

In ultimo, vorrei concludere spendendo due parole sulla questione del femminismo che è girato un bel po’ attorno a questa serie, nelle varie recensioni e con Melissa stessa da Stephen Colbert ― tutta la tirata di Cat sul femminismo del nome ‘Supergirl‘ era un po’ inutile, a mio parere, perché Supergirl stessa è femminista, senza spiegazioni e senza prediche. È un modello per ragazze grandi e piccole un po’ ovunque, una spinta a farsi prendere sul serio, a credere di essere forti abbastanza, ma allo stesso tempo, come tutti i grandi eroi, è un’icona e basta, chiunque può ispirarsi a lei. Ragazzi compresi. Come ha detto Melissa, «Supergirl è per tutti», e io concordo all’ennesima potenza.

 

Insomma, abbiamo un bel po’ di cose da aspettarci, e io personalmente sono pronta a farmi trasportare in volo da Kara verso la sua prima grande avventura, quella che la consacrerà ad eroina. Anche perché c’è proprio poco che non mi è piaciuto di questo pilot: ho amato il cast, ho amato i villain, ho amato la trama interessante, ho amato l’intera nascita dell’eroina, il fatto che Superman abbia lasciato a Kara la libertà di scelta, che è quella che davvero fa un eroe. Ho amato tutto, e non vedo l’ora di seguire il resto di questa stagione assieme a voi. Vi lascio quindi qui sotto il promo della 1×02, «Stronger Together», e vi invito a lasciare qui sotto le vostre impressioni sulla nuova serie! Also, passate dalle nostre pagine partner in questa stagione, Supergirl Italia e Telefilm. ϟ, per non farvi mancare Kara in questi sette giorni.
Fino alla prossima settimana, up up and away, people.

https://www.youtube.com/watch?v=kc5H6zLvJ44

Pensieri random:

  • Perché nell’universo DC la toponomastica è così terribilmente monotona? Central City, Star City, National City…
  • Come fa a Kara, scarsa assistente che recupera frappuccini e panini per la boss, ad avere un appartamento così figo? Svelami il tuo segreto, pls.
  • Kara, adesso che hai salvato Alex/Lexie Grey, possiamo prodigarci per salvare anche Mark Sloan e ricucire i cuori di milioni di fans di Grey’s Anatomy in giro per il mondo?
  • Finalmente nel 2015 abbiamo capito che tenere nascosto il segreto della doppia identità a familiari e amici e persone care è una grandissima cavolata. Spiderman e Batman, state prendendo note?
  • La velocità con cui Winn cuce costumi farebbe la gioia selvaggia di qualsiasi cosplayer, o no?
  • Mi sfugge ancora come abbia fatto la mini-navicella di Kara a trascinarci dietro quell’enormità che è Fort Rozz. Ma non essendo io una cima in fisica fantascientifica forse va bene così.
  • Adesso però esigo un episodio crossover tra Supergirl e The Flash tutto musical. Facciamo una rimpatriata del cast di Glee e sconfiggiamo i nemici a colpi di hit di Broadway, ve ne prego.

Best quotes:

Jimmy: «Anyone told you that you look a little like him, right here?»

 

Jimmy: «Saving people is what they were born to do. She’ll be back

Waitress: «A female hero. Nice for my daughter to have someone like that to look up to.»

Winn: «Capes are lame. Tell your cousin I said so. Actually never, never do that.»



Alex. «When it doubt, go with blue. It’s your color.»

Winn: «Wait, so the Superfriends are back?»
Kara: «We’re not calling ourselves that.»

 

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2 comments

Federicuccia 30 Ottobre 2015 at 17:45

Ciao, adoro i tuoi pensieri random! 😀

pensavo che da GA Alex/Lexie avesse imparato qualcosa: non andare più sugli aerei!!

anche questo prodotto da Berlanti…santo cielo ma quell’uomo si sdoppia??

sì dal pilot promette bene e ha fatto il boom negli ascolti!

Reply
barricadeuse
barricadeuse 31 Ottobre 2015 at 18:15

Grazie mille!
E in effetti, ho letto che è una delle premiere più viste, almeno per quanto riguarda il tema supereroi, quindi speriamo continui a fare bene per il resto della stagione!

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