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Recensioni Suits

Suits 7×11 – Our lines, are as blurry as lines can get

Bentornato “Suits“!

Ogni anno è sempre la stessa storia: c’è la pausa, guardo altro e quasi (quasi) me lo dimentico e poi ecco che la serie torna ed io mi ritrovo a dire “Ma quanto mi sei mancata!”

Non credo che smetterà mai di meravigliarmi il perfetto mix fra azione, suspance e accurato approfondimento psicologico che Aaron Korsh e soci riescono di anno in anno a creare nelle puntate di “Suits“. E questa première della 7B è stata proprio questo.

Non vi nego che fino a pochi minuti dalla fine, mi sono ritrovata a pensare: che puntata confusa, mi sembra di essere in balia degli eventi. Salvo poi ricredermi negli ultimi 5/10 minuti. Ed il punto era proprio quello: noi spettatori siamo stati, come Harvey e Soci, travolti da due tempeste che proprio non avevamo idea stessero arrivando (o meglio, lo immaginavamo, ma, come Harvey fa sempre, rimandavamo sperando che la situazione si aggiustasse da sola).

Per questo motivo mi sento di applaudire alla bravura degli sceneggiatori perché, se lo scopo era renderci parte delle emozioni dei personaggi, l’obiettivo è stato raggiunto appieno.

Complessivamente ci sono state tre storyline importanti nel corso dell’episodio: Harvey/Donna, lo studio/Jessica e Mike/il cliente.

Partiamo dalla più banale e in pieno stile “Suits” delle tre: Mike e il suo cliente.

Un caso tipico di “Suits” in cui un apparente potenziale accordo, nasconde in realtà qualcos’altro che cambia le carte in tavola e porta ai soliti colpi da maestro di Mike (Harvey 2.0) ed al lieto fine.

Ciò che è realmente importante di questo segmento narrativo è isolato interamente nelle due interazioni finali riguardanti Mr Ross.

  • Lo scambio di battute con Rachel sulla necessità di passare più tempo insieme e la ripresa dei preparativi per il matrimonio.
  • Donna che non ritiene Mike pronto ad essere senior partner e Harvey che, a malincuore, deve concordare.

Credo che le due cose si collegheranno ad una terza che sappiamo stare per arrivare: l’abbandono della serie tv da parte di Patrick e Meghan.

Durante il corso della puntata, in uno scambio di battute fra Mike ed Harvey, quest’ultimo dice di aver cambiato linea di condotta PERCHÈ ORA È SENIOR PARTNER. Il significato della posizione di Donna è tutto contenuto in questa frase di Harvey: Mike NON è pronto ad essere senior partner, non è ancora in grado di andare al di là del suo giustizialismo per preservare uno studio legale. Mike non è in grado di rinunciare ad alcune battaglie per proteggere lo studio, di fare tutto ciò che è possibile per preservare la Specter-Litt. Ergo, non può essere senior partner.

E questo diniego, secondo la mia sommaria (siamo solo alla 7×11) e modesta opinione, potrebbe condurre Mike e Rachel a lasciare lo studio. Onestamente credo che l’unico scenario in character che permetterebbe di chiudere la parentesi “Suits” a Mike e Rachel, è proprio uno in cui scelgano di lasciare la Specter-Litt per aprire o migrare verso un altro studio legale più in linea con i propri ideali. Se ben ricordo, nelle recensioni della 7A ho più volte sottolineato come non si sia realmente abbandonata la linea narrativa RobinHoodesca (perdonate in neologismo) di Mike. Insomma, questa è la mia speculazione per il futuro e la faccio partire da questa puntata.

A rubare la scena, però, sono le altre due storyline dell’episodio.

Il problema Jessica Pearson è un elefante nella stanza che andava affrontato prima o poi. Devo ammettere che aver costretto con le spalle al muro Harvey (e Louis) sia stata una scelta vincente perché consente di aggiungere nuove sfumature grigie ad un rapporto di lealtà che andava troncato. Come aveva detto pochi giorni prima a Mike, Harvey alla fine sceglie di anteporre il benessere dello studio al suo rapporto personale con Jessica e alla Cosa Giusta, perché – Harvey ha ragione – dovranno dire di lei cose che, nella realtà, andrebbero dette di Harvey.

Nel prossimo episodio vedremo nello specifico come la decisione di gettare Jessica nel fango incrini il rapporto Jessica – Harvey ma per ora ci godiamo il momentaneo sospiro di sollievo al pensiero di aver evitato la bancarotta.

Questa storyline, attraverso la filosofia del «mettere le cose in chiaro», si ricollega direttamente a quella che, diciamoci la verità, noi tutti fan della serie tv da 7 anni aspettavamo: il confronto Donna-Harvey dopo la conclusione della 7×10.

Forse vado contro i fan Darvey in lettura ma io sono rimasta sorprendentemente soddisfatta.

Ho apprezzato molto come abbiano scritto i loro scambi nella puntata, mi è piaciuto in particolare come siano rimasti coerenti nel mostrare come Harvey abbia affrontato l’evento.

C’era bisogno dell’arrivo ad un punto di rottura fra i due. Era necessario che ci fosse un chiarimento, che Donna potesse avere quelle risposte che cercava da troppo tempo per poter seriamente andare avanti. Ha sbagliato modo? Sicuramente. Harvey, paladino della fedeltà coniugale per ovvie ragioni, è stato posto nella posizione di tradire la propria compagna (?) dalla persona che più di tutti sa quanto sia importante per lui la fedeltà.

Donna è stata egoista, certo, ma solo perché ha anteposto Harvey a se stessa per troppo tempo ed è arrivata al punto da non poterne più.

L’umanità delle reazioni dei personaggi scritta dagli sceneggiatori è pregevole: non c’è un lato per cui patteggiare perché a ben guardare sono entrambi dalla parte della ragione.

Harvey, coerente con se stesso, reagisce in maniera totalmente brusca e guidata dalla rabbia.  Arriva a trattare Donna in maniera abominevole (non so voi ma dopo il finto colloquio con il candidato trovato da Donna, lo avrei preso a scarpate in faccia) e la respinge in toto: non solo la donna, l’amica ma soprattutto la collega, la partner di lavoro, l’altro membro della squadra Darvey.

Ed è stato bello scoprire che la frattura prodotta non sarebbe stata definitiva ed è stato ancora più bello che sia stato Louis ad aiutare a ricucire lo strappo.

Ho scritto che sono rimasta soddisfatta della conclusione perché inizio a chiedermi se, effettivamente, Korsh e soci non abbiano veramente intenzione di mantenere i due una non-coppia; se la tensione, la dinamica particolarissima che hanno, non possa raggiungere un nuovo equilibrio, diverso, e restare lì. Permettendo di mantenere questo bellissimo e profondo rapporto senza prendere strade specificatamente romantiche.

Potrebbe essere la mia frustrazione da fan Darvey delusa a parlare ma io punto molto sulla presa di consapevolezza che forse l’intenzione degli autori sia proprio quella di giocare sadicamente con i nostri sentimenti e far restare lì,  a metà fra l’amore e la partnership, i due. Insomma, arrivare ad un non punto da parte dei Darvey è proprio frutto del voler usare come esca per i fan una relazione che sanno essere molto amata dagli spettatori e scongiurare una “Moonlight Syndrome*” che –  personalmente – non avrebbe senso di esserci visto che aggiungerebbero una componente ad una dinamica consolidata, oppure semplicemente – e meschinamente – tenersi stretto il pubblico.

Non amo tantissimo Paula ma non ci sono dubbi che Harvey stia facendo molti passi avanti da quando è entrata in scena lei e, onestamente, credo che la psicologa sia adatta, per il momento, al nostro Harvey perché gli permette di crescere e superare una per una le sue paure.

Di sicuro i Darvey non sono arrivati ad un punto fermo. E la ragione è tutta nella confessione finale di Harvey a Paula: lui e Donna, anni addietro, hanno superato la linea di demarcazione passando una notte insieme e sono quasi certa (se la memoria non mi inganna) che non ne abbiano MAI realmente parlato.

TOP 3

  1. Our lines, are as blurry as lines can get” Lo scambio fra Harvey e Donna dopo il colloquio fuffa: come sempre Donna arriva dritta al cuore delle cose ed era ora che se ne prendesse coscienza.
  2. Louis Litt: in un momento di tempesta su più fronti, ha saputo tenere la rotta e prendersi cura dei suoi co-capitani disorientati.
  3. Bruce McGill guest star. Il detective Korsak di “Rizzoli & Isles” fa una comparsata in un ruolo molto poco positivo ma non per questo sono stata meno felice di vederlo.

Cosa ne pensate della puntata? Arrabbiati e frustrati per la non evoluzione Darvey? Avete ipotesi su come Rachel e Mike lasceranno la serie?

*Moonlight Syndrome: riferimento alla serie televisiva “Moonlight” in cui gli ascolti calarono bruscamente dopo che i due protagonisti divennero canon. 

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