Image default
Recensioni Strike

Strike 1×04-1×05 – J.K. Rowling tra efferati omicidi e ship

Loading...


Torniamo a recensire “Strike”, l’adattamento targato BBC della serie di romanzi su Cormoran Strike scritta da J.K. Rowling sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith, per la seconda parte della serie.

Gli ultimi due episodi di “Strike”, andati in onda il 10 e il 17 settembre, costituiscono la trasposizione del secondo romanzo della serie sull’investigatore Cormoran Strike, ovvero “Il Baco da Seta” (“Silkworm” in lingua originale), in cui il protagonista si ritrova a dover condurre un’indagine per l’omicidio di un famoso scrittore.
Vediamo, pertanto, come sia interessante il parallelismo tra queste due storie: se in “Il Richiamo del Cuculo” ci trovavamo nell’ambiente dell’alta moda, in “Il Baco da Seta” siamo invece proiettati in quello letterario; entrambe le vittime, dunque, sono personalità famose e le due storie accendono inevitabilmente i riflettori su ciò che si cela dietro l’apparenza di questi mondi in qualche modo abbaglianti, indipendentemente dall’identità dell’assassino.

Anche questi due episodi della serie britannica mostrano una spiccata fedeltà al romanzo di cui costituiscono l’adattamento sullo schermo.
In essi, tuttavia, si nota una sorta di cambiamento di stile rispetto ai primi tre, trasposizione de “Il Richiamo del Cuculo”. Tale cambiamento è dovuto, ovviamente, all’omicidio particolarmente efferato che Cormoran è costretto ad affrontare. Come gli episodi ci mostrano, infatti, l’omicidio di Owen Quine è particolarmente violento e ricalca quello del protagonista del suo libro inedito, “Bombyx Mori”, romanzo che contiene delle descrizioni di rituali truculenti, essendo la trama caratterizzata da molta violenza. Queste descrizioni vengono brevemente portate in vita sullo schermo, mentre Cormoran e Robin sono intenti a leggere le parti del romanzo.
In accordo a tutto ciò, la musica che compone la colonna sonora delle puntate diventa più cupa, incalzante, anche se qui e là si sentono ancora le note del tema creato e sentito nei primi tre episodi.
Questa nota dark derivante dall’efferato assassinio, tuttavia, non influisce sull’atmosfera generale dello show, che mostra ancora le caratteristiche delle prime tre puntate, che abbiamo evidenziato nella scorsa recensione. Ritroviamo ancora, dunque, le inquadrature della città che vogliono renderla personaggio della storia, per trasmetterci la sensazione di realismo e della concretezza della vita a Londra, del fatto che Cormoran e Robin stessi “vivono Londra”. Ed ecco che vediamo i pub (che trasmettono una sensazione di leggerezza e calore, con il loro tipico arredamento accogliente e, per l’appunto, caldo), la stazione ferroviaria, i negozi, le vie, le case.
I panorami si ampliano e veniamo portati in altre zone del Regno Unito, quali il Devon, cosa che permette di scoprire anche ulteriori talenti di Robin.

E veniamo proprio ai personaggi: Cormoran, Robin e Matthew.
In questa parte il rapporto tra l’investigatore e la sua segretaria-futura socia effettiva si approfondisce, i due diventano davvero complici, instaurano una sorta di loro routine, si capiscono sempre più e si fidano l’uno dell’altro. Robin dimostra di voler rendere Cormoran sempre più parte della sua vita, cosa che si concretizza nel volergli far conoscere il fidanzato, Matthew. A sua volta, Cormoran mostra una considerazione profonda per Robin, la sua felicità, nonché una tenerezza che forse da lui non ci si aspetterebbe, ma che già i momenti in “Il Richiamo del Cuculo”, particolarmente quelli al pub in cui Cormoran era ubriaco, è emersa sotto quell’apparenza burbera e “da orso”.
In tutto questo, ad apparire come terzo incomodo non è Cormoran, ma Matthew, del quale, a dire la verità, non è stata ancora mostrata la vera natura, meschina. I due episodi de “Il Baco da Seta” lo presentano nel tentativo di cercare di accettare benevolmente il lavoro di Robin, di spronarla in esso, di accogliere Cormoran e, poi, comprensibilmente provato dall’improvvisa morte della madre.
Matthew, però, è molto più di questo, purtroppo in senso negativo. Probabilmente tali aspetti saranno mostrati in “La Via del Male”, che come i lettori sanno riserva anche delle rivelazioni sgradevoli su di lui.
Nonostante questa sorta di presentazione neutra, però, qualcosa del suo carattere emerge anche in queste ultime due puntate, una certa insofferenza, una gelosia strisciante, che si rivelano in particolare nel momento del dialogo tra Matthew e Robin in camera, quando lei lo raggiunge dopo la morte della madre di lui.
Al contrario, di Cormoran si vedono sempre più gli aspetti positivi: l’apparenza burbera lascia sempre più il posto al suo animo fondamentalmente buono, alla tenerezza di cui è capace, per l’appunto (come si vede anche nei flashback con la ex fidanzata Charlotte), alla considerazione e al rispetto nei confronti degli altri. E in effetti, Cormoran e Matthew sono costruiti già da J.K. Rowling esattamente come due antitesi perfette: uno piacevole all’apparenza (non solo fisica) ma meschino al di sotto, l’altro apparentemente burbero e scostante e invece pieno di considerazione per gli altri.
E fermiamoci un istante ad apprezzare la bellezza delle sue scene con Robin alla festa. I due sono davvero bellissimi insieme e il tutto è sottolineato non solo dagli abiti eleganti che calzano loro a pennello, ma anche dallo stile della regia, con le riprese da lontano al momento della loro entrata nell’edificio per dare appositamente l’effetto di grande entrata in scena, le inquadrature dal basso (che li fanno sembrare più alti, anche), per dare la sensazione del loro essere perfetti insieme, della loro sintonia. Ovviamente prima di tutto da un punto di vista lavorativo, ma emerge chiaramente anche quello personale.

Impossibile non amarli.
E ora non ci resta che aspettare gli episodi su “La Via del Male” e, da parte di J.K. Rowling, il quarto romanzo della serie.

Sam

Parliamoci subito chiaro, leviamoci il dente e non discutiamone più: quando si tratta di questa miniserie e, più nello specifico, di Strike e Robin, io sono schifosamente di parte. Vi prego quindi di perdonarmi se in questa recensione sclererò mal, fangirler, mi esprimerò con insoliti veemenza ed entusiasmo.

Questa seconda installazione delle avventure del detective partorito dalla mente di J. K. Rowling mi ha affascinato forse persino più della prima. Mentre il primo capitolo aveva dalla sua il piacere dell’incontro fra i due protagonisti, il secondo mi ha sedotta con l’approfondimento di un rapporto che è in realtà una continua ed esaltante scoperta. Il rapportarsi graduale fra Strike e Robin, il modo quasi timido in cui cercano di farsi strada senza imporsi l’uno nella vita dell’altro, non manca mai di affascinarmi in tutta la sua delicatezza e complessità.

Così Robin non riesce a nascondere la cocente delusione provata all’idea che Cormoran preferisca assumere qualcun altro al suo posto nel ruolo di investigatore, ma la esterna con titubanza, quasi avesse paura di aver mal interpretato i segnali di stima e apprezzamento professionale manifestati dal suo principale, mentre lo stesso Strike non chiederebbe niente di meglio che averla come socia, per poterle trasmettere tutte le conoscenze e l’entusiasmo per un mestiere che ama profondamente nonostante all’inizio si sia trattato di una sorta di “ripiego” rispetto alla sua carriera militare, ma non lo fa per paura di rovinare quella che sembra, e ribadisco sembra, essere una relazione felice.

Dal canto suo Robin, con il suo fervente desiderio di scendere in campo, di mettersi alla prova, ispira quasi un senso di tenerezza che non può che accrescersi quando penso alle prove che la aspettano nel terzo libro e a quanto Matthew sia la peggiore merda umana che abbia mai profanato il suolo terrestre.

Ehm, dicevamo.

Dal punto di vista meramente lavorativo, i due si compensano ampiamente, perché se da un lato Cormoran ha dimostrato più volte di essere capace di intuizioni a dir poco geniali, a mio parere non può che trarre giovamento dalla mente tendenzialmente più analitica e improntata alla ricerca di Robin.
I primi risultati di questo riuscito connubio si sono già visti nel corso delle indagini dell’efferato omicidio di Owen Quine: i due si passano la palla in maniera naturale, si dividono i compiti in modo istintivo e fluido e riescono a operare in completa armonia nelle occasioni in cui è richiesto l’impegno di entrambi.

Ora che ho fatto finta di dilungarmi in maniera encomiabile sugli aspetti “seri” dell’episodio, permettetemi di liberare il kraken e di soffermarmi per un attimo sull’aspetto più prettamente romantico della vicenda (perché chiamatemi frivola, chiamatemi superficiale, ma io non riesco a scindere l’evidente coinvolgimento sentimentale tra i due protagonisti dalle vicende narrate in questo capitolo).

Devo essere onesta, sono rimasta un po’ perplessa dall’immagine santificata che hanno voluto dare di Matthew, dipinto qui come un ragazzo comprensivo che appoggia con paziente accettazione le scelte lavorative di Robin, quando chiunque abbia letto i libri sa che questa è una versione decisamente edulcorata e che questo fidanzato apparentemente perfetto è in realtà un colossale pezzo di sterco.

A parte questo appunto da lettrice disperata, devo dire che tutto il resto è stato all’altezza delle aspettative e anche di più e che questi due episodi ci hanno regalato delle scene su cui sclerare con moderati gridolini di eccitazione (per non spaventare i vicini) fino all’uscita del terzo capitolo.
La scena in cui Cormoran offre la giacca a Robin nel corso della festa e quella finale in cui le offre il buono per un corso da investigatore e le bacia la mano non avrebbero potuto lasciare indifferente nemmeno il più insensibile dei cuori!

Non vedo onestamente l’ora di vedere come sceglieranno di affrontare i temi delicati trattati nel terzo romanzo e di assistere all’ulteriore evoluzione del rapporto lavorativo e romantico fra Strike e Robin che, ne sono sicura, verrà sviluppato con la delicatezza e l’eleganza a cui siamo ormai abituati.

– MooNRiSinG

Bene, abbiamo finito per quest’anno con “Strike”. Speriamo di avervi allietato con le nostre analisi sulla serie britannica e vi aspettiamo l’anno prossimo per la nuova parte, adattamento del terzo romanzo della serie dedicata all’investigatore privato Cormoran Strike, “La Via del Male”!

Prima di lasciarvi rivolgiamo un grande ringraziamento alle pagine che hanno condiviso le nostre recensioni.
Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per news, aggiornamenti e spoiler settimanali sugli episodi, news sui nostri personaggi preferiti!

An Anglophile Girl’s Diary

Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita

Hogwartsite

The White Queen Italia

Loading...

Related posts

Revolution | Recensione 1×09 – Kashmir

Sarella

The Crazy Ones | Recensione 1×06 – Hugging The Now

Eilidh

The Vampire Diaries | Recensione 3×21 – Before Sunset

Clizia Germinario

1 comment

Sabrina 12 ottobre 2017 at 17:37

Ciao, arrivo con un po’ di ritardo…e questo perché, come da voi suggerito, ho prima letto il libro da cui questi due episodi sono tratti (non amo leggere gialli di cui so già il finale, perciò ho saltato l’1) quindi colgo l’occasione prima di tutto per ringraziarvi perché è davvero un bel libro, ben scritto e scorrevole 🙂

Avendo finito il libro stamattina ho subito pensato di mettermi in pari con la serie…notare le differenze è stato molto facile ma la trasposizione sul piccolo schermo mi è davvero piaciuta nonostante i cambiamenti.
Come voi non ho potuto fare a meno di notare la differenza del personaggio di Matt che qui risulta essere lo sfigato con fidanzata insensibile, mentre nel libro è parecchio più antipatico.
Mi è dispiaciuto il fatto che non abbiano approfondito maggiormente aspetti della vita dell’investigatore evitando quindi l’introduzione di personaggi come sua sorella o la famiglia del poliziotto, non fondamentali per la storia ma comunque molto interessanti.

Ora corro a leggere il terzo libro, alla prossima 😀

Reply

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.