Star Wars Episodio VIII The Last Jedi – Fallimento, Accettazione e Speranza

Telefilm Addicted è composto da uno staff che non è geek solo per ciò che concerne le serie tv, ma, come sta dimostrando la nostra rubrica live del Club del Libro (del quale questo è il gruppo Facebook) e come hanno dimostrato più volte i nostri appuntamenti settimanali con Talk Addicted (di cui qui trovate il gruppo su Facebook), anche delle più grandi opere e saghe sia letterarie che cinematografiche.
Potevamo dunque lasciarci sfuggire il nuovo, attesissimo episodio della saga cinematografica per eccellenza? Ovviamente no, quindi ancora una volta siamo andati a immergerci nella storia iniziata “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana”.

L’analisi di questo Episodio VIII di “Star Wars” sarà divisa in due parti: una spoiler free e una con gli spoiler, ovviamente debitamente segnalati, di modo che chi non ha ancora visto il film sappia dove fermarsi.

Iniziamo subito chiarendo che, nella diatriba scatenatasi dallo scorso sabato 16 dicembre tra chi elogia “The Last Jedi” come il miglior film di “Star Wars” e chi, invece, lo detesta, qui il giudizio è complessivamente positivo. Ovvero: no, non è il migliore e non è all’altezza de “L’Impero Colpisce Ancora”, ma è un bell’episodio, con delle parti davvero stupende e un notevole approfondimento di vari personaggi, alcuni dei quali presentano un percorso evolutivo davvero lodevole. Semplicemente, il film ha anche dei difetti piuttosto lampanti e altri che sono potenzialmente tali. Potenzialmente perché se questi lo sono effettivamente o meno lo si potrà dire soltanto dopo la fine della trilogia; al momento c’è un rischio, che è quello che può rappresentare il problema più grande di tutto il film e della trilogia intera.

Il film presenta diverse tematiche interessanti e diventa anche critico nei confronti della nostra realtà.
Il tema forse imperante per tutto il film, quello più presente e importante, sembra essere il FALLIMENTO: come chiarito già ne “Il Risveglio della Forza”, il fallimento di Luke come fondatore del nuovo Ordine Jedi, come Maestro Jedi, il cui percorso ripercorre i passi del vecchio Ordine e, quindi, anche gli errori (a grandi linee), fallendo come Obi Wan e Yoda (come quest’ultimo ammette parlando attraverso la Forza con Qui Gon Jinn, nel romanzo canon de “La Vendetta dei Sith”); il fallimento di Luke non solo come mentore, ma anche come “genitore” (notare le virgolette)… ATTENZIONE PRESENZA DI INDIZI (non veri spoiler) SUL FILM… l’uomo che ha cresciuto il nipote e poi ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso; il fallimento (per ora) dei piani della Resistenza, della Resistenza stessa, che mai prima di questo momento, come Alleanza Ribelle prima e Resistenza dopo, ha vissuto un’ora così disperata; il fallimento (per ora, così sembra, ma lo prendiamo con le pinze) di Snoke, che non riesce là dove Palpatine aveva trionfato (purtroppo).

ATTENZIONE, PRESENZA DI INDIZI SUL FILM!!!

E, d’altro canto, il tema è proclamato proprio da un grande Maestro Jedi:

“Il fallimento, il più grande maestro esso è.”

FINE INDIZI.

Vi è, poi, il tema del diventare LEADER: lo hanno imparato Leia e il Vice Ammiraglio Holdo, lo deve imparare Poe. Questo, infatti, è il suo arco narrativo, comprendere che a volte deve mettere da parte la sua “testa calda”, la sua voglia di non arrendersi mai e combattere sempre, perché in alcune situazioni è necessario agire in modo strategico.
In un certo senso, lo devono imparare anche Luke (sì, anche lui, dopo tutti questi anni) e Rey.

Il tema più “realistico”, ovvero quello, come si diceva, di critica alla realtà dei nostri giorni: espresso con la sezione di Canto Bight, cioè la critica alla guerra e all’affarismo spietato che ne deriva, se ne nutre e a sua volta la alimenta, nascondendosi dietro la lucentezza. Impossibile non cogliere la condanna ai Paesi che, pur parlando di necessità di norme e collaborazione internazionale contro il terrorismo, poi vendono le armi proprio agli Stati che in un modo o nell’altro lo finanziano.


Il tema della SPERANZA, così tipico di “Star Wars”: Episodio I finisce con la sconfitta della Federazione dei Mercanti e il festeggiamento della pace; Episodio II, nell’oscurità che avanza, come affermato da Yoda, presenta il matrimonio di Anakin e Padmé, quindi l’amore che trova il modo di farsi strada anche in tempi oscuri… e quella di Padmé e Anakin, per quanto drammatica, è un’unione salvifica, perché è grazie a essa che Anakin verrà redento e salverà la Galassia, adempiendo la Profezia; infatti, Episodio III prosegue proprio questa linea, Anakin cade, ma la speranza che lui rappresentava vive nei suoi figli; “Rogue One” ed Episodio IV sanciscono la riscossa, con le prime, fondamentali vittorie dell’Alleanza Ribelle dopo vent’anni di oscurantismo; Episodio V vede l’Alleanza Ribelle al sicuro, Luke e Leia uniti, con un piano per salvare Han; Episodio VI ci mostra la sconfitta dell’Impero, il ritorno alla vita di Anakin Skywalker, il suo adempimento della Profezia (che avviene, in verità, in tanti modi diversi, non solo con la distruzione dei Sith), la democrazia e la libertà che tornano nella Galassia (senza avere vita facile, ovviamente, ma questo resta); Episodio VII presenta, invece, Rey che trova Luke, cosa che può apportare nuova linfa alla lotta contro il Primo Ordine; infine, questo Episodio VIII, pur presentando l’ora più buia per la lotta alla tirannia, si conclude dicendo che però la Resistenza non è finita, la lotta per la libertà non si arresterà… e, con l’ultima scena su Canto Bight, veniamo ricollegati ai Jedi e alla traduzione plurale del titolo, che si rivela quantomai corretta.

Infine, altri due temi particolarmente importanti: la PRESA DI COSCIENZA DI SE’ (di vari personaggi: di Ben, Rey, Luke, ma anche Poe e Finn) e, questa è un’ipotesi, l’EQUILIBRIO, quest’ultimo un filone più lasciato filtrare attraverso le immagini e piccoli particolari cui bisogna prestare attenzione durante la visione piuttosto che apertamente dichiarato.

Il film è potente, ha dei momenti bellissimi: la sequenza iniziale ricorda moltissimo “Rogue One”, con gli eventi su Scarif, dunque è visivamente bella ma altrettanto drammatica; la scena che “spiega” la Forza (ecco qui il primo degli indizi sull’equilibrio); il percorso evolutivo di Poe, uno dei più coinvolgenti, soprattutto se si considera che inizialmente era un personaggio destinato a morire dopo pochi minuti o durante “Il Risveglio della Forza”… tenendo presente questo si mette tutto in prospettiva e si comprende quale splendida storia siano riusciti a costruire per lui; più accennato ma presente anche il percorso evolutivo di Finn, che in Episodio VII voleva solo scappare dal Primo Ordine e adesso, come mostrato nei trailer negli scorsi mesi, vuole combatterlo. Peraltro, è visivamente bello il suo combattimento con Phasma, anch’esso già anticipato nei trailer; nonostante ci siano anche delle critiche da esprimere (cosa che farò nella sezione con spoiler), nel complesso è apprezzabile anche il percorso di Luke, così come lo è quello di Rey; Leia stupenda; infine, miglior personaggio a mani basse, Ben Solo, altrimenti noto come Kylo Ren, che rivela pienamente tutta la sua complessità, la sua tragicità e le analogie e differenze, pur nella somiglianza, con suo nonno, Anakin Skywalker. I due sono, allo stesso tempo, simili e opposti. (E grazie, Adam Driver. Non che avessi mai avuto dubbi, ma GRAZIE.)

E da ultimo, ma quali Porg, le volpi di cristallo!!!


Dicevamo, tuttavia, che il film ha evidenti difetti: la linea narrativa di Finn e Rose, pur trasmettendo quella critica di cui si è parlato qui sopra e pur avendo un’ambientazione particolare ma bella (a livello di scenografia) è tendenzialmente ininfluente ai fini della trama generale, sembra più un mezzo per dare screen time ai personaggi e creare il tempo necessario al filone della Resistenza vero e proprio; Luke, per un preciso particolare (che verrà spiegato nella sezione con spoiler), e una parte riguardante Rey perché potrebbe creare incongruenze con la storia nel suo complesso (anche questa spiegata nella sezione con spoiler). E questi ultimi due sono gli aspetti su cui soffermarsi davvero.
Tralascio i ferri da stiro, i carburanti e cose simili, che per quanto possano dare fastidio ad alcuni, in fondo sono inezie.

ATTENZIONE, DA QUI IN POI PRESENZA DI SPOILER SUGLI EVENTI DEL FILM!!! SE NON AVETE VISTO “GLI ULTIMI JEDI”, PROSEGUITE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO!!!

In primo luogo, qualche considerazione sugli aspetti positivi.
Poe: come si diceva, il suo percorso evolutivo è fantastico, Leia e il Vice Ammiraglio Holdo (bellissima, nel complesso, poiché intelligente, coraggiosa, decisa ed elegante) hanno creduto in lui sempre e hanno agito per farlo maturare e renderlo un leader in grado di sostituirle e portare avanti l’eredità di Padmé, Mon Mothma, Bail Organa, Jyn, Cassian e la squadriglia Rogue One, Leia e Holdo stesse. L’eredità dell’Alleanza Ribelle, della Resistenza. E Poe infine lo capisce, cosa che ci porta alla bellissima rivelazione sul fatto che il Vice Ammiraglio Holdo, sacrificatasi coraggiosamente per la causa, diventa per lui un esempio, come Leia, e che la frase sentita già nei trailer è, in realtà, di Holdo, cui Poe rende omaggio avendo imparato la lezione:

“Noi abbiamo la fiamma che accenderà il fuoco che abbatterà il Primo Ordine.”


Finn: passa da colui che voleva scappare dal Primo Ordine al trovare il coraggio per salvare la sua prima e unica amica, per poi essere di nuovo la persona il cui scopo è allo stesso tempo altruistico ed egoistico, ovvero salvare Rey ma, con lei, sparire perché non c’è speranza contro il Primo Ordine, per diventare, infine, la versione di Poe dell’inizio di Episodio VIII, ovvero combattere a oltranza. Peccato abbiano tagliato la frase “Per tutta la mia vita sono stato addestrato a combattere. Finalmente, ho qualcosa per cui farlo”.

Luke: premetto che continuo a preferire il Luke dell’Expanded Universe, retrocesso da Canon a Legends (quindi non più canon), perché più coerente con il Luke de “L’Impero Colpisce Ancora” e “Il Ritorno dello Jedi”, tuttavia è innegabile che il suo percorso nel film sia profondo. Su Ahch-To lo troviamo dilaniato dal senso di colpa (giustamente, si può dire), un uomo sconfitto, che si è arreso, si è chiuso completamente alla Forza (Luke Skywalker! Un colpo al cuore), una versione del primo Yoda di Dagobah (il quale non voleva addestrare Luke per timori vari) ancora più scontrosa, ma che allo stesso tempo fa anche un primo passo verso la nuova, possibile, strada e per la prima volta pronuncia sullo schermo un concetto verissimo e fondamentale, che Yoda aveva espresso nel romanzo (canon) de “La Vendetta dei Sith”, ovvero la critica alla dottrina Jedi (alla fine ci siamo arrivati!) e infine capisce, ricorda di essere LUKE (FUCKING) SKYWALKER ed entra (torna) in modalità “Il Ritorno dello Jedi”, ricordando certi concetti, certe verità, anche a sua sorella (“Nessuno è mai veramente perduto”, cioè c’è ancora speranza, c’è del buono in lui, dobbiamo combattere per riuscire a salvarlo, lo stesso concetto che espresse sulla Luna Boscosa di Endor a proposito di Anakin, quando svelò a Leia che erano fratello e sorella).
La sua scena finale, per quanto sia un colpo al cuore durissimo per noi che, al cinema o in tv, siamo cresciuti con la Original Trilogy, è commovente oltre ogni dire, lo sguardo di Luke dona sollievo e speranza. Per quanto sia dura (e lo è, moltissimo), non abbiamo visto la fine di Luke Skywalker, ma un nuovo inizio: è asceso, come Obi Wan e Yoda e, poi, suo padre Anakin prima di lui, si è unito alla Forza, è diventato immortale. E tornerà, come Spirito della Forza, poiché lui rappresenta in questo film allo stesso tempo Yoda, sì, ma anche Obi Wan.
(Inoltre, proprio in questi giorni Mark Hamill ha dichiarato di aver detto a Billie Lourd, figlia di Carrie Fisher, proprio dopo la scomparsa di quest’ultima, di prendere seriamente in considerazione la proposta di avere un ruolo maggiore in Episodio IX, poiché lui vorrebbe lavorare di più con lei… in pratica è una conferma del suo ritorno… sperando che non lo taglino, ovviamente, ma i fan andrebbero in rivolta.)

Rey: ricopre il ruolo di Luke della Original Trilogy e in questo caso sia ne “L’Impero Colpisce Ancora” (il giovane Jedi in cerca di addestramento), che ne “Il Ritorno dello Jedi” (la sua rivalutazione di Ben come persona, il passaggio da “Non hai deluso Kylo Ren, Kylo Ren ha deluso te” a “Effettivamente Ben è stato spinto a passare al Lato Oscuro, la responsabilità non grava solo su di lui, ho visto dell’umanità in lui, c’è del buono, possiamo salvarlo”) e contemporaneamente sceglie di ritagliarsi quel posto nel mondo indipendentemente dalle sue origini. Un bellissimo concetto.

Ben Solo. SKYWALKER: il fardello di essere uno Skywalker, un dono e una maledizione. Tutto quel potere che fa gola a chiunque e che il Lato Oscuro teme sempre perché, come chiarito già nella Original Trilogy (attraverso le parole di Obi Wan e di Palpatine), rappresenta la minaccia più grande per i sui esponenti e cultori, per questo avidi di averlo come proprio strumento e al proprio servizio, per poterlo controllare e non averlo mai come minaccia, motivo per cui, in particolare, gli Skywalker che non si piegano vanno eliminati, più di chiunque altro (così Palpatine con Anakin, poi Luke e Leia, anche con Padmé, Skywalker acquisita; così Snoke con Ben, poi Luke e Leia). Ben, a cui sono state strappate le radici, tradito da tutta la sua famiglia (ne “Il Risveglio della Forza” questo era l’indizio su di lui, la sua estrema intolleranza al tradimento), che gli ha voltato le spalle (Leia e Han lo hanno lasciato a Luke quando Ben aveva solo cinque anni, per poi dedicarsi alla Nuova Repubblica, lei come esponente del Senato, lui in varie missioni segrete; Luke, come abbiamo visto, ha pensato di ucciderlo, il suo stesso nipote, sangue del suo sangue, figlio della sua gemella, nonostante Ben non avesse fatto nulla di male, solo per un timore) e lo ha ferito come nessun altro avrebbe potuto fare, spingendolo così tra le braccia di Snoke, che per tutta la sua vita, ancora prima che lui nascesse, ha cercato di prenderselo. Ben, servito a Snoke su un vassoio d’argento come Anakin a Palpatine, tradito anche da Snoke e che, così, reagisce nell’unico modo che ci si potesse aspettare, ovvero decidendo di fare da solo. Purtroppo, ancora dal Lato Oscuro, non solo perché, ricordiamolo, Snoke lo ha convinto che la vera natura di Anakin fosse quella di Vader e che la morte di Palpatine sia stato solo un momento di debolezza (cosa di per sé già enorme), ma perché pensa di non poter tornare indietro e di non avere niente per farlo, perché non si fida più, perché HA PAURA, di Luke in primis. Ben, che non è Lato Oscuro come lo era Vader, nonostante arrivi là dove il nonno non era arrivato, ma che è costantemente in balia del conflitto tra Lato Chiaro e Lato Oscuro, così simile ma così diverso da Anakin-Vader, nel quale il conflitto si è scatenato solo una volta ritrovato Luke.
Ben non è perduto. A dircelo è proprio Luke, non solo con la frase alla sorella, ma con le sue parole a Ben stesso:

“Non importa cosa tu faccia. Io sarò sempre con te. Come tuo padre.”

Han è il padre biologico di Ben, ma Luke è l’uomo che lo ha cresciuto, lo zio con il quale condivide il sangue che gli ha fatto da mentore e padre. E così, i due uomini più importanti della sua vita, morti per lui, lo lasciano con un gesto di perdono, amore e speranza: Han con una carezza sul viso, Luke con parole che vogliono scuoterlo ma anche lenire le sue ferite.
Tradotto: Rey aveva ragione, tu sei ancora lì, Ben. Lo vediamo con i nostri occhi: Ben non spara quando si rende conto che la madre è lì, abbassa la mano. E Luke ce lo dice anche con le sue azioni, continuando a proiettare quei dadi, cosa che, dunque, non fa solo per Leia, ma anche per il nipote, perché è un legame con chi Ben era prima di finire tra le grinfie di Snoke. D’altro canto, la stessa reazione di Ben alla vista del Millennium Falcon e poi di Luke non è dettata dalla malvagità del Lato Oscuro, ma dal dolore, dal trauma, dalla paura. Nonostante si mostri quanto lui sia potente (come Anakin, del quale ha gli stessi poteri, come sua madre e suo zio prima di lui), Ben è allo stesso tempo come un bambino ferito e traumatizzato dagli adulti che reagisce per difendersi nel modo più umano e istintivo che esista: la rabbia (“To be angry is to be human”, disse qualcuno di molto saggio). L’attacco è la miglior difesa. Si proclama Leader Supremo perché così nessuno potrà più tradirlo, usarlo, fargli del male. Nessuno disporrà più di lui, sarà lui a disporre di se stesso e degli altri.
La parola chiave per lui è TRAUMA ed è il flashback che svela la verità a mostrarcelo: non è un caso che si veda due volte, dai due punti di vista diversi, perché serve proprio a far comprendere Ben e Luke. Quando vediamo quella terribile notte dal punto di vista di Ben, Luke è autorevole, imponente, minaccioso, OSCURO, perché questo è ciò che lui ha percepito svegliandosi e trovando lo zio che troneggiava su di lui con la spada accesa, con l’intenzione di ucciderlo; quando lo rivediamo narrato da Luke, scopriamo che Luke si era già pentito di aver pensato a un’azione così orribile, aveva gli occhi colmi di lacrime, ma questo Ben non lo sa. Tutto ciò che sa è che suo zio, che gli ha fatto da padre e mentore, una notte ha tentato di ucciderlo mentre dormiva nonostante lui non avesse fatto nulla di male e, nel flashback dal punto di vista di Luke, si vede che a Ben si è spezzato il cuore quando ha realizzato le intenzioni dello zio ed è questo che ha decretato il suo cedere al Lato Oscuro, questo dolore infertogli dalla famiglia (e ora si spiega anche la frase a Han, “Tuo figlio non esiste più. Era debole e folle, come suo padre, così l’ho distrutto”. Debole e folle per averli amati, per essersi fidato di loro). E non è un caso che sia mostrato dal punto di vista di Luke, perché è fatto per far capire che Luke ha compreso perfettamente cosa ha fatto al nipote, il senso di colpa lo divora (Ben, infatti, ha reagito per difendersi, poi è subentrata la furia).
Ben Solo SKYWALKER è il miglior personaggio dell’intera trilogia.

Le scene tra Rey e Ben sono stupende, anche se il legame emotivo che si crea sembra un pochino affrettato. Il combattimento contro le Guardie Pretoriane di Snoke (i Cavalieri di Ren?), che personalmente avevo intuito da foto, trailer e featurette, una delle parti più belle dell’intero film.

In molti avranno notato le “ripetizioni”, come già avvenuto in “The Force Awakens”. Qui per esempio abbiamo Luke come Obi Wan e Yoda, Rey sempre più come Luke, frasi di Ben che sono le stesse pronunciate da Anakin, alcune di Rey che sono le stesse pronunciate da Luke e Padmé, la scena dell’ascensore tra Rey e Ben che ricorda quella nel corriodio sulla luna di Endor tra Luke e Anakin-Vader, ecc. … ma questo può essere riconducibile al principio che Lucas ha espresso all’epoca della Trilogia Prequel, ovvero “Tutto deve fare rima, come in una poesia”.

Ora veniamo agli aspetti negativi più importanti. Sono tre. Più un bonus (e partiamo da questo).
L’Ammiraglio Ackbar è morto. L’AMMIRAGLIO ACKBAR E’ MORTO!!! Trauma. E ce lo fate morire fuori schermo, per dircelo così?! Un po’ di rispetto!!! Quel… calamaro è stato un mito per noi che siamo cresciuti con “Star Wars”.

La morte di Snoke: dal punto di vista di Ben è fantastica, perché rappresenta una sua dimostrazione di forza e potere, il problema sorge dal punto di vista di Snoke stesso, perché il Leader Supremo ci è stato presentato come il villain per eccellenza, addirittura Andy Serkis ha passato gli ultimi due mesi ad affermare quanto sia potente (e in effetti si vede), che lo è più di Palpatine e Vader, avendo egli risorse illimitate… in uno dei romanzi di “contorno” a “Il Risveglio della Forza” (canon) ci viene detto che Snoke ha tentato di prendersi Ben quando questo era ancora nel ventre materno (in viaggio, Leia sentì una presenza, una mano emergere dalle profondità della Galassia, ammantata di Lato Oscuro, e cercare di afferrare il bambino che portava in grembo, ovvero Ben)… e ora siamo senza il villain supremo e, cosa ancora più importante, senza informazioni.

Luke: ha pensato di uccidere il suo stesso nipote, sangue del suo sangue, il figlio della sua gemella, ha acceso la spada per farlo, mentre questo dormiva, pacifico, sereno, sentendosi al sicuro, senza che Ben avesse fatto nulla di male. Luke Skywalker, l’uomo che “Non ucciderò mai mio padre”. Un padre che non conosceva, che non aveva mai nemmeno visto in volto, di cui conosceva solo l’armatura e il fatto che pur essendo stato un Jedi per ventiquattro anni aveva portato morte e distruzione nella Galassia. Di nuovo, dal punto di vista di Ben è perfetto, spiega in maniera eccelsa cosa lo ha fatto passare al Lato Oscuro (e personalmente mi aspettavo che fosse un tradimento della famiglia), ci fa rendere conto che alla fine Ben è in un certo senso “vittima”, ma uno scrittore deve realizzare un percorso narrativo per uno dei personaggi principali senza andare a detrimento degli altri. Il problema più grande è “nel sonno, quando Ben non aveva fatto nulla di male”. Un out of character grande quanto un buco nero nello spazio. Se tra i due ci fosse stato uno scontro sarebbe stato più accettabile, Luke ha acceso la spada e attaccato Anakin, gli ha tagliato la mano, ma Anakin aveva minacciato Leia. Se tra Ben e Luke fosse scoppiato un litigio poi sfociato in scontro Luke sarebbe rimasto in character. Così non lo è.

Rey: ovviamente il punto sono le sue origini. Chiariamo subito, non perché l’unica risposta “degna” debba essere che è una Skywalker, ma perché il suo potenziale essere “figlia di nessuno” potrebbe creare incongruenze tra “The Last Jedi” e “The Force Awakens”, nello stesso “Gli Ultimi Jedi” e, soprattutto, potrebbe mandare a ramengo quarant’anni di storia e di mitologia di “Star Wars”. In questo Episodio VIII, come è stato sin da Episodio IV ed è stato ribadito fino a Episodio VII, viene riaffermato ancora una volta che gli Skywalker sono speciali, gli unici con quell’ammontare di potere, persino con capacità eccezionali rispetto a quelle di normali utilizzatori della Forza. Perché Snoke voleva Ben? Perché è uno Skywalker, il nipote di Anakin, il Prescelto. Perché Palpatine e Snoke volevano Luke e Leia morti e/o al Lato Oscuro? Perché Skywalker. Perché Ben ha tutto quel potere? Perché Skywalker. Perché Leia riesce a non morire e a rientrare nell’incrociatore della Resistenza? Perché Skywalker, figlia di Anakin (si può dire che è comunque un po’ assurdo, ma la spiegazione resta questa). Perché Luke ha quel potere, mostrato nel finale? Perché Skywalker, figlio di Anakin.
E parallelamente, sin da Episodio VII è stato mostrato che Rey ha lo stesso potere di Ben. In questo Episodio VIII viene non solo nuovamente dimostrato, ma Luke lo dice esplicitamente. Eppure dovrebbe essere una “signorina nessuno”? Cioè ci stareste dicendo che dopo quarant’anni in cui la saga ci ha detto e ripetuto che quel potere così vasto è tipico degli Skywalker perché tali, discendenti di Anakin, il Prescelto, adesso dal nulla non è più così? Se davvero quella fosse la risposta, ciò farebbe buttare nel water tutta la storia e mitologia di “Star Wars”, il suo cuore pulsante.
E’ ovviamente importante mostrare che non si debba essere Skywalker per essere decisivi per i destini della Galassia, ma il fatto è che non è una novità, ci è sempre stato detto: Han non era uno Skywalker, ma nella lotta contro l’Impero è stato fondamentale; Mon Mothma non era una Skywalker, non lo era Bail, non lo era Cassian, non lo era nessuno della Rogue One, non lo è Finn, non lo è Poe, non lo è il Vice Ammiraglio Holdo. Eppure sono tutti fondamentali nella lotta. E che i Jedi-sensibili e/o utilizzatori della Forza non nascano solo da Jedi lo abbiamo sempre saputo, quindi anche questo non sarebbe affatto un concetto innovativo.
Il punto è solo che quel tipo di potere, quella vastità di esso è tipico degli Skywalker e adesso, dopo quarant’anni, non si può andare in contraddizione con tutta la storia e la mitologia. Questo è il problema. Ovviamente si potrebbe pensare che la Forza abbia influito su Rey come aveva fatto con Anakin… ed è assolutamente possibile (personalmente non sono nemmeno contraria, anche perché trovo bellissimo il legame, di qualunque tipo sia, tra Ben e Rey), ma qui sorge un altro problema: ci hanno messo sei film a spiegare gli Skywalker, la bellezza di quasi trent’anni, in verità lo stanno ancora facendo (e siamo a quaranta), e in un solo film dovrebbero spiegare il loro nuovo equivalente? Il rischio di spiegazione frettolosa e raffazzonata è elevatissimo. E sarebbe un errore madornale.
Bisogna sottolineare: il punto non è l’abilità di Rey nel combattimento. In verità, che lei non abbia particolarmente bisogno di essere addestrata in questo aspetto è normale e la spiegazione ci è stata visivamente data proprio ne “Il Risveglio della Forza” (e poi confermata nei libri ufficiali usciti dopo il film): Rey è addestrata a combattere (idem per Finn) e tra la sua asta e la spada laser non c’è molta differenza, lei deve solo prendere dimestichezza con la lama (e infatti non calibra bene il colpo e involontariamente taglia la roccia). Il problema è solo l’ammontare di potere (ovvero capacità di usare la Forza) di cui Rey è dotata, cosa a cui deve essere data una spiegazione.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, infatti, Anakin e Luke non solo non difettavano di contestualizzazione (cosa che al momento ancora manca a Rey), visto che poco dopo essere entrati in scena di Luke (il primo che abbiamo conosciuto) venne detto che non era un ragazzo qualunque, era il figlio di un potente Jedi, e di Anakin che era Il Prescelto, ma, per l’appunto, non erano dei “nessuno”, nemmeno Anakin, per il quale tale situazione era ed è solo apparenza. Anakin è stato creato dalla Forza e questo non è essere “un bambino qualunque”.
E preme anche ribadire: io personalmente non sono contraria a Ben e Rey, adoro il loro legame. Non mi sbilancio su cosa sia perché la storia non è finita, ma non sarei contraria al romanticismo (non lo sarei nemmeno se fossero cugini, anche se per tanti sicuramente è impensabile, poiché è pur sempre “Tanto tempo fa”, nella realtà la gente si sposava fra cugini fino a un secolo fa e in alcuni Paesi tuttora non è illegale, figuriamoci se può farmi effetto in una storia di fantasia che è ambientata “Tanto tempo fa”), semplicemente io li trovo bellissimi di per sé a prescindere e qualunque connotazione decidano di dare loro (vorrei solo dire che io non ho firmato per rivivere il trauma di Anakin e Padmé, grazie tante).
Quindi, ciò che deve essere fornito è una spiegazione che abbia senso, sia più approfondita e non sia affrettata e liquidata con un paio di frasi, per evitare il contrasto con tutta la mitologia di “Star Wars”. E bisogna dire che essa potrebbe arrivare, perché in una Q&A con EW, alla domanda se Ben abbia mentito a Rey, Rian Johnson (sceneggiatore e regista del film) ha risposto: “Per me, in quel momento lui crede che quella sia la verità. Io non credo che lui stia solamente giocando a scacchi. Io credo che sia ciò che ha visto quando si sono toccati e questo è ciò che lui crede”“Non solo quello, ma Kylo usa il fatto che tu non ottieni una risposta per cercare di indebolirti e portarti dalla sua parte”.
Questa risposta is the new “nella mia mente il titolo è singolare”, quando il film dimostra che la traduzione plurale è giustissima. Insomma, molto probabilmente ci sta dicendo che quella è una non risposta e quella vera deve ancora arrivare, motivo per cui questo è solo un potenziale problema e non è ancora il caso di agitarsi. Patience, we must have.

Infine, l’ANGOLO SPECULAZIONI.
Snoke è veramente morto? Nell’Expanded Universe (romanzi, fumetti, ecc. scritti dopo “Il Ritorno dello Jedi” e fino al 2012-2013 circa), da cui i creatori del nuovo canon attingono qua e là, lo spirito di Palpatine perdurava alla morte dell’Imperatore e riusciva a riorganizzare un Nuovo Impero, facendo riesplodere la lotta tra questo e la Nuova Repubblica. Avremo sorprese in Episodio IX, magari in contrapposizione a Luke asceso?

Equilibrio. Ci sono dei particolari sparsi in “The Last Jedi”, concetti che sembrano suggeriti con le immagini… Indizi, magari? Eccoli: su Ahch-To c’è un mosaico sul pavimento che viene inquadrato più volte, accanto al quale si svolge anche un dialogo tra Luke e Rey. Presi dalla visione del film si può non riuscire a capire di preciso cosa rappresenti, ma si capisce in ogni caso il senso. E’ la versione di “Star Wars” del simbolo dello Yin e dello Yang, di cui una delle interpretazioni è proprio l’equilibrio tra Bene e Male, con quella punta di oscurità nella luce, poiché troppa luce può nuocere quanto troppa oscurità, e una punta di luce proprio nell’oscurità, per affievolirla.
In ogni caso, ci viene in soccorso uno dei libri di contorno al film, il visual dictionary (canon). Ecco cosa rappresenta il mosaico e qual è il suo significato:


“L’immagine del Primo Jedi, il primo dell’Ordine, in uno stato di meditazione ed equilibrio.”

Osservando si nota che il Primo Jedi nella parte del Lato Chiaro è “oscuro” e c’è il punto nero sopra di lui, mentre nella parte del Lato Oscuro è chiaro e c’è il punto bianco. BALANCE. EQUILIBRIO.

La stessa visione di Rey sulla Forza spiega, in un certo senso, come Lato Chiaro e Lato Oscuro si alimentino a vicenda e questo crei equilibrio.

Nell’ascensore Rey dice a Ben di aver visto che lui tornerà al Lato Chiaro. Ben, da parte sua, risponde di aver visto lei passare al Lato Oscuro. Ricordiamoci che la Forza E’ UNA, il Lato Chiaro e il Lato Oscuro sono solo aspetti di essa. E’ quantomeno curioso che i due abbiano avuto una visione analoga e opposta.

Rey ha un Lato Oscuro e nella grotta non era spaventata, così come Ben sente il richiamo al Lato Chiaro, ma nessuno dei due vuole accettare l’altro. Eppure i due sono complementari, come dimostra anche la scena del loro combattimento contro le Guardie Pretoriane.
Potrebbero essere l’emblema di un nuovo Equilibrio? E a tal proposito: che fine ha fatto il Diario dei Whill, citato anche all’inizio del romanzo de “Il Risveglio della Forza”, in cui è riportato un “poema”? E che significato ha? Sul Millennium Falcon abbiamo visto dei diari messi in salvo proprio da Rey, probabilmente quello di Obi Wan, ma ci sarà solo quello sulla nave? Può essere questo il motivo per cui Yoda (come fattomi notare da un amico) brucia l’albero della Forza, ovvero perché sa che non ci sono i diari e può impartire la lezione a Luke?

In ultimo.

In eterna memoria.
Da bambina volevo essere una ballerina, una Principessa, una donna cazzuta e un Cavaliere Jedi. Solo crescendo ho capito che volevo essere Leia, in sostanza, che Leia era stato il mio esempio. Grazie per avermelo regalato, Carrie. Sarai sempre la mia amata Principessa Leia.

 

Ricordatevi di passare in queste meravigliose pagine per news, aggiornamenti e spoiler settimanali su Star Wars, sui telefilm, news sui nostri attori e personaggi preferiti e sul mondo british!

Adam Driver Italy

Gli Attori Britannici Hanno Rovinato La Mia Vita

Guerre Stellari

Star Wars Addicted – Italia

The White Queen Italia




Continua a seguire Telefilm Addicted su Facebook e Telefilm Addicted su Twitter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime news e iniziative.

Sam
Simona, che da bambina voleva diventare una principessa, una ballerina, una cantante, una scrittrice e un Cavaliere Jedi e della quale il padre diceva sempre: “E dove volete che sia? In mezzo ai libri, ovviamente. O al massimo ai cd.” Questo amore incondizionato per la lettura e la musica l'ha portata all'amore per le più diverse culture (forse aiutato dalle origini miste), le lingue (in particolare francese e inglese) e a quello per i viaggi. Vorrebbe tornare a vivere definitivamente a Parigi (per poter anche raggiungere Londra in poco più di due ore di treno). Ora è una giovane legale con, tralasciando la politica, una passione sfrenata per tutto ciò che all'ambito legale non appartiene, in particolare cucina, libri e, ovviamente, telefilm. Quando, di recente, si è chiesta in che momento, di preciso, sia divenuta addicted, si è resa conto, cominciando a elencare i telefilm seguiti durante l'infanzia (i preferiti: Fame e La Famiglia Addams... sì, nel fantasy ci sguazza più che felicemente), di esserci quasi nata. I gusti telefilmici sono i più vari, dal “classico”, allo spionaggio, all'ambito legale, al “glamour”, al comedy, al fantastico in senso lato, al fantascientifico, al “giallo” e via dicendo. Uno dei tanti sogni? Una libreria. Un problema: riuscirebbe a vendere i libri o vorrebbe tenerli per sé?

2 Comments

  1. B

    20 dicembre 2017 at 15:30

    Complimenti per la recensione super dettagliata, mi ritrovo d’accordo con quasi tutte le osservazioni.
    L’analisi dei vari temi trattati è fantastica, ho adorato il tema del fallimento, così come quello che non manca mai della speranza.
    Ho notato in giro molte critiche verso la parte ambientata a Canto Bight ma a me personalmente è piaciuta molto, proprio per il significato che aveva, anche se pure io non ho apprezzato troppo alcune scelte per quanto riguarda le scene tra Finn e Rose, però la caratterizzazione dei personaggi singoli l’ho amata molto.
    Nel complesso penso che sia un episodio davvero bello, in grado di emozionare e che mi ha lasciato una sensazione molto positiva nel complesso, è però vero che ha i suoi difetti e mi ha lasciato molto dubbi.
    Fondamentalmente quelli che hai citato tu stessa, per quanto riguarda Luke sono ancora combattuta, ho amato le scene relative alla seconda parte, la scena con Leia, la scena finale, la scena con Yoda, però da una parte vedere inizialmente un Luke così chiuso alla forza mi ha spezzato il cuore e ciò che ha fatto a Ben non è stato terribile, però onestamente non so se lo definirei proprio ooc, devo ancora farmi un’idea precisa a riguardo, perché alla fine è stato un piccolo momento di debolezza che poi lo ha distrutto,un momento in cui ha perso un po’ se stesso, accecato dalla paura e da ciò che aveva visto forse.
    Ultima cosa… hai fatto un’analisi del personaggio di Ben Solo MERAVIGLIOSA, davvero è molto intensa e ti sei concentrata molto nella sua caratterizzazione e di quanto sia una delle cose meglio fatte del film.

    • Sam

      Sam

      20 dicembre 2017 at 22:30

      Ciao!
      Eccomi a risponderti.

      Innanzi tutto grazie mille. 🙂

      Una delle mie parti preferite, invece, è l’arco narrativo di Poe, che trovo stupendo. Il suo passare da ufficiale a vero leader, comprendendo la lezione di Holdo e Leia. Fantastico. Soprattutto perché, come ho detto, Poe Dameron è un personaggio che inizialmente doveva morire in “The Force Awakens”, quando il Tie Fighter precipita su Jakku, poi, deciso di farlo sopravvivere allo schianto, durante il film. Invece non solo lo hanno tenuto in vita, ma gli hanno creato una storia bellissima. WOW. Complimentissimi, davvero.

      Canto Bight non è brutta di per sé, il problema è che non porta a niente da un punto di vista di trama, perché Finn e Rose arrivano sul super incrociatore, ma falliscono miseramente, quindi la loro è una missione inutile. E’ questo il problema. Visto il fallimento della missione sembra giusto un mezzo per dare screen time ai personaggi.

      Il film è sicuramente una rollercoster di emozioni, ma sì, ha dei difetti.
      Luke: la scena con Leia è splendida (se escludi me che nella mia testa, al “So che mio figlio è perduto” di Leia, urlo “ANCHE TU, ADESSOOO?!?!?! MA CHE CAZZAROLA AVETE TUTTI?!?!?! VI SIETE BEVUTI IL CERVELLO?!?!?!”), la scena finale stupenda (DDDIO, mi hanno ucciso Luke. Non mi riprenderò mai più. Luke, l’eroe di tutta la mia vita a partire dalla mia infanzia, quando avevo pure una cotta stratosferica per lui… me lo hanno ucciso. NOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!), bella quella con Yoda… avrei però evitato movimenti alla Matrix (ma non dipende da lui).
      Quello che ha fatto a Ben NON è terribile?! Ha pensato di uccidere SUO NIPOTE NEL SONNO, HA ACCESO LA SPADA. E’ chiaro che sia stato un momento di debolezza e tutto, ma Luke è pur sempre quello che “Non ucciderò mai mio padre”, cioè DAD-VADER (come lo chiama Mark Hamill). Un padre che NON conosceva, eppure ha mostrato speranza per lui sino all’ultimo. Ma ha pensato di uccidere il nipote. Il figlio della sua gemella. Ci credo che non rispondeva ai richiami di Leia, con che faccia guardi tua sorella dopo aver pensato di ucciderle il figlio (e lo fai cadere al Lato Oscuro) che lei e il marito ti hanno affidato perché si fidano ciecamente di te?
      Peggio ancora, perché non solo Ben non aveva fatto nulla, ma Luke sapeva pure di aver redento Anakin! E se lo hai fatto con Anakin puoi redimere chiunque (della tua famiglia). E così ha fatto precipitare Ben al Lato Oscuro.
      LUKE SKYWALKER.
      E’ un OOC, nella parte “nel sonno”. Perché ripeto, ha combattuto col padre, gli ha tagliato una mano, ma Anakin aveva minacciato Leia. E ci poteva stare una cosa del genere con Ben (nel senso, uno scontro), ma NEL SONNO. NEL SONNO! LUKE SKYWALKER.
      Non. Esiste. Sono due concetti inaccostabili.
      E adesso ogni volta che lo si sentirà dire “Non ucciderò mai mio padre” non si potrà fare a meno di pensare “No, non ucciderai l’uomo che ha contribuito pesantemente a devastare la Galassia ed è responsabile diretto della morte dei tuoi zii, gli unici genitori che tu abbia mai conosciuto, però fra ventiquattro anni penserai di uccidere il tuo stesso nipote nel sonno anche se non ha fatto nulla di male e lo farai precipitare nel Lato Oscuro.”
      Una cosa senza senso. La noti l’incredibile, assoluta contraddizione?
      Ridatemi il Luke dell’EU, fondatore del Nuovo Ordine Jedi, con regole analoghe al modo di pensare di Qui Gon Jinn, il quale ha pure tre nipoti che in sostanza fanno costantemente la spola tra Lato Chiaro e Lato Oscuro e non gli viene da staccare loro manco un capello. QUEL LUKE SKYWALKER E’ COERENTE CON QUELLO DE “L’IMPERO COLPISCE ANCORA” e “IL RITORNO DELLO JEDI”. Questo, nel seguire la vecchia dottrina e nel pensare di uccidere il nipote NEL SONNO, no.

      Ben: Skywalker, please. Ben è uno Skywalker. Han è solo per caso suo padre. 😛 😉
      Grazie mille! 😀 Ma lui E’ così. Io ho solo evidenziato ciò che lui è. Ed era così già ne “Il Risveglio della Forza”, la sua somiglianza ad Anakin era lapalissiana. La sua complessità, la sua tragicità… era tutta lì. L’ho detto per due anni che lui era quello, per due anni ho ripetuto in lungo e largo “Lo sentite che ha sempre il termine tradimento in bocca o addosso?! E’ quello che lo ha fatto passare al Lato Oscuro. Sono stati gli errori di altri, come successo per Anakin.”
      Ora salvatelo.
      Perché è salvabile, eccome se lo è. Questo film ripete questo concetto, lo rende ancora più evidente. Ho scoperto che c’è gente che è convinta che lui sia irrecuperabile. WHAT?! Ma… Rey, le parole di Luke, le parole di Luke! Se fosse irrecuperabile Luke avrebbe detto quello a Leia prima e a Ben poi? Avrebbe proiettato i dadi? Avrebbe accettato di morire per niente?! E Luke lo sa che probabilmente lo sforzo gli costerà la vita, ma lo fa per salvare il nipote. “Sono qui per affrontarlo.” Fa tutto per Ben! E gli lascia parole di perdono, per scuoterlo ma anche curarne le ferite. Lo avrebbe fatto se fosse irrecuperabile?! Ma poi: Anakin dopo VENTIQUATTRO ANNI è stato redimibile e Ben dopo soli sei non lo sarebbe?! Anakin, che anche tralasciando i 24 anni, ha ucciso i piccoli Padawan del Tempio con la sua spada e, preda della follia del Lato Oscuro, ha aggredito la moglie incinta!
      Ma poi come si fa a pensare che la sua reazione al Millennium Falcon e a Luke sia data dalla sua malvagità? E’ fuori di sé, perché quella è la reazione di qualcuno che è stato ferito e ancora sanguina. Ha paura di Luke e vuole dimenticare il padre, perché gli fa tutto troppo male.
      E’ il massimo dell’umanità. Come aveva detto Adam Driver nelle scorse settimane. La parola che descrive Ben è UMANITA’.

      Scusa il poema!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.