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Recensioni Sleepy Hollow

Sleepy Hollow | Recensione 2×17 – Awakening

Non ci sono parole per descrivere questo penultimo episodio di stagione… solo parolacce per diversi motivi, ma prima di tutto per il modo indecente in cui è stato trattato il personaggio di Katrina! E sì, avevo fiutato che sarebbe finita così, sapevo che la direzione intrapresa era quella, ma in questo episodio i risvolti sono stati a dir poco catastrofici. Non so se è solo la spettatrice che non ha mai totalmente odiato il personaggio di Katrina a parlare o se c’è un minimo di oggettività in ciò che scrivo, ma man mano che negli episodi precedenti vedevo tutto puntare a questo risultato urlavo internamente, rivolgendo gli insulti più pesanti agli autori che, palesemente, non hanno mai saputo cosa fare di questo personaggio e l’hanno sempre relegata ad apparizione eterea da un’altra dimensione prima, a prigioniera di guerra una volta liberata dal Purgatorio e poi, una volta entrata a far parte in maniera regolare del team Witness, a figura incerta e instabile. Le hanno alienato le simpatie residue dei fan irriducibili rinchiudendola in casa a fare la difficile mentre il maritino si ambientava tranquillamente nel mondo moderno e passava serate spensierate con le sorelle Mills. E alla fine questo…

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Mi dispiace ma, mentre all’interno della storia chiaramente non c’è più un motivo valido per difendere le azioni di Katrina da un punto di vista favorevole alla “vittoria dei buoni”, da un punto di vista esterno non posso non biasimare la pigrizia forse, o qualsiasi cosa sia stata quella che ha impedito agli autori di definire meglio questo personaggio, di concederle di esprimere pienamente un potenziale di cui era certamente portatrice, portandola ad essere sempre meno amata dal pubblico e, in pieno stile fanservice marca Fox, a segnare il suo destino: se il personaggio non piace, fa una brutta fine. Il caso non è così drastico visto che a rimetterci le penne in questo episodio non è la signora Crane, ma da un certo punto di vista è come se lo fosse stato: la Katrina che conoscevamo è morta in un batter d’occhio (e anche qui, capisco che la frettolosità di svolgimento degli eventi è uno dei marchi di fabbrica della serie, ma un cambiamento come quello di fazione della strega non può essere così repentino! Se già sospettavamo che Katrina fosse una banderuola ora si è scavata totalmente la fossa della stima del pubblico cambiando idea su temi esistenziali nell’arco di mezzo minuto), e dalle sue ceneri è nato il personaggio che si prospetta essere il nuovo villain per… eh, questo è un bell’interrogativo. SLH_218_Rewrite_30sec_Atag_2500_1280x720_400994371908Perché i risvolti dei minuti finali dell’episodio sono abbastanza succulenti da poter tenere banco per un’intera (ipotetica) terza stagione, ma c’è invece la possibilità che il tutto si risolva nel season finale e il cliffhanger con cui la serie ci abbandonerà fino a un proseguo che deve ancora essere confermato sarà di tutt’altra natura. Se devo dirla tutta, non sapendo ancora cosa ci aspetta nel diciottesimo e ultimo episodio di stagione (stavolta mi rifiuto anch’io di vedere il promo, per evitare eventuali incazzature prima del tempo), io avrei visto benissimo questo finale come una perfetta chiusura di stagione, con Abbie catapultata nel passato e che cercherà di ottenere l’aiuto (e la fiducia) di un Ichabod che ancora non la conosce. Questa inversione di ruoli tra i due Testimoni, ma anche visivamente parlando tutta la scena di Abbie che si risveglia in mezzo a un bosco e, avvicinandosi alla strada, rischia prima di essere investita da una carrozza (richiamando la scena di Ichabod col camion nel pilot) e poi si avvia verso l’ignoto lasciando spazio sullo schermo alla scritta di benvenuto a Sleepy Hollow: un finale di stagione che riflette l’inizio di serie giocando sui parallelismi sarebbe stato un bel tocco a livello di struttura narrativa. Ma bando alle congetture, visto che così non è e ci aspetta ancora un’altra puntata prima di salutare Ichy, Abbie e tutta l’allegra combriccola… un’altra puntata di Dio solo sa cosa, ho paura e non voglio pensarci.

     

Passiamo a parlare del caso della settimana, prima di tornare a Katrina e, soprattutto, a Henry, vero fulcro di tutta questa stagione, motore degli eventi che hanno tenuto impegnati i nostri protagonisti nella prima metà e causa di tutti i mali che gli stessi affronteranno in questo finale. Come anticipato anche dalle immagini dello scorso promo, i rintocchi di una campana simile alla Liberty Bell di Philadelphia (ma comodamente situata in centro città a Sleepy Hollow) sembrano sortire l’effetto di ridurre in una sorta di stato di trance persone random, concedendogli poteri magici come parlare con la voce di gente morta e strangolare persone con la forza del pensiero. Se per un nano-secondo ho pensato che la discriminante fosse che la campana “magica” concedesse poteri malvagi a chi in quel momento provava rabbia per qualche motivo (era l’unico leitmotiv che mi veniva in mente: la donna arrabbiata con il compagno che ha sperperato tutti i loro soldi, il tipo che è quasi stato investito, la ragazza che ha appena perso il padre), presto un’intuizione di Ichabod (che, a proposito, è apparentemente l’autore della crepa sulla VERA Liberty Bell, just so you know) spiega l’arcano: la campana ha il potere di risvegliare i poteri di chi ha sangue stregonesco nelle vene. L’oggetto infatti, forgiato nello stesso luogo in cui è stata data alla luce la Liberty Bell (che, scopriamo, Washington voleva fosse crepata proprio per impedirne un utilizzo simile), ha il potere di incanalare il Rituale del Risveglio: l’Awakening del titolo. Per far in modo che nessuno possa servirsi dell’oggetto in questo modo, niente di più facile: creare esplosivo fatto in casa e ripetere i fuochi d’artificio inscenati da Ichy nel lontano 1773. Peccato che dietro al Rituale ci sia nientemeno che… sì, sempre Henry. Ma questa volta non è solo, perché una volta resosi conto che il suo potere (sangue di strega “diluito” da quello umano di suo padre) non è abbastanza per scatenare l’incantesimo al livello che vorrebbe, torna a chiedere aiuto a sua madre. Il problema è che la prospettiva di ricreare la congrega di cui la strega faceva parte ai suoi tempi non sembra farla inorridire, tutta presa com’è a immaginarsi di nuovo al fianco del figlio che non si è mai perdonata per aver abbandonato e che ha sempre sperato di ritrovare. Qui infilerei un’altra parentesi su quanto abbia trovato insensato mettere in bocca a Katrina quelle parole titubanti sulle intenzioni di Henry per poi farle abbracciare il suo piano in toto senza neanche battere ciglio, ma diventerei ripetitiva quindi sorvolo.
In breve, arriviamo al confronto tra stregoni e Testimoni, o più specificamente tra i coniugi Crane. Che dire? Ichabod che l’ammonisce con un “Be wary: what you say now cannot be unsaid” mi ha fatta fremere, sapevo già dove saremmo andati a parare, e infatti Katrina dà voce a tutte le sue frustrazioni: questo non è il suo tempo, lei non appartiene alla razza umana… né dovrebbe stare al suo fianco. *si apre un buco nero nella mia stanza e risucchia tutti i miei sentimenti*

SleepyHollow_2AWL17_2500_1280x720_400029763986Per gran parte del tempo ho continuato a sperare che ci fosse davvero un incantesimo di Henry a guidare le azioni di sua madre: nulla contro la recitazione della Winter in generale, che soprattutto sul finale ha tirato fuori una bella interpretazione, ma nella scena all’entrata dei tunnel più che una persona che ha avuto un’epifania sembrava fosse ipnotizzata o roba del genere. Purtroppo però quello a cui assistiamo è un vero e proprio cambio di rotta, Ichabod è il primo a riconoscerlo e non ha neanche il tempo per metabolizzare la cosa che si trova già a progettare un diversivo per allontanare moglie e figlio dalla campana, permettendo a Abbie di avvicinarsi. Long story short, un abile gioco di squadra dei due gli permette di liberarsi all’ultimo secondo e dare il colpo di grazia a Henry, che sanguinando per una scheggia in faccia ha dimostrato di non essere più un Cavaliere dell’Apocalisse e di essere tornato mortale. Vediamo quindi Ichabod nuovamente di fronte alla scelta di sacrificare o meno suo figlio, ma stavolta è risoluto e difatti i due Testimoni non falliscono. La morte di Henry mi è sinceramente dispiaciuta, chiamatemi romanticona ma ci tenevo davvero al lieto fine per la famiglia Crane anche se ormai da tempo nutrivo seri dubbi sull’effettiva possibilità che ciò si realizzasse. All’inizio ho colto l’affermazione di Henry “I have no regrets” come il segno che l’uomo non si ravvedesse neanche in punto di morte, continuando a nutrire rancore per entrambi i suoi padri ora che anche Ichabod si era rivoltato contro di lui così come aveva fatto Moloch, chiedendogli un suo sacrificio. E invece il momento in cui i due citano l’Amleto, in ricordo di quelle scene in cui, seppur schierati su fronti diversi, si erano trovati a confrontarsi e avevano scoperto, tra le altre cose, un’affinità riguardante proprio la passione per la letteratura, mi ha toccata moltissimo: è stato probabilmente il momento migliore non solo dell’episodio ma forse uno dei più significativi di tutta la stagione. 206ebbf40c2641d9c123ac6f97ded1b7He was a man taken all in all, I shall not see his like again”, le parole del Principe di Danimarca per descrivere suo padre, e poi finalmente QUELLA parola: “Father”. Nel suo ultimo istante di vita Henry ha riconosciuto Ichabod come suo padre, chiedendo poco prima a sua madre di chiamarlo col nome che lei aveva scelto per lui: alla fine della sua parabola, Henry ha scelto di tornare a essere Jeremy. Mentirei se dicessi che non ho dovuto trattenere una lacrimuccia in tutto questo.

Il problema è ciò che si è verificato dopo. Innanzitutto, premio Capitan Ovvio dell’anno a Ichy che dopo aver permesso alla sua compare di sparare a morte al figlio si rivolge alla moglie con un “Non è colpa tua”. Che tipo di reazione ti aspettavi a questo? Ok, quella di Katrina è comunque esagerata, soprattutto (ripeto) nel contesto di un cambio di rotta avvenuto appena mezza giornata prima. Con mezza parola Henry è riuscito a rivoltarle il mondo intorno come un calzino, e ora Katrina non solo vuole essere Kattiva ma ha anche deciso che l’uomo che ha amato, da cui ha avuto un figlio, che ha salvato da morte certa e per cui è finita in Purgatorio è, in fin dei conti, la causa di tutti i suoi mali. La soluzione sembra semplice: ti ho salvato una volta ma non ripeterò l’errore. Ecco il motivo del salto indietro nel tempo, seguita da Abbie che, in un impulso di adrenalina, le salta dietro e viene trascinata con lei nel time vortex (sì, se Abbie mi tira in ballo Doctor Who a inizio episodio posso farlo anche io nel recap).

Sleepy_jennyIn tutto questo, proprio quando evil!Irving stava per, cito, “diventare un pezzo da museo” grazie al potere pietrificante della testa di gorgone in mano a Jenny (oh, Jenny, superlativa come non mai, bastano pochi minuti a episodio per farmi adorare quella pazza scatenata dal cuore d’oro), lo vediamo espellere del fumo nero (direi “vomitare l’anima” ma sarebbe di pessimo gusto), a testimonianza visiva del fatto che la scomparsa definitiva di Henry ha finalmente messo un punto finale anche al suo tira e molla con la sua parte malvagia e ora è di nuovo se stesso.

Per chiudere in bellezza… no, non c’è modo di chiudere in bellezza. L’unica cosa che mi risolleva il morale (dopo quaranta minuti infarciti dal desiderio di passare un anno sabbatico a prendere lezioni di schiaffeggiamento da tre maestri orientali per poi salire su un aereo, presentarmi agli studios della Fox e prendere pesantemente a sberle quelle menti ottuse che hanno permesso un colpo di testa così ridicolo e uscito fuori dal nulla per il personaggio più bistrattato di questa serie, che ok che tratta di sovrannaturale ma qua siamo proprio ai limiti del ridicolo se vogliono farmi credere che ci sia un meticoloso character development dietro a decisioni che sono palesemente dettate da semplice svogliatezza nel dare spessore a Katrina) è il fatto che Abbie piombata nel passato e pronta a relazionarsi con una diversa versione di Ichabod, e quindi la possibilità di vedere le avventure dei due Testimoni su due piani temporali separati, promette davvero di intrigare e dare al prodotto quella scossa di cui si cominciava a sentire il bisogno.

Ci vediamo fra una settimana per commentare insieme il season finale, di cui vi lascio il promo qui di seguito, fatemi sapere intanto cosa vi è parso di questo “Awakening”. Alla prossima!

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4 comments

Marianna 21 Febbraio 2015 at 00:33

Condivido con te che gli sceneggiatori non abbiano dato molto spazio al personaggio di Katrina, ma se il loro intento era di renderla immensamente fastidiosa ci sono riusciti in pieno. E’ come se non abbiano neanche cercato di inserirla nella storia principale, lei era semplicemente la strega/moglie di Ichabod. Se fosse per me avrebbero potuto farla morire alla fine della prima stagione e sacrificarsi in nome del “bene supremo”. Anche il personaggio di Henry lo hanno fatto durare troppo (senza nulla togliere all’attore che lo interpreta che è bravissimo), capisco la vendetta verso i genitori che lo hanno abbandonato, ma perché perdonare Katrina (colei che lo effettivamente abbandonato) e non Ichabod che non sapeva neanche della sua esistenza?
Abbie nel passato mi piace e non mi piace, è stato sicuramente qualcosa che non mi aspettavo ma non sono circa che sapranno giovarsela bene: incrociamo le dita 🙂

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venereb 21 Febbraio 2015 at 17:26

Anche da persona che non ha mai sopportato il personaggio di Katrina (non posso farci niente, mi è sempre sembrata scontata e fastidiosa), non posso che essere d’accordo con te sulla faccenda del cambio improvviso di direzione: messo in questo modo è sinceramente riduttivo e abbastanza privo di senso. Ci sarebbe potuto stare, e ci sarebbe anche stato bene secondo me, se lo avessero messo come culmine di un certo numero di episodi in cui Henry cerca di convincerla e le fa scoprire il suo lato oscuro, in questo modo avrebbe avuto senso anche il discorso di non sentirsi di appartenere alla specie umana e soprattutto al tempo in cui è stata catapultata e ci sarebbe stato bene anche il suo rivoltarsi contro Ichabod, perchè, se è vero che in passato ha fatto tutto per lui, nel tempo presente a me il loro rapporto ha sempre trasmesso meno di zero e l’ho sempre visto come qualcosa a cui entrambi si attaccavano ricordando cosa aveva rappresentato la loro storia. Infondo hanno passato un bel po’ di tempo a farci vedere quanti problemi ci fossero fra loro e quante cose non dette, mentre nel passato è palese che si amassero davvero secondo me nel presente si percepiva una totale mancanza di affiatamento, sembrava che entrambi stessero insieme più per dovere che per altro. Poi è abbastanza evidente come Ichabod abbia imparato a rapportarsi col mondo moderno, mentre Katrina si sia sempre rifiutata di farlo perchè troppo legata al rimpianto di quello che era stato e alla perdita del figlio, quindi una loro rottura e un cambiamento di parte di Katrina secondo sarebbe un ottimo spunto di trama, non fosse che lo hanno buttato lì dal nulla rendendolo abbastanza poco significativo.
L’espediente del viaggio nel tempo di Abbie invece mi incuriosisce molto, spero che riescano a sfruttarlo adeguatamente e non lo risolvano invece come se niente fosse come hanno fatto con un sacco di altre cose in questa stagione. Personalmente dopo aver visto questa puntata spero in una terza stagione, perchè comunque la prima mi era piaciuta molto e, nonostante il deciso calo della seconda, mi sembra di vedere degli spunti accettabili per rendere interessante la prossima. Nel frattempo aspetto di vedere il finale per esprimere un giudizio definitivo.

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Ca7 22 Febbraio 2015 at 13:31

Ecco, questo è stato l’episodio che più temevo di vedere poichè ciò che sospettavo fin dall’inizio della stagione si è avverato, cioè Henry che riesce a portare Katrina dalla parte del male. E’ prevalso il senso materno e l’espiazione di una colpa per ribaltare di netto il suo personaggio e infliggere dolore a noi suoi pochi sostenitori. Concordo con te nel dire che è stato fatto tutto frettolosamente e come te speravo anche in qualche incantesimo da parte di Henry che la controllasse, invece niente. Katrina ha scelto di avvolgere la sua anima dark e sinceramente ciò che mi ha fatto imprecare di più è stato il suo scagliarsi contro Ichabod in quel modo, come se non fossero mai stati sposati, come se non lo avesse mai amato. Lo trovo ingiusto non tanto per il fandom che sostiene la coppia, ma proprio per la loro storia. Mi trovo d’accordo con te anche sulla piega presa nel finale in cui abbiamo visto Abbie catapultata nel passato che poteva benissimo essere un season finale e a prescindere da come finirà questa seconda stagione, è stata una bella trovata per la trama. E poi, vabbè, mi dispiace per la dipartita di Henry non tanto per lui ma più perchè probabilmente l’Egregio John Noble ha concluso la sua avventura a Sleepy Hollow 🙁

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JB 25 Febbraio 2015 at 22:29

Ho la brutta sensazione che nel season finale risolveranno tutto alla leggera, con Abbie che riesce a far rinsavire Katrina e a convincerla a tornare indietro… magari a poco prima dello sparo ad Henry. Una terza stagione ambientata tra passato e futuro, o solo nel passato, decidendo di cambiare radicalmente il tono dello show, è qualcosa che va troppo in là per la Fox e i suoi dirigenti inclini allo stile procedurale. :-/

Comunque, a cosa cavolo serve rimettere in piedi una confraternita di stregoni? Sopratutto se questi sono all’oscuro di esserlo e non preparati a gestire le proprie doti magiche?

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