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Recensioni Sleepy Hollow

Sleepy Hollow | Recensione 2×10 – Magnum Opus

Who am I?

La domanda esistenziale per eccellenza, che Ichabod pone a inizio episodio giocando a Heads up!, sarà in realtà il motivo portante di questa prima parte di midseason finale, che contrariamente agli episodi precedenti non è completamente autoconclusivo ma serve principalmente lo scopo di preparare il campo per ciò che vedremo nell’ultimo episodio prima della pausa di ben 5 settimane. Scoprire la propria vera identità o perire nel tentativo di vedere, questo è quello che annuncia la profezia che guida le azioni dei nostri due testimoni in questo episodio in cui c’è davvero di tutto: introspezione, azione e combattimenti all’arma bianca, caccia al tesoro (ok, questa parte forse è stata un po’ posticcia ma ha comunque servito il suo scopo), richiami biblici, riferimenti storici e mitologia greca (e se vi è capitato di leggere un paio degli ultimi recap di Orphan Black probabilmente sapete già quanto quest’ultima mi appassioni). Solo nei primi minuti dell’episodio, prima degli opening credits, quando in genere ci viene giusto presentato il caso della settimana, siamo stati bombardati da così tante informazioni che ho dovuto mettere un secondo in pausa per fare mente locale…

Previously on Sleepy Hollow: mamma Mills, prima di scomparire, confida ad Abbie che nel diario ritrovato, appartenuto alla loro antenata Grace Dixon, sono contenute le informazioni per recuperare un’arma che può distruggere Moloch. Troviamo quindi Abbie e un Ichabod di nuovo in perfetta forma (e come promesso “there will be hell to pay”…letteralmente!) intenti a trovare una risposta. La breve interruzione da parte di Katrina che riesce a comunicare con loro attraverso il collaudato trucco dello specchio serve solo a rilanciare lo sprint di Ichabod e a fargli fare avere qualche brillante intuizione riguardo i messaggi segreti contenuti nel diario… ah già, e a permettere a Henry di assistere a tutto ciò. Katrina mia, io cerco sempre di difenderti e lo sai, ma come posso girarmi dall’altra parte e dire che non è colpa tua quando, dopo settimane che vivi col tuo malefico figlio, ancora non sospetti che qualunque cosa pensi di essere riuscita a ottenere via sotterfugio in realtà è lui che sta un passo avanti e voleva che facessi proprio quella cosa? È un sin eater, e ovviamente rileva il “peccato” di sua madre solo toccando la cornice dello specchio, ascoltando le parole che Ichabod le aveva confidato poco prima. Per un attimo ho sperato che la cosa finisse lì, che il potere di Henry gli permettesse solo di riascoltare la conversazione tra i suoi genitori, e invece era proprio riuscito a ristabilire il contatto con gli archivi in cui Ichabod, un’intuizione dopo l’altra, è riuscito a risalire alla spada di Matusalemme, l’arma che devono cercare. Per non sporcarsi le mani in prima persona, Henry fa il solito bulletto con Abraham e manda lui a recuperare la spada prima dei testimoni, fregandosene del fatto che sta per fare giorno e sappiamo tutti che tipo di effetto questo ha sul Cavaliere della Morte. Ma l’entrata in scena di Abraham costituisce finalmente la base per uno scontro faccia a… ologramma?… con Ichabod. Scontro che sarà poi il fulcro dell’intero viaggio di scoperta di sé che Ichabod, come detto all’inizio, intraprenderà in questo episodio.

Entrambi i testimoni hanno già affrontato questo nodo, Abbie in particolare nello scorso episodio, in cui si chiedeva perché proprio lei è stata destinata a questo compito: in questo ha l’ulteriore conferma che la sua famiglia è legata a questa missione da tempo immemore, e questo la preoccupa (giustamente), perché il destino potrebbe portarla ad avere successo dove chi l’ha preceduta ha fallito così come a seguire la strada della morte prematura. Ma, come più volte ci è stato ripetuto nel corso di questa serie finora, Abbie e Ichabod possono sperare di ottenere qualcosa che nessuno prima poteva ottenere perché sono più forti, e la loro forza è ovviamente nell’essere in due, così come sottolinea la scena finale con le torce, che consente il recupero della spada (sequenza questa molto alla Excalibur, ma vabbè…).

Dei due però è ovviamente Ichabod quello su cui mi sento di soffermarmi di più, perché dalla domanda “chi sono?” seguita dal primo incontro con il Cavaliere Senza Testa Ichabod giunge a una conclusione: di non sapere chi è realmente perché tutto quello che è diventato lo è diventato, paradossalmente, proprio grazie a quello che ora è il loro mortale nemico. Abraham ha delineato apparentemente molte delle scelte passate di Ichabod, tra le più importanti della sua vita, come iniziare una nuova vita nel Nuovo Mondo.
È interessante, a questo proposito, come durante lo scontro tra i due Abraham accusi Ichabod dello stesso: rivendica il suo ruolo di “eroe” e non “cattivo” della storia, e attribuisce a Ichabod la responsabilità per tutto ciò che è diventato. Questi due personaggi sono da sempre strettamente legati e mi sorprende che abbiano aspettato così tanto per metterli finalmente di fronte l’uno all’altro (entrambi con la possibilità di parlare intendo, visto che finora solo Henry e Katrina riuscivano a vedere la testa di Abraham) per un confronto aperto. La scena del combattimento mi è piaciuta moltissimo, ma è stata un ottimo snodo anche a livello narrativo, con i due duellanti che prima vedono l’uno nell’altro la persona che ha delineato il proprio essere, poi si rendono gradualmente conto di quanto invece ciò che sono è dipeso direttamente da loro stessi: ribattendo a Abraham che quello che è diventato è stato solo frutto delle sue scelte (scegliere di diventare un Cavaliere dell’Apocalisse e di servire Moloch), Ichabod si rende conto, e Abbie glielo confermerà in seguito, che anche lui, in definitiva, ha preso le proprie decisioni autonomamente. È bello che in una serie come questa, in cui si parla molto di destino, ci si ricordi anche del libero arbitrio e si sottolinei come Abbie e Ichabod sono arrivati dove sono forse perlopiù per via di scelte e spinte esterne, ma in parte anche perché hanno fatto le loro scelte autonomamente.

Identità, scelte e destino, ma anche il vedere (il non poter vedere il proprio nemico, la Gorgone, che può pietrificare con uno sguardo, il vedere se stessi in un riflesso d’acqua così come nello specchio ecc.) sono i temi ricorrenti in questo episodio che decide di non perdere tempo in preamboli e si lancia in corsa dai primi minuti, tenendoci incollati tutto il tempo così tanto che le poche deviazioni dal filone principale, nella forma del tentativo di Jenny di portare Irving oltre il confine canadese, risultano meno avvincenti di quanto dovrebbero (e sapete quanto sia interessata a vedere questi due personaggi più coinvolti nella trama, ma in questo episodio il minutaggio a loro dedicato…non so, forse era solo mal distribuito, ma l’ho percepito come brusche interruzioni in un intreccio saldo).

Considerazioni sparse:

– Alla prima comparsa del Cavaliere Senza Testa non ho provato un senso di angoscia, il che suppongo sia un male e darei la colpa alla sensazione che ho avuto nei primi episodi di questa stagione, quando si è fatta la scelta di dare un volto e una voce a Morte, e mi sono detta che il (seppur giusto) desiderio di umanizzare e dare una motivazione pseudo-razionale alle azioni di Abraham avrebbero finito con il demistificare la figura del Cavaliere e renderla meno minacciosa. Così è stato, almeno per me: ricordo la prima comparsa nel pilot, il modo in cui ha inaspettatamente decapitato lo sceriffo Corbin, gli occhi sbarrati con cui ho seguito gran parte delle scene con questo personaggio: lo adoravo, era perfetto! Ora invece trovo il suo ruolo di villain notevolmente ridimensionato: la sua rivalità con Ichabod rimane un punto fermo e sicuramente un rapporto di grande rilevanza all’interno della trama, ma come nemico a livello più universale trovo abbia perso quel fascino misterioso che lo caratterizzava nella scorsa stagione;

– Come al solito quello che mi sento di criticare in Sleepy Hollow è l’abuso di flash-spiegoni che sembrano tenderci la manina e portarci a fare il punto della situazione come se fossimo incapaci di farlo da soli. Nello specifico, Abbie e Ichabod che spiegano punto per punto ad alta voce il loro piano di far combattere Morte contro la gorgone per distrarli e potersi introdurre nella caverna alle loro spalle era francamente di troppo: il piano era chiaro come il sole anche senza che ci facessero un disegnino, tra l’altro quando stanno già aspettando l’arrivo del Cavaliere e quindi presumibilmente sono arrivati a delineare quel piano già ore prima. Ma vabbè, ci sto facendo il callo ormai…;

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– L’introduzione della gorgone è stato un gran tocco, soprattutto perché visivamente non era niente male. A tratti ho avuto l’impressione che si stesse buttando troppa roba nel calderone (gorgoni, spade magiche, libri di origine ebraica, uroboro), più del solito, e nella sequenza della caverna si possono sicuramente trovare punti che fanno storcere il naso (scelta comoda permettere a Ichabod di vedere la testa di Abraham solo DOPO che questo ha ucciso la gorgone), ma nel complesso trovo che la trama abbia proceduto in maniera piuttosto organica e con il classico spirito “sleepyhollowiano” che ci ha fatto appassionare della serie.

Migliore battuta dell’episodio:

Best Ichy moments:

– “You’re telling me you knew exactly when the sun would rise? Did you read the stars or something?” – “You installed a weather application for me. It also foretells a 15% chance of precipitation“. Quando smartphone e app ormai non hanno più segreti…

– Ovviamente l’invettiva della settimana, contro l’opinione comune secondo cui Washington non poteva mentire (chi l’ha conosciuto di persona la pensa diversamente):

-1 alla pausa invernale, come la state vivendo? Quali sono le vostre aspettative? Nell’attesa vi lascio come al solito con il promo, giusto per aumentare l’hype, aspetto i vostri pareri sull’episodio di questa settimana nei commenti e, per rimanere sempre aggiornati sulla serie, vi ricordo di passare dai nostri amici di:

Sleepy Hollow Italia ϟ Prima pagina italiana

Sleepy Hollow Italia

Alla prossima!

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1 comment

Federicuccia 27 Novembre 2014 at 11:14

un appunto per abraham cavaliere della morte; ma davvero stai facendo tutto questo macello per katrina?!? perché così sarà tua moglie e starete insieme quando l’inferno arriverà sulla Terra…seriously?!?
la guerra di Troia mica l’hanno scatenata per la regina Elena eh!! citando damon salvatore “se devi fare il cattivo almeno fallo con un proposito”, dai abraham su!!!!
ogni volta che parlava di lui e katrina insieme avrei voluto ridergli in faccia! non si possono più sentire motivazioni del genere ma che razza di cavaliere dell’apocalisse sei??

su henry penso valga la stessa cosa di rumple in once upon a time; ammesso anche ci sia un barlume di buono in lui, non si merita la redenzione! ha combinato troppi casini ultimo voler riportare moloch sulla Terra. se deve essere il villain allora che resti villain! ma ripeto la redenzione è fuori discussione sia con henry che ormai anche con abraham!

ciao alla prossima ^.^

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