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Recensioni Sleepy Hollow

Sleepy Hollow | Recensione 2×06 – And the Abyss Gazes Back

Those who fight monsters should see to it that in the process they do not become one. When one gazes long enough into the abyss… the abyss gazes back.

Ho voluto aprire il recap di questa settimana proprio con il confronto tra Henry e l’ex capitano Irving perché l’ho trovato uno dei momenti più intensi di questo episodio, che comunque ho trovato coinvolgente sotto molti punti di vista. Quello che a prima vista sembrava essersi aperto come un episodio tutto sommato nella media si è rapidamente trasformato in quaranta minuti di ottimo intrattenimento grazie a un buon avanzamento della trama orizzontale, a un demone della settimana che ha messo in gioco molto più della solita lotta good vs evil e a un intreccio che ha finalmente portato molti fili finora tessuti separatamente a intrecciarsi. Ma andiamo per gradi…

hollow

Come preannunciato, ho trovato la sottotrama centrata su Irving la punta di diamante di un già buonissimo episodio: questo personaggio, sebbene spesso tenuto in seconda linea, sta dimostrando di avere (come dicevo anche di Katrina la scorsa settimana) un enorme bagaglio sulle spalle di cui abbiamo appena iniziato a intravedere la forma, e ciò che Henry gli propone in questo episodio lo pone di fronte a un bivio morale davvero significativo: riavere la propria anima in cambio di un’altra, ma non una qualsiasi, non quella di un “innocente”, bensì quella dell’uomo che ha investito la piccola Macy condannandola a una vita sulla sedia a rotelle. Un evento che ha distrutto Irving come padre, che ne ha minato il matrimonio, e quando lo vediamo faccia a faccia con l’uomo in cui vorrebbe solo scorgere una punta di rimorso, per convincersi che in fondo merita di vivere come chiunque altro, tutto questo subbuglio interiore gli emerge nello sguardo. L’incorruttibile poliziotto lascia spazio al padre di famiglia che brama vendetta e ammette di aver spesso sperato di trovare una scusa per poterlo uccidere con le sue mani… ora ce l’avrebbe, barattare la sua anima con quella di un uomo che è stato la causa di gran parte dei dolori suoi e della sua famiglia, un uomo che dimostra un egoismo smisurato e che avrei personalmente preso a calci se solo l’avessi avuto a portata di tiro nell’affermare che investire la bambina ha rovinato la sua di vita (are you f***ing kidding me?!?)… Eppure Irving desiste all’ultimo, capisce che usarlo come “arma” è proprio quello che Henry vuole, e decide infine di chiedere aiuto alle uniche persone a cui sa di poter confidare il suo problema e di cui si fida, e chiama Abbie. Sleepy-Hollow-2x06-recapHo apprezzato molto la messa in scena della lotta interiore di questo personaggio, di cui osserviamo aspetti più profondi, così come sono felice che finalmente abbia deciso di condividere questo peso con i suoi alleati (mi chiedevo anzi perché non avesse ancora rivelato loro del contratto), chiedendo loro aiuto. E che dire del solito immenso John Noble, mefistofelico come mai alle prese prima con il suo “nuovo acquisto” e poi intento a smentire nei soliti minuti finali a lui dedicati le parole di Ichabod che sentiamo in sottofondo: come Abbie con Joe Corbin, Ichabod è convinto che Katrina abbia ragione a credere che ci sia ancora del buono da salvare nel loro figlio, peccato che proprio in quel momento l’uomo stia utilizzando il potente veleno appena procuratosi contro sua madre!

Parliamo proprio di Ichabod e Abbie e di come il caso della settimana li abbia toccati entrambi in maniera speculare: il ragazzo che i due incontrano a inizio episodio, intento in una classica scazzottata da bar, si rivela essere il figlio del defunto sceriffo Corbin (che è stato un piacere rivedere in flashback), che porta in città guai ben più pesanti delle risse tra gente alticcia. Dopo una serie di sfortunati eventi che lo riguardano ma da cui il ragazzo emerge sempre illeso mentre tutti quelli che aveva intorno vengono ritrovati letteralmente sventrati, Ichabod e Abbie riescono a risalire alla verità sul suo conto: unnamed3-600x372grazie ai soliti aneddoti su personaggi risalenti alla sua epoca, Ichabod riconosce nella bestia intravista mentre correvano nel punto in cui era stata segnalata un’emergenza una comparsa fuggita dal set di True Detective un mostro appartenente alla tradizione dei Nativi Americani noto come Wendigo. E i due Testimoni ci mettono poco a collegare i puntini, visto che una situazione simile si era verificata in Afghanistan, colpendo il plotone di cui faceva parte il giovane Corbin: l’individuo maledetto che si trasforma in Wendigo alla vista (o al sentore) del sangue è proprio il ragazzo. Viene radunato il team al completo, con anche Jenny e Hawley (quest’ultimo sempre più evidentemente interessato alla sorella maggiore, mentre Jenny è chiaramente attratta da lui…sento puzza di soap lontano un miglio. Mah, speriamo bene…), per cercare una cura per Joe, e le cose si complicano quando non solo i nostri si rendono conto che la maledizione gli è stata lanciata proprio da Henry (una lettera ricoperta di polvere bianca? No, non è quello che pensate… è molto peggio! Ossa umane sbriciolate: ecco svelato l’intento del Sin Eater al termine dell’episodio “Go Where I Send Thee”), ma scoprono un risvolto non di poco conto della maledizione: a Joe sono concesse quattro trasformazioni, come le quattro stagioni, e l’ultima sarà irreversibile. Scopriamo che l’obiettivo di Henry era ottenere dal ragazzo un manufatto che il padre gli aveva lasciato in eredità, una sostanza che Ichabod identifica come jincan (un potente veleno proveniente dalla tradizione cinese). Una volta riuscito a mettervi le mani sopra, lascia il povero Joe senza la cura promessa ma con una ferita al braccio che gli scatena l’ultima trasformazione. Per fortuna nel frattempo Ichabod e Hawley avevano preso contatti con degli uomini dalle origini Shawnee, che rivelano loro un modo che la tribù di Nativi aveva sviluppato per liberare un individuo dalla maledizione del Windigo. tumblr_ne7lcolw411qcntk9o1_500L’incantesimo riesce (io ho sicuramente dei seri problemi, ma trovo che Ichabod che recita litanie in lingue sconosciute abbia un certo fascino… sorvolando sul fatto che quell’uomo avrebbe fascino anche dopo un bagno nel vomito di capra aliena, ma questo è un altro discorso), anche grazie all’insistenza di Abbie, che chiede tempo e non vuole rassegnarsi al fatto che sia troppo tardi per invertire l’incantesimo e salvare il suo amico. Per un nano-secondo ho anche creduto che in effetti questa volta Sleepy Hollow ci stesse regalando un non lieto fine, invece Joe Corbin si riprende. Vista la scelta di tenerlo in vita, speravo che gli autori avessero in mente di farlo unire alla banda come degno erede di suo padre, trovo che sarebbe stato un acquisto interessante, e invece sceglie di perseguire la carriera che avrebbe reso fiero suo padre.

Come dicevo, il caso ha toccato corde sensibili di entrambi i nostri protagonisti: Abbie in quanto legata al ragazzo da amicizia (inizialmente non ricambiata per via della gelosia che Joe ha provato da giovane nel vedersi portato via suo padre dalla ragazza che questo aveva “adottato” per cercare di rimetterla in carreggiata… e sì, ho passato metà dell’episodio a farmi il conto degli anni per capire come Abbie, con quel viso da ragazzina, avesse potuto fare da baby-sitter a uno che dimostra la sua stessa età), ma anche per via del ricordo che la lega al defunto sceriffo Corbin, più di un mentore per lei, un vero e proprio surrogato di figura paterna; Ichabod in quanto ispirato dalla conversazione che ha col ragazzo intrappolato nella cella massonica: Joe non ha mai avuto un rapporto particolarmente roseo col padre, addirittura ammette di essersi arruolato in un disperato tentativo di attirarne l’attenzione, e suggerisce a Ichabod, se pensa di voler ancora bene a Henry nonostante tutto, di non tenerselo per sé e dirglielo. La perseveranza di Abbie nel cercare di salvare un ormai apparentemente perduto Joe è poi la pietra finale nella crescente convinzione di Ichabod di poter e voler redimere suo figlio. Figlio che, come detto più su, sta facendo progetti tutt’altro che innocenti che coinvolgono sua madre in maniera abbastanza sinistra (come anche il promo del prossimo episodio fa presagire).

 

In sostanza, credo di aver trovato in questo episodio elementi validi per classificarlo come il migliore di questa stagione finora: le dinamiche collettive, il portare diverse storyline a intrecciarsi nuovamente dopo diversi episodi di sviluppi paralleli semi-isolati, il vedere un granello alla volta il malvagio disegno di Henry prendere forma e chiederci dove voglia arrivare, il mettere in ballo sentimenti analoghi di Ichabod e di Abbie per rapportarsi al caso della settimana e lanciare uno spunto decisamente intrigante per gli sviluppi nel prossimo episodio sono stati orchestrati magistralmente, tenendo sempre la tensione alta e gli occhi incollati allo schermo. Non sono mancati ovviamente anche i momenti più leggeri, come la lezione di yoga a inizio episodio (e Ichabod che ha problemi con la parola “sedere” oltre che ad ammettere di essere “incazzato” per la storia di Katrina e Mary). Alcune delle battute migliori restano comunque quelle di Hawley Courdileone:

  

Note sparse:

– Il personaggio storico menzionato in questo episodio è Daniel Boone, famoso non solo per il cappello di procione con cui lo identifica Abbie ma soprattutto, come lo stesso Ichabod ricorda, per il suo ruolo come uomo di frontiera ed esploratore delle terre oltre i monti Appalachi, in particolare dell’attuale Kentucky. Nel corso della Guerra di Indipendenza è stato realmente catturato (e in seguito accolto) da una tribù di Nativi Shawnee.
– Uno dei fratelli di Daniel Boone si chiamava veramente Squire ed è anche lui piuttosto famoso (sebbene non quanto il fratello) come pioniere. Ovviamente tutto il resto sul suo conto è stato inventato appositamente per la trama dell’episodio.
– In questo episodio, oltre alla storia americana, si torna a pescare dalla mitologia dei Nativi come nella 1×03 “For the Triumph of Evil…”, con la differenza che allora la presunta versione Mohawk del Sandman era stata inventata ad arte, mente in questo caso la maledizione del Wendigo appartiene realmente alla tradizione degli Algonchini e riguarda proprio una figura demoniaca che si credeva si originasse dalla pratica disumana del cannibalismo.
– La citazione parafrasata da Henry, parte di cui dà il titolo all’episodio, appartiene a Nietzsche, dal libro “Al di là del bene e del male”, ed è un topos alquanto diffuso in letteratura, al cinema e in tv.

Per la rubrica “Ichabod e il mondo moderno”, in questa puntata Ichy scopre l’etilometro

e il magico mondo dei videogiochi online.

ps: ChiefWiggum49 e Haloismybitch12… muoio!

Come sempre vi ricordo, per rimanere sempre aggiornati sulla serie, di fare un salto dai nostri amici alle pagine:

Sleepy Hollow Italia

Sleepy Hollow Italia ϟ Prima pagina italiana

Vi invito come al solito a dirmi la vostra nei commenti e vi lascio con il promo del settimo episodio. Alla prossima!

Piccolo OT (ma neanche troppo): in settimana Tom Mison ha fatto diverse ospitate in famosi show americani, il 29 mattina ha partecipato al Today Show della NBC mentre martedì notte è stato ospite al Late Show with David Letterman. Se vi va, ecco un estratto della sua intervista in quest’ultimo:

http://www.youtube.com/watch?v=S4qjVknSdy4

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LuigiT

5 comments

Alice_in_seriesland 30 Ottobre 2014 at 12:08

AHAHAHAHAHAHAHA Il vomito di capra aliena mi ha stesa!!!! Comunque concordo! 😀 Pure io ho fatto i calcoli per capire come cacchio abbia fatto Abbie a fare da babysitter a uno che sembra più vecchio di lei ma vabbè. Episodio fantastico, il finale mi ha lasciato a bocca aperta. Mica me la faranno morire Katrina, vero? VERO? Quando il veleno ha preso la forma di ragno ho chiuso gli occhi per preservare la mia sopravvivenza ma mi sembra sia alquanto spacciata 🙁 Henry sembra veramente andato, sto perdendo le mie speranze di un happy ending padre/figlio, (magari grazie a un incantesimo che lo ritrasforma in bambino? Boh, scusa, è il delirio di una adepta della dottrina “Ichabod deve essere felice for ever and ever”, da me appena fondata 😀 ). Complimenti per la recensione, come sempre!! PS: credo che nei miei sottotitoli ci sia qualche imprecisione nella traduzione, quindi era “sedere” la parola che dice Abbie a Ichabod durante lo Yoga? Tu che sei del mestiere, illuminami perchè non si capiva nulla dai sub! 😀

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Ale
Ale 30 Ottobre 2014 at 22:56

Ahahah Futurama è sempre un’ottima fonte di metafore xD A parte scherzi, anche per me e il mio folle desiderio di redenzione di Henry gli ultimi minuti di questo episodio sono stati un duro colpo, la vedo proprio dura con Henry… Ma mai dire mai, continuiamo a sperare. Grazie mille per il commento e i complimenti, alla prossima 😉
ps: non ci crederai ma quando ho visto il ragno anche io ho pensato “Se Tania sta guardando non le piacerà affatto”…noi gente con fobie pesanti ci capiamo sempre tra di noi!
pps: sì, la parola che usa Abbie è “buns” (che sarebbe “chiappe”, ma per quanto ne so io non è particolarmente volgare…Ichy che si scandalizza per così poco xD)

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Federicuccia 30 Ottobre 2014 at 12:48

ottima recensione ^-^

balla coi wendigo ahahahahah troppo bella e comunque era più “carino” quello di supernatural!
il promo della prox non promette bene infatti per katrina o.O e non è affatto un caso che proprio mentre ichabod dice ad abbie che suo figlio può essere ancora salvato, vediamo henry che ancora una volta si diverte a tormentare sua madre, l’hanno impostata come a voler smentire le parole di ichabod.
e un piccolo appunto; ichabod fa il paragone con joe che è stato salvato da abbie perché non ha mai smesso di credere in lui, quindi ichy in questo contesto ha un barlume di speranza nella redenzione di henry, ma la situazione è del tutto diversa…mi spiego joe corbin è stato maledetto da henry con la polvere delle ossa usate dal pifferaio demoniaco, non l’ha scelto lui di essere un wendigo e sventrare le persone! mentre henry non penso abbia subìto una lavaggio del cervello da moloch, ha scelto lui di essere un cavaliere dell’apocalisse e di portare l’inferno sulla terra, e nel frattempo perché no far soffrire i suoi genitori! e se ichabod vuole salvare henry perché ovvio è il padre, perché non voler tentare anche con abraham? ok non è suo figlio o un parente, però ha sempre fatto parte della sua vita, sono stati amici.
quello che voglio dire è che se ci fosse davvero una possibilità di redenzione per henry l’unica via sarebbe la morte, non vorrei essere drastica ma è la mia opinione.

ichabod alla prese con la modernità sono le chicche di questo tf!! danno un tono “leggero” alle puntate che non guasta mai ^-^ ah e non pronunciate più le parole yoga o sedere in sua presenza 😀 😀

P.S. sinceramente non mi capacito del calo negli ascolti rispetto alla s1! alla prossima 😉

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Alice_in_seriesland 30 Ottobre 2014 at 14:15

Secondo me anche il povero Henry ha dei motivi per essere incavolato. Se gli esseri “umani” non l’avessero preso e rinchiuso sotto terra per 2 secoli, non credo si sarebbe consegnato a Moloch spontaneamente. Era un ragazzino e visto che Moloch lo liberò, nella sua testa, è il suo “salvatore”. Ha vissuto un’esperienza che rischierebbe di far impazzire chiunque e visto che l’ha vissuta per “colpa” dei suoi genitori li odia profondamente. Almeno così la vedo, io. Sono un’inguaribile ottimista 🙂

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Ale
Ale 30 Ottobre 2014 at 23:14

Grazie mille Fede 😀
Guarda non dirlo a me, sto trovando questa stagione perfettamente in linea con la scorsa e in alcuni punti forse ancora migliore, quindi l’unica spiegazione è che, con la diffusione di quegli attrezzi per registrare i programmi, la gente magari si veda la concorrenza in diretta e SH in un secondo momento. Comunque mi auguro che il network prenda in considerazione anche questi di dati, anche perché (speriamo di non parlare troppo presto) era stata divulgata la notizia che ci fossero buone possibilità per un rinnovo…speriamo, ho bisogno di Ichabod per ben più di due misere stagioni!! xD
Riguardo quanto detto su Henry, hai perfettamente ragione a dire che in teoria le due situazioni di Ichabod e Abbie non potrebbero essere paragonate per via delle diverse situazioni che hanno portato rispettivamente Henry e Joe a diventare dei mostri, ma ho visto le due situazioni come speculari per via del rapporto padre-figlio dei Corbin che Joe ha portato alla luce con Ichabod durante una loro conversazione, e che l’ha fatto ragionare sul suo rapporto con suo figlio. Assistere alla scelta di Abbie di perseverare con Joe è stato soltanto un qualcosa in più per consolidare la sua convinzione, ma come padre che vuole ancora (magari invano) credere nella possibilità di redimere suo figlio credo che in realtà quella scelta l’avesse già mezza maturata già da prima… ora sono curiosa di vedere le reazioni alla scoperta di quello che sta accadendo a Katrina. Prevedo una doccia fredda per il povero Ichy 🙁
Su Henry in particolare però devo spezzare una lancia: come già detto da Tania è stato il trattamento ricevuto dalla razza umana che l’ha portato a essere quello che è e a scegliere di allearsi con Moloch: come detto da lui nello scorso finale di stagione, non avendo mai conosciuto i suoi genitori ha visto nel demone una figura paterna, lo considera un padre a tutti gli effetti e gli è devoto come tale. Quindi in parte possiamo dire che anche Henry non si è scelto il suo destino totalmente di propria volontà, anche se di certo è stato un cambiamento più consapevole di quello che il povero Joe si è beccato all’improvviso tra capo e collo…

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