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Skam (IT) – Pensavo peggio, e invece…

Partiamo dal presupposto fondamentale, senza il quale questo articolo non avrebbe senso, che “Skam” è una delle serie migliori, nel suo genere, che abbia visto negli ultimi anni, mi ha colpito come un fulmine e mi ha fatto pensare che non ci sarebbe mai stato nulla di equiparabile. Questo è il motivo per cui, alla notizia dei vari remake, la mia reazione è stata un gigantesco e colossale NO. “Skam” ha avuto una poesia e una delicatezza inimitabili nel raccontare la vita comune e gli attuali problemi degli adolescenti, senza lo sfarzo e l’esagerazione dei teen drama americani e senza vergogna nell’esporre la sua semplicità.

In questo contesto ovviamente “Skam IT” partiva in una brutta posizione e, per tanti versi, non è riuscita a recuperare lo svantaggio, però – e questo però per me è stata una grande sorpresa – il risultato finale è stato buono. Faccio ammenda e ammetto che, dopo un pilot in cui volevo solo rimuovere dalla mia memoria ciò che avevo visto, mi sono ricreduta.

Io francamente non ricordo un’altra serie italiana che parli di adolescenti e che abbia per protagonisti degli adolescenti, che racconti le loro vite anche lontano dai banchi di scuola e, soprattutto, non solo come contorno o accompagnamento alle storie  degli adulti. “Skam IT” è riuscito invece nell’impresa, senza scivolare nella banalità dello stereotipo dell’adolescente che sa dire solo “bella zio”. Ovvio che c’è anche questo, c’è lo slang come c’è la leggerezza di quegli anni, perché va tanto di moda fare gli intellettualoidi che a 15 anni avevano già letto l’opera omnia di Dostoevskij, ma è molto più realistico mostrare dei ragazzini per cui tutto il mondo ruota attorno alla prima cotta o alle serate al baretto. È mancato ovviamente l’effetto sorpresa, dal momento che, in quanto remake, la storia ha seguito passo passo lo schema dell’originale, riprendendo intere scene e scambi di battute, però il tutto è stato comunque godibile.

Questa serie potrebbe aver aperto le porte al genere teen in Italia e lo ha fatto in modo estremamente intelligente, basandosi su un prodotto di qualità e già di successo e creando (come era stato per l’originale) un forte legame con il pubblico.

Adattare un prodotto come “Skam”, così radicato nella cultura norvegese, al contesto italiano non era facile, e in alcuni casi il lavoro non è stato eccelso: la questione Russ, ad esempio, è stata totalmente estromessa rendendo molto più vuota la connessione tra le ragazze – certo l’adattamento in questo caso era praticamente impossibile, però si poteva fare uno sforzo maggiore – e alcuni personaggi hanno perso molta della loro forte caratterizzazione originale. Si poteva fare di più, si può sempre fare di più, però come inizio possiamo accontentarci e sperare di migliorare.

Già il fatto che si voglia incentrare la seconda stagione su Martino/Isak, giocando subito la carta del tema scottante dell’omosessualità e saltando a piè pari la storia di Noora e William, mi farebbe venir voglia di ritrattare quanto appena scritto, ma continuo a concedere il beneficio del dubbio sperando che non si ricada tristemente nei soliti stereotipi.

Continuo a credere che “Skam IT” non possa reggere il confronto con l’originale, così come nessuno dei remake internazionali ma, considerato a sé, rimane senza dubbio una buona serie che ha portato senza dubbio una ventata d’aria fresca nel panorama delle serie tv made in Italy.

Per seguire tutti gli aggiornamenti su “Skam” e “Skam IT” continuate a seguire la pagina dedicata alla serie

SKAM ITALIA

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