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Rubriche & Esclusive Ship Addicted

Ship Addicted | One True Love #15 – Merthur

-I could take you apart with one blow.
-I could take you apart with less than that.

E quello, signore e signori, é stato il momento in cui ho messo in pausa la puntata, fatto un lungo sospiro e capito di aver trovato l’ennesima coppia che mi avrebbe rovinato la vita. Cosa che puntualmente non ha mancato di fare, essendo tra le altre cose uno show della BBC – e quindi sinonimo di ‘mai una gioia’. Ebbene sì, prima Sherlock e John, c’erano loro: Merlin e Arthur. Amichevolmente conosciuti da coloro ai quali hanno brutalmente strappato il cuore come Merthur.

Nella mia modesta e assolutamente discutibile opinione, i Merthur sono nell’olimpo di quelle coppie, assieme alla Destiel e alla Johnlock, che sono teoricamente fanon ma praticamente canon, perché anche senza la vera e propria scena che conferma il tutto, gli sguardi, le scene e le emozioni sono lì, talmente palesi che é impossibile negarle. Certo, potrebbero anche solo essere le migliori bromance del secolo. Ma come una mia cara amica giustamente ha detto: «Of course it’s a bromance. The ‘b’ is silent.».

Dunque, first things first, partiamo dall’inizio: il giovane Merlin, ragazzo dotato di straordinari poteri magici, arriva a Camelot, regno del re Uther Pendragon, aka il più grande nemico della magia mai esistito. É stata la madre di Merlin a mandarlo a Camelot, perché lì vive una sua conoscenza, Gaius, uomo di grande sapienza che lo aiuterà a gestire i suoi poteri. Tutto questo nei primi dieci minuti della prima puntata, perché poi avviene L’Incontro, e noi facciamo la conoscenza del bellissimo, altissimo, purissimo, levissimo, biondissimo e – permettetemelo – stronzissimo Arthur Pendragon, figlio di Uther, erede al trono, con il quale Merlin comincia fin da subito una serie di sguardi così poco casti che lì lì ero quasi sul punto di chiudere il computer. Perché insomma, le prime battute che si scambiano sono a) quella citata ad inizio articolo e b) quella illustrata dalle Gif qui sotto . Do you see my point?

 
 
 

E qui ha inizio una serie di avventure nel migliore stile dei romanzi cavallereschi, tra tornei, cavalieri, oggetti magici e streghe pronte a distruggere il mondo, nelle quali Arthur si lancia a testa bassa nel pericolo manco fosse un ariete e Merlin gli corre dietro salvandogli il fondoschiena e roteando gli occhi, perché si é venuto a scoprire che- Merlino e Arthur sono ‘due facce della stessa medaglia’, ‘necessari l’uno all’altro’, così dice il Grande Drago dello Slash – conosciuto dai non shippers semplicemente come il Grande Drago che Uther si tiene incatenato nelle segrete, perché va bene odiare la magia, ma non si dice mai di no ad un drago. Daenerys Targaryen docet.

Basically, le prime stagioni seguono più o meno lo schema sopra indicato, con battutine e spallate amichevoli, ‘Merlin ti odio’, ‘Arthur sei un cretino’, e generalmente una collezione di momenti alti e decisamente gay, e tu sei tranquillamente seduta davanti allo schermo mangiando la quinta scatola di popcorn nel giro di due giorni, a commentare allegramente su Facebook/Twitter/Tumblr di quanto siano meravigliosamente gay questi due e di quanto debbano infilarsi in una stanza qualsiasi e riprodursi – si fa per dire – all’infinito. E ti chiedi, ‘cavolo, cosa é successo alla BBC, che sono tutti così felici e contenti e io non ho voglia di suicidarmi?

 
 
 

Già. Tutto questo finché a Morgana non partono le fole di grandezza e comincia a voler conquistare tutto il regno (just kidding, potrei scrivere otto tesi di laurea su Morgana per quanto la adoro). E allora sì, allora ecco che la riconosci la BBC, quel suo farti innamorare di personaggi che poi farà soffrire e soffrire, quel suo creare legami profondi solo per poi far passare quei poveri malcapitati attraverso le pene dell’Inferno. Nelle ultime stagioni, la quarta e la quinta, i protagonisti sono impegnati in una guerra distruttiva contro Morgana e i suoi alleati, e nel series finale, la 5×13, Arthur viene ferito da Mordred, come vuole il mito. Merlin cerca, in un disperato tentativo di salvarlo, di portarlo ad Avalon, e sulla strada gli rivela tutto: di come lui sia un mago, e di come abbia sempre usato la sua magia, nel corso delle loro avventure, per proteggerlo.

 

Arthur é sconvolto, si sente tradito, ma alla fine decide di fidarsi di Merlin, se non fosse che- Arthur muore tra le braccia di Merlin, ringraziandolo per ogni cosa, per essergli sempre stato accanto. Merlin lancia la spada di Arthur, Excalibur, nelle acque del lago di Avalon, e nello stesso lago spinge via la salma di Arthur. Tuttavia, il Drago gli dice di non perdere la speranza: Arthur é il Once Et Future King, e quando ci sarà di nuovo bisogno di lui, rinascerà per difendere la sua terra.



E nell’ultima, ultima scena, quando io ero già un ammasso informe di lacrime e singhiozzi, vediamo una strada inglese. Una macchina che passa, facendoci capire di essere ben lontani dall’Inghilterra dei cavalieri. E poi, un uomo anziano che cammina sul bordo della strada, lunghi capelli bianchi agitati dal vento. Si ferma, e guarda verso il lago. Noi vediamo il suo viso: é Merlin. Merlin che é rimasto ad aspettare, e che ancora aspetta, il ritorno di Arthur. Schermo nero. Fine della serie.

 
 
 
(Con i Mumford & Sons però é giocare sporco. Non si fa. *scoppia in lacrime*)

Vi rendete conto? Vi rendete conto? COME OSI, BBC? COME OSI? Ho shippato tante coppie, ho sofferto per tanti momenti televisivi, ma un dolore come quello per la fine di Arthur e Merlin devo ancora provarlo di nuovo – e per fortuna, non la auguro neanche a Jeff Davis una cosa così. Ma del resto, questa é la BBC, e questo é il motivo per cui noi tutti la amiamo e la odiamo: creare delle storie così vere, così umane, che non possono lasciarti indifferente.

Ed é questo il punto. Merlin e Arthur non possono lasciare indifferenti. Sia che vengano visti come OTP che come bromance, sono due personaggi che hanno un legame così intimo, così profondo, da rimanere senza fiato. Battutine
e scene di palese fanservice a parte, sono i piccoli momenti a far capire quando Merlin e Arthur siano dipendenti l’uno dall’altro. I ‘grazie’, a fine avventura, gli sguardi, i sorrisi. Il modo in cui entrambi sono stati disposti a sacrificarsi l’uno al posto dell’altro innumerevoli volte. Le confidenze di Arthur a quello che sarebbe il suo servitore, ma che alla fine diventa suo amico.

 
 

Senza contare il modo in cui il finale ci dà l’ultima, grande visione di quanto enorme sia la devozione che Merlin ha per Arthur. Ecco, forse é questo il motivo che alla fine mi ha convinta del loro essere un’OTP in tutto e per tutto: il fatto che é indubbio che quello che provano l’uno per l’altro sia amore. Cos’altro potrebbe essere? Quale altro sentimento esiste sulla faccia della terra in grado di spingere una persona ad aspettare migliaia e migliaia di anni la possibile rinascita di qualcuno? Potrebbe non essere amore romantico, questo ve lo concedo. Però dai. Dai. A chi non piace un bel reincarnation!AU con tanto di ‘I’ve loved you for a thousand years, I’ll love you for a thousand more’ di sottofondo?




(I have died everyday waiting for you: darling, don’t be afraid, I have loved you for a thousand years. I’ll love you for a thousand more.)

Ma adesso proverò a fare la persona seria per un minuto, e cercherò di mettere davvero nero su bianco un’analisi di Merlin e Arthur. Forse, la frase perfetta per descrivere questa coppia é l’introduzione di (500) Days Of Summer. «This is not a love story. This is a story about love». E tutto, tutto, nasce e muore nel series finale, un capolavoro, uno degli episodi più belli mai usciti dagli studios della BBC. Le ultime scene sono personali, intime, basate su quello attorno a cui ha ruotato tutto lo show: Merlin, e i suoi sentimenti per Arthur. Amicizia, fedeltà, amore, un insieme di questi tre. Quello che é importante é che Merlin provava qualcosa per Arthur, ed é questo qualcosa che ha segnato la sua vita e il suo destino.

 
(The word you’re looking for is ‘soulmate’)

Quando Merlin arriva a Camelot, incontra Arthur e lo disprezza. Poi il Grande Drago gli dice che invece i loro destini sono legati, e Merlin preferirebbe gettarsi nel fuoco piuttosto che diventare la guardia del corpo di quell’idiota. Ma poi, piano piano, capisce che Arthur non lo odia, anzi, ha bisogno di lui. E non dei suoi servigi o della sua magia: Arthur ha bisogno dell’amico che Merlin é. E se il loro destino era scritto dall’alba dei tempi, la loro amicizia é tutta merito loro.

 

L’intero show é costruito su uno schema molto comune in tutte le maggiori serie tv, il ‘lo-faranno-forse-sì-forse-no’, ma Merlin é molto di più: é un amore platonico, una storia che non si é conclusa con un drammatico bacio appassionato nel bel mezzo di una pioggia scrosciante (non che mi sarebbe dispiaciuto, intendiamoci. A lot less pain for me.), ma in un modo molto più complesso, più maturo, decisamente più britannico. Due uomini che hanno lottato e superato pericoli indicibili insieme, e che alla fine si rendono conto di non voler essere con nessun altro, alla fine di tutto. Mi ricordano molto, per certi versi, Frodo e Sam, dal Signore degli Anelli. «I’m glad you’re here with me. Here, at the end of all things.»

 

Il finale ne é stato un esempio perfetto: finito senza la grande dichiarazione, perché questa non é una semplice romance. Il tutto si é ridotto a Merlin e Arthur, ad Arthur morente nelle braccia di Merlin, che guarda Merlin negli occhi e gli dice, invece di ‘addio’, «Grazie». Tante cose sono passate in silenzio, tra di loro, ma Arthur é morto sereno, nelle braccia di qualcuno che lo amava. É Merlin a restare da solo, solo come é sempre stato, con la sua magia e la sua diversità, ed é questa la sua tragedia, che ha un sapore talmente shekespeariano da lasciarmi quasi senza fiato. L’unico piccolo frammento di speranza é quello che gli porta il Grande Drago, e le sue parole confermano come Arthur sia stato davvero l’unica cosa importante, per Melin: «Non é la fine. Arthur sorgerà ancora.»

E quindi, migliaia di anni dopo, Merlin vagabonda ancora attorno al lago di Avalon. Aspetta ancora il ritorno di Arthur. «Sono nato per servirti», gli aveva detto una volta, e continuerà a farlo, sempre. «Resta con me», lo aveva implorato, e Arthur non aveva potuto. Ma Merlin é rimasto con Arthur, attraverso le ere del mondo.


(The pain is real.)

Gli autori sono stati coraggiosi, a mio parere. Coraggiosi nel raccontare questa storia, in cui l’amore che lega i due personaggi semplicemente non é trascurabile, e non é neanche riducibile a un ‘sono soltanto amici’. No, non lo sono. Possono non essere amanti, ma non sono mai stati soltanto amici. La storia di Merlin non é soltanto un retelling della leggenda di Re Artù. Non é solo una storia di amicizia, coraggio e cavalleria, magia e gloria. É la storia del destino congiunto di due uomini, di come nemmeno la morte abbia potuto separarli, di come si sarebbero sempre trovati a vicenda. Come tutte le grandi storie. Tragici e bellissimi.

 
(*canta disperata*
AND NEVER LET GO TIIIIL WE’RE GOOONE / LOVE WAS WHEN I LOVED YOUUUU / ONE TRUE TIME I’D HOOOOOLD TO / IN MY LIFE WILL ALWAYS GOOO OOOON / NEAR, FAAAAR, WHEREEEVER YOU ARE-)

Mi rendo conto che questo articolo sia un infinito sarcasmo costellato qua e là da riflessioni serie. Il che é un pochino il ritratto della Merthur, e forse il modo migliore per chiudere il discorso. Grazie per aver letto fino a qui. Vi invito a lasciare qualche commento con la vostra opinione o il vostro dolore, così possiamo piangere insieme sul finale ascoltando, a scelta, ‘A Thousand Years’, ‘King & Lionheart’ o magari anche ‘My Immortal’, giusto per farci del male.

La rubrica ritorna la prossima settimana, e se sentite la mancanza dei fandom, nell’attesa passate dalla nostra socia Together We Fandom, per superare la crisi di astinenza!

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5 comments

Aniel
Aniel 27 Luglio 2014 at 11:34

Prima di tutto: dato che sei una destiel/johnlock/merthur shipper, che ne dici di correre – e frignare – verso il tramonto in mia compagnia?
Bellissimo excursus su una coppia che francamente mi ha sempre colpita e sì, la GGGENTE può dire che era solo amicizia, ma come dico sempre anche su Dean e Cas “se la mia migliore amica iniziasse a guardarmi come sono soliti guardarsi quei due, io due domande me le farei”.
Il rapporto tra Merlin e Arthur è sempre stato così profondo da lasciarmi una voragine dentro alla fine di tutto, quindi non ho potuto fare a meno di gioire nel ripercorrere la loro storia con il tuo articolo.
Non preoccuparti per l’ironia qua e là, se non ridiamo noi (povere anime in pena) non lo fa nessuno!
Bravissima. Applausi.

Reply
barricadeuse
barricadeuse 27 Luglio 2014 at 17:34

Let’s run away and cry about our feels, dear. Prima di tutto, grazie mille per i complimenti, davvero: é stato un parto scrivere quest’articolo, perché tutti i feels che avevo provato in cinque stagioni di telefilm mi sono ripiombati addosso come un treno. Per rimediare ho giustamente optato per un rewatch dei miei episodi preferiti 😉
E quoto tantissimo quello che hai detto, sia sui Destiel che sui Merthur. Io la mia migliore amica non la guardo così, mi spiace. It’s a bromance. The ‘b’ is silent.

Reply
ChelseaH
ChelseaH 27 Luglio 2014 at 23:50

Dico solo una cosa: FEELINGS ;____; Credo che Merlin sia una delle serie sulle quali ho fangirlato di più e più spudoratamente e sulla quale ho scritto più fanfiction e sulla quale… FEELINGS ;____;
Ok, non riesco a darmi un contegno con i Merthur di mezzo, ma questa ship addicted è semplicemente fantastica e perfetta, e non sai quanto ti ringrazio per avermi fatto rivivere una volta di più tutto quanto…
“I don’t want you to change, I want you to always be you.” Rircordo esattamente che in quei momenti stavo letteralmente affogando nelle mie stesse lacrime, e risale il magone solo a vedere la gif ;____;
E il sarcasmo che hai usato l’ho trovato assolutamente appropriato per questi due, che in fondo hanno passato il loro tempo insieme proprio a prendersi a battute sarcastiche a vicenda (e amandosi immensamente nel mentre).

Reply
barricadeuse
barricadeuse 25 Agosto 2014 at 14:02

Il ritardo con cui rispondo é veramente ignobile, ma grazie, GRAZIE mille per i complimenti. Sono davvero contenta di essere riuscita a far rivivere in due o tremila parole tutte le emozioni di cinque stagioni (non che io stia diventando sadica come la BBC, ma insomma, dopo un po’ l’impronta ti resta), di una delle serie che più ho amato in assoluto.
Sì, Supernatural é la mia serie preferita, ma Merlin é stata la prima che ho seguito, e avrà per sempre un posto speciale. Also, mi rendo conto che tutte le mie OTP sono composte da un moro che ama l’altro alla follia e un biondo che si ostina a non cedere. Penso di avere dei problemi.
Ecco, vedi? Divago. Sarcasmo. É il mio scudo contro i dolori della vita da telefilm addicted, mi sa.
Grazie mille ancora per i tuoi complimenti, dear. They made my day.

Reply
Elisa 2 Dicembre 2015 at 16:24

Questo articolo ha buttato sale su una ferita mai chiusa e che mai si chiuderà. Il trauma emotivo che mi ha lasciato la Merthur non è paragonabile a nessun altro telefilm, nessuna altra OTP. Alla fine dell’episodio finale ero un disastro piangente e anche ora piango ogni dannata volta che ascolto A thousand Years e VOGLIO MORIRE DANNAZIONE STO ANCORA COSÌ MALE DOPO ANNI, DANNATA BBC.

QUALCUNO DIA ARTHUR A MERLIN, MISERIACCIA.

A parte ciò, mi è piaciuto davvero tanto quest’articolo.
Grazie. Per quanto mi abbia uccisa ancora un po’, mi ha anche fatta sentire meno sola, nel mio dolore di fangirl.

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