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Senza Hart of Dixie MAI! Ecco perchè!

Non ricordo esattamente perché iniziai a guardare Hart of Dixie, ma ora, quattro anni (quasi) dopo so bene perché vorrei continuare a vederlo. L’anno scorso, la terza stagione, non è stata proprio un trionfo: Lemon è stata assente per molte puntate (e l’assenza del suo personaggio è pesata più del previsto), l’idea di accoppiare Zoe con Joel ha fatto rabbrividire un po’ tutti (certo, non che Joel fosse la peggior cosa mai accaduta, anzi, era molto simpatico ma suvvia, nel contesto ci stava come il sale nel caffè… anche no) e tutte le storyline sembravano decisamente poco strutturate… insomma, si poteva fare meglio.

Giusto per, vi ricordo Joel (perché ok il fascino dell’artista, scrittore, ma a tutto c’è un limite):

Eppure le ultime puntate della scorsa stagione hanno riportato un po’ dell’antica verve della serie, si stava riprendendo. Nonostante questo, la gravidanza della Bilson aveva fatto sì che la quarta serie si riducesse nel numero di puntate, e tutti i rumors portavano a pensare che la quarta potesse essere l’ultima stagione. Ora, intendiamoci, Hart of Dixie non è sicuramente la puntata che aspetto con ansia tutte le settimane, ma è la serie che mi permette di mettermi comoda e trascorrere 40 minuti in un mondo davvero parallelo, fatto di persone candide, storie semplici ed effettivamente un po’ fantastiche, come entrare in una PleasantVille anni 2000.

 

Ecco, questa quarta stagione si sta rivelando davvero molto molto interessante e, soprattutto, ai livelli della prima (e seconda) stagione in termini di eccentricità e proprio quando speravo in un bell’annuncio di quinta stagione, settimana scorsa Leila Gerstein, la produttrice, se ne esce con questo tweet:

No one out there loves #HOD more than me. I would have gone 17years! But I assure you, we prepared for this… and the finale will be tremendously satisfying to all.

Che in soldoni sarebbe “Ok, amo HOD ma ci avviciniamo alla fine, siamo pronti e saremo tutti soddisfatti”.

Oh Leila, perché dirlo a tre puntate dalla fine??? Mortacci tua. Mi è calata la depressione. Che poi voglio essere ottimista e sperare che ancora non sia stata decretata la sua fine (non ho visto conferme ufficiali di cancellazione ma se sbaglio correggetemi pure) e allora eccomi qui, ad elencarvi le cose che (io) più adoro di Hart of Dixie.

 

Faccio solo una piccola premessa: tutto quello che elencherò non sarà in ordine di importanza ma random, sono cose che mi hanno colpita o stupita o affascinata o che comunque fanno sì che, per me, HOD sia una serie che vale la pena continuare (a seguire).

1. Il momento colazione nella cucina di Lavon

Partiamo dal presupposto che io ADORO la colazione. E’ il momento culinario della giornata che preferisco: primo perché si mangiano i dolci, secondo perché tendenzialmente uno può mangiare fino a sfondarsi senza soffrire di sensi di colpa (tanto ha tutto il giorno davanti per smaltire… anche solo per il semplice fatto di vivere la giornata). E allora mi dico, come si fa a resistere a tutte le cose buonissime che si mangiano nella cucina del sindaco?!?

E, a prescindere dal cibo, è bello avere un rito: alzarsi la mattina, cambiarsi e trovarsi con persone care con cui iniziare la giornata.

Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti“.

La piccola volpe è sempre molto saggia. I riti sono ciò che ci permette di godere delle cose. I riti scandiscono la nostra vita, sono momenti che ricorderemo, perché un rito non è monotonia o “sempre la stessa cosa”, è ciò che rende quel momento unico.

E la colazione in quella cucina è un rito, un rito da cui non ci si può staccare e che nessuno, nemmeno un nuovo/vecchio arrivato può cambiare.

2. Lemon Breeland

 

Cosa dire, Lemon non era certo il mio personaggio preferito all’inizio di questa serie: spocchiosa, schizzinosa, acida e “chiusa” non poteva che stare sulle palle. Eppure, il suo fare così “sono tutto io” nascondeva parecchi segreti, sia caratteriali che di vita vissuta. Una corazza di apparenza costruita appositamente per proteggersi. Forte e decisa è una ragazza molto legata agli usi e costumi della sua città, nulla deve essere fuori posto e soprattutto tutto deve andare come dice e vuole lei.

Piano piano impariamo a scoprire che miss perfettina è tutt’altro che perfetta. E il suo mondo viene ribaltato quando George la lascia sull’altare. La cosa più triste che poteva mai accaderle si rivelerà poi la sua più grande fortuna.

E’ da lì che inizia la sua crescita, la sua scoperta di sé. Perché è proprio da quel momento che Lemon inizia a vivere la sua vera vita, la vita che lei decide per sé, senza stereotipi o luoghi comuni: cerca, cade, si rialza e trova.

All’inizio non è felice, non è facile. Non sa più chi è ma non si arrende, mai. Davanti a tutte le difficoltà stringe i denti e trova sempre un modo, volesse anche dire stare attaccata ad una barca per quasi 24 ore! Lemon Breeland è una combattente.

C’è un lato di lei che non mostra spesso, perché lei è così, non apre il suo cuore, non se ne concede il lusso perché Lemon è quella che deve essere tutta d’un pezzo. Ma, sotto sotto, sente tutto e capisce tutti, anche le persone che possono sembrare apparentemente così caratterialmente diverse da lei. Ecco perché la sua amicizia con Wade è così bella, perché lui è così trasparente, così impulsivo da irritarla eppure, al tempo stesso, le dà felicità. E lei, ovviamente, non può che riuscire a mettere in carreggiata lui.

C’è poi il rapporto con la sorella, sorella a cui ha fatto praticamente da madre e per cui cerca di essere il più possibile un esempio (riuscendoci). Magnolia è il suo opposto, scalmanata e ribelle (non che Lemon non lo sia, ma non lo dà così a vedere) e Lemon nel suo esserle vicina sa sempre molto bene quale sia il suo ruolo in famiglia. Ed è una consapevolezza che nasce da un senso di responsabilità molto alto.

Infine, devo ammettere che le migliori battute vengono proprio dalla bella Lemonade, con il suo umorismo da frecciatine, da “beccati questa”, fantastica.

 

 3. Zade (Zoe+Wade)

In ogni telefilm c’è una coppia che si shippa come se non ci fosse un domani, come se i personaggi fossero destinati a stare insieme e vivere felici e contenti per sempre. Ok, avete ragione, questo non succede praticamente mai (se non dopo mille mila peripezie, forse). Però mi concederete almeno che normalmente le coppie preferite sono proprio quelle che sono destinati a stare insieme ma, chissà come mai, gli autori ti fanno penare almeno tre stagioni per un bacio.

Ecco, Hart of Dixie non regala ship così (almeno dal mio punto di vista). Però, sono riusciti a creare una bella coppia, una coppia reale su una storia tutto sommato reale.

Zoe è la classica ragazza di città: tacchi, bei capelli, bei vestiti e, per di più, è anche un medico! E poi c’è Wade: stile da cowboy, sbruffone, il tipo da “tanto non mi resisti”, bello e dannato con il futuro incerto di chi non sa cosa fare.

Eppure non è proprio così. Wade ha una storia passata che lo porta a non essere consapevole delle sue qualità e questo spesso lo porta a sottovalutarsi, a sminuirsi nei confronti di tutti praticamente. Sia nel lavoro che in campo amoroso. E questo valeva sia quando cercava di costruirsi un futuro come barman o gestore di un locale, sia quando si paragonava con George (per conquistare il cuore di Zoe) mettendosi un gradino più in basso. E la stessa cosa la faceva con Zoe: sentiva di non essere alla sua altezza.

Ed è per questo che, nella prima stagione, lui punta tutto sull’unica qualità che è sicuro di avere, il suo fascino e diciamo la sua bravura con le ragazze anche se, piano piano, riesce a fare breccia nel cuore di Zoe, a conquistarla veramente. Perché lascia intravedere il vero se stesso. E iniziano ad essere complici, a capirsi.

 

Certo, le paure di Wade non ci mettono molto a rovinare tutto e così si ritrova con un pugno di mosche in mano, la ragazza che ama se ne va e prima di lasciarla andare lui, armatosi di coraggio, le dice di essere finalmente pronto a stare con lei, ad amarla.

Forse troppo tardi. Effettivamente troppo tardi se pensiamo che sei mesi dopo Zoe torna a Bluebell con Joel (oddio non fatemi pensare a lui).

(dite la verità: chi non ha pensato anche solo per un secondo “OMG, fammi spazio su quel cofano!!!” ok basta, scusate però dai, tu torni, la città è talmente deserta che manco Milano a ferragosto e la prima persona che incontri è il tuo ex –figo da paura- sdraiato sul cofano di una macchina… e tu non pensi neanche per un attimo “sfruttiamo il momento e via???”, impossibile.)

Comunque, dicevamo, da qui le loro strade più o meno si separano, Wade esce per un po’ con la cugina di Zoe e le è fedele, lui è sinceramente diverso, non è più il ragazzo che ci hanno mostrato all’inizio. Anche lui ha trovato la sua strada. E quando Zoe capisce di amarlo, di averlo sempre amato, lui vacilla, non sa cosa fare.

Come dicevo la loro storia è ben costruita, è una storia concreta. E’ la storia di due persone che si trovano in un momento sbagliato della loro vita ma che si plasmano e che, poi, si ritrovano. E adesso stanno per avere un bimbo. ADORABILI. Una storia semplice, senza troppi fronzoli, ma per questo ben riuscita perché in questa coppia ci può essere ognuno di noi.

4. Bluebell

 

Ebbene sì, una delle cose che più adoro di Hart of Dixie è la città in cui vivono i nostri protagonisti e che fa da sfondo a praticamente tutte le loro storie.

E’ una piccola cittadina (inventata) del sud, nello stato dell’Alabama dove tutti gli abitanti si conoscono e si aiutano. Solo per questo si doveva capire che è una città fittizia (non avrei neanche dovuto dirvelo). Eppure è proprio l’aria che si respira a dare gioia e serenità, è una condizione mentale che si prova nel guardare gli abitanti, le loro abitudini, i loro usi e costumi. Ogni personaggio ha una sua collocazione nella realtà cittadina e tutti sanno praticamente tutto di tutti. Il che potrebbe spaventare. E, invece, questo è proprio il suo bello.

Per non parlare dell’infinita quantità di eventi in costume o a tema che vengono organizzati: meglio non chiedersi dove trovino i fondi (per mettere insieme una festa nella mia città sono sempre necessari sforzi immani e spesso poi pluff, l’evento decade o scompare ecc) visto che tutto viene sempre fatto in grande stile. Per ogni evento la città non solo è dotata degli opportuni abiti di scena, ma anche delle scenografie migliori!

Giusto per citare degli esempi:

1. Festa degli Zombie

2. Festa dei Cavalieri

Sicuramente beati loro ma, in generale, tutto questo mi trasmette, da sempre, una sensazione di armonia, di calma e di serenità. E per questo la adoro. Ma c’è di più. I legami tra le persone sono ciò che caratterizza questi personaggi, la fiducia che hanno l’un l’altro, il loro essere una comunità e, più in generale il loro essere aperti gli uni con gli altri. Aperti caratterialmente e di animo. Il loro essere sereni, il saper vivere con brio e dinamismo. E questo è stupendo. La loro vita è colorata, come i colori degli abiti di Lemon o Annabeth, come i colori della città stessa.

E poi ho scoperto che Bluebell è il nome di una pianta e, questa pianta, è indicata (in fitoterapia – per chi ci crede) per ritrovare la fiducia, l’ottimismo, per prendere la vita con allegria e leggerezza.

Sarà un caso?

 

Ecco, questi sono i motivi per cui mi dispiacerebbe perdere Hart of Dixie, per adesso però mi godo le ultime puntate, vedremo!

E a voi cosa mancherebbe? Cosa vi piace di HOD? Fatemelo sapere!

Ah, dimenticavo… ovviamente, se non si fosse capito, apprezzo molto anche Wade Kinsella!

 

 

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2 comments

cate_pat07 13 Marzo 2015 at 21:58

Intanto complimenti Mari sei fantastica come solo tu sai e concordo HoD non sarà la mia serie di punta, ma è sicuramente quel qualcosa di leggero a cui non sono ancora mentalmente predisposta a rinunciare.
I motivi che te lo fanno amare – salvo Lemon – sono quelli che colpiscono anche a me, però io ho apprezzato la scorsa stagione e tutto un po’ stile Glimore Girls soprattutto Stars Hollow e Bluebell. 😀
Di nuovo complimenti sempre sul pezzo!!

Reply
Gnappies
Gnappies_mari 25 Marzo 2015 at 00:53

Grazie Cate!! HOD è molto spensierato..mi mancherà! devo però ammettere che questa quarta stagione si sta chiudendo davvero bene… mancherà!

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