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Sense8 | Ripercorriamo la season 1: l’Essere umano al centro

sense8La prima stagione di Sense8 è fatta per poter fare un recap unico. La sua narrazione lenta e la generale mancanza di appigli quando si parla della storia comporta che molti dei temi dello show e degli strati presenti non vengono affrontati se non a stagione inoltrata. E’ uno show che va scartato. Di certo, c’è del puro piacere ad osservare lo sviluppo della storia, che si svela o semplicemente godersi le brillanti scene di lotta o i cambiamenti repentini nella trama. Ma lo show ha molto di più sotto la propria superficie che rende l’intera stagione molto più ricca. (Più avanti spoilers per l’intera stagione gente).
The Wachowskis e J. Michael Straczynsk, in 12 episodi, hanno creato una stagione televisiva che è stata ambiziosa, divertente e eccitante. Se il focus di molti episodi sono stati i momenti pieni di azione, il finale con una specie di fuga dalla prigione è stato il più entusiasmante di tutti, è stato il lavoro sulla tematica che ha distinto Sense8 lasciando un eco di sentimenti dopo che l’ultima scena è sfumata nei titoli di cosa.

Sense8 è particolarmente potente quando racconta temi come il potere, il genere, l’identità e la sessualità. Guardando ad una trama più ampia Sense8 è la storia di un gruppo di persone con poteri speciali inseguiti da un’agenzia con enorme influenza. Ma ad un livello più ambizioso di tematiche, lo show esplora cosa significhi essere umani.

Sense8 è la celebrazione dell’esperienza umana. Lascia intendere che ogni persona da qualunque esperienza provenga è complessa, e che è necessario in un mondo cinico vedere oltre la superficie fino a ciò che è nascosto sotto di essa. C’è un senso di empatia che attraversa la prima stagione dall’inizio alla fine. I sensate capaci di sperimentare le emozioni l’uno dell’altro non è solo un escamotage divertente della tram ma più che altro una filosofia in divenire. Ogni personaggio, da Nomi (che è una trans gender) a Lito (che è gay) a Will (un giovane poliziotto), non conta quanto diversi, condivide qualcosa: Sono umani.

Una delle più belle tendenze della prima stagione è il modo in cui i sensate non si blocchino di fronte ai loro nuovi poteri. Will non si ritrae quando Lito lo accarezza durante quella bellissima orgia; Sun non esita mai a mettere la sua vita in prima linea usando le sue conoscenze di kickbox per salvare i suoi amici; Kala si apre a Wolfgang come non è riuscita a fare con Rajan, l’uomo che dovrebbe sposare.
Sense8 spinge sulla filosofia che il mondo sarebbe un posto migliore se tutti provassero a capirsi l’un l’altro. Sarebbe un posto migliore se parlassimo apertamente di privilegi, sessualità e classe, se esplorassimo i problemi del cambiamento di sesso, della devozione religiosa con una mente aperta.

La prima stagione di Sense8 è stata a tratti noiosa, i chiarimenti dominavano fin troppe scene in un solo episodio. Ma con il senno di poi a stagione terminata, è chiaro che Sense8, nei suoi migliori momenti, è sia unico che potente. Spinge ad una visione e ad una visione globale che è progressiva ed ottimistica, e tutto ciò in un mondo dove i drama televisivi sono cinici e oscuri, Sense8 è una boccata di aria fresca, la sua prima stagione è una sorprendente riflessione sulla bellezza e complessità del genere umano.

Una assolutamente soggettiva classifica degli episodi della prima stagione di Sense8:

1. Episode 12, “I Can’t Leave Her”: Hanno lasciato il meglio alla fine. Il più eccitante e ambizioso episodio di tutta la stagione
2. Episode 6, “Demons”: Dove tutto ha cominciato ad essere chiaro
3. Episode 10, “What Is Human?”: Quella scena finale, dove I sensates sperimentano la loro nascita, è bellissima. Uno degli episodi più tematici della stagione.
4. Episode 11, “Just Turn the Wheel and the Future Changes”: Lo show aumenta di ritmo andando verso il finale.
5. Episode 5, “Art is Like Religion”: Un episodio divertente, calmo chef a perno sulla scena chiave del film di Lito.
6. Episode 9, “Death Doesn’t Let You Say Goodbye”: Forse il più riflessivo ed emotivamente devastante episodio della stagione dove la scena di Lito, Hernando, e Nomi nel museo funge da perno.
7. Episode 4, “What’s Going On?”: Il montaggio finale dell’episodio, costruito su “What’s Up?” dei 4 Non Blondes è uno dei moment più toccanti e memorabile della stagione.
8. Episode 7, “W.W.N. Double D?”: Un episodio che riflette sul potere e sui privilegi in un modo interessante, concentrandosi su due dei personaggi meno utilizzati della stagione.
9. Episode 3, “Smart Money’s on the Skinny Bitch”: La trama comincia a comporsi e le visite cominciano ad essere più divertenti e frequenti.
10. Episode 8, “We Will All Be Judged by the Courage of Our Hearts”: Un episodio che si muove con lentezza che funziona come apripista per ciò che seguirà. Un momento di calma prima del finale.
11. Episode 1, “Limbic Resonance”: Una premiere disgiunta ma di quelle eccitanti nel senso che rifiutano di tenere lo spettatore per mano conducendolo attraverso la trama.
12. Episode 2, “I Am Also a We”: Ecco, qui lo show sta ancora cercando il suo percorso. E’ un episodio che non ha la divertente confusione della premiere e che non presenta la coesione con il resto della stagione.

Domande finali

– Qualche teoria sulla stagione 2? Sembra che Whispers potrebbe avere un ruolo prominente. Forse una stagione che si addentrerà nelle storia della BPO? Ci sono molte possibilità.
Kala e Wolfgang potranno trovare un terreno comune o la loro relazione è destinata a fallire?
– Qual è stato il vostro momento preferito della stagione? Io oscillo dall’orgia alla scena in cui Nomi scappa dall’appartamento della mamma di Amanita con l’aiuto di Capheus, Will, e Sun.
– C’è ancora una possibilità che Jonas sia il cattivo, in combutta con Whispers? Sembra che abbia aiutato i sensates quanto più era nelle sue possibilità ma forse c’è più che lo riguarda di quanto immaginiamo.
– Chi vuol sapere di più su Angel? Io si!
– Se lo show avrà una seconda stagione, cosa vorreste vedere di più? Cosa cambiereste della prima stagione?

Fonte

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Vincenzo

2 comments

Anonimo 18 Giugno 2015 at 20:32

“Se lo show avrà una seconda stagione”
Avete una qualche idea di quando si potrà sapere se ci sarà una seconda stagione? Al momento direi la miglior serie di middle season che ho avuto il piacere di vedere… delle nuove:
Beetween: una cosa oscena, oscena perché un miscuglio di schifezze, la seguo per amor di trash, se poi si andrà a finire che gli finisce il cibo quando glielo potrebbero paracadutare(pieno di ragazzini e bimbini…)visto che nulla lo impedisce, diventerà la mia serie trash di sempre
Stitchers: giusto perché lei è una gran bella ragazza, ecco, guardarlo solo per quello, per il resto zero assoluto, per la prima volta non ho seguito la regola delle tre puntate e l’ho mollata alla seconda, essendo un amante sfegatato di fantascienza è tutto un dire..
The Messengers: Vista la prima, aspetto di avere coraggio per proseguire
Wayward Pines: arrivato alla 5 ed ora mi sta venendo voglia di proseguire, ma dalla seconda alla quarta mi pareva di essere tornato indietro di 30 e passa anni con the Prisoner(numero uno e via andare, mi pare si chiamasse così 😉 )
Altro degno di nota non ne vedo, per me estate pessima come pilot, giusto Mr. Robot ma bohh…, Dark Matter, la prima così così, poi un incognita…, The whispers “Gli alieni hanno invaso la Terra, utilizzando una delle risorse più improbabili per ottenere il dominio del mondo: i nostri figli. Quando i bambini iniziano involontariamente ad aiutare i nostri nemici invisibili” con una trama così a me viene da piangere, un telefilm che parte subito con una schiera di bimbiminkia no, non ce la posso fare, tipo”non fare questo se no chissà…BOM subito fatto…io capisco che pensino a noi tividipendenti come carne da macello ma a tutto ci deve essere un limite…
Bon basta, ora non vedo l’ora che ricominci Under the Dome, la mia serie super trash di sempre, diciamo alla pari con Smallville, UtD, dove anche attori “bravi” recitano da cani, e cani non ce ne sono in città 🙂

Reply
Cast Away On The Movie 28 Giugno 2015 at 20:10

E’ incredibile come una serie così imperfetta riesca a trasmettere delle emozioni così potenti, come mi è capitato davvero raramente.
Unico difetto che non riesco a perdonare è la scelta di far parlare tutti in inglese. Se il messaggio è quello che gli esseri umani sono empaticamente connessi, a prescindere dal loro background culturale, questa scelta fa perdere forza al contrasto che viene messo in scena tra provenienza e emozioni.
Per il resto sono molto soddisfatto

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