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Recensioni Scandal

Scandal | Recensione 5×15 – 5×16

Hello Lovers Of Liberty!
Mi sono presa la libertà di trasformare i flash recap delle ultime due puntate in una recensione più lunga perchè ci sono un sacco di cose di cui parlare e penso che questi due siano stati episodi che hanno cambiato il corso della serie per certi versi, e non potevo certo lasciarli passare così.

Cercherò di fare un po’ di ordine anche se le puntate sono state piene di parallelismi (adoro!!!) quindi la recensione potrebbe risultare un po’ caotica.

Per far sì che la cosa abbia propriamente senso parlo velocemente anche della 5×14, così da ricollegarmi meglio al tutto.

L’episodio si intitolava “I See You” e come ho già detto Scandal dà molta importanza ai titoli, infatti credo che quella frase sia rivolta ad un paio di personaggi, primo fra tutti Jake, che viene finalmente esposto per la persona che è, e Olivia finalmente esce dalla modalità incanto in cui era entrata. Viene mostrata molta verità nell’episodio, molti personaggi si spogliano, si rivelano.

Uno di questi è Abby, che finora abbiamo sempre visto dalla parte dei buoni e fa un po’ impressione vederla così agguerrita. La scena con Olivia è stata molto interessante. Abby le dice che vuole il sangue di Cyrus, vuole diventare Chief Of Staff a tutti i costi, e la furia con cui lo dice spiazza Olivia perchè Abby non è mai stata attratta dal potere, non come altri almeno, e sembra quasi che Olivia si rattristi all’idea di vederla risucchiata nel vortice. Quasi la redarguisce. Il pensiero di Abby però si distacca, perchè è facile parlare quando sei già stata ampiamente dall’altra parte, dopo che hai ottenuto ciò che volevi. Capisco la voglia di Abby di provare le cose sulla sua pelle, Olivia l’ha sempre fatto e lei l’ha sempre tenuta come modello, quindi non mi stupisco della cosa. Primo parallel con la scena del balcone Olitz, quando Olivia dice che vuole aspettare perchè non si sente pronta, perchè una volta allo scoperto non sarebbero stati in grado di gestire la situazione.

Olivia crede davvero che Abby possa farcela da sola, senza giochetti, ma per farlo deve aspettare e Abby è stufa di questo. “You’re a good person, you’re just standing too close to the Oval”, questa frase sta a significare che è il potere a cambiarti, facendoti diventare qualcosa che non sei. Come ha fatto con lei, con Fitz. Olivia non si è mai avvicinata a Fitz per il potere, si è solo trovata troppo vicino ad esso per rinunciarci. A volte mi viene da pensare sia intrinseco nei suoi geni, essendo figlia di Rowan. E’ più forte di lei.

“Being a big dog is not as great as it seems”, è una cosa che un po’ tutti i personaggi hanno capito nel corso della serie, una sorta di “with great powers comes great responsabilities”, ma Abby è una delle poche a non averlo fatto, proprio per il discorso di non essere mai stata quel tipo di persona, affamata di potere. Olivia dice che non ne vale la pena perchè ha rovinato il suo rapporto con Fitz. Aveva molto da perdere ma Abby ha tutto da guadagnare, ed è forse per questo che non ascolta le parole di Olivia.

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Quinn che gestisce l’OPA è una delle mie cose preferite di sempre. Si nota molto il fatto che Olivia le ha passato lo scettro principalmente da una cosa: gli incontri sulla panchina. A chi spettava questo compito prima? Olivia, mentre ora è Quinn che con qualche scusa convoca Abby o chi di dovere.

Quinn si sente abbandonata. Parallel con la quarta stagione, dopo la perdita di Harrison, quando Olivia è scappata sull’isola con Jake. E’ uno schema ricorrente e Quinn si è stufata, per questo affronta Olivia e lei finalmente tira fuori quello che era stato sepolto sotto strati e strati di episodi. Il rapimento. Per una stagione e mezzo ci siamo chiesti quando sarebbe arrivato il momento in cui Liv ne avrebbe parlato, ed eccolo qui. Fino ad ora stava internalizzando, finalmente quasi ammette che una volta arrivata alla Casa Bianca la sua voglia di potere abbia preso il sopravvento soprattutto alla luce del rapimento. Doveva riprendere il controllo e quella è stata l’occasione perfetta.

Anche Huck fa grandi passi avanti in questi episodi.
“He’s just Sean”, è una delle dimostrazioni. Huck pensava che quell’uomo fosse una serie di cose, di brutte cose, e invece era “solo Sean”, uno normale, uno qualunque. Mentre è in macchina con Olivia lei guarda fuori dal finestrino, come a voler simboleggiare il suo pensare alla sua, di storia, e non a quella di Huck. Anche lei pensava che Fitz fosse tante cose, ma non si è mai resa conto che fosse “solo Fitz”, solo un uomo, imperfetto, fallibile, ma soprattutto che la ama, proprio come Sean ama la madre di Javi.

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Susan Ross ha fatto un grandissimo exploit negli ultimi episodi e non potrei essere più contenta, dal momento che amo questo personaggio. Nella scena con Fitz, quando lo affronta, le angolazioni delle telecamere sono le stesse usate per Olivia, sta forse a simboleggiare ora che il potere sia lo stesso? Dopo la chiacchierata invitano Abby a bere con loro e lei esita, come essersi appena resa conto che di lì non si torna indietro, che quel gesto è l’inizio di qualcosa (non necessariamente giusto, positivo, bello). E’ togliersi il cappello bianco.

Per quanto riguarda Jake, ho letto una teoria molto interessante che vi riporto QUI. Sinceramente non so se Shonda si sia spinta a tanto ma so per certo che non è una che fa le cose a caso, quindi potrebbe anche starci, soprattutto alla luce degli ultimi eventi.

Jake dice ad Olivia che la sua fidanzata è capace di amarlo, e questa cosa ferisce Liv perchè tutti gli uomini della sua vita le hanno sostanzialmente detto la stessa cosa. Alla fine dell’episodio viene rivelato lo schema di Jake. Sono abbastanza curiosa di vedere dove andrà questa storyline perchè sono abbastanza sicura non abbia a che fare con il B613 quindi voglio vedere cosa si inventeranno. Olivia capisce di essere parte del piano di Jake e questo la ferisce ulteriormente.

Nella 5×15, intitolata “Pencils Down” vediamo il dibattito prendere le prime forme. Non nego che era una delle cose che volevo più vedere ma di questo parleremo meglio più avanti.

L’OPA ha riaperto i battenti e molte persone si sono chieste come mai Olivia lavorasse per Mellie. E’ forse perché si sente in colpa per averle rubato Fitz? Oppure perché vuole potere? Io credo che non lo sappia nemmeno lei pienamente. Le manca l’azione, questo è certo, e la campagna è stata uno dei periodi più felici della sua vita quindi credo voglia tornare a ciò, adora il ritmo veloce, le strategie, i dibattiti, tutto quanto. Credo che aiutando Mellie stia aiutando anche se stessa a ritrovarsi.

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Non posso essere l’unica ad aver intravisto il triangolo Fitz/Olivia/Jake nelle scene di Susan/David/Liz, soprattutto quando David parla con Abby dicendole che è diviso tra due donne, una cattiva, che lo distrugge ma allo stesso tempo è più facile stare con lei (Jake), l’altra è una brava persona con cui però tutto è più complicato (Fitz).

Susan (e anche Edison) sono due personaggi innocenti che vedremo essere distrutti nelle prossime puntate. Susan, durante la sua chiacchierata con Fitz una volta finito di provare il suo discorso per il dibattito sembrava Olivia. Il passaggio da professionale a personale con il suo “Why did you cheat?”, urla il nome di Olivia Pope. E probabilmente quella è una domanda che Liv avrebbe voluto fargli un milione di volte.

Scandal ci propone sempre questi parallels, e trovo che siano molto importanti per capire a fondo le dinamiche di ogni personaggio, per capire il loro inconscio, e in più trovo che siano molto intelligenti, perché fanno capire che le cose non sono fatte per caso come magari si può pensare ad una prima occhiata.

Un altro parallelismo lo troviamo anche in Mellie e l’esame del Gettysburger. E’ lo stesso che affronta Olivia una volta arrivata alla Casa Bianca in veste di girlfriend, con le sciarpe e il suo scegliere ricette per biscotti. Relatability.

In questo episodio si conclude anche la storyline con Jake, o almeno, tutto punta in quella direzione. Il loro incontro nel bagno è l’epilogo della loro relazione. Se avete letto la teoria sul Gaslighting effect la cosa vi sarà ancora più chiara, ma non voglio dilungarmi troppo a spiegare il tutto altrimenti staremmo qui fino a domani mattina. Dico solo che perfino la canzone di sottofondo parla di una storia d’amore ormai al capolinea. Coincidenze? Io non credo. Inoltre, il nostro Jake Hamilton Ballard, ricorda molto un altro Hamilton.. Alexander Hamilton, e indovinate cosa gli è capitato? (CLICK)

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Veniamo ora all’ultimo episodio, intitolato “The Miseducation Of Susan Ross”. Il tema di questo episodio è senza dubbio proteggere l’innocenza. Che essa sia fatta persona (in Susan) o astratta (quella tra Liv e Fitz) non ha importanza.

E’ l’episodio del dibattito, quello che tanto aspettavo e devo dire che speravo si soffermassero di più su quelle scene. Inutile dire che la realtà di Scandal si avvicini molto alla realtà americana attuale, con Doyle a fare da controfigura a Trump. Mi è piaciuta Mellie in questi momenti, non nascondo che sia la mia candidata preferita, ma anche Susan ha avuto il suo momento per brillare e c’è riuscita eccome, poco importa che abbia detto una mezza verità, il suo discorso ha fatto centro su tutta la linea.

“Be our husband’s keepers” è il motivo per cui il matrimonio tra Fitz e Mellie non ha funzionato. Perché Mellie non è stata in grado di essere la balia di Fitz, mentre Olivia sì. E’ assurdo pensare che sia stata Olivia ad esserci per lui emozionalmente e non Mellie, perchè quando guardiamo questi due personaggi vediamo da una parte l’istinto materno, lo stereotipo di moglie quasi perfetta in Mellie e la distrazione, l’instabilità in Olivia, mentre invece qui è stato proprio il contrario. E’ stata la mancanza di Mellie a far sì che Fitz si avvicinasse ad Olivia (ovviamente non è l’unico motivo).

E’ anche per questo che le scene tra Mellie e Marcus sono state molto significative e divertenti. Marcus ha sostanzialmente dato voce al popolo dicendo che era stufo di vedere Mellie camminare a 6 metri da terra. Anche se onestamente io non l’ho mai vista tutta questa supponenza e superiorità in Mellie ma capisco perchè possa non piacere a tutti.

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La sua scena con Olivia, dopo essersi resa conto di star perdendo al dibattito è stata interessante poiché per la prima volta ci rendiamo conto di quanto Olivia sia simile a Rowan. A sottolineare la cosa c’è la frase “Come hell or high waters”, già pronunciata appunto da Rowan quando doveva convincere Olivia a sparire dalla circolazione. Olivia odia perdere, lo sanno anche i piccioni che stanno davanti alla White House, e fino ad ora pensavamo non fosse disposta proprio a tutto, ma quella frase, quel fuoco nei suoi occhi e le azioni successive (andare a parlare con il padre di Casey) ci fanno capire che ha alzato l’asticella.

In tutto questo Huck sembra essere il lume della ragione, e se consideriamo il personaggio da cui provengono frasi come “She’s going somewhere she’ll never find her way back from” possiamo dire che sia un grandissimo passo avanti nello sviluppo del buon vecchio Huck. Chi meglio di lui sa quando è meglio fermarsi? Sa qual è il punto del non ritorno e l’ha attraversato più volte, subendone poi tutte le conseguenze?

Un parallelismo interessante è quello tra Ronnie ed Olivia. Più volte nei loro incontri mi è sembrato di sentire Olivia parlare a se stessa. Tutto ciò che Ronnie dice è come se lo dicesse la vecchia Olivia, quella che ha lasciato la Casa Bianca, che considerava la sua prigione, quella che ha lasciato Fitz, mentre Ronnie ama abbastanza Susan da avere il coraggio di non scappare. Questo ha mandato in tilt Olivia, è una cosa che non concepisce perché nemmeno lei è stata in grado di farcela.

Da qui ci colleghiamo alle scene Olitz.
“Aren’t you tired of playing old games?”, le chiede Fitz. Olivia è sempre stata al centro di manipolazioni (sia operate da lei stessa sia ricevute), è sempre stata abituata a ingannare le persone, non ha mai conosciuto il gioco pulito e Fitz le sta chiedendo proprio questo, di giocare pulito, per una volta, ora che ne hanno l’occasione. Ma lei non capisce cosa intende proprio perché non ha mai conosciuto quella faccia della medaglia, non sa come si fa. Tutto nella testa di Olivia deve avere un movente, una “back story” che supporti le sue azioni. Fitz le sta chiedendo di essere innocenti.

“You married her”, riferito a Mellie, è la manifestazione delle incessanti insicurezze di Olivia. Sta implicitamente chiedendo a Fitz se Mellie avesse qualcosa che lei non aveva, se è per questo che ha sposato Mellie e non lei, anche se è stata proprio lei a dire no al matrimonio.

“You think you know a person”, questa dovrebbe essere la tagline dello show. E’ una frase molto potente se detta tra Olivia e Fitz perchè erano i due personaggi che pensavano (e pensavamo) di conoscere meglio di tutti e invece ora sono quelli più criptici, soprattutto Olivia, quelli che hanno invertito la rotta e patteggiano per la squadra avversaria. Ora è Fitz ad andare nello studio di Olivia per cercare di salvarla. Non il contrario.

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Concludo con un piccolo dettaglio che mi ha fatto sorridere. Alla fine dell’epiodio Fitz si avvicina al carrello dei liquori e chiede se la bottiglia davanti a lui fosse scotch. Olivia risponde no. E’ bourbon. E lo bevono entrambi. Mi è sembrata una sorta di “nuovo capitolo”. Il drink di Fitz è lo scotch, quello di Olivia il vino rosso. Ma insieme bevono bourbon.

Grazie per aver letto tutti i miei scleri, mi farebbe piacere se nei commenti mi scriveste cosa ne avete pensato di questi episodi e cosa vi aspettate dal futuro dello show!

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