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Recensioni Riverdale

Riverdale 3×06 – Giù le mani da FP!

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Carissimi addicted, bentornati nel mondo del più totale nonsense! Per questa settimana sarò io, MooNRiSinG, a tenervi compagnia, ma non vi preoccupate: dalla prossima puntata Alice tornerà ad allietarvi con le sue analisi accurate e con il suo senso dell’umorismo. Come? Non ho menzionato gli insulti ad Archie? Tranquilli, è perché su quelli non lesinerò nemmeno io.

Anzi, partiamo proprio dal trota così possiamo levarci il pensiero e dimenticarci della sua esistenza fino alla prossima settimana. La cosa traumatica è che Archie in questo episodio, pur mantenendo con eroica coerenza il suo ruolo di pirla, non è stato quello che mi ha fatto cadere maggiormente… le braccia.

Concluso il capitolo “Le ali della libertà”, il nostro eroe ha deciso che anche “Il fuggitivo” meritava di avere la sua chance. E quindi via, eccolo arrampicarsi per le montagne e sfrecciare fra gli alberi, trascinandosi dietro il povero Kevin che delle corse nei boschi aveva tutto un altro concetto.


Un po’ capisco la preoccupazione (e la frustrazione) di Archie, al momento Hiram Lodge sembra invincibile e, soprattutto, pare essere ovunque. Per quanto la gang si impegni nel cercare di sconfiggerlo, lui è sempre, inevitabilmente un passo avanti. E nonostante Veronica sembri aver trovato una soluzione, anche solo temporanea, arrivando a scagionare il suo capelluto paladino, devo tristemente concordare con Archie (non me lo sentirete ripetere mai più): Hiram non si fermerà di fronte a niente pur di annientarlo.

È quindi con la morte nel cuore e un inaspettato guizzo di intelligenza che il trota arraffa du’ Pago e un pacco di tegolini e decide di darsi alla macchia.

Vogliamo ricordarlo così, che si avvia verso il tramonto… possibilmente per non tornare.

Questa storyline però ha dato modo a parte dell’esercito dei DILF di riunirsi brevemente per accorrere in soccorso della prole. Dico parte dell’esercito perché il sempre molto maschio FP era temporaneamente impegnato a salvare la sua bella dalle grinfie del Gargoyle King.
Facendo irruzione dalla finestra con una disinvoltura che Joey Potter può veramente solo accompagnare, FP è arrivato giusto in tempo per riportare la calma con maschia arroganza.
Lo sguardo scambiato con Betty, però, mi preoccupa non poco. Ora, io ho fiducia nel fatto che gli autori non vorranno usare PER LA TERZA VOLTA l’espediente del papà killer (anche perché altrimenti tempo un paio di stagioni e Riverdale si trasforma in un manifesto del matriarcato) ma, se proprio volessero farlo, prego che la loro scelta non cada sul testosteronico FP. #lasciatemiunagioia

 
Sempre sul fronte genitori, abbiamo un’Alice sempre più in caduta libera nella sua fase di regressione. Mi dispiace dirlo, perché alla fine è diventato uno dei miei personaggi preferiti, ma con la sua decisione di rinchiudere la figlia ha toccato abbastanza il fondo. Capisco la paura, capisco l’influenza del santone de noartri, ma pensavo che dopo Polly quella fase l’avesse superata.
L’unica cosa positiva è che l’imprigionamento di Betty risulterà probabilmente in uno di quei sobri tentativi di salvataggio che tanto amiamo!

Questa settimana anche Jughead ha dato prova di notevole idiozia, c’è da dirlo. Irrompere nell’ufficio di Hiram Lodge accusandolo di cose a caso sulla base del niente non è stata esattamente una mossa astuta, soprattutto alla luce dei risultati che una scelta simile aveva avuto sulla vita di Archie.
Capisco però che avere come spalle solo Sweet Pea e Fangs in questo episodio possa aver leso le sue capacità deduttive e offuscato temporaneamente il suo giudizio.

Su tutti troneggia Betty, che in questa puntata si è rivelata ancora una volta poliedrica e instancabile: un momento mette all’angolo i genitori che nemmeno Perry Mason nei suoi giorni migliori, quello successivo libera Jughead armata solo di una forcina per capelli.
Il fatto che Edgar abbia convinto Alice a rinchiuderla in un posto che sembra pullulare di groupie del Gargoyle King sembra solo confermare la possibilità che gli autori decidano di puntare sull’ovvio e di sovrapporre le storyline della fattoria e di G&G.
Fra l’altro la ragazza sembra essere l’unica ad aver notato che è un tantino strano che gli adolescenti di Riverdale abbiano cominciato a cadere vittima di ictus e attacchi epilettici un giorno sì e l’altro pure…

La top 3 di questo episodio non può, ahimé, comprendere Cheryl, che è stata relegata vergognosamente nell’ombra per tutto l’episodio, ma include invece:

    1. I bicipiti di Kevin. Con nostra somma gioia, il giovane Keller sembra aver approfittato dell’abbondante tempo off-screen per darsi alla palestra.
    2. Le idee geniali di Reggie per un alibi a prova di bomba.
    3. La caduta dello Sceriffo Minetta, che, a meno di grosse sorprese, dovrebbe finalmente essere uscito di scena.

Manca il podio per un soffio la collezione personale di file del Dottor Curdle, ma giusto perché il mio astio nei confronti di Minetta aveva raggiunto un livello tale che la sua eliminazione mi ha ha dato una soddisfazione troppo grande.

Rivolgendo un ultimo, malinconico pensiero alla morte di Joaquin (ma tanto è da quando ha accoltellato Archie che si sapeva che sarebbe durato come un gatto in autostrada), vi propongo il trailer del prossimo episodio, “The Man In Black”.

Vi do appuntamento alla prossima recensione (non temete, per allora la nostra Al avrà fatto ritorno). Nel frattempo non dimenticate di passare da queste pagine.

LILI REINHART ITALIA

RIVERDALE – ITALIA

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