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Recensioni Riverdale

Riverdale 3×03 – Il gioco ha inizio

La scorsa settimana non ho potuto tenervi compagnia, ma non lascerò di certo cadere la 3×02 nel dimenticatoio, dopo che ci ha offerto la miglior prestazione di sempre di Archie Andrews che si agitava come un mandrillo attaccato alle sbarre della prigione davanti alla sua bella che si esibiva in un numero certamente del tutto improvvisato.

Riprendo giusto da qui per dire che, per quanto possa essere disperata per le sorti del mio carissimo Trota e dei suoi addominali, tutta la storia della prigione non mi sta entusiasmando. O meglio, rido in maniera disperata per questa svolta a “Le Ali della Libertà” assolutamente non richiesta e che non segue la minima logica. Come sempre i piani di Hiram Lodge sono del tutto borderline e usare Archie come grande attrazione di questo Fight Club a credibilità zero rientra nella categoria di tutte quelle cose impossibili che possono comunemente accadere in una normale cittadina della periferia americana come Riverdale. Ormai stiamo raggiungendo le altissime e mai sfiorate vette di Cabot Cove per quanto riguarda lo sbaraglio di qualsivoglia statistica Istat, passando con leggerezza da serial killer a sette religiose e organizzazioni mafiose, tutto nel raggio di quattro isolati. Un piccolo angolo di paradiso per gli amanti del non sense come la sottoscritta. Intrattiene, ma certo non è il motivo che mi spinge ogni settimana a guardare la serie.

Ben più interessante è invece la storyline del Gargoyle King e soprattutto la scoperta (sul finale della scorsa puntata) che il mistero affonda le sue radici nel passato, all’epoca in cui i genitori dei ragazzi frequentavano ancora il liceo. Il gioco della morte non è quindi solo un modo per tirare in ballo personaggi secondari che fanno apparizioni random giusto per far valere la loro presenza, ma un bel calderone che promette di dare grandi soddisfazioni.

Certo, potrebbe essere un semplice specchietto per le allodole, ma trovo davvero molto intrigante la possibilità che il gioco e la setta siano in qualche modo collegati. “Riverdale” ci ha spesso abituati alla soluzione facile, per cui non mi stupirei se questa ipotesi, offerta su un piatto d’argento già al terzo episodio, si rivelasse vera, però hanno anche dimostrato di saper costruire un buon percorso nell’arco della stagione. Aspetto di scoprire se davvero questo Mr Edgar Evernever sia legato al Gargoyle King. Come da tradizione, ci sono però dei dubbi: ad esempio, se esiste un vero collegamento tra le due cose, perché Alice, che ha già avuto un’esperienza con il gioco ha questa fiducia cieca nella setta?

L’hype è alle stelle per capire cosa sia successo all’epoca dei genitori dei ragazzi, cosa abbia portato Alice, FP, Fred, Hermione e gli altri a dichiarare lo stato di emergenza, una disperazione e un terrore tali da abbattere qualsiasi divergenza. Motivo per cui mi aspetto tantissimo dal prossimo episodio, di cui vi lascio il promo.

Sarà una rivisitazione in chiave dark (giusto in tempo per Halloween) di  “The Breakfast Club” e vedrà i ragazzi reinterpretare i rispettivi genitori in un lungo flashback sulla loro gioventù. Le premesse sono davvero esaltanti, quindi si prega gentilmente la regia di regalarci un episodio all’altezza di queste grandi speranze.

Avviamoci quindi alla chiusura con la TOP 3 della settimana:

  • in cima alla classifica no posso non mettere la scena a letto tra FP e Alice, e la totale leggerezza con cui ci è stata sbattuta in faccia questa relazione. È difficile descrivere quello strano senso di appagamento e di orgoglio che ti prende quando la tua ship approda finalmente nel dolce e sereno mare del canon, e col pensiero riesci a sfiorare quella chimera che è una gioia nella vita. Ovviamente ora aspetto i dettagli.

(piccole chicche il tatuaggio da Serpent di Alice e sulla coscia e quello sul petto di FP dedicato alla figlia JellyBean, che spero prima o poi di vedere sullo schermo)

  • l’atmosfera retro del locale clandestino di Veronica. La faida col padre ha la stessa presa delle disavventure di Archie nel braccio della morte, ma senza dubbio la ragazza ha stile.

  • Betty e Jughead piccoli investigatori, perché quando indagano la loro chimica è alle stelle e perché riescono a far sembrare del tutto normale e per niente creepy i loro incontri romantici nel bunker di un ragazzo morto.

Appuntamento alla prossima settimana e ricordatevi di passare dalle nostre pagine amiche!

LILI REINHART ITALIA

RIVERDALE – ITALIA

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