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Ricordi? – Anteprima del nuovo film con Luca Marinelli

Ricordi? è un film del 2018 diretto da Valerio Mieli (Dieci inverni) e interpretato da Luca Marinelli (Lo chiamavano Jeeg Robot, La Solitudine dei numeri Primi, Trust) e Linda Caridi (Antonia). Presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia come film in concorso alle “Giornate degli Autori“, uscirà nelle sale solo oggi 21 marzo e noi siamo riusciti a vederlo in anteprima. Ieri a Milano infatti, nello specifico all’Anteo Palazzo del Cinema, è stato proiettato in anteprima il film alla presenza del regista Mieli e del cast che hanno in seguito dialogato con il pubblico.

Onestamente è il primo evento di questo tipo a cui partecipo, pur trascorrendo molto tempo al cinema non mi era ancora capitato di vedere un’anteprima o il cast del film proiettato ma è stata una piacevole scoperta. Ho trovato tutto l’evento estremamente interessante, oltre che davvero tanto emozionante per svariate ragioni, a cominciare dal film.

La trama dell’ultima fatica di Valerio Mieli potrebbe inizialmente sembrare molto semplice, ma in realtà Ricordi? regala allo spettatore molto più di quanto si possa pensare. Il focus ruota costantemente attorno a due ragazzi che, dopo essersi incontrati ad una festa e aver subito instaurato una connessione speciale, iniziano a raccontarsi i loro ricordi passati. Con lo scorrere del tempo i due personaggi crescono insieme, maturano o cambiano, scoprendo nuovi aspetti della propria persona e dell’altro, sempre accompagnati dai rispettivi ricordi.

La storia si evolve costantemente su frammentate memorie dei suoi personaggi che si accavallano, si uniscono, risultano essere ogni volta diverse perché ognuno ricorda sempre le cose in maniera differente. Per tutta la durata della pellicola non verremo mai a conoscenza dei nomi dei due protagonisti, ne viene mai indicato l’anno o il periodo di ambientazione, a volte non semplice da individuare. Viene presa questa scelta forse perché piuttosto che concentrarsi sull’individualità e su aspetti ritenuti meno importanti, Mieli vuole focalizzare la sua attenzione sul racconto di una storia d’amore.

Un amore puro, bello, doloroso e difficile, in un rapporto complicato ma intenso, vero. I due personaggi sono l’uno l’opposto dell’altro, lui tenebroso, triste, costantemente malinconico e pregno di negatività, lei invece pura, sorridente, solare, universalmente gioiosa. Nel corso della storia e del loro rapporto vediamo però questi aspetti della loro personalità mutare, all’occorrenza, smussarsi o tornare a presentarsi prepotentemente mettendo a rischio un equilibrio inizialmente perfetto, ma che con il tempo vacilla.

Il regista dunque costruisce la sua storia SEMPRE sui ricordi, all’apparenza scene che potrebbero non sembrare collegate tra loro, che confondono lo spettatore su cosa sia reale e cosa sia immaginazione, ma che inevitabilmente vanno a tessere la ragnatela di emozioni che ci accompagnano per tutta la pellicola. Luca Marinelli conferma tutto il suo talento in un interpretazione solida, un personaggio cupo e pensieroso che trova la sua “gioia” in questo amore, ma resta sempre inevitabilmente ancorato al suo passato. A colpirmi particolarmente però è stata Linda Caridi, forse perché ero già a conoscenza della bravura di Marinelli che adoro, ma invece non avevo fino ad ora mai sentito parlare di lei. Il suo personaggio inizialmente così solare e radioso, “troppo” felice in un mondo che solitamente non concede questo livello di positività e buon umore, cresce e muta con la storia, conservando però sempre il suo essere. In questo la Caridi è stata veramente brava perché è riuscita, a mio parere, a rappresentare perfettamente tutte le emozioni e i mutamenti interiori necessarie per far avvicinare lo spettatore al suo personaggio, come succede logicamente con quello di Marinelli.

Veniamo dunque trasportati con le immagini e i ricordi, sbiaditi o così vividi, a percorrere questa relazione, questa storia d’amore che rappresenta come gioie, lutti, amicizie, amori e ricordi possano costantemente mutare a seconda dell’umore o della persona che li custodisce. Grazie a luci e colori, ombre e musiche, i ricordi felici possono diventare terribili in una metamorfosi che si satura di negatività, possono invece colorarsi di gioia, calore e felicità in un momento di nostalgia oppure scomparire e nascondersi nella mente per poi essere riportati alla luce in un momento inatteso. Questa è la forza e la particolarità del percorso portato avanti in questo film, reso possibile anche da un montaggio a mio parere impeccabile di Desideria Rayner che riesce a legare ogni momento e rappresentare l’idea del regista sull’importanza e l’intimità dei ricordi.

Tutto questo è Ricordi?, un film nato da un’idea che Mieli sostiene di aver avuto alcuni anni fa e di essersi segnato come “post it” sul cellulare, che ha visto la luce a suo dire “inaspettatamente” rispetto ad altre sceneggiature e opere a cui lui ha lavorato. Probabilmente non si aspettava che un lavoro così complesso e particolare potesse riuscire a convincere ed essere messo in pellicola per la fruizione del pubblico cinematografico ma la soddisfazione e felicità per l’impresa è palpabile. Durante il dialogo con il pubblico si è parlato di come sia nato questo film, del processo creativo e di quanto tempo richieda riuscire a mettere insieme una sceneggiatura simile prima di essere portata sullo schermo e di come l’io e i ricordi di regista e attori si mescolino a quelli dei personaggi. Logicamente Mieli afferma di aver inserito alcuni ricordi o storie sentite nel passato e averle modellate e plasmate sulla storia e i personaggi, che ogni “ricordo” è stato inserito per caratterizzare la personalità dei protagonisti o tracciare la storia e mai a caso o per virtuosismo. Linda Caridi e Luca Marinelli hanno parlato del processo personale di avvicinamento al personaggio e di come chiaramente vi sia sempre una piccola parte di loro in qualsiasi lavoro fatto. Una parte esistente e reale o forse solo una che sarebbe voluta uscire fuori se ne avesse avuto la possibilità, cosa che il cinema concede agli attori. Scherzosamente, solarmente e con professionalità i tre hanno conversato e si son dimostrati disponibilissimi al dialogo e anche a fermarsi per scambiare qualche parola a fine evento, cosa che ho ritenuto davvero tanto carina e piacevole.

In conclusione Ricordi? si è dimostrato un film valido, probabilmente non perfetto, ma particolarmente emozionale per la sua capacità di rievocare nello spettatore la nostalgia per i ricordi passati, per l’infanzia, per quando tutto era più semplice e intenso, o forse lo sembrava. Perché la memoria a volte è proprio così, ingannevole, ma terribilmente affascinante.

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