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Recensioni Revolution

Revolution | Recensione 2×09 – Everyone Says I Love You

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Previously on Revolution, abbiamo sperato che Aaron riuscisse a fuggire dalle grinfie di Horn che, invece, non solo è riuscito a catturarlo, ma anche a torturarlo per dare fondo alle sue ricerche riguardo alla nanotecnologia. Ci si chiede, ormai, da diversi episodi come sia possibile che Aaron riesca a controllare le microcellule, perché proprio lui?!

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Miles, Rachel e Charlie stanno ancora cercando di portare avanti la loro missione di salvataggio. Non hanno alcuna intenzione di lasciare Aaron nelle mani di Horn e dei patrioti, così, si dirigono verso la fabbrica dove è tenuto prigioniero. Al loro arrivo, assistono ad una scena inquietante; parecchi patrioti sono distesi a terra e sembrano morti. Cane e uccellini compresi. Avvicinandosi cautamente ai corpi, capiscono che sono solo svenuti e devono approfittare di quei minuti di vantaggio per salvare Aaron, che sicuramente è l’artefice di quel ko generale. La scooby gang entra nella fabbrica, ritrovandosi nello stesso scenario dell’esterno, ma il nostro tenero nerd sembra essere fuggito. Proprio mentre i soldati stanno iniziando a riprendere conoscenza, i tre seguono le tracce lasciate dagli scarponi di Aaron e trovano un tunnel, che porta fuori le mura.

All’esterno della città, il tempo sembra aver subito una variazione climatica decisamente fuori stagione; è tutto più cupo, nebbioso, ma i nostri eroi non si lasciano intimorire e continuano la loro ricerca. Rachel, però, ha un breve ripensamento; si preoccupa per Gene, del fatto che sia suo dovere andare a cercarlo per assicurarsi che sia ancora vivo, che stia bene, e vuole tornare indietro ma Miles prova a dissuaderla. In fin dei conti, se dovesse essere morto, sarebbe morto per dare loro del vantaggio e aiutarli a trovare Aaron, quindi, se decidessero di tornare indietro, l’eventuale sacrificio di Gene sarebbe stato inutile. Miles, ovviamente, non spiega la situazione a Rachel così espressamente, sebbene sia facilmente intuibile, ma non serve aggiungere altro, in quanto si sente lo scalpiccio dei cavalli farsi sempre più vicino. I patrioti stanno arrivando, Horn è tra di loro, sempre più malato e quindisempre più deciso a trovare Aaron prima di chiunque altro. Non c’è altro tempo da perdere e Charlie, Miles e Rachel, alla fine, si rimettono in cammino.

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Charlie perde le tracce di Aaron e il gruppo è costretto a fare una breve sosta, che li lascia allo scoperto dei patrioti il tempo sufficiente per essere aggrediti. Se la cavano egregiamente, attaccando prima di loro e riuscendo a fuggire, ma vengono placcati subito da un altro gruppetto di soldati. Bass, che compare magicamente solo quando deve dare mostra della sua figaggine, arriva alle loro spalle e li uccide. Le espressioni che gli vengono rivolte, lasciano intendere parecchie cose; Rachel è sconvolta e leggermente impaurita, Miles sembrava quasi aspettarsi qualcosa del genere, e Charlie è felice, mentre inizia a sentire una certa attrazione sessuale. Dai, quel sorrisetto esprime ‘Oh, ti salterei addosso!’ da tutti i pori! E come darle torto…Ma non sono ancora sicura di riuscire a shipparli, onestamente, sono troppo fedele alla bromance tra Miles e Monroe per volere quest’ultimo con chiunque altro…

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Comunque, sorvolando sulle impronte di Eric Kripke visibili in ogni scena (tanto amore per questo genio!), Bass porta il resto della ‘famiglia’ in un rifugio. Subito, Miles gli chiede perché non abbia tenuto Aaron al sicuro e Monroe si giustifica con molta facilità; ci ha provato ma sceglierà sempre la sua vita al posto di quella di chiunque altro e non ha protetto Aaron per bontà d’animo, ma solo perché vuole sapere da Miles dove si trova suo figlio. Quindi, finché non avrà ottenuto ciò che vuole, non li aiuterà a cercare Aaron. Con quella che era iniziata come una specie di richiesta d’aiuto da parte di Miles, che ammette di avere bisogno di lui (#Icantbreath) perché non sta bene, si finisce con un ricatto e chissà perché c’è tutto sto mistero sul figlio di Bass…

Nel frattempo, ‘everybody says I love you‘ e Rachel e Charlie non sono l’eccezione. Finalmente, condividono un momento madre/figlia molto tenero, scambiandosi amore reciproco. La donna confessa di sentirsi in colpa per Gene e per il modo in cui ha lasciato le cose in sospeso con lui; nonostante tutto ciò che ha fatto, resta comunque suo padre e non la si può biasimare.
Monroe, alla fine, accetta di aiutarli a ritrovare Aaron e, seguendo le tracce di Aaron, dal silenzio che li circonda, intuiscono che i patrioti non ci sono più. Forse hanno già trovato Aaron e non possono rischiare di non raggiungerlo prima di loro.

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Aaron si risveglia in quella che sembra essere la biblioteca di una scuola. Cynthia ha perso i sensi ma sta bene, non è più ferita. Le domande che ruotano intorno al nostro nerd preferito, si fanno sempre più frequenti e i battiti del mio cuore iniziano ad accelerare più o meno da metà episodio in poi. Si era speculato parecchio su questa puntata, in quanto nel promo stesso si preannunciava che avremmo finalmente scoperto cosa si nasconde dietro tutto questo casino delle doti di Aaron, ma per quanto sia stata data una spiegazione logica e facilmente intuibile, io non mi aspettavo niente di tutto ciò.
Sentendosi osservato, Aaron si volta e si ritrova davanti un ragazzino. Questo piccolo talento, mi ha fatto venire i brividi sin dalla sua prima battuta; credo che sia tipo un’allucinazione di Aaron, di lui da bambino, ma più si va avanti e più mi sento confusa.

Aaron non riesce a ricordare come abbia fatto a raggiungere la scuola e il ragazzino gli spiega che c’è arrivato da solo, con Cynthia tra le braccia; la donna si risveglia, sta più che bene, e qui abbiamo la conferma che quel bambino non esiste davvero, o meglio che solo Aaron è in grado di vederlo. Subito penso che siano le nanocellule ma come è maledettamente possibile?
Aaron vuole andarsene ma, assurdamente, Cynthia gli dice di restare; se il bambino vuole parlare con lui, potrebbe essere la loro unica occasione di capire come funzionano queste nanocellule. Seppur con poca convinzione, alla fine, Aaron torna nella biblioteca; fa mente locale e riesce a ricordarsi dove aveva già visto quel viso. Le nanocellule hanno preso le sembianze di un vecchio amico delle elementari con il quale Aaron passava il tempo.

La conversazione tra i due è a dir poco inquietante ma utile a schiarirci le idee.

Aaron, nel momento in cui ripristinò la corrente dalla Torre, attivò involontariamente le nanocellule quindi è come se queste abbiano deciso di lavorare per lui per ringraziarlo. Tutto ciò che Aaron pensa, ottiene, grazie al loro intervento. Se Aaron pensa ‘uccidi’, le microcellule uccidono, ed ecco spiegati i suoi ‘poteri’. Queste nanocellule sono state costruite con una tecnologia super avanzata che le ha rese una sorta di intelligenza artificiale, capace di intendere, di volere e di agire, soprattutto.

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Di solito, lascio a Tom Neville la parte finale della recensione, ma questa volta l’attenzione è incentrata su Aaron e le nanocellule e meritano, secondo il mio modesto parere, un discorso conclusivo. Quindi, ho deciso di ‘anticipare’ la parte riguardante il mio adorato stratega.

Roger Allenford, nonostante non si fidi di Jason e ritenga che sia pericoloso, essendo fuggito dal campo di riprogrammazione, viene convinto da Tom a portare entrambi alla Casa Bianca. Salgono sul treno e tutto procede bene finché il veicolo fa una fermata. Neville raggiunge uno dei primi vagoni per controllare che sia tutto ok, e guardando oltre un finestrino scova sua moglie, viva e vegeta, intenta a baciare un uomo. Sul momento, ho subito pensato che li avrebbe uccisi entrambi, visto che sta facendo tutto questo solo per vendicare la morte della moglie che, invece, sta più che bene e lo ha anche tradito. Ma, come sempre succede, Tom mi stupisce ancora una volta. E’ un uomo pieno di sorprese.

Ripartito il treno, raggiunge il vagone nel quale è presente la moglie intenta a pranzare insieme alla sua nuova fiamma. Si fa vedere da lei e la donna non esita nemmeno un istante prima di seguirlo, scusandosi con i presenti al tavolo. Convinta che l’avrebbe tipo afferrata per il collo e strangolata, nel vederli saltarsi addosso a vicenda, sono rimasta alquanto stupita. E’ indubbio l’amore che Tom prova nei confronti della donna ma, ingenuamente, credevo che avrebbe reagito in maniera diversa nell’averla di nuovo vicino.

Dopo essersi concessi una sveltina, davvero celere se nessuno si è accorto dell’assenza prolungata della donna, iniziano a chiarirsi a vicenda alcuni dubbi, e la signora Neville spiega come abbia fatto a non ritrovarsi ad Atlanta durante lo scoppio della bomba. Per un caso fortunato, a dir poco, aveva deciso di allontanarsi più a sud. Ritrovatasi da sola, pensando che Tom fosse morto, è stata costretta a sposare quell’uomo per poter vivere una vita decente. Tom le spiega che si trova su quel treno perché diretto alla Casa Bianca, in quanto il suo piano consisteva nell’uccidere il Presidente per aver lanciato le bombe su Atlanta e Philadelphia, uccidendo anche lei. Essendo viva, però, ogni suo piano risulta vano, ma la donna non ne sembra convinta. Gli chiede di non uccidere il Presidente ma di continuare con la sua scalata verso il successo. Avevo dimenticato quanto fosse subdola, anche più di Neville stesso! E ce ne vuole…Alla fine, quindi, decidono di comune accordo di continuare ognuno per la propria strada, finché avranno ottenuto, finalmente, ciò a cui aspirano da sempre. Ciò mi lascia credere sempre di più che, entro la fine della stagione, ci ritroveremo Tom Neville come nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

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Horn, i patrioti, Miles e il resto della gang raggiungono tutti la scuola in cui dovrebbe essere nascosto Aaron. La situazione inizia a complicarsi e i nostri eroi devono riuscire a trovare il loro amico prima che lo faccia il dottore. Horn sta male, sempre peggio, e questo lo sprona ancora di più a cercare Aaron a tutti i costi. Miles, Rachel, Charlie e Monroe si dividono e i patrioti riescono a raggiungere la biblioteca, ma fortunatamente Aaron e Cynthia sono già fuggiti.

Miles e Rachel si nascondono in una stanza per allontanarsi dai soldati, ma quando Miles si sente male, sono costretti a fermarsi lì e lui non può più evitare di dirle dell’infezione. ‘Everybody says I love you’ e Miles le fa capire chiaramente di essere sempre stato innamorato di lei. Tramite un precedente flashback, che ci porta indietro a sei anni prima del blackout, scopriamo che i due avevano in corso una storia clandestina; lo sapevamo già in fondo, ma non avevamo idea di come si fossero svolte esattamente le cose. Quando Miles era pronto per partire per l’esercito, Rachel lo segue in aeroporto; il viso della donna, lievemente coperto di lacrime, è davvero straziante. Si amano a vicenda, ma Rachel è già sposata con Ben e Miles si rende conto di non poter andare avanti con quella storia; è suo fratello, è una brava persona e merita una bella vita, felice e serena in sua compagnia. Rachel insiste, cercando di convincerlo a dirle che la ama, ma Miles finge l’esatto contrario e l’abbandona lì.
Ora, ferito gravemente e con in corso un’infezione, probabilmente mortale, prova a convincere la donna ad andare via ma senza alcun risultato; a seguito dei vecchi trascorsi, Rachel non ha alcuna intenzione di lasciarlo andare, di nuovo, e nessuna delle sue ‘stronzate da macho’ potranno convincerla ancora a spingerla via, ma Miles perde i sensi e non riesce a dirle esplicitamente di amarla…

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Nel frattempo, Charlie e Monroe continuano la ricerca di Aaron ma, braccati dai patrioti, Bass decide di scappare. E’ esilarante lo stile con il quale cerca di non risultare un codardo egocentrico.
Messa alle strette, Charlie si nasconde, riuscendo allo scoperto solo quando inizia a sentire un certo silenzio; ovviamente, però, sarebbe stato troppo facile, quindi ecco che compaiono un paio di patrioti alle sue spalle. Uccisi, ovviamente, dal solito Monroe-Batman che compare magicamente sempre nel momento più giusto. Inizia ad essere ridondante la scena di lui che, sempre più virilmente, massacra chiunque.
Però, è tornato indietro, per Charlie…la ragazza ne sembra entusiasta e, a questo punto, direi che ci è concesso shipparli come se non ci fosse un domani!!!

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Horn trova Aaron. Lo minaccia, deve aiutarlo immediatamente a guarire o ucciderà Cynthia. Aaron cerca di farlo ragionare, e richiama le nanocellule che aveva precedentemente allontanato. Horn inizia a contare… 3, 2, 1… e spara a Cynthia, Aaron è sconvolto e solo allora il ragazzino si decide a comparire. Il primo pensiero del ragazzo è di vendicarsi e ordina alle nanocellule di uccidere Horn.

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Ovviamente, pur essendo un’intelligenza artificiale, le nanocellule non riescono a comprendere i pensieri contorti che può avere un essere umano. Dopo aver ucciso tutti i patrioti, sotto richiesta dello stesso Aaron, gli chiedono perché non abbia pensato a chiedere di guarire Cynthia invece che a vendicarsi. Nemmeno lui sa darsi una spiegazione e cerca subito di rimediare chiedendo loro di curare Cynthia, ma le nanocellule, offese, decidono di andarsene, così come aveva chiesto inizialmente Aaron.
Lasciando Aaron a piangere la morte della donna che amava e noi con ancora più domande nella testa.

Come sempre, se vi va di dirmi come la pensate riguardo questo episodio a dir poco da panico, scrivetelo qui sotto nei commenti.
Ricordatevi di mettere ‘mi piace’ alle pagine italiane dedicate a Revolution, per non perdere mai anticipazioni e quant’altro.

REVOLUTION ITALIA – IL PRIMO SITO ITALIANO

REVOLUTION ITALIA (NBC)

Revolution riprenderà l’8 gennaio, con l’episodio 2×10 – “Three Amigos”.

Buone vacanze natalizie!

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