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Revolution | Recensione 2×05 – One Riot, one Ranger

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“Every good occupation deserves a resistance.” E’ con queste parole, dette da Miles, che abbiamo lasciato i nostri rivoluzionari nello scorso episodio. E’ intenzionato a far partire una guerra contro i patrioti, ma come agire? In questa 2×05, finalmente, abbiamo la possibilità di rivedere Miles e Monroe vicini e Charlie con Rachel; li vedremo tutti lavorare insieme per avere la meglio sull’US Government?

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Nemmeno questa volta abbiamo avuto modo di scoprire cos’abbia Aaron di speciale ma, anche se in piccolo, siamo venuti a saperne qualcosa di più…
Il nostro giovane nerd raggiunge Miles, e senza nemmeno dare un breve accenno del problema, parte in quinta rendendogli chiaro che sa degli avvenimenti della sera prima, dell’autocombiustione dei soldati e Miles, che inizialmente non riesce a capire, sembra intenzionato ad andare in fondo alla cosa, ma la loro conversazione viene interrotta dall’arrivo di quelli che Miles definirà ‘ranger texani’.

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Arriva nella città di Willoughby un gruppo di ranger, capeggiati da un certo Jon Franklin Fry, il quale richiede subito di poter vedere il tenente Truman. Il ranger sembra voler rivendicare il suo territorio e Truman gli chiede almeno di parlarne con il generale.
Non appena lo vede, Miles si nasconde e rivela a Rachel di aver avuto a che fare con lui ai tempi della Repubblica di Monroe, nonostante abbiano provato ad uccidersi a vicenda, Miles sostiene che lui potrebbe essere la loro unica possibilità per far scoppiare una guerra.

“This is not America, they’re dangerous!”

Miles attira Fry da lui; ovviamente, all’inizio c’è dell’astio tra i due ma sembra che le questioni personali riescano a passare in secondo piano quando c’è da pensare a cose ben più importanti. Il nostro rivoluzionario, cerca di convincere il ranger della pericolosità di questi patrioti; sono stati loro a sganciare i missili bomba contro Atlanta e Philadelphia e chissà di cos’altro sarebbero capaci! Ma l’uomo, giustamente, richiede delle prove da portare al suo capo così da poter causare la guerra, altrimenti, non vi sarebbero basi solide per evitare un eventuale trattato di pace. Miles accetta, sebbene sembri in difficoltà al solo pensiero di dover cercare una prova evidente, e i due si danno appuntamento quella stessa nott, per chiudere la questione una volta per tutte.

ImmagineMentre Miles cammina, con nonchalance, per le strade di Willoughby dopo l’incontro avvenuto con Fry, viene fermato da Charlie. I due hanno un momento d’affetto molto dolce che non siamo abituati a vedere, soprattutto da parte di Miles. E’ tenero il modo in cui si sia affezionato alla ragazza… Questo momento di felicità, però, viene interrotto quando gli dice di avere qualcosa da fargli vedere e lo porta da Monroe.

Allora: ho aspettato questo momento di ricongiungimento talmente a lungo che, prima di capire cosa si sono detti, ho dovuto rivedere la scena almeno una dozzina di volte! Non mi aspettavo di certo che Miles lo abbracciasse e lo accogliesse di nuovo come un fratello, anzi! Mi aspettavo molto di peggio: la sua fermezza, il suo mantenere sempre un certo sangue freddo, sono state qualità necessarie per non saltare alla gola di Bass. Ovviamente però, c’è da considerare anche il fattore ‘amicizia durata quasi un’intera vita’, tanto che Monroe stesso gli fa notare, e non di certo per la prima volta, che per quanto Miles ci abbia provato ad ucciderlo, non è mai riuscito a premere davvero il grilletto. E ciò è già sufficiente a farci capire quanto, nonostante tutto, gli voglia ancora bene.
Monroe gli dice che è intenzionato ad aiutarlo e lo segue insieme a Charlie verso i treni dove, la sera prima, erano stati massacrati gli uomini di Titus. Miles è alla disperata ricerca di prove, i patrioti sono in agguato, la questione inizia a farsi davvero spinosa ed io a cosa penso? Al fatto che ci resta male quando Monroe gli dice di non essere poi così entusiasta di essere lì con lui. A parte che nessuno ci crede, ma l’espressione che fa Miles è da cuore spezzato!
Non riusciremo mai a rivederli felici com’erano una volta, soprattutto considerando la ‘psicolabilità’ di Bass. Purtroppo…Devo farmene una ragione.

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Nel frattempo, abbiamo modo di vedere un flashback risalente a sei mesi fa, a quando i nostri rivoluzionari, dopo la tragedia della Torre, raggiunsero Willoughby. Notiamo un Aaron spossato, triste, abbattuto ma che, nonostante tutto, è intenzionato a darsi da fare, non per altro ma perché ha davvero bisogno di fare qualcosa, qualcosa in cui ha sempre dimostrato di eccellere. Si presenta così, alle porte della scuola, dove conosce Cynthia, e le chiede di poter insegnare. La donna inizialmente, non sembra d’accordo, in quanto sostiene che le sue condizioni potrebbero spaventare i bambini ma, alla fine capisce il dolore di Aaron e decide di dargli una possibilità. E’ proprio in questa circostanza che, in seguito, abbiamo modo di conoscere Carl, il marito idiota di Cynthia, il tipico burino che si crede chissà chi. #justsaying
Quando abbiamo iniziato a vedere questi flashback, pensavo che il punto della situazione fosse di farci sapere come Aaron e Cynthia si fossero conosciuti ma, poco dopo, scopriamo il vero motivo.

“I can’t…”

Tornando all’attuale linea temporale, vediamo Aaron che, distrutto all’idea di mettere in pericolo Cynthia, decide di andare via da Willoughby. La ragazza, preoccupata dalla sua scomparsa, chiede aiuto a Rachel, la quale non ci mette poi molto per trovarlo. Per quanto in passato abbia odiato il modo in cui Rachel sembrasse volerlo sfruttare, devo ammettere che adoro la loro amicizia, soprattutto nel modo in cui si sta sviluppando nel corso di questi ultimi episodi.
Aaron rivela alla donna il motivo reale che lo ha spinto a lasciare Willoughby; ha paura di fare del male a Cynthia e crede che sia una paura fondata, in quanto non era la prima volta che aveva un incidente come quello avvenuto la sera prima con i soldati, ai quali aveva fatto prendere fuoco. Tramite un altro flashback, infatti, vediamo che un mese dopo l’arrivo a Willoughby e quando ormai era tornato ad essere un uomo relativamente più rilassato, scopre che Carl tradisce la moglie. I due hanno un diverbio, nel quale Carl mostra tutta la sua tamarraggine, e in seguito, Aaron si allontana; una piccola lucciola svolazza alle sue spalle, lui stringe le mani a pugno come se avesse così tanta rabbia da volerlo prendere a botte ma non ne ha il coraggio, e pochi istanti dopo, vediamo che Carl e la sua amante prendono fuoco, esattamente senza alcuna spiegazione, così com’è successo con i soldati. E’ chiaro che, in qualche assurdo modo, sia Aaron a provocare queste autocombustioni…Il dubbio, però, ci resta per il ‘come’.
Alla fine, Rachel riesce a convincerlo a tornare a Willoughby ma, per strada, Aaron perde i sensi e ha una delle sue visioni: vede Miles insieme a Charlie..e a Monroe.

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I patrioti seguono Charlie, Miles e Bass e i tre si ritrovano a dover far fronte ad uno scontro a fuoco. Ovviamente, senza alcun dubbio, le strategie militari dei due amici hanno la meglio sui soldati e riescono anche a tenerne in vita uno, esattamente colui che finse di lavorare con Titus, come prova da fornire a Jon Fry.
Raggiunto il capanno dove aveva appuntamento con il ranger, e proprio ad interrompere un momento esilarante tra Miles e Monroe, ecco che arrivano Rachel ed Aaron. La donna, alla vista dell’ex comandante della Milizia, reagisce a dir poco male; afferra un mitra e glielo punta contro. Miles interviene, mettendosi in mezzo e cercando di calmare un attimo le acque. Beh..che dire a riguardo? Questa scena è stata a dir poco epica! Ho fangirlizzato tantissimo nel vedere Miles ‘proteggere’ Monroe e ho adorato il suo essere così scorbutico nei confronti di tutti e anche di Aaron, quando questi gli fa la battuta su Monroe. L’ho davvero adorata!
Comunque, Miles riesce a tenere a freno gli impulsi vendicatori di Rachel e ordina a lei, Aaron e Charlie di nascondersi al piano di sopra, mentre chiede a Bass di coprirgli le spalle (e qua avevo definitivamente gli occhi a cuoricino!).

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Parallelamente, Tom è ancora nel campo rifugiati di Savannah, sempre più intenzionato a fare il doppio gioco per vendicare la morte di sua moglie e dare una lezione a coloro che dicono di essere il Governo degli Stati Uniti.
Parte della popolazione viene trasferita e Neville chiede spiegazioni alla Allenford; ovviamente, criptica come sempre, si limita a dirgli che non è una sua preoccupazione e che, piuttosto, ha bisogno di lui per raggiungere Washington; non perché si fidi ma perché ha carenza di uomini. #youbitch
Sorvolando su quanto possa starmi antipatica sta donna, Tom, a differenza mia, ha ancora la pazienza e la forza di sopportarla, e la segue in direzione di Washington. Lungo la strada, incontrano un altro vagone di soldati i quali, però, non hanno buone intenzioni e aprono il fuoco contro la Allenford. Tom interviene preventivamente e la porta in salvo ma la donna resta ferita e lui, ovviamente, ne approfitta. Riesce a farsi dire dove vengono portati davvero i rifugiati, non in un campo meglio organizzato bensì in un centro di riprogrammazione. La Allenford ammette quanto ciò sia disumano e confida a Neville di aver avuto problemi con i comandi ricevuti dall’US Government proprio perché lei non era d’accordo a riguardo. Tom, allora, pensa bene di lasciarla lì a morire, visto che ‘vuole far parte dei patrioti’ e lei, invece, sembra remargli contro, ma la donna lo convince a farsi aiutare nominando Jason. Nonostante lo ritenga alquanto inutile, anche io mi sono chiesta dove l’avessero fatto andare e scopriamo la sconvolgente verità: Jason è stato mandato in uno di questi centri di riprogrammazione e la Allenford, in cambio di un aiuto da parte di Neville, è decisa a portarlo da lui. Da padre, Tom non può che farsi andare bene l’accordo. Quindi, sicuramente, nella prossima puntata vedremo un Neville ancora più agguerrito in combutta con la Allenford per salvare Jason. #cantwait

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“Isn’t it what you wanted?”

Giunto Jon Fry al capanno nel quale gli aveva dato appuntamento Miles, arriviamo alla parte conclusiva dell’episodio. I due discutono riguardo le vere intenzioni dei patrioti e Miles porta subito il ranger dalla sua prova, uno dei soldati che aveva rapito precedentemente insieme a Monroe, ma al loro arrivo lo trovano morto e scoprono che aveva una capsula di cianuro in un dente. Ok che gli americani sono sempre stati paranoici, ma se avessero avuto buone intenzioni a che pro munirsi di cianuro per le ‘emergenze’? Non ha senso e anche Miles se lo chiede. Il ranger, però, non ha modo di replicare alle sue parole; Monroe gli spara alle spalle e lo uccide sul colpo. Sul momento, mi sono ritrovata ad urlare ‘ma che ca**o fai, Bass?’ e mi sono molto immedesimata nella reazione che ha avuto Miles. Ma il suo ragionamento non fa una piega: morto il ranger, si da la colpa ai patrioti e si fa partire una guerra. Sorvolando sui suoi modi sempre poco umani, purtroppo, ha ragione anche questa volta e anche Miles si ritrova a dovergli dare ragione, seppur con un solo sguardo.

E’ impossibile esprimere a parole quanto mi sia mancato veder lavorare insieme questi due.

Quindi, dalla prossima puntata, dobbiamo aspettarci che il Texas entri in guerra contro il Governo degli Stati Uniti? Si creeranno delle fazioni e, onestamente, spero che il nostro colonnello Neville trovi un modo per riunirsi al resto del gruppo, sebbene la vedo un po’ difficile…

Che cosa ne pensate di questo episodio? E che cosa vi aspettate dal prossimo?

Come sempre, vi ricordo di mettere ‘mi piace’ nelle pagine italiane dedicate a Revolution:

REVOLUTION ITALIA (NBC)

REVOLUTION ITALIA – IL PRIMO SITO ITALIANO

Qui di seguito, trovate il link del promo della 2×06 – “Dead man walking”. SPOILER!

http://www.youtube.com/watch?v=lR4SL2o5dAY

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