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Recensioni Revenge

Revenge | Recensione 4×22 – Plea

Revenge è fatto così, ormai ci sono abituata. A un solo passo dal suo traguardo più importante, questa serie tira fuori dal cilindro uno dei suoi episodi più belli che in una scala emotiva che va da “calma piatta” a “fuochi d’artificio” si posiziona quasi certamente al livello “triplo salto carpiato dalla sedia con avvitamento e imprecazioni contro lo schermo del pc”. Ogni personaggio sembra riuscire a trovare la sua giusta collocazione nel quadro complessivo, ogni storia riceve la giusta attenzione e mentre il piano finale di Victoria diventa adesso terribilmente evidente, il più grande inganno della storia viene svelato e Madeleine Stowe si rivela più Grayson di quanto avessimo mai immaginato. In una concatenazione equilibrata ed entusiasmante di eventi, tra gradite sorprese e piccoli ritorni, Revenge si avvia verso il suo ultimo atto e la nostra unica certezza è che finirà così come da sempre era destinato a finire.

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In un assurdo capovolgimento di storie rispetto agli esordi di quattro anni fa, ci ritroviamo nuovamente in un’aula di tribunale e mentre David Clarke respira e vive da uomo libero e ripulito da tutte le accuse, sua figlia Amanda ritorna quasi al suo punto di partenza, indossando ancora una volta un outfit che non ha scelto. I primi 2000 punti messi a segno da questo episodio arrivano dal casting dell’avvocato difensore di Amanda e solo chi segue i lavori di Emily VanCamp fin dai suoi primi ruoli può capire quell’atmosfera di magica perfezione che si respirava nelle scene che un’ormai cresciuta VanCamp ha condiviso con il ritrovato Tom Amandes, un uomo che in qualche modo ha visto crescere il suo talento così come Harold Abbott vedeva crescere sua figlia Amy nel mai dimenticato Everwood. E il primo obiettivo viene anche raggiunto: Amanda viene rilasciata su cauzione davanti agli occhi dei tre uomini che più la amano e che si ritrovano emblematicamente nel posto che da sempre hanno scelto di occupare, alle spalle di Amanda, pronti a sorreggerla e a combattere al suo fianco qualsiasi cosa accada. E proprio nel pieno rispetto delle restrizioni ordinate dal giudice, non era ancora uscita dall’aula di tribunale quando Amanda ha cominciato a pensare alle diverse possibilità che si aprivano davanti a lei per riuscire a dimostrare la sua innocenza e il primo passo è sempre lo stesso: trovare Mason Treadwell, trovare il suo alibi.

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Uno degli aspetti che più ho amato di questo episodio e di quella che sembrava soltanto l’ennesima missione di Emily Thorne è stata la dimostrazione evidente che in quel momento preciso non era Emily a combattere per la sua libertà ma bensì Amanda perché ciò che più differenzia i due volti di una stessa persona è l’intenzione, è l’obiettivo per cui agisce. Emily combatteva per vendetta o per giustizia, il confine è sempre stato labile, e tutto ciò che vedeva di fronte a sé non era un futuro ma al massimo una chiusura per il passato. Amanda invece ha adesso tutto ciò che più terrorizzava Emily, ha qualcosa per lottare, ha qualcosa da raggiungere e anche da perdere se non ci prova fino in fondo e la sua crescita in quanto persona diventa sempre più evidente adesso che, anche sull’orlo del precipizio, Amanda non ha paura di ammettere ciò che più desidera. Sapete bene a cosa mi riferisco, ho speso migliaia di parole per loro e anche se, come al solito nella loro storia, adesso sembra quasi troppo tardi, dopo quattro anni Amanda ha pronunciato esattamente le parole che sognavamo di ascoltare da sempre e le ha dette all’uomo che non ha mai smesso di aspettarla e che adesso la guarda e sorride come se in quel momento fosse l’uomo più felice del mondo.

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In quattro anni di Revenge è stata probabilmente questa la cosa più coraggiosa che abbia visto fare ad Amanda, smettere di cercare il momento perfetto e semplicemente aprirsi a Jack, chiedergli soltanto di restare al suo fianco, chiedergli di aiutarla a pensare a un futuro insieme e mentre lui le accarezza il volto, diventa chiaro e luminoso come il sole degli Hamptons come non ci sia mai davvero stato nessun altro per loro e che tutto quello che avevano vissuto era stato soltanto un percorso che avrebbe condotto inevitabilmente a questo giorno, in quel posto, sul quel dondolo che Jack aveva costruito per la nuova ragazza arrivata negli Hamptons anche quando ancora non immaginava quanto importante fosse per lei quel gesto.

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E in tutta questa atmosfera poetica e romantica, ritroviamo Nolan che sembra quasi condannato adesso a un contrappasso dantesco perché dopo aver shippato Jemily dal pilot e anche prima, si ritrova ora ad agire da cockblocker, Tu quoque Brute!

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Ma Jack non è l’unica ragione per cui Amanda intende lottare, soprattutto ora che le condizioni di salute di suo padre sembrano peggiorare irrimediabilmente. La gita fuoriporta per scovare Mason riporta Amanda dietro le sbarre più velocemente di quanto Barry Allen si cambi d’abito, questo soprattutto grazie al miglior detective del mondo di tutti i tempi Ben Hunter, ma se Amanda non è arrivata in tempo per trovare Mason, ciò che non ha perso per strada è quella piccola informazione fondamentale che le permette di continuare a lottare. Amanda è adesso più combattiva che mai e non intende passare in prigione quelli che potrebbero essere gli ultimi mesi di vita di suo padre ma questa in realtà non è un’opzione che sembra voler accettare. Limitata e intrappolata come non lo è mai stata, Amanda strappa a suo padre una promessa, quella di continuare a lottare, di non arrendersi così come lei non si è mai arresa mentre combatteva contro il mondo intero per ripulire il suo nome e l’idea di perderlo di nuovo adesso che l’ha davvero ritrovato non è esattamente la spinta giusta per continuare a cercare la verità.

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tumblr_nnv0jtS82y1u4ffb7o4_250 Così Amanda ricomincia, come solo Emily Thorne farebbe, lucida, razionale, spietata, senza permettere alle sue paure di intralciarla e se lei deve restare in una cella allora qualcuno dovrà andare a farle compagnia e sa benissimo chi vuole al suo fianco in quel posto. Grazie all’aiuto prezioso di Nolan & Jack, Amanda ottiene esattamente quello che vuole: cinque minuti sola con Margaux LeMarchal. Quello che segue è uno dei momenti più epici di Emily Thorne o Amanda Clarke o chiunque lei voglia essere, è la dimostrazione che non puoi mettere una bambina viziata a fare un gioco da adulti, è il ripetersi, ancora e ancora, di una stessa scena, come se la funzione in loop fosse inserita da sempre, ma quello che nessuno sembra aver capito davvero (e arrivati a questo punto è quasi imbarazzante) è ciò che Amanda è disposta a fare per proteggere le persone che ama e per impedire a chiunque di portarle via la sua possibilità di avere tutto ciò che continuano a negarle. Non che fosse una sorpresa ma dopo un paio di minuti in compagnia di una persona che adesso ha troppo da perdere, Margaux canta come un soprano, rivelando ad Amanda tutto ciò che le serviva sapere. La fiducia che in seguito lei riserva a Ben mi stupisce quasi quanto quella che Nolan sembra ancora disposto a riservare a Louise ma entrambi i personaggi sono destinati in qualche modo a ricredersi e ad unire sorprendentemente le forze.

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Da una parte, per la prima volta dopo il suo traumatico cambio di rotta, Louise sembra far emergere di nuovo quella persona di cui ci eravamo tutti innamorati, una persona purtroppo debole e facilmente manipolabile ma nel profondo buona e anche troppo ingenua, alla ricerca disperata di qualcuno che la ami davvero. Infantilmente legata al ricordo deviato di Victoria e stranamente vicina a Margaux, Louise cerca di rimettere insieme la band cercando una nuova componente e chi meglio di Charlotte Grayson potrebbe adempiere a questo compito? Il ritorno di Charlotte è stato breve, più di quanto mi aspettassi in realtà, ma che fosse al corrente di tutta la verità o meno, in quelle poche battute Charlotte dice tutto quello che andava detto, allontanando dalla sua vita, rimessa in sesto con sforzi che non intende vanificare, il nome Grayson, il ricordo di sua madre e tutto ciò che da entrambi è sempre fuoriuscito, vale a dire puntualmente niente di buono per lei.

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Sta di fatto però che Louise porta avanti il suo piano commemorativo con le parole di Nolan e di Charlotte che ancora vagavano latenti nella sua testa e che all’improvviso sembrano trovare perfetta combinazione nella felpa nera che ritrova nell’armadio di Victoria, la stessa felpa che indossava la persona che doveva essere il pseudo aggressore di Victoria. Dall’altra parte quindi, di fronte alla testimonianza di Louise, anche Ben dall’alto della sua genialità non può fare a meno di notare come ogni parola del racconto di Amanda cominci a trovare la sua giusta collocazione in un piano tanto machiavellico quanto paradossalmente vero.

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Agendo da solo e senza rinforzi, essendo lui Clark Kent senza occhiali, Ben segue la pista disegnata da Amanda per ritrovarsi esattamente faccia a faccia con Victoria Grayson, più viva di quanto lui sia mai stato e di quanto, da quel momento in poi, lo sarà perché alle sue spalle, una misteriosa Courtney Love-White Gold (quasi certamente al servizio di Margaux) lo pugnala con precisione e spietatezza alla base della testa, mettendo a tacere l’unica prova vivente dell’innocenza di Amanda Clarke.

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E quindi ci siamo revengers, manca soltanto un episodio, manca soltanto l’ultimo finale di una serie pronta a far calare il sipario sul suo palcoscenico ma se c’è una cosa che Revenge ha sempre saputo fare meglio di chiunque altro è chiudere in bellezza e sono certa che, al suo ultimo tentativo, Revenge non sbaglierà donandoci quella conclusione degna a cui pensiamo da sempre.

 

NOLANISMO DELLA SETTIMANA

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9 comments

Federicuccia 6 Maggio 2015 at 17:08

lo sapevo! sapevo che Vic era ancora viva, andiamo ripeteva a pappagallo quanto volesse vendicarsi di Amanda, e poi si suicida?!?
4 anni di vendette e tradimenti, voglio almeno vedere le due darsele di santa ragione ihihih come Amanda stava per fare con la francesina, a proposito ben ti sta!
ma d’altronde tale padre, tale figlia

Louise sì ha avuto una vita difficile ma alla base del suo tradimento c’è il fatto che Nolan non le ha detto di Amanda e della sua storia…beh non è una cosa sulla quale mettere dei manifesti! e poi ha trovato Vic che è in pratica uguale alla madre come carattere, quindi manco è stata fortunata!

Charlotte che ribadisce che il suo cognome è Clarke, quello è stato degno di nota 🙂

Goodbye Ben eh se si fosse svegliato prima e avesse dato retta a Ems, invece di mettere tutto sul personale perché diciamolo stava facendo il co****ne per ripicca, forse sarebbe ancora vivo.

ma David che parla dell’assurdità di “morti” che ricompaiono alla figlia?…cioè senti chi parla! XD però che sfiga colossale che ha quest’uomo :'( aveva avuto quello che ha sempre e solo sognato stare con Amanda e ora gli viene di nuovo strappata via, stavolta per sempre.

Ciao omg c’è il series finale!!!! :* P.S. spero che trovino quel bastardo di Mason!

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WalkeRita 7 Maggio 2015 at 11:54

Ciao Fede!! Io fui costretta a cambiare la mia recensione perchè ERO CONVINTA che Victoria non fosse morta ma la Stowe rilasciò quell’intervista che fece il giro del mondo in 80 minuti e mi ritrovai spiazzata! E adesso questo, assurdo!! Li amo!! Per Charlotte devo dirti che speravo in qualcosa di più, in fondo anche se prettamente inutile, è una delle poche sopravvissute quindi merita anche lei un finale degno! Ben, io non posso essere triste per Ben, gliel’ho tirata dall’inizio, anzi ha anche scelto il momento sbagliato per morire!! xD E per David mi dispiace tanto, esistono i miracoli? Grazie di tutto Fede e appuntamento alla prossima settimana per dire insieme addio a Revenge!

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SaraVodcah 6 Maggio 2015 at 18:14

Al grido di “dalla prossima puntata niente più cockblocker!..ah ma la prossima è l’ultima”,commento le tue recensioni come se fossi in un gruppo di supporto per i jemily anonimi.

Ciao sono SaraVodka,ho 25 anni e shippo Jemily.Oggi volevo condividere il mio pensiero sulla scena del dondolo:
l’attesa amplifica il piacere…e se tanto mi da tanto dopo 4 anni sentiremo qualcosa pure noi.
Nolaaaaaaaaaaaaan,adesso rientri e ti vai a autoflagellare per 5 minuti ripetendo “non devo più interrompere una scena jemily”.
Però voglio concentrarmi su Jack soprattutto.Dopo “voglio stare con te” lui non ha capito più una mazza del discorso di Emily.Mi ha fatto morire.In sequenza:accennava sì e no com leggeri movimenti del capo,aveva lo sguardo da rincitrullito, poteva camminare ad un metro da terra and the stars make you drool just like a pasta fazool…That’s amore
E il sorriso finale di Jack.L’abbiamo perso definitivamente.Lui è contento già così…vedete voi com’è messo povero uomo
Però adoro il fatto che pure dopo 4 anni,dopo tutto quello che è successo,lui non le rinfaccia niente ed è subito pronto a darsi una possibilità con Emily.Perchè ricordatevi:un Jack Porter è PER SEMPRE.

Emily da 10elode (la lode è per il promo).Oltre a tutto quello che hai scritto nella recensione su di lei(I wanna be with you….92 minuti di applausi),questa puntata è stato uno dei migliori esempi di quanto sia cazzuta la ragazza…cito da esempio Emily vs Margaux:dopo che Jack ha fatto l’inganno della cadrega alla francesina(tra l’altro scena spassosissima.Margaux incazzata come una vipera,incroyable di qua,incroyable di là,qualche altra scatarrata in francese,perde tutto il suo aplomb e diventa Raspiuscia) in cella Emily si mostra per quello che è: the queen of badass. “poi inizierò con gli zigomi” e sono caduta dalla sedia.

Se da un lato la puntata mi è piaciuta tanto,poi penso che siamo alla fine e mi sale l’ansia.Non posso arrivare a domenica con quei 2 secondi del promo….gna fò
Inoltre diciamolo:4 anni di attesa per ridurci all’ultima puntata?e con una possibilità di happy ending che non ne parliamo proprio?Io però non mi faccio prendere dallo sconforto: ho già in mano la foto con tutti i dirigenti,produttori,sceneggiatori dell’abc e sono pronta a cerchiarli con il pennarello rosso se è necessario
E concludendo sul promo o Emily porta un po’ sfiga o che ci hanno dato troppo dentro e lui non ha retto

La mia fase di negazione aveva ragione:Victoria non è morta.Victoria solamente dileguossi.Anche perchè non è apparsa su ilmortodelmese.it.E si è pure scambiata le impronte dentali come avevo detto *un momento di orgoglio personale*
Questa è la Vic che conosciamo e che ci piace,manipolatrice,spietata e con lo sguardo,mentre esce dalla casa appena prima dell’esplosione, che dice “No Satan,not today”.
Ciao ben..sarò sincera e coerente,non mi mancherai.Però sapevo che ti saresti ricreduto,a tue spese,su emily

dai louise lo so che in fondo fai parte dei buoni ma te devi sveglià!!E sono sicura che ti ricrederai pure tu…e con questa te l’ho tirata abbastanza (vedi la fine che ha fatto ben)
il ritorno convincente di charlotte:un guru spirituale un po’ figlia dei fiori,bidonatrice di funerali e appassionata di terapia equina..

domandone:ma la prossima puntata(che per noi non sarà two graves ma 50 shades of porter) dura i soliti 40 minuti o il doppio?

P.S in allegato al mio commento trovate alcune curiosità sulla puntata
fun fact 1:il dvd “come spendere i prossimi 7 minuti con Margaux lemarchal By Emily Thorne” sarà disponibile dalla settimana prossima con Cosmopolitan, Donna Moderna,Caccia&pesca e l’agenda casa di Suor Germana 2015 (autocit.)
fun fact 2:la tecnica di scambiare il braccialetto elettronico e metterlo al polso di mio padre lo usavo anche io quando non volevano che uscissi di casa
fun fact 3:la task force per catturare Emily comprendeva 3 squadre cinofile,1 carro armato,cia,fbi,Chuck Norris e un esorcista
Fun fact 4:con terapia equina Charlotte intendeva lo stalliere

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Samantha 6 Maggio 2015 at 18:43

Considerato che ormai siamo ad un passo dal finale, non posso non farti sapere quanto adoro i tuoi commenti, mi fai piangere dalle risate. Ma suppongo sia normale per noi fan Jemily, o ci buttiamo sull’ironia o direttamente dalla finestra, e come opzione è decisamente meglio la prima. Comunque credo che “un Jack Porter è per sempre” diventerà il mio mantra personale!

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SaraVodcah 6 Maggio 2015 at 22:33

ti ringrazio 🙂 senza un po’ d’ironia non ci arrivavamo alla 4 stagione..il fatto è che la facilità con cui mi vengono fuori le cavolate che scrivo mi sta facendo un po’ preoccupare XD XD

Comunque l’ho notato anche io che emily è un po’ jessica fletcher con gli uomini con cui va a letto..dove “passa” lei ci scappa sempre il morto

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WalkeRita 7 Maggio 2015 at 12:02

Io non so più come fare con te!! Come farò senza i tuoi commenti? Lo vedi PLL? Perchè scrivo le recensioni anche di quello quindi se lo vedi io ti aspetto!! Sto piangendo dal ridere come sempre! Anche se devo avviarmi presso l’edicola per acquistare il dvd con rivista!! ahahahhaha i 92 minuti di applausi per Emily sono diventati 104 nella scena con Margaux!! Innanzitutto vorrei sottolineare quanto sia stato divertente vedere caschetto d’oro che imprecava in francese, ahahahah l’ho sempre pensato che i francesi non fanno paura quando si arrabbiano!!! Un po’ come i tedeschi non potrebbero mai essere romantici! Ok, dopo questa digressione vagamente nazionalista (giuro su Jack Porter che scherzo!), ritorno ad Amanda che a sua volta ritorna Emily in quella cella mentre fa il bullo con Margaux, non ci credo che non ho trovato neanche una gif, ero indignata! I Jemily, una croce altro che una ship! Ma come hai detto, il nostro mantra rimarrà sempre un JACK PORTER è per sempre quindi abbiamo cominciato a shipparli nel pilot e finiremo nel series finale, tutto calcolato!

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Samantha 6 Maggio 2015 at 18:32

Ammettiamolo, a ventesima puntata conclusa tutti ci saremmo giocati la qualunque sul fatto che Victoria avesse inscenato il suo suicidio per incastrare Emily, ma per quanto mi riguarda, avendo creduto ad un’intervista (per altro targata Telefilm Addicted) in cui Madeleine Stowe assicurava che il suo personaggio era davvero morto e che lo avremmo rivisto solo tramite flashback, mi è stata concessa la possibilità di godere appieno del “colpo di scena” finale. Certo, morta o meno, non ho mai avuto dubbi che il risultato finale di Queen Victoria rimanesse comunque quello di far finire Ems in galera, ma grazie alla Stowe (davvero più Grayson di quanto potessimo immaginare) mi sono addirittura permessa il lusso di fantasticare sul fatto che il ritrovamento della felpa e la sparizione del cadavere dall’obitorio, in realtà, fossero un geniale piano della premiata ditta Nolan & Emily (ps: si lo so, sono una teorica del complotto, ed aver creduto per un paio di puntate che Margaux avesse solo finto di perdere il bambino, ne è la prova). Beh, almeno così per l’intero episodio mi sono goduta l’illusione che la trama non fosse esattamente quella che tutti immaginavamo, quindi… grazie Madeleine Stowe (e Telefilm Addicted, of course)!
Ventidue episodi a sperare che Ben morisse (ebbene sì, l’ho cordialmente detestato sin dalla sua prima apparizione in scena e non credo di essere stata l’unica) e quando finalmente vengo esaudita, succede nel momento più sbagliato di tutti, a conferma che questo personaggio è stato sempre utile quanto una forchetta nel brodo! Capisco che la povera Amanda non avesse molta scelta riguardo a chi rivelare il piano di Victoria, ma poiché il nostro detective Hunter è sempre stato un terribile mix di egocentrismo, superbia e stupidità non poteva che portare avanti le indagini da solo per poi fare la fine da fesso che sicuramente si meritava, ma che, ripeto, non doveva avvenire adesso. In definitiva, non mi sono potuta godere la gioia di essermi finalmente sbarazzata di lui, non è giusto!
Altra certezza, al pari di Ben, è stata Louise, la cui ingenuità è pari solo alla sua ingratitudine. Apprezzo che quando l’è sorto il dubbio sulla veridicità della morte di Victoria si sia rivolta alla polizia (ps: sorvoliamo sulla scelta del detective!), peccato che poi le siano bastate due paroline di Margaux (improvvisamente non più solo BFF, ma sorella acquisita) per tornare ad essere una decerebrata che non si fida di Nolan (ovvero l’unico che l’abbia aiutata disinteressatamente) e che ritiene Victoria il suo angelo custode personale (what?). Sicura che la nostra bella rossa abbia smesso con le pillole allucinogene?
La vera sorpresa, almeno per quanto mi riguarda, è stata Margaux. Ero rimasta ai tempi in cui gli sceneggiatori l’avevano definita una “bussola morale”, evidentemente la bussola si è rotta, ma mai avrei pensato si sarebbe fatta attirare così tanto dal lato oscuro della vendetta (o dovrei dire della forza?) da diventare complice del piano di Victoria. Ah, quanto avrei voluto che Ems le rifacesse gli zigomi! Comunque la nostra francesina snob non si smentisce mai, se da un lato è vero che è tipico di Mason andare in un campo di roulotte in limousine, dall’altro solo lei poteva accompagnarcelo con quella, dalla targa personalizzata, di sua proprietà.
Dopo due baci (ps: Nolan io ti adoro, ma te possino… hai privato un intero fandom – che conta le poche gioie ricevute da questo telefilm sulle dita di una mano! – del terzo) e quattro anni di ritardo, trovo deprimente l’essere costretta a sperare che il Jemily (o il Jamanda?) avvenga all’ultimo secondo del finale di serie, perché ho il terrore che se accadesse prima durante l’episodio, questo implicherebbe la morte di uno dei due. Senza offesa, capisco che non si voglia far passare il messaggio che la vendetta sia un qualcosa di giusto, facile o appagante, ma fino a che punto arriverà l’accanimento degli sceneggiatori nei confronti di Amanda? Tanta fatica per riabilitare il nome del padre e concedono ai due, se tutto va bene, solo qualche mese insieme? Santo cielo, quella poveretta non può nemmeno più avere figli, è chiedere davvero tanto che, alla fine, riesca almeno a costruirsi un futuro con il suo true love? Il fatto è che il titolo “two graves” del finale, non fa presagire davvero niente di buono, giunti a questo punto poi, va bene la resa dei conti tra Amanda e Victoria, ma ci deve per forza scappare il morto? Personalmente poi io Victoria (possibilmente insieme a Margaux) la preferirei di gran lunga in galera che tre metri sottoterra, dopo tutto chi meglio della nostra Queen può ergersi a simbolo di “orange is the new black”?
In attesa dell’episodio finale, dopo il quale mi rintanerò in un angolo in posizione fetale, concludo qui con le mie cavolate e, per l’ultima volta (cavoli, sento già un principio di attacco di panico), mi congedo con un… alla prossima.

Ps: ora che ci penso, tra Aiden, Daniel e adesso Ben, la nostra Emily gode del poco invidiabile record di avere morti ammazzati tutti e tre gli uomini (almeno di nostra conoscenza) con cui è andata a letto. Quasi quasi sono felice che Jack non abbia ancora fatto parte del “club”!

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WalkeRita 7 Maggio 2015 at 12:11

Sam, mia carissima fellow porteriana / wechsleriana, un paio di comunicazioni:
1- Io e SaraVodcah stiamo organizzando un’operazione di sorveglianza per il prossimo episodio in modo da impedire ogni forma di cockblocker in momenti meno opportuni. Se ci stai, io e te ci occupiamo del perimetro, SaraVodcah sorveglia dall’alto con l’elicottero, daje che stavolta ne usciamo tutti felici!!
2- Il terrore puro per quello che succederà nell’ultimo distruttivo episodio c’è ma nonostante l’unica vera BFF di Emily, ossia la sfiga, io sto abbracciando un atteggiamento più positivo, non mi esprimo per scaramanzia ma voglio sperare!

La Stowe è stata una gran trollona, non me lo aspettavo!! Ma come hai detto, sono anche stata contenta perchè così è stato davvero un colpo di scena!! Quello che non sapete è che il problema con i partner di Emily (& di Jack) non dipende dalla sfortuna o altro, sono semplicemente IO: l’ho tirata a Daniel, Aiden, FauxAmanda e anche a Ben, e presto o tardi ci sono riuscita! Ho un talento! E comunque per me resta #Jemily, Jamanda non riesco neanche a leggerlo in mente!! Ripeto ciò che ho detto a SaraVodcah, se segui PLL ci vediamo il 3 Giugno!! xD

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Samantha 7 Maggio 2015 at 21:01

Per quanto riguarda l’operazione anti-cockblocker tu e SaraVodcah ritenetemi pure abile arruolata, sono disposta a tutto pur di ottenere, finalmente, il Jemily!
Sulla questione finale di serie invece seguo il vecchio motto: “spera per il meglio e aspettati il peggio”, perché se è vero che la speranza è l’ultima a morire, è altresì vero che gli sceneggiatori possono essere dei gran bastardi.
Considerato poi che, come ci hai gentilmente reso noto, porti così tanta “fortuna” ai partners dei nostri Emily and Jack, attendo con ansia che anche Margaux finisca nel tuo raggio d’azione.
In ultimo, sorry, ma non seguo PLL, ma non temere, magari faccio una capatina ogni tanto in qualche tua recensione giusto per ricordarti che “un Jack Porter è per sempre”!
Alla prossima.

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