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Recensioni Reign

Reign | Recensione 4×13 – Coup de Grace

Un episodio senza ombra di dubbio migliore del precedente, che ci mostra la bellezza di Reign anche nel suo riuscire sempre a riprendersi egregiamente dopo episodi meh che ti fanno dubitare di tutto ciò che hai pensato fino a quel momento.

Bello e struggente, almeno per quel che riguarda la corte di Scozia. La primissima cosa che mi è tornata in mente assistendo all’assassinio immotivato e crudele di David, è stato lo stupro di Mary. Circostanze e fatti diversissimi eppure così simili, perché in entrambi i casi lo scopo era quello di sminuire la Regina, di indebolirla, di calpestare il suo diritto (ritenuto divino) di essere tale e insultare il suo essere donna, piegarla e spezzarla svilendo proprio questo suo status e rendendola impotente.

Ma stiamo parlando di Mary, Queen of Scots, e non tutti sono ancora riusciti a capire cosa porti con sé questo nome. Orgoglio, forza, dignità. Mary si piega, ma non si spezza, M A I. Mary soffre, ma non permette mai che questa sofferenza la lasci stremata, senza forze e senza più la volontà di combattere. Perché è questo che è, una combattente. E quindi, esattamente come dopo lo stupro aveva indossato i suoi vestiti migliori e fronteggiato la corte a testa alta, qui la vediamo dar sfogo a tutte le proprie lacrime mentre nella sua testa prende forma il piano migliore per garantirle ciò in cui ormai è diventata maestra: la sopravvivenza mantenendo ben saldo il potere fra le mani.

Si piega ma non si spezza, come dicevo, perché invece di fare ciò che la maggior parte delle persone avrebbero fatto – ovvero scappare lontano e cercare magari rifugio in Francia, da Catherine e Charles che la considerano rispettivamente una figlia e una sorella – lei si trasforma in una bufera di neve ghiacciata pronta a seppellire tutti coloro che le hanno fatto del male, che l’hanno fatta soffrire, che l’hanno tradita. E ancora una volta mi ritrovo ad ammirare la forza di volontà praticamente sconfinata di questa donna a cui la vita ha dato tutto per nascita, ma ha anche tolto tutto perché, be’, è la vita appunto. Mary non capitola mai, non si arrende mai di fronte a sconfitte che sembrano irrecuperabili, non lascia mai che un torto fatto a lei o ai propri cari – in questo caso David – rimanga impunito.

MOMENTI TOP:

  • Bothwell che non cerca in nessuna maniera di dissuadere Mary dai suoi propositi, quando sarebbe più facile per tutti se si limitassero a scappare, ancor prima del coup de grace. Sto apprezzando tantissimo il fatto che lui riconosca e rispetti la forza e le decisioni di Mary.
  • Gideon alla corte di Francia, che si destreggia con un’agilità invidiabile fra tutti i vari intrighi in the making e che riesce a strappare l’accordo più favorevole all’Inghilterra e a Elizabeth.
  • Il mio cuore è diviso in due perché ama in maniera inconsulta e incontrollabile sia Charles che Henry, ma vedere Charles che mette in chiaro una volta per tutte chi sia il sovrano, mi ha riempito di orgoglio (dettagli che Henry abbia altri 18372873miliardi di piani di riserva da sfoderare e mettere in atto).
  • La conversazione fra Elizabeth e quello che dovrebbe essere il suo futuro marito, perché nonostante sia stata l’ennesima riprova del fatto che la posizione di una regina richieda compromessi continui e scelte sofferte, ci ha mostrato con un candore disarmante come a quell’epoca tutte le parti in causa fossero completamente consapevoli del fatto che le unioni avessero una mera valenza politica e che tutto il resto c’entrasse gran poco.
  • Anche se la conversazione in cui tutti esprimono i propri sentimenti senza remore a cui segue la brutale fine di una delle parti in causa è uno degli espedienti narrativi più cliché del cinema e della televisione, non posso esimermi dal sottolineare quanto sia stato bello vedere Mary e David definirsi amici in maniera così spontanea e sincera.

MOMENTI FLOP:

  • Okay, abbiamo capito che Narcisse non ha altri padroni al di fuori di se stesso, ma qui sta diventando un po’ borderline. Un minuto sta con Charles, il minuto dopo con Henry perché si rende conto dell’instabilità mentale dell’altro, due minuti dopo torna a far comunella con Charles perché hey, forse Henry è ancora più instabile del fratello. Ora mi aspetto che da un momento all’altro indossi un mantello da Signore Oscuro, si tranci via il naso e vada a cercare di resuscitare Francis perché in fondo era il male minore per la Francia e per lui. Con tanto di serpente avvolto intorno al collo a mo’ di caro animaletto domestico.
  • Un altro che è completamente borderline – e, nel caso non si fosse capito, i personaggi che fanno i borderline a caso non li apprezzo particolarmente – è Darnley. Un minuto minaccia nemmeno troppo velatamente Mary e il nascituro di eliminarli dai giochi in maniera permanente, il minuto dopo va da Knox a piagnucolare perché non può torcere un capello alla sua Mary, non ha mai voluto una soluzione così drastica, lui, e il minuto dopo ancora sta lì a guardare – con espressione da pesce lesso dipinta in volto – mentre gli accoliti di Knox uccidono barbaramente un innocente che non gli ha mai fatto nulla di male (perché okay, magari l’astio nei confronti di Bothwell è anche comprensibile, ma David???). Cinque minuti dopo, quando è a un passo dall’avere ciò che ha sempre desiderato, scappa con Mary, salvo poi non scappare più con lei ma da solo, rinunciando automaticamente a tutto quanto. Chiariamo: qui ci hanno mostrato una versione di Darnley sotto una luce che lo mostra un pochino come il bulletto della scuola che va in giro a fare cazzate solo perché, in fondo, vuole sentirsi amato (???) e riconosciuto come importante, perché gné, non ha mai ricevuto affetto vero nella vita e quindi, poverino, è un po’ traumatizzato. Ed è una versione che potremmo anche accettare e voler vedere sviluppata, se non fosse che finora ci hanno mostrato tutt’altro, ovvero un uomo senza scrupoli, assetato di potere per il semplice gusto di sentirsi potente, senza alcun background particolarmente traumatico che possa giustificare le sue azioni da un punto di vista psicologico (o psichiatrico, a questo punto), senza niente di niente. E allora? Darnley è buono? È cattivo? È incompreso? Ha solo avuto un’infanzia difficile? Vuole suolo un abbraccio? Vuole la Scozia e l’Inghilterra e il denaro e i privilegi derivanti dal suo titolo solo perché è un bastardo opportunista? Chi è Darnley in realtà? CHI? Posso accettare il villain, l’eroe, il villain che ha le sue motivazioni nascoste per sembrarlo ma non lo è, uno che non è né carne né pesce perché la vita è fatta di sfumature di grigio, ma uno che a ogni episodio interpreta un ruolo diverso scelto a caso fra quelli appena citati no, non lo accetto.
  • Nicole è stupida quanto Kenna, non è possibile, non è umanamente possibile.

QUOTE OF THE WEEK

I am the rightful monarch of Scotland.

Mary, Queen of Scots, che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.

La spirale discendente di Mary è ormai iniziata, immagino che Darnley se ne sia andato a cercare rinforzi altrove e per il proprio beneficio personale, mancano tre episodi alla fine della serie e sicuramente nel prossimo andremo in guerra. Quindi vi lascio con il promo di “A Bride. A Box. A Body.” – che sembra il titolo di un episodio di Narnia, e vi do appuntamento alla prossima settimana.

 

 

 

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