Reign | Recensione 4×09 – Pulling Strings

Il giorno del giudizio, l’apocalisse, l’inevitabile si è infine verificato. La profezia di Bash – avrai l’amore o un erede, non entrambi – si è compiuta, e dopo aver fatto una bella seduta di pianto collettivo possiamo, se vogliamo, trovare un barlume di speranza in tutto questo. Per una volta possiamo trovarlo nella storia, quella vera, che finora è stata nostra testarda nemica. Il matrimonio che non s’aveva da fare s’è fatto, Mary è incinta e nella disperazione vi do questo a cui aggrapparvi: la fine del viscidone è vicina, è la storia, e se la storia non ha permesso sconti al destino di Francis, esigo e pretendo che non ne faccia nemmeno a Darnley, colui che è rotolato sul letto ubriaco come una spugna la prima notte del suo matrimonio, colui che ha provato a tramare alle spalle della sua regina insieme al vaticano, colui che è la dimostrazione del fatto che, come dicevano i Paramore second chances they don’t even matter, people never change, once a viscido you’re nothing more, colui il cui matrimonio è sembrata tanto la parodia di I write sins not tragedies dei Panic! at the Disco a parti invertite e insomma, con tutte queste citazioni incosapevoli, Reign ci ha riportati tempo zero agli anni 2006/2007 e giù di lì.

A parte questo, Reign ha fatto un’altra cosa, ovvero offrirci un parallelismo di inquadrature inquietante fra il funerale di Francis e questo matrimonio farsa – e dire che ho ADORATO, è dire davvero poco.

Amo che continuino a sottolineare il fatto che Mary non potrà più avere ciò che ha avuto con Francis, e non solo perché Darnley è un pessimo soggetto, egoista, opportunista e senza alcuna affezione naturale per alcuno tranne se stesso, ma anche e soprattutto perché un amore del genere capita davvero una volta nella vita. Non esiste maniera di poter sostituire Francis, esistono al massimo dei palliativi – come lo è stato Gideon – o degli amori diversi – come inizia a esserlo Bothwell – ma nulla di pari. Darnley è una necessità da cui però Mary era pronta a tirarsi indietro con l’aiuto di Catherine, e l’avrebbe fatto se non fosse rimasta incinta, se non fosse stata così stupida da concedersi a lui credendo nella sua buona fede. Ma possiamo davvero biasimarla? Mary aveva bisogno di credere ci fosse ancora speranza per lei, di illudersi che Darnley – pur non essendo Francis – potesse comunque donarle pace interiore e sicurezza. E amo anche questo lato di Mary che hanno deciso di mostrare, quello più vulnerabile, quello della ragazza che ha bisogno di sentimenti veri per poter essere la regina che ci si aspetta che sia. O meglio, che crede di averne bisogno, perché in realtà lei è forte, fortissima, e lo dimostra una volta di più quando si rifiuta di farsi mettere i piedi in testa dal vaticano, da Darnley, da chiunque.

Quindi abbiamo il romanticismo della ragazzina che vuole e brama un uomo al fianco del quale sentirsi al sicuro, ma anche la forza e la furia di una donna, di una regina, che proprio perché si è ritrovata in tale posizione al suo sesto giorno di vita, ha imparato fin da subito a vestire e difendere il suo ruolo con quell’orgoglio e quella determinazione che mi hanno fatto innamorare del suo personaggio fin dal pilot.

E in ogni caso, vi ricordate la gioia che l’aveva pervasa quando era rimasta incinta di Francis? Per un breve momento sembrava che ogni singola stella dell’universo si fosse allineata in maniera perfetta, mentre ora, nonostante finalmente abbia la promessa reale di un erede – ovvero di protezione – essa sembra più una maledizione che altro.

Per quel che riguarda invece Bothwell, ho già chiarito la mia posizione settimana scorsa: a me piace.

E non ho trovato affrettato il suo avvicinamento a Mary, perché in fondo lui conosce Mary da una vita. Ha passato anni alla corte di Scozia a sentire parlare di lei, e sapete com’è quando qualcuno vi parla in continuazione di un altra persona, arrivate al punto di avere la sensazione di conoscerla da sempre. E quando poi ha avuto modo di conoscerla veramente, Bothwell ha scoperto che quel coraggio, quell’orgoglio e quella determinazione di cui aveva sentito tessere le lodi, esistevano davvero in lei, erano lì, così radicate in Mary da farlo capitolare immediatamente ai suoi piedi. E sia la regina che la ragazzina che vivono in Mary hanno bisogno di un uomo come Bothwell: fedele alla corona, fedele alla Scozia, fedele a lei in quanto lei.

MOMENTI TOP:

  • Che belle Mary e Catherine che cospirano di nuovo insieme passeggiando amabilmente lungo i ciottoli scozzesi, che belle vederle di nuovo unite a supportarsi a vicenda.

  • Il discorso che ha fatto James a Greer riguardo al lasciare che il suo pirata faccia parte della vita di Rose è stato molto toccante. James è un figlio bastardo, e in quanto tale sa bene come ci si senta a essere in quella posizione, sa bene che la storia dell’adozione di Rose potrebbe proteggerla da tanta cattiveria, ma sa anche – proprio perché ha vissuto la situazione sulla propria pelle – che l’affetto di un genitore è comunque importante.
  • my queen and my friend, non credo di dover aggiungere altro.

 

MOMENTI FLOP:

  • Sapete bene che io sono team James/Emily Knox, non riesco proprio a concepirlo con Greer e non mi piace questo loro avvicinamento, soprattutto perché Emily ha calpestato tutti i propri principi e si è inimicata uno degli uomini più pericolosi della nazione – John Knox – pur di stare con lui ed è tutto così tremendamente ingiusto. Quando lei vede James e Greer insieme a corte, mi si è stretto il cuore per lei e sarebbe stato uno sviluppo così bello e così giusto se James si fosse innamorato di lei ricambiandola, e invece no… Greer. MEH.

QUOTE OF THE WEEK:

No one give a damn about the groom.

E vorrei ben vedere!

Reign ora si prenderà una pausa di una settimana e tornerà quindi non questo venerdì, ma il prossimo. E mi aspetto grandi cose, visto che il decimo episodio sarà quello in cui entrerà in scena il principe Henry – che sarà interpretato da Nick Slater – e quindi sicuramente rivedremo la corte di Francia. E poi sono qui già pronta con patatine e coca cola, ad attendere con ansia la fine del viscidone.




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ChelseaH
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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