Reign | Recensione 4×05 – Highland Games

“You are your own man, Henri. I understand that now.”

YOU UNDERSTAND NOTHING, MARY QUEEN OF SCOTS.

Quell’uomo ti farà passare l’inferno, dovrai sempre guardarti da lui, cosa presumi di capireeee, non capisci niente e invece dovresti!!! Perché il punto non è scoprire chi abbia mandato la lettera che smascherava l’inganno di Darnley, il punto è che Darnley ha veramente appiccato l’incendio per trasformarsi in eroe, il punto è che l’ha ammesso senza vergogna alcuna, il punto è che è un uomo assetato di potere e di desiderio di vendetta nei confronti di Elizabeth, e che farebbe qualunque cosa pur di ottenere questo potere, essere re, e cacciarla dal trono d’Inghilterra. Il punto è che per fare tutto ciò, sarà lei, Mary Queen of Scots a pagare le conseguenze delle azioni di questo uomo viscido, bastardo e qualunque altro epiteto vi venga in mente. Quindi io sono assolutamente dalla parte di Lord Taylor che lo sfida, di Lord Taylor che non si fida e di Lord Taylor che non lo nasconde. Perché è vero che i nostri genitori e le loro azioni non dovrebbero definirci, ma è anche vero che sono molti di più i casi delle mele che cadono vicinissime all’albero, rispetto a quelli in cui le mele riescono a scappar via rotolando. E non parlo perché conosco la storia e Reign è comunque basato su di essa, penserei tutto questo di Darnley anche se ci trovassimo di fronte a un’opera di completa finzione e non sapessi ciò che accadrà. E mi si spezza il cuore a vedere Mary, una donna forte, una donna che ne ha passate così tante e che è sopravvissuta a tutto quanto, una donna – UNA REGINA – come Mary costretta suo malgrado a far buon viso a cattivo gioco e a prendere le parti di un uomo come Darnley – senza onore, senza valori e senza un orgoglio vero e puro. Vederla scendere a compromessi, lei che ha tenuto testa a Caterina de Medici, a Narcisse, a Enrico de Valois, al Vaticano e perfino a Francis quando questo la pensava diversamente da lei – insomma, all’intera corte di Francia, lei, una regina scozzese che si trovava così lontana da casa, dal suo popolo e dalla sua terra – insomma, vederla scendere a compromessi per la promessa di una corona – quella inglese – sulla quale Darnley può accampare pretese, è stato orribile.

Da un altro punto di vista però, abbiamo di nuovo visto la sua incredibile forza, la forza di una donna che anche se si è in qualche modo piegata a Darnley – perché l’ha fatto, suo malgrado – ha comunque rifiutato di nuovo di prendere la strada facile, quella dell’accondiscendenza nei confronti dei suoi sudditi e del fratello, ovvero di tutte quelle persone che hanno espresso chiaramente le loro perplessità nei confronti di questa unione. Si è dimostrata quindi di nuovo fortissima e determinata ad andare avanti per la strada che ha deciso di intraprendere, e quindi dobbiamo arrenderci all’evidenza del fatto che è da ammirare, no matter what.

Parlando più in generale e a livello storico, si tratta pur sempre di un’epoca nella quale essere una donna al potere era estremamente complicato – figuriamoci, lo è perfino al giorno d’oggi – e di conseguenza non è che si possa biasimare Mary per aver deciso di schierarsi con Darnley e spalleggiarlo. Infatti, al di là dell’agenda di quel viscidone, è innegabile che Mary abbia bisogno di un’arma da schierare in campo contro Elizabeth – e in una lotta al trono fra due donne, non esiste arma più potente di un matrimonio con un uomo che ha diritti su quel trono e può garantire la promessa di eredi che, a loro volta, abbiano diritti su quel trono. Per cui, per quanto mi faccia rabbia e mi rattristi vedere Mary in questa situazione, quasi costretta a piegarsi a Darnley come ho detto prima, mi rendo pienamente conto che in realtà stia facendo ciò che – almeno apparentemente – possa garantire la sopravvivenza a lei e alla sua nazione. Che poi finirà esiliata in una torre e decapitata senza tante cerimonie, è un altro discorso.

A proposito di questo, ovvero della fine storica di Mary Stuart, continuo a chiedermi a che punto di questa storia decideranno di chiudere Reign. Mancano undici episodi alla fine, che possono essere tanti ma anche pochissimi. Come ho detto nella recensione della premiere, io personalmente chiuderei lo show con l’imprigionamento di Mary ma onestamente devo ammettere di non riuscire proprio a capire dove la CW voglia andare a parare, fino a dove siano disposti a raccontare.

MOMENTI TOP:

  • Sto diventando noiosa, ma devo di nuovo citare Charles. Innanzitutto, Spencer Macpherson lo sta caratterizzando in una maniera superba. Secondariamente, ho apprezzato tantissimo il fatto che non sia bastato fare una comparsata pubblica ed esibire un povero orso morto per sistemare la faccenda, così come mi è piaciuta tantissimo la verità sulle attività notturne del re. Charles è un ragazzo distrutto dall’esperienza traumatica che ha subito, e ho trovato così giusto e appropriato che riesca a trovare conforto solo nel rivivere in continuazione l’esperienza che non ve lo so nemmeno spiegare. Lui si sente ormai vuoto, incapace di provare emozioni, incapace di riprendere in mano la propria vita, e allora cosa fa? Rivive all’infinito il trauma perché in quel momento lui era ancora capace di provare sentimenti, era ancora vivo in ogni fibra del suo essere e della sua psiche. Spero che continuino a sviluppare la sua storyline in maniera così interessante, anche perché tutto questo ovviamente ha e continuerà ad avere ripercussioni sulla corte di Francia, che è come se fosse rimasta orfana di guida nonostante un sovrano in realtà ce l’abbia.
  • Leith e Claude. Io li amo, li adoro insieme, perché sono meravigliosi. Ho amato la maniera in cui lei si è gettata fra le braccia dell’amato appena ha scoperto la verità, incurante degli sguardi altrui, incurante di tutto il resto, così come ho amato – anche se mi ha fatto soffrire terribilmente – il fatto che non siano riusciti a trovare una soluzione che conceda loro di avere un happily ever after facile. Avrebbe sicuramente fatto bene al mio animo di shipper rimasto orfano dei suoi amati Frary, ma sarebbe stato così forzato e fanservice che NO. Ed è stato bellissimo vedere Catherine tener fede alla promessa di lasciare a Claude la possibilità di vivere l’amore con Leith, vederla schierarsi subito dalla loro parte ancor prima di aver sentito l’intera storia. Luke Narcisse mi sembra tuttosommato un uomo onorevole o pseudo tale (è pur sempre un Narcisse), e visto che con la storyline di Claude ormai si sono allontanati completamente dalla realtà storica, non abbiamo nemmeno un piccolo hint di come risolveranno la sua storyline. Il che, in fondo, non è che mi dispiaccia poi troppo.
  • Greer questa settimana passa nei momenti TOP, non per merito suo ma di Castleroy che dice ad alta voce la sacrosanta verità, ovvero che you’ve been determined to love me è ben diverso dall’amare in maniera sincera. Potremmo rifare il discorso riguardante il periodo storico che era quello che era e che i matrimoni dell’epoca raramente si basavano sull’amore, ma sono contenta per Castleroy che è stato liberato dai suoi vincoli nei confronti di Greer e potrà finalmente trovare un po’ di meritata felicità.

MOMENTI FLOP:

  • Amo James ed Emily Knox, e l’abbiamo già appurato. Ma, se settimana scorsa sottolineavo un certo menefreghismo da parte di James nei confronti della donna, questa settimana mi ritrovo a rimanere spiazzata dal senso di protezione che prova nei suoi confronti. Continuo a essere convinta che sotto al voler spiare Knox ci sia dell’interesse vero da parte sua, ma insomma, deciditi. O si tratta di semplice business, oppure ci sono anche dei feeling, non è che un giorno ottieni ciò che vuoi e non ti guardi più indietro e il giorno dopo non vorrei che Knox le facesse del male. Don’t get me wrong, li shippo tantissimo e vorrei solo la loro felicità insieme, ma vorrei anche che lo show curasse un po’ meglio la loro storyline come ha curato benissimo molte altre storyline minori – come ad esempio quella di Greer e Castleroy. Vi lascio comunque con questo bellissimo post di Dan Jeannotte su twitter.

  • Francis continua a essere morto, la storia non è ancora stata cambiata. Che mondo difficile.

QUOTE OF THE WEEK:

Commoners always gossip about royals.

Che è un po’ il riassunto in cinque parole dell’intero Gossip Girl. Grazie Charles.

 

Vi lascio con il promo del prossimo episodio, “Love & Death”, e vi do appuntamento a settimana prossima.




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ChelseaH
Nella sua testa vive nella Londra degli anni cinquanta guadagnandosi da vivere scrivendo romanzi noir, nella realtà è un’addetta alle vendite disperata che si chiede cosa debba farne della sua laurea in comunicazione mentre aspetta pazientemente che il decimo Dottore la venga a salvare dalla monotonia bergamasca sulla sua scintillante Tardis blu. Ama più di ogni altra cosa al mondo l’accento british e scrivere, al punto da usare qualunque cosa per farlo. Il suo primo amore telefilmico è stato Beverly Hills 90210 (insieme a Dylan McKay) e da allora non si è più fermata, arrivando a guardare più serie tv di quelle a cui è possibile stare dietro in una settimana fatta di soli sette giorni (il che ha aiutato la sua insonnia a passare da cronica a senza speranza di salvezza). Le sue maggiori ossessioni negli anni sono state Roswell, Supernatural, Doctor Who, Smallville e i Warblers di Glee.

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