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Quotes of the Week #79

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Diciamo le cose come stanno: il premio per il personaggio più adorabilmente in imbarazzo della settimana va assolutamente a Roy Harper, a cui è spettato l’onore di fare gli onori di casa – ormai mi sento Ausiello e mi viene da aggiungere “did you see what’ve done here?”, qualcuno mi salvi – e di aprire l’appuntamento di oggi di Quotes of the Week. Questa settimana a scrivervi è una persona nuova, infatti giovedì (o forse era mercoledì) scorso mi sono ritrovata in un’orario compreso fra le 22.40 e le 22.50 a  fare benzina ed è esattamente lì, in quel momento, che la trasformazione è avvenuta: si è alzato un freddo gelido e improvviso che mi ha fatto passare da Elsa e basta (o solo Elsa) a Elsa di Arendelle in trenta secondi netti. Insomma, continuate a leggere a vostro rischio e pericolo, e non fateci caso se vi si gela lo schermo del computer/iPad/iPhone/whatever nell’impresa.

Nel caso ve lo steste chiedendo, Roy si è guadagnato il premio di cui sopra nella 3×03 di Arrow, intitolata “Corto Maltese”, e in cui c’è stata una specie di missione di salvataggio indirizzata a Thea Queen. È stato bello rivederla ma ora temo per lei, visto che Oliver si sta Gilbertizzando di brutto ultimamente (piagnistei compresi). È bellino però nel ruolo di big brother!

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That is one secret that I am telling you now because I need you to realize, Mom, Dad, they sacrificed themselves so that we could live. But if we’re not together then we’re not even really alive. You are my family and even if you don’t need me… I need you.

Questo è un segreto che ti sto rivelando ora perché devi capire che mamma e papà hanno sacrificato le proprie vite così che noi potessimo vivere le nostre. Ma se non siamo insieme, allora non possiamo nemmeno considerarci vivi. Sei la mia famiglia e anche se non hai bisogno di me… io ho bisogno di te.

Nella 4×04 di Once Upon a Time – “The Apprentice” – assistiamo a un’altro momento “alla Roy Harper”, ovvero di fluffaggine assoluta, inconsulta, chiamatela come volete, quando Emma chiede di uscire a Hook. E se lo dico io che odio questo pairing…

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Emma: I’m here to ask you out.
Hook: Shouldn’t be the one asking you out?
Emma: Should have know you’d be old fashioned given your age… what are you, like 300?

Emma: Sono venuta a chiederti di uscire con me.
Hook: Non dovrei essere io a chiedervi di uscire?
Emma: Avrei dovuto saperlo che sei all’antica, vista la tua età… quanti anni hai, tipo 300?

In compenso da brava Elsa di Arendelle, sto letteralmente adorando questa Anna (di Arendelle).

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Anna: I shoul’ve known the moment I met you that you’re a monster. You take the most precious thing in the world, love, and turn it into a weapon!
Rumple: Love is a weapon, dearie. Always has been.

Anna: Avrei dovuto capirlo nel momento in cui vi ho incontrato che siete un mostro. Prendete la cosa più preziosa a questo mondo, l’amore, e la trasformate in un’arma!
Rumple: L’amore è un’arma, tesoro. Lo è sempre stato.

 Passiamo ora al migliore show a tema vampiresco che sia mai stato creato – Buffy a parte, si intende – e chi non lo capisce evidentemente non lo guarda. Sto ovviamente parlando di The Originals, che definire pura poesia è dire niente. La M E R A V I G L I A. Nella 2×03 – “Every Mother’s Son” – abbiamo visto proseguire quella che si sta rivelando un’interessantima allenza – o pseudo tale – fra Marcel ed Elijah. E Marcel pare conoscere il vampiro originale molto bene.

He’s cranky. He’s fussy. He can ride your last nerve, but he has an Achilles’ heel, okay? He can’t help trying to fix what’s broken.

È irritabile. È pignolo. Può farti saltare ogni singolo nervo, ma ha un tallone d’achille, okay? Non può fare a meno di aggiustare ciò che è rotto.

È incredibile come i rapporti all’interno della famiglia degli Originali siano stati al centro di quasi un’intera stagione di TVD, più una di The Originals, e riescano comunque a dare a ogni episodio nuovi stimoli.

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You know, my siblings used to tell each other she didn’t hate us, she hated herself for what we had become. I think they believed that even after she tried to kill us all.

Sai, i miei fratelli si dicevano l’un l’altro che lei non ci odiava, che odiava se stessa per ciò che eravamo diventati. Penso che abbiano continuato a crederci perfino quando ha cercato di ucciderci tutti.

Del resto, come anche Rumplestilskin poco sopra ha detto, la strega Lenore ha ragionissima.

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What beside love can inspire such pain and cruelty?

Cosa può ispirare tanto dolore e tanta crudeltà, se non l’amore?

E Klaus una volta di più si dimostra uno dei personaggi meglio costruiti di sempre. Credo non capirò mai dove arrivi la scrittura del personaggio e dove parta l’interpretazione di Joseph Morgan, ma il risultato è da pelle d’oca.

You rant and you rage about the monster I have become, but you Mother, you are the author of everything I am.

Urli e ti arrabbi per il mostro che sono diventatao, ma tu Madre, tu sei l’autrice di tutto ciò che sono.

Perfino la preparazione per questa reunion di famiglia è stata spettacolare.

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Klaus: Are these outfits really necessary?
Elijah: Appearance’s a way of showing respect, Niklaus. Mother will be more likely to surrender her true intentions.
Klaus: Well, I doubt her guard will drop just because I’m dressed like a bloody lawyer.

Klaus: Questi outfit sono proprio necessari?
Elijah: L’apparenza è un modo di mostrare rispetto, Niklaus. Nostra madre sarà più incline a svelarci le sue vere intenzioni.
Klaus: Be’, dubito che abbasserà la guardia solo perché sono vestito come un fottuto avvocato.

La 4×04 di Revenge, “Meteor”, ci ha dato l’ennesimo assaggio di quanto twisted sia la famiglia Grayson, a partire dalla matriarca per arrivare alla figlia. Ecco un esempio di like mother like daughter.

You are not a victim so stop choosing to act like one. Now if you want a relationship with your father, fight for it. And if you want my respect, you earn it.

Tu non sei una vittima, quindi smetti di scegliere di comportarti come tale. Se vuoi un rapporto con tuo padre, lotta per averlo. E se vuoi il mio rispetto, guadagnatelo.

Ma l’award per la best performance of the week, va senza ombra di dubbio alla VanCamp (dopo JoMo ovviamente).

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Emily: After I lost my dad, all I ever wished for was just to see him one more time. I’d settle for five minutes, one more kiss goodnight.
Nolan: Your wish came true.

Emily: Dopo aver perso mio padre, tutto ciò che desideravo era semplicemente di poterlo rivedere un’ultima volta. Mi sarebbero bastati cinque minuti in più, un altro bacio della buonanotte.
Nolan: I tuoi desideri si sono avverati.

Continuando a parlare di ruoli che sembrano essere stati scritti apposta per determinati attori – o attori che sono nati per interpretare determinati ruoli – diamo il benvenuto a The Flash in questa rubrica! Avrei voluto inserirlo molto prima, non fosse altro che perché sto adorando questa serie e il fascino un po’ alla Peter Parker di Barry Allen… hanno tante di quelle cose in comune, a partire dalla dura lezione che entrambi hanno dovuto affrontare fin da subito. Dalla 1×03, “Things You Can’t Outrun”:

Joe: You think I don’t understand what you’re feelin’? I have been a cop for almost as long as you’ve been alive so you should know, putting on that suit does not make everybody safe. For every person you save, there is going to have to be somebody you can’t. And the hardest thing you’re going to have to face is not some monster out there with powers. It’s going to be that feeling of uselessness when you can’t do anything. Or the guilt that weighs on you when you make a mistake. Some things, Barry, you can’t fight. Some things, you just have to live with.

Joe: Pensi che non capisca come ti senti? Faccio il poliziotto più o meno da quando sei nati, quindi dovresti sapere che metterti quel costume non fa automaticamente in modo che tutti siano al sicuro. Per ogni persona che salvi, ci sarà qualcuno che non ce la farà. E la cosa più difficile che dovrai affrontare non sarà qualche mostro con dei poteri. Sarà la sensazione di impotenza quando non potrai fare nulla. O il senso di colpa che ti schiaccerà quando farai un errore. Contro alcune cose, Barry, non puoi combattere. Con alcune cose, devi semplicemente conviverci.

E Barry deve semplicemente prenderne atto.

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It doesn’t matter if you’re the slowest kid in gym class or the fastest man alive, every one of us is running. Being alive means running. Running from something, running to something or someone. And no matter how fast you are, there are some things you can’t outrun. Some things always catch up with you.

Non importa se sei il ragazzino più lento a ginnastica, o l’uomo più veloce del mondo, tutti noi corriamo. Essere vivi significa correre. Scappare da qualcosa, correre verso qualcosa o qualcuno. E non importa quanto si è veloci, ci sono cose da cui non si può scappare. Alcune cose ti raggiungono sempre.

PILLOLE TELEFILMICHE

Dalla 5×02 di The Walking Dead, “Strangers”:

Gabriel: Nowaday people are just as dangerous as the dead.

Gabriel: Di questi tempi i vivi sono pericolosi tanto quanto i morti.

Dal pilot di Constantine:

It’s easier to deny danger than to face it, but make no mistake if you don’t listen to me you’ll be dead by morning.

È più difficile negare il pericolo che affrontarlo, ma non fraintendere, se non mi ascolti sarai morto entro l’alba.

Dalla 10×03 di Supernatural, “Soul Survivor”, (che mi ha pesantemente spezzato il cuore as always):

Sam: You don’t get to quit. We don’t get to quit in this family. This family is all we have ever had.

Sam: Non puoi rinunciare. Non puoi rinunciare in questa famiglia. Questa famiglia è tutto ciò che abbiamo sempre avuto.

Dalla 4×03 di American Horror Story, “Edward Mordrake, Part I”:

Ethel: I ain’t crying cause you’re telling me I’m gonna die, Doc. I’m crying cause you’re the first doctor ever treated me with respect.

Ethel: Non piango perché mi sta dicendo che morirò, Doc. Piango perché lei è il primo dottore che mi abbia mai trattato con rispetto.

Dalla 4×05 di Scandal, “The Key”:

Jake: Oh, man. Oh my god, I am screwed. You have been waiting for this moment from the second I got in bed with her. I am here because of her. It doesn’t matter what the truth is, does it? The only thing that matters is I put my hands where you think they don’t belong and now I’m in chains.

Jake: Oddio. Santo cielo, sono fottuto. Stavi aspettando questo momento da quando sono finito a letto con lei. Sono qui per colpa sua. Non importa quale sia la verità, vero? L’unica cosa che conta è che ho messo le mani dove pensi che non avrei dovuto, e ora non ho scampo.

Chiudiamo l’appuntamento di oggi citando un paio di tweet che decisamente meritano. Il primo è di Misha Collins e riguarda la diatriba su chi fra Castiel e Constantine indossi con più stile l’ormai celebre spolverino/impermeabile.

Poi a meritarsi una menzione specialissima è questo botta e risposta fra Jared e Jensen durante il loro ormai consueto live tweet durante la diretta di SPN.

E l’award per il tweet della settimana lo vince Misha Collins. Un po’ li odio perché fra lui e Jared mi spoilerano sempre l’intero episodio minuto per minuto, ma… *inserire sospiro adorante*.

E con questo è tutto e non mi rimane che darvi appuntamento a domenica prossima!

-Elsa. (e basta)

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