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Quotes of the Week #77

A warrior fights for what they believe in. A warrior fights for his family. 
-Klaus

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Si è appena conclusa un’altra settimana densa di grandi season premiere (ma non solo) e non so voi, ma io mi sono ritrovata più e più volte a dover raccattare i pezzettini del mio cuore spezzato… la dura vita della telefilm addicted suppongo. Sarò sincera, non so nemmeno io se cominciare dalle cose frivole e divertenti (ovvero da Henry di Selfie che a quanto pare è super old and dumb), o da quelle assolutamente heartbreaking (tipo questo strano e atipico triangolo Dean/Crowley/Sam). Potrei fare dei bigliettini, metterli in un bicchierino di plastica e lasciare che sia la sorte a decidere, oppure potrei affibbiare a ogni serie un numerino e lasciare che sia il random della calcolatrice a scegliere… un po’ come faceva il mio prof di matematica e fisica ai tempi del liceo (non penso ci sia bisogno di dirvi come finisse ogni santa volta… e no, non scherzo, finivo interrogata venti volte al mese con questo fantastico metodo, le gioie della vita). Ma bando alle ciance e rullo di tamburi… l’oracolo si è espresso e ha puntato il dito su… Doctor Who!

Io personalmente ho adorato “Kill The Moon”, questo dodicesimo dottore è assolutamente psycho, borderline, chiamatelo come volete… adoro. E la storia della Luna che in realtà sarebbe un guscio, una cosa assolutamente viva e pulsante…

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In the mid-21st century humankind starts creeping off into the stars, spread its way through the galaxy, to the very edges of the universe. And it endures till the end of time. And it does all that because, one day, in the year 2049, when it had stopped thinking about going to the stars, something occurred that make it look up, not down. It looked out there into the blackness and it saw something beautiful, something wonderful… that for once it didn’t want to destroy.

A metà del ventunesimo secolo la razza umana ha iniziato ad avventurarsi fra le stelle, a farsi strada nella galassia, fino ai confini dell’universo. E questo andrà avanti fino alla fine del tempo. E tutto questo è stato possibile perché un giorno, nell’anno 2049, quando aveva smesso di pensare a viaggiare nello spazio, è successo qualcosa che l’ha fatta guardare verso l’alto invece che verso il basso. Ha guardato lassù nel vuoto e ha visto qualcosa di bello, qualcosa di meraviglioso… che per una volta non ha voluto distruggere.

E finalmente Tumblr, il paradiso di tutti noi telefilm addicted, è sbarcato in TV!

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Clara: What are you doing?
Courtney: Putting some pictures on Tumblr.
Clara: No, Courtney don’t put any photos on Tumblr!
Lundvik: My granny used to put things on Tumblr.

Clara: Cosa stai facendo?
Courtney: Carico delle foto su Tumblr.
Clara: No, Courtney, non mettere nessuna foto su Tumblr!
Lundvik: Mia nonna aveva l’abitudine di postare cose su Tumblr.

Se Courtney posta foto su Tumblr in momenti di noia, c’è qualcuno che letteralmente vive per i social network, ovvero Eliza di Selfie. Nella 1×02, “Un Tag My Heart”, la nostra anti-eroina cerca di dare lezione di popolarità ad Henry… che manco a dirlo le rovescia la frittata in faccia.

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Eliza: Social media can be confusing if you’re super old and dumb.
Henry: Why did you just favorite that tweet? She called you ugly.
Eliza: Because she’s a hater. I love my haters. They make me famous.
Henry: You’re not famous.
Eliza: I am in the Twitterverse.
Henry: I see. And your favorite thing is when people insult your looks?
Eliza: Well, it’s not my favorite thing.
Henry: Yet, you’re favorited it.
Eliza: Favoriting an insult is a way of showing it doesn’t hurt you. But it should hurt you. And maybe if I was still ugly, it would. Having haters online means that you made it.
Henry: Okay, but having haters in real life means that people hate you.

Eliza: I social media posso confondere se sei super vecchio e stupido.
Henry: Perché hai appena favorito quel tweet? Ha detto che sei brutta.
Eliza: Perché è una hater. Amo i miei hater. Mi rendono famosa.
Henry: Tu non sei famosa.
Eliza: Lo sono nel Twitterverse.
Henry: Capisco. E ti piace quando quando le persone insultano il tuo aspetto?
Eliza: Beh, non è che mi piace.
Henry: Eppure l’hai likeato.
Eliza: Likeare un insulto è un modo per mostrare che non ti feriscono. Anche se dovrebbe. E magari se fossi ancora brutta, mi ferirebbe. Avere hater online significa che ce l’hai fatta.
Henry: Okay, ma avere degli hater nella vita vera, significa che la gente ti odia.

Ma Eliza non si da per vinta e continua nella sua crociata per dimostrare che Henry è un vecchiarello che vive fuori dal mondo!

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Intimate? Is that how old people say sex?

Intimo? È così che le persone vecchie dicono sesso?

Tornando seri, la season premiere di Arrow, “The Calm”, ha preso il mio piccolo caro cuoricino Olicity, la sbattuto in un frullatore, l’ha crashato per bene e poi l’ha versato in un bicchiere pieno di ghiaccio gelido. Ma ci piace così, non vale la pena struggersi e affogare nei propri feels per storie che non siano difficili/tormentate/impossibili. Giusto? Che poi ditemi, avete mai visto Oliver sorridere così tanto tutto insieme? O sorridere genuinamente, genericamente parlando?

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Oliver: But then I walked into your office. You were the first person I could see as a… person. There was just something about you.
Felicity: I was chewing on a pen.
Oliver: It was red.

Oliver: Ma poi sono entrato nel tuo ufficio. E se stata la prima persona che ho visto come una… persona. C’era qualcosa in te.
Felicity: Stavo mordicchiando una penna.
Oliver: Era rossa.

Ma non importa quanto tutti – Sara inclusa – abbiano cercato di far capire a Ollie che stava facendo la cosa giusta aprendosi finalmente con e a Felicity…

We’re not our masks and we need people in our life who don’t wear one.

Non siamo le nostre maschere e abbiamo bisogno di persone nelle nostre vite che non ne indossino una.

…finisce comunque tutto prima di cominciare.

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Don’t ask me to say that I don’t love you.

Non chiedermi di dire che non ti amo.

Il che, passando ad AHS: Freak Show e alla sua season premiere – “Monsters Among Us” – mi fa trovare completamente d’accordo col ragazzo aragosta.

If bad things keep happening to good people, you start to question what is right and what is wrong.

Se continuano a succedere cose brutte alle brave persone, si inizia a mettere in dubbio cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

Passiamo ora a quello che è il mio secondo tv show preferito di sempre per una buona ragione… ovvero che è fantastico e l’ha dimostrato anche in apertura della sua decima stagione. Visto che ormai un minimo mi conoscete, avrete già capito che sto parlando di Supernatural, e dell’improbabile triangolo di cui sopra. Il mio piccolo, caro Moose.

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Crowley: You know what tickles me about all this? It’s what’s really eating you up. You don’t care that he is a demon. Heck you’ve been a demon, we’ve all been demons. No. It’s that he’s with me and he’s having the time of his life. You can’t stand the fact that he’s mine!
Sam: He’s not your pet!
Crowley: My pet? He’s my best friend, my partner in crime. There will be songs about us, graphics novels, The Misadventures of Crowley and Squirrel. Dean Winchester completes me.

Crowley: Sai cosa mi solletica di più in tutto questo? Ciò che ti da veramente fastidio. Non ti importa che sia un demone. Cavoli, tu sei stato un demone, tutti siamo stati demoni. No. È il fatto che lui sia con me e che stia passando il miglior periodo della sua vita. Non puoi sopportare il fatto che lui sia mio!
Sam: Non è il tuo animaletto!
Crowley: Il mio animaletto? È il mio miglior amico, il mio partner in crime. Verranno scritte canzoni su di noi, disegnati fumetti, Le Disavventure di Crowley e Squirrel. Dean Winchester mi completa.

E in questo mondo fatto di vigilanti, demoni, cacciatori e chi più ne ha più ne metta, tocca a James Gordon nella 1×03, “The Balloonman”, di Gotham, entrare nei panni dell’uomo saggio.

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Everyone has to matter or nobody matters. Otherwise people lose faith. That’s when you get vigilantes.

Tutti devono contare oppure nessuno conta. Altrimenti le persone perdono speranza. Ed è quando entrano in scena i vigilanti.

L’ultima quote della settimana è dedicata a Once Upon a Time e a quello che a me personalmente sembra molto un uso e abuso della popolarità di Frozen. Ma senza stare qui ad enunciare i miei pareri personali, vi rendo solo noto che nonostante tutto questa Anna mi piace tantissimo.

David: She has an army. I’m sorry, but why fight a battle you can’t win?
Anna: Those are exactly the battles you should fight. If you know you can win it’s not a fight. If it’s impossible, you have to fight to achieve it.

David: Lei possiede un esercito. Mi dispiace, ma perché combattere una battaglia che non si può vincere?
Anna: Queste sono esattamente le battaglie che si dovrebbero combattere. Se sai di poter vincere non è una battaglia. Se è impossibile, devi combattere per farlo.

Invece in onore della premiere di The Flash, vi cito un tweet di Dominic Barnes – ex collega di Grant Gustin in Glee.

Anche per oggi è tutto, spero che le citazioni scelte siano state di vostro gradimento. Io faccio il possibile, ma come ha appena finito di dire il Dottore in “Mummy on the Orient Express”…

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-Elsa.

 

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