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Pushing Daisies – Quando Lee Pace preparava le torte più dolci del mondo e risolveva delitti

Nel 2007 iniziò sulla ABC uno dei telefilm più delicati e divertenti mai prodotti dagli Statunitensi: “Pushing Daisies”, ideato da Bryan Fuller, amatissimo creatore di show quali “Hannibal” e il recente “Star Trek: Discovery”, e con un cast che vantava Lee Pace come protagonista.

La serie venne candidata a tutti i premi più importanti, tra i quali anche Golden Globe e Saturn Awards, e vinse ben sette premi Emmy, un Satellite Awards, un Directors Guild of America Awards e due Hollywood Post Alliance Awards.
Nonostante questo, la ABC decise di chiuderla alla conclusione della seconda stagione, la cui trasmissione venne interrotta per riadattare il finale di questa e renderlo finale di serie.
(N.d.A.: E’ stato da questo momento in poi che molti di noi hanno perso fiducia in questa emittente.)

La serie è ambientata in una cittadina americana di fantasia, dove un bambino (Ned) scopre di avere un dono incredibile: con un tocco, può riportare in vita tutto ciò che è morto, vegetali, animali e persone. Tuttavia, esso ha un prezzo: oltre i primi sessanta secondi, al posto di ciò che è stato riportato in vita qualcos’altro deve perire e Ned non dovrà mai ritoccare ciò che ha riportato alla vita, altrimenti questo morirà per sempre.
Ned impara questa lezione nel più duro dei modi: una mattina, dopo la scoperta del suo dono, sua madre muore in casa, mentre lui sta mangiando una fetta di torta. Ned la tocca, ma passato il fatidico minuto è il padre della sua amica Charlotte “Chuck” Charles a morire. E quella sera stessa, quando gli dà il bacio della buona notte (ignara di quanto accadutole), sua madre crolla a terra, nuovamente morta.

A primo acchito sembrerebbe una storia persino terribile, vero? Invece no. Ricordiamo perché.

Le ambientazioni e lo stile. Come detto, la storia è ambientata, quando Ned è ormai adulto, nell’immaginaria cittadina di Couer d’Couers, che è un’esplosione di colori poiché pur trovandoci nell’epoca contemporanea lo stile è un mix di anni Cinquanta e Sessanta, con colori sgargianti, allegri e tanta luce.
Gli abiti di Chuck seguono tutto ciò e per la maggior parte del tempo lei indossa meravigliosi vestiti anni Cinquanta che sottolineano alla perfezione il suo essere curiosa e spumeggiante.
E davanti a tutto questo non si può non pensare, da una parte, ai film di Tim Burton e, dall’altra, a “Il Favoloso Mondo di Amélie”.

La dolcezza. Nel senso letterale del termine. Ned, infatti, è diventato un pasticcere ed è noto come il “Pie Maker” e nel suo locale, anch’esso totalmente in stile anni Cinquanta (tanto che pare essere direttamente uscito da “Grease”) crea le torte più dolci e belle che si siano mai viste in una serie tv.
Guardando lo show, non si potrà fare a meno di desiderare di poter fare una capatina al suo “The Pie Hole” per assaggiare una delle sue prelibatezze.

Un romanticismo del tutto fuori dai normali canoni. Chuck è il primo bacio di Ned e, nonostante il fatto di essere stati separati dopo la morte dei rispettivi genitori, i due hanno continuato a pensare all’altro per tutti i diciannove anni in cui non si sono visti. Quando si ritrovano, dunque, quei sentimenti tornano a galla, ma c’è un enorme problema: Chuck, vittima di un serial killer, è stata riportata in vita da Ned e quindi i due non possono toccarsi, altrimenti lei morirebbe per sempre. Come si fa a portare avanti una relazione, in questo modo? Beh, con dolcezza, una ragazza intraprendente e tanta fantasia.

L’umorismo irresistibile. “Pushing Diasies” non è solo una storia d’amore del tutto improbabile, praticamente impossibile, è anche una comedy totalmente fuori dal comune, poiché basa questo aspetto sul black humor dovuto alle incredibili situazioni in cui i nostri protagonisti si trovano.
Re indiscusso è Emerson, un Detective Privato apparentemente cinico e dalle costanti frasi al vetriolo, dinanzi al cui sarcasmo è impossibile non ridere a crepapelle.

L’avventura. “Pushing Daisies” è anche un mistery e un giallo, poiché quando Emerson, per puro caso, ha scoperto il segreto di Ned lo ha trascinato nella sua attività investigativa, avendo immediatamente colto il potenziale dell’avere la possibilità di interrogare le vittime degli omicidi al fine di risolvere i casi (e intascare le ingenti parcelle), anche se solo per un minuto.
E così, Ned “the Pie Maker” si ritrova ad avere una vita segreta in cui dà la caccia ad assassini e risolve misteri, in compagnia di Emerson… e di Chuck. Inutile dire che i tre si trovano spesso nelle situazioni più improbabili ed esilaranti.

I personaggi. Sono tutti fuori dalle righe, persino Ned con la sua tranquillità e la sua dolcezza, visto che può riportare alla vita qualsiasi cosa dalle foglie morte alle persone, passando per Chuck ed Emerson, la prima curiosa, spumeggiante ma con problemi a mantenere il suo segreto, il secondo, come detto, apparentemente cinico ma divertentissimo e in cerca di una figlia perduta. Abbiamo poi le due zie eccentriche di Chuck, Vivian e Lily (quest’ultima la vera madre di Chuck), che soffrono di agorafobia e sono ignare che la nipote sia ancora in vita… e che hanno una casa veramente eccentrica; la cameriera del “The Pie Hole”, Olive Snook, totalmente assurda e invaghita di Ned, più una serie di altri personaggi che gravitano attorno a questi.

E voi cosa amavate di questa serie? Cosa vi manca? Vorreste rivederla e avere un finale degno, come me?

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