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Pretty Little Liars Recensioni

Pretty Little Liars | Recensione 7×01 – Tick Tock, Bitches

The beginning of the end of Pretty Little Liars as we know it”. Da tempo ormai questa è la definizione che ufficialmente accompagna questa settima stagione di Pretty Little Liars. In molti vedono in questa affermazione un primo annuncio dell’effettiva fine della serie e per quanto alcuni membri del cast come Lucy Hale e Troian Bellisario sembrino confermare ogni volta questa teoria, la rete Freeform e Marlene King non si espongono mai del tutto, lasciando aperto a mio parere uno spiraglio per un futuro incerto in cui le quattro protagoniste potrebbero effettivamente abbandonare lo show alla fine di questa stagione chiudendo un’epoca fondamentale non solo per la serie ma anche per il genere e aprendo forse in questo modo una fase del tutto nuova di cui però al momento non riesco neanche ad immaginare i confini.

Sta di fatto che questa settima stagione si presenta fin dall’inizio come il pezzo mancante del puzzle, come l’ultima tappa che chiude il cerchio aperto nel pilot, e i richiami a momenti topici delle prime stagioni sono ancora una volta sparsi con parsimonia nell’episodio, impossibili da ignorare o da considerare semplici coincidenze. Il corpo appeso nel campanile, le bambole parlanti, le maschere e le somiglianze inquietanti, gli equivoci e i dubbi, tutto sembra ripetersi ma in modalità differenti e per nuove ragioni e questa volta sembra esserci un desiderio di giustizia o di vendetta alla base dell’intera storia, una storia in cui la morte di Charlotte è probabilmente solo la proverbiale goccia ad aver fatto traboccare il vaso. In una première in cui a mio parere i tempi sono stati gestiti perfettamente tra le domande, le riflessioni, il romanticismo e anche un paio di insulti che non sono riuscita a trattenere, mentre tutte le strade portano come sempre ai DiLaurentis, l’obiettivo principale di questo episodio è soltanto uno:

#SaveHanna

Sembra quasi certo ormai che a Rosewood operino al momento tre forze contrarie alle liars: Mary Drake, Elliott Rollins e questa nuova figura nascosta dietro una maschera, un cappuccio, un messaggio o un emoji che viene identificata come A.D. nella serie e Uber A nella classificazione generale. E tutti loro sembrano guidati da un’unica missione: vendicare Charlotte DiLaurentis, la sua morte, i torti subiti, i privilegi negati e concessi fin dall’inizio a quella ragazza con cui tutto è cominciato e con cui tutto secondo me finirà: Alison DiLaurentis.

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Ma se Mary e Elliott portano a casa già la loro vittoria più importante, giocando con la sanità mentale di Ali e appropriandosi in questo modo di ciò che spettava a Charlotte e forse anche a sua madre Mary prima di lei, Uber A è ancora in cerca di un colpevole da punire, convinto, forse a giusta ragione, che la chiave del suo mistero giaccia tra le ragazze e tra le persone a loro vicine, e capovolge senza troppe difficoltà il loro ultimo piano, arrivando a colpirle lì dove nessun altro era mai giunto prima: dritto al cuore. Se Charlotte e le torture della Dollhouse avevano provato a dividere le liars con il solo risultato di unirle ancora di più, Uber A trova con troppa facilità purtroppo la maggior debolezza di un gruppo che dopo il salto temporale ha dimenticato come riuscire a stare insieme, come creare quel fronte unito in grado di affrontare anche la peggiore delle situazioni. Hanna viene portata via proprio davanti ai loro occhi, innescando un effetto domino che raggiungerà il suo apice di tensione a quattro giorni dal rapimento ma che soprattutto permette ora ad A.D. di giocare con le ragazze e con le controparti maschili puntando alla loro paura più grande, quella di perdere una persona amata.

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La richiesta è sempre la stessa, ma questa volta la posta in palio è troppo alta per cercare l’ennesima via di fuga, l’ennesima trappola che inevitabilmente si ritorcerà contro di loro e per quanto sembri ancora impossibile riuscire a trovare, nelle 24 ore concesse, una risposta che riesca finalmente a soddisfare il bisogno di conoscenza di Uber A e salvare in questo modo la vita di Hanna, paradossalmente Mona diventa la chiave di un gruppo che necessita disperatamente di viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda. E soltanto di fronte all’estremo pericolo di perdere Hanna, ognuno di loro si ritrova costretto a guardare in faccia la realtà e ad ammettere quel dubbio che aveva taciuto finora. In un modo o nell’altro, nessuno di loro sembra riuscire a fidarsi davvero di Alison e proprio nel momento in cui accettano ad alta voce questa possibilità, tutto sembra diventare improvvisamente più chiaro: i ricordi, il movente, forse anche la legittima difesa e la follia che scaturisce dal senso di colpa, ogni dettaglio sembra voler confermare questa ipotesi ai loro occhi, anche se è avventata, anche se in passato la tentazione di trovare una risposta le aveva condotte in errore, il desiderio di salvare Hanna diventa ora l’unico pensiero costante, l’unica cosa che conta nelle loro vite, e persino Emily, ancora in preda a quei sentimenti in fondo mai dimenticati per Alison, affronta adesso la straziante possibilità di dover “scambiare” la vita di una persona che ama per quella di chi è sempre stata al suo fianco. Credendo di aver trovato la prova incriminante, il gruppo cede al ricatto di A.D. e “vende” Alison al suo incubo peggiore, adesso personificato dalla persona a lei più vicina, suo marito Elliott Rollins.

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E mentre le ragazze dunque corrono contro il tempo per salvarle la vita, Hanna, sola nel suo inferno, aspetta forse soltanto il loro arrivo …

 

ALLUCINAZIONE O … ?

tumblr_o95rymsS3M1uzi0g9o9_250Vittima di torture fisiche e psicologiche, Hanna è sola in balia di chiunque si nasconda dietro l’ennesima maschera, e proprio in quel momento, quando il tempo sembra fermarsi e l’idea di rinunciare a combattere diventa già un’opzione valida, Hanna ritorna ad essere a mio parere il personaggio che ho conosciuto e amato nelle precedenti stagioni, capace di ritrovare se stessa e di rialzarsi dopo ogni caduta senza mai smettere di lottare e questo grazie anche a quel sogno o allucinazione che crede di vivere nella sua notte più lunga. Per quanto mi riguarda, conoscendo il passato di Pretty Little Liars, quella scena può senza dubbio caricarsi di un doppio significato, importante e vitale in entrambe le possibilità. Da una parte non possiamo infatti assolutamente escludere l’ipotesi che ancora una volta, quella di Hanna non fosse un’allucinazione ma un episodio realmente accaduto e, se così fosse, le variabili conseguenti di una tale teoria sarebbero così complicate e assurde da convincere Ashley Marin a riportare il Radley alla sua funzione originale, perché ci sarebbe da perdere il lume della ragione. Che sia un’ulteriore maschera o, ipotesi ancora più inverosimile, una nuova gemella, se la persona che Hanna ha visto al suo fianco in quella notte si rivelasse autentica, le fondamenta dello show stesso potrebbero essere scosse ancora una volta, causando forse un “terremoto” narrativo di cui non sono certa la serie abbia bisogno. Se invece, come razionalmente credo e spero, quel momento rappresenta soltanto un sogno a cui Hanna disperatamente si aggrappa per ritrovare la forza di andare avanti, allora Pretty Little Liars confermerebbe quell’unica costante che non è mai mutata a partire dal pilot e probabilmente allora io non mi sarei commossa invano durante l’episodio. In quella che potrebbe diventare, se così fosse, una delle scene più belle dell’intera serie, il subconscio di Hanna cerca di proteggerla durante la notte, richiamando a sé quell’unica persona che per lei rappresenta un punto di forza, la ragazza a cui rivolgersi per la risposta giusta, per la spinta a rialzarsi e a combattere, la persona che l’ha sempre protetta, che ha sempre protetto tutte loro.

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Se quello che Hanna vive è davvero il suo sogno più importante, allora tutto ha di nuovo senso per me e ancora una volta, nel peggiore dei suoi giorni, Hanna non si arrende perché dentro di sé sente di non essere mai sola e perché sa che lì fuori Spencer Hastings sta lottando contro il mondo intero per salvarla. Per quanto, infatti, Caleb sembri convinto di essere l’unico a voler riportare Hanna a casa e, per questo motivo, si sente quasi autorizzato a trattare con sufficienza chiunque lo circondi, nel momento di maggior bisogno è Spencer che Hanna vede al suo fianco, e la sua ultima speranza di salvezza assume ora le sembianze e la voce di quell’amica sempre presente, di quel posto sicuro in cui abbandonarsi perché certa di essere a casa.

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Ma come ho detto, purtroppo il tentativo di fuga di Hanna non va a buon fine e ancora una volta …

 

… ALL THE ROADS LEAD TO THE DILAURENTIS (and Hastings?)

Hanna cerca di fuggire, ma finisce per direttissima tra le braccia di Mary Drake. Ormai fuori dall’ombra, consapevole di essere stata scoperta dalle stesse persone da cui è fuggita poco tempo prima all’iconico Last Woods Resort, Mary Drake decide di giocare d’anticipo e fare ufficialmente il suo ritorno a Rosewood, denunciando un’intrusione nella sua recente proprietà, ossia il celebre motel. Mentre Elliott continua a manipolare la sanità mentale di Alison come crudele vendetta nei confronti di chi adesso considera anche colpevole della morte della donna che diceva di amare (la certezza finale di Rollins, in seguito alla consegna della giacca incriminante, sembra confermare la teoria che A.D. sia effettivamente il terzo lato di una triade psicopatica che opera contro tutte le ragazze), Mary Drake è determinata a riprendersi tutto ciò che le è stato portato via in passato e se ancora una volta tutto ricomincia da Jessica DiLaurentis, il legame di questa famiglia con gli Hastings si rivela nuovamente saldo e più inquietante di quanto avessimo mai potuto immaginare prima. Come seconda tappa del suo ritorno a casa infatti, Mary Drake raggiunge immediatamente casa Hastings in cerca di Peter e Veronica, ma è il confronto con Spencer, pronta ad ospitare anche il diavolo in persona pur di carpirgli informazioni, l’unico davvero degno di nota. Le teorie che ruotano intorno a qualsiasi legame possa esserci tra Mary e Spencer sono già state ampiamente discusse nel pre-season, ma vederle insieme per la prima volta ha fatto nascere anche nella mia mente, non posso negarlo, idee talmente folli da preferire quasi che in realtà sia tutto un gioco crudele a nostre spese da parte degli scrittori (ipotesi da non scartare assolutamente). Sta di fatto che, a parte l’evidente somiglianza tra le due, Mary presenta in pochi minuti diverse caratteristiche tipiche di Spencer, come l’incredibile versatilità nel sapere testimoniata dai libri ritrovati da Spencer e Toby al Resort, la dipendenza dalla caffeina, il duello verbale, le citazioni in francese, per non parlare poi del riferimento alla somiglianza tra Spencer e Melissa tanto da definirle quasi “gemelle”, termini che non possiamo credere siano stati utilizzati con leggerezza, non da chi si è appena rivelata proprio la gemella segreta ed evidentemente ancor più disturbata di uno dei personaggi chiave dell’intera serie.  Ipotizzare un legame di parentela tra Spencer e Mary ha dell’impossibile anche per una serie come Pretty Little Liars, ma proprio come succede alle ragazze con i sospetti nei confronti di Alison, la teoria è talmente invitante da risultare quasi credibile, in fondo la figura mascherata che Spencer affrontò nella Dollhouse aveva per lei, a pelle, un aspetto quasi familiare e se c’è qualcosa in cui gli Hastings e i DiLaurentis sono campioni indiscussi è mantenere il più a lungo possibile segreti oscuri e inconfessabili.

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Per quanto uno degli intenti principali di questa stagione sia quello di focalizzarsi nuovamente sulle coppie più importanti dello show, personalmente ritengo ancora una volta l’aspetto romantico completamente secondario ai fini della storia e anche dei personaggi, ma se Caleb si comporta per me ai limiti dell’irritante, arrogandosi il diritto di decidere cosa fare per salvare Hanna, neanche fosse il solo a tenere a lei, personalmente ritengo ancora una volta la storia di Aria & Ezra la più lineare dello show, problematica come sempre, ma l’unica in cui non ci sono davvero dubbi perché bastano le note di una canzone per riportarli insieme e per far rendere loro conto che nei momenti più difficili non servono ulteriori spiegazioni, ma bastano soltanto loro due per sentirsi nuovamente al sicuro.

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E a quattro giorni da questi eventi, Spencer, Aria e Emily si ritroveranno nuovamente sole, disperate e senza più vie di fuga di fronte a quello che sarà probabilmente l’errore più grande della loro vita. “Povera Hanna” e “È quello che Hanna vorrebbe” sono le frasi che sentiamo pronunciare nel flash forward all’inizio di questo episodio: Emily è incapace di accettare la realtà mentre Spencer parla chiaramente di “omicidio”, un destino che in un modo o nell’altro sembrava aspettarle al varco fin dall’inizio della loro storia. Chiunque sia la vittima designata, sembra chiaro che Hanna sia nuovamente coinvolta nel dramma e questa volta tornare indietro ai giorni dell’innocenza non sarà più così facile.

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Pretty Little Liars torna a sorprendere con l’ennesima première esplosiva, aprendo in questo modo una stagione che promette romanticismo, morte, ma soprattutto un ritorno alle origini, tra rivelazioni costanti e volti storici che lentamente ritornano in gioco per chiudere la loro partita. Da una parte l’assassino di Charlotte DiLaurentis, dall’altra A.D. e al centro Spencer Hastings, Aria Montgoemry, Emily Fields e Hanna Marin, in una guerra che non farà sconti e dalla quale potranno uscire vittoriose soltanto INSIEME.

 

 

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2 comments

Al
Al 23 Giugno 2016 at 20:24

Che altro dire quando tutto quello che ti è passato per la testa mentre guardavi la puntata te lo ritrovi scritto in una recensione… complimenti 🙂
Concordo su tutto, specialmente sul momento top dell’episodio, ovvero il sogno di Hanna, forse uno dei miei preferiti di tutta la serie quando si parla dell’amicizia profonda tra le ragazze. Alla faccia di tutte le guerre fra ship (inutili) e forse un colpo di coda di quel diavolo di una Marlene che ha voluto far capire quale sia realmente la base dello show, la storia di quattro amiche che farebbero (e hanno fatto di tutto) per proteggersi a vicenda da qualsiasi minaccia. E’ come se il loro legame fosse una specie di super potere, quando sono insieme sono più forti e ognuna sa attingere alla forza delle altre per rialzarsi nei momenti di difficoltà. Veramente ho apprezzato tantissimo questo momento Hanna-Spencer, e mi si è stretto il cuore a sentire quel “always”… se questa fosse veramente l’ultima stagione non chiedo altro che vedere momenti del genere!

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WalkeRita 24 Giugno 2016 at 20:47

Innanzitutto: GRAZIE MILLE!!!!! Per me è un onore sapere di aver incontrato anche il tuo pensiero con le mie parole, my job here is done! Per gli stessi motivi che hai enunciato, spero con tutta me stessa che sia effettivamente un sogno perchè sarebbe davvero un momento irripetibile e soprattutto sarebbe la dimostrazione di ciò che predico come un disco rotto dal pilot, al diavolo le ship, QUESTO è il cuore di PLL, Hanna che vede e trova conforto in Spencer, non in un ragazzo, chiunque lui sia! Ed è quello che voglio vedere in questa stagione, soprattutto da loro due, come saprai io ho un debole per le Sparia, ma sono Hanna & Spencer a dover confermare ciò che abbiamo visto ossia che nessuno potrà mai mettersi tra di loro! Grazie ancora per il commento!

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