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Pretty Little Liars Recensioni

Pretty Little Liars | Recensione 6×02 – Songs of innocence

È stato l’episodio che volevo, è stato quello che mi aspettavo e poi è stato ancora di più! Gli spunti di riflessione psicologica che ha offerto questa puntata sono praticamente illimitati, è stato magnifico veder realizzarsi di fronte ai miei occhi una tale caratterizzazione perfetta dei personaggi, riuscendo anche ad entrare nei loro pensieri, nelle paure, nel bisogno di chiusura, nel ricordo della realizzazione del loro incubo peggiore. Tutto sembrava perfettamente collegato: la pagina del diario, il comportamento di Charles, le conseguenze delle sue azioni e le ferite non ancora rimarginate nella vita delle ragazze. La domanda che più ci premeva era: cosa è successo in quelle stanze del bunker? Abbiamo immaginato di tutto ma forse la soluzione era più vicina di quanto immaginassimo e forse avrei dovuto capirlo subito perché Charles sa da sempre dove colpire e questa volta potrebbe aver fatto centro.

Aspettavo con ansia questo episodio perché ero davvero curiosa di scoprire come sarebbe stato il ritorno a casa, quali sarebbero state le loro prime reazioni, come si sarebbero rapportate alle rispettive famiglie e ognuna di loro nel bene o nel male ha reagito così come ha sempre fatto ma per la prima volta Spencer, Aria, Hanna e Emily non sembrano pronte ad andare avanti insieme, non dopo tutto quello che è successo. Anche nella rivelazione di quel grande mistero che ci angosciava così tanto, questo show secondo me è stato impeccabile perché è riuscito ad essere profondamente drammatico rispettando fedelmente quello che è sempre stato il cuore della serie e che io personalmente predico da anni ormai. Sì, in quelle stanze le ragazze hanno subito le torture psicologiche peggiori che potessero mai vivere … perché non erano loro a viverle sulla loro pelle. La pagina di quel diario lo diceva, un diario che non credo davvero appartenga a Andrew bensì a Charles, perché soltanto lui odia a tal punto il legame che unisce Spencer, Aria, Hanna e Emily e il suo sogno è sempre stato quello di sentirle gridare, di metterle l’una contro l’altra e se per tutto questo tempo non è riuscito a separarle, allora ciò che gli restava era obbligarle a farsi del male a vicenda, come leoni in un arena. Charles ha colpito le ragazze nel loro punto più debole o forse in quello più forte, sta di fatto che è riuscito a renderle l’una il carnefice delle altre, o almeno così credevano. In quelle stanze Aria, Hanna, Emily e Spencer sono state costrette a scegliere, volta dopo volta, quale delle altre amiche far soffrire e quale salvare, a chi concedere un bicchiere d’acqua e chi lasciare senza invece e se solo avete provato a guardare Pretty Little Liars per un solo minuto per quello che è davvero, capirete che in quel momento Charles ha tolto loro tutto ciò che di più puro le univa.

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Anche di fronte alla rovina delle loro vite, le ragazze non hanno mai vacillato, non hanno mai perso la speranza perché insieme erano, no, perché insieme SONO una famiglia e questo le ha sempre rese più forti di qualsiasi nemico abbiano mai affrontato. Ma adesso che sono a casa, adesso che sono libere non possono più far finta di niente e dimenticare di aver ferito le persone più importanti della loro vita. Così ecco Hanna che non vuole vederle, ecco Emily che cerca di compensare appoggiandosi alla sua rabbia, ecco Spencer che si avvia nuovamente verso il suo lato più oscuro ed ecco Aria che farebbe di tutto pur di chiudere questa storia ma che non riesce neanche a sostenere lo sguardo delle sue amiche. Mi ha affascinato davvero assistere al loro tentativo di tornare alla normalità, se mai potranno davvero considerarla tale, a una quotidianità in cui tutto ciò di cui hanno bisogno è stare insieme ma questa volta non è così facile farlo e il momento chiave del loro trauma lo si legge negli occhi di Aria quando dice a Spencer che le dispiace ma non riesce neanche a trovare le parole per spiegarle il perché.

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tumblr_npqkeaCagM1u5j98uo1_250E proprio in questi momenti mi rendo conto di come tante volte Aria si sia sempre dimostrata la più forte, la ragazza in grado di chiudere le sue sofferenze in compartimenti stagni, di riprendere in mano la sua vita anche quando è impossibile ricominciare dallo stesso punto in cui aveva lasciato ma allo stesso tempo, questa sua estrema razionalità la conduce paradossalmente a cadere negli stessi errori che tutte loro continuano a ripetere, ossia credere fermamente di aver trovato il colpevole, di avere qualcuno da incolpare, qualcuno che abbia un viso e una forma tangibile e non una maschera evanescente costantemente nell’ombra. Per questo motivo Aria si aggrappa con tutte le sue forze alla possibilità che questa persona sia Andrew e pur di crederci per davvero, si comporta in modo irrazionale, ripercorre sbagli già compiuti e ritorna nuovamente al punto di partenza, in cui Charles continua ad essere sempre un passo davanti a lei e alle sue amiche mentre l’ennesimo depistaggio prende forma.

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Ezra cerca di aiutarla ad esprimere i suoi sentimenti, Ella prova a restarle vicina, prova ad essere l’aspetto più razionale di sua figlia ma tutto ciò di cui Aria ha bisogno è di chiudere il più in fretta possibile questo capitolo della sua vita anche se, dentro di sé, sa bene di essere ben lontana dal farlo e l’unica a cui riesce a confessarlo è ancora una volta Spencer.

Spencer dal canto suo è ormai in posizione di combattimento ma questo non è mai davvero un bene per lei, non con i suoi trascorsi. E come se non fosse abbastanza, il suo obiettivo adesso ha un nome, un nome che per Spencer e per la sua famiglia continua ad essere sinonimo di problemi: Charles DiLaurentis. Era solo questione di tempo quindi prima che Spencer confrontasse nuovamente Alison, in un rapporto il loro che non è mai cambiato troppo, che sembra quasi destinato a restare conflittuale per tutti quei segreti che continuano a legare a doppio filo gli Hastings ai DiLaurentis. Alison ha indubbiamente preso di petto la questione Charles con suo padre ma la risposta che ha ricevuto avrebbe fatto esplodere il miglior poligrafo e di certo non ha soddisfatto Spencer che, senza mezza termini, prende le distanze dai DiLaurentis, dalle loro bugie e inevitabilmente in questo modo anche da Alison.

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Ma per la prima volta credo che anche Spencer abbia visto di fronte a sé una persona diversa da quella con cui ha sempre litigato in passato e lasciando da parte almeno per un momento il suo bisogno di arrivare a capo della verità, Spencer porge la mano a quella ragazza che una volta considerava amica e che è stata una risorsa fondamentale per la sua liberazione. I problemi di Spencer però sfortunatamente non si fermano con Charles, Ali o con qualsiasi altro DiLaurentis sparso nel mondo ma la riguardano più intimamente, toccando la sua parte più debole e innegabilmente più buia, ossia la sua dipendenza.

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Il passaggio tra necessità e bisogno è immediato per chi come lei ha già avuto problemi simili in passato, soprattutto adesso che si ritrova nelle stesse identiche condizioni che l’hanno spinta precedentemente a trovare in quelle pillole la risposta ai suoi dubbi e alle sue paure. Lontana dalle uniche persone che potrebbero davvero aiutarla ancora una volta a ricordarle chi sia in realtà, Spencer si ritrova sola a decidere cosa fare di una ritrovata ma effimera normalità mentre purtroppo forse né Toby né sua madre riescono davvero a leggerle il turbamento che la sta travolgendo nuovamente.

Ho amato anche aver avuto modo di osservare la reazione di Emily e di quel desiderio che mi sembra stia crescendo in lei. Dopo Spencer, Emily è sempre stata la ragazza che più ha fatto proprio il senso di responsabilità e soprattutto di protezione nei confronti delle persone che ama e ancora una volta purtroppo si è ritrovata impotente di fronte all’ennesima minaccia che ha travolto lei e le sue amiche. Ma adesso Emily ha subito il colpo peggiore che potesse ricevere perché non solo non ha potuto proteggere Aria, Spencer e Hanna ma si è trovata costretta ad essere lei l’artefice delle loro sofferenze e per un animo puro e buono come quello di Emily, non so davvero quale possa essere l’antidoto per questo dolore che si porterà dentro ancora per molto tempo.

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E come succede spesso a chi vede sé stesso come l’anello debole di una catena, Emily prova a trovare forza in un oggetto, in un simbolo di rabbia e sicurezza, in un’arma che credeva potesse renderla la persona che purtroppo o per fortuna ancora non è e forse non sarà mai, ossia la persona in grado di premere quel grilletto.

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Vicina più delle altre ragazze alla misteriosa Sara Harvey, è in realtà un altro il momento rivelatore di Emily per quanto mi riguarda e sto parlando di ciò che ho visto in lei quando ha indossato il giubbotto militare di suo padre. Emily ha bisogno di un obiettivo nella sua vita, di qualcosa che riempia la sua persona e che la rispecchi e indossando quella giacca, io credo che una parte di Emily abbia capito quale sia questo obiettivo e adesso sono davvero curiosa di scoprire se dopo il salto temporale, ritroverò Emily lì dove mi aspetto di vederla.

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tumblr_npqkeaCagM1u5j98uo7_250E infine c’è Hanna che in qualche modo mi è sempre sembrata la più fortunata delle quattro. Tornata a casa da poco più di ventiquattro ore, Hanna affronta il suo stress post traumatico come ha sempre fatto, rivoluzionando il suo mondo, partendo questa volta dalla sua stanza, da un luogo quasi violato e che adesso quindi ha bisogno di riprendersi perché almeno su questo Hanna vuole sentire di essere in controllo della sua stessa vita. Anche Hanna cerca di adattarsi a una quotidianità in cui per la prima volta non può appoggiarsi alle sue amiche per rialzarsi di nuovo perché adesso stare con loro sembra quasi impossibile, perché il solo pensiero di sostenere il loro sguardo fa quasi male ma la “fortuna” di cui parlavo prima riferendomi ad Hanna sta nella sua possibilità di trovare un vero rifugio anche nella sua nuova stanza perché due angeli custodi vegliano da sempre su di lei e le fanno da scudo proteggendola da chiunque lì fuori voglia ancora farle del male.

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Come dicevo all’inizio, credo che questo episodio sia stato immenso dal punto di vista di una caratterizzazione dei personaggi praticamente impeccabile e così come Aria, Spencer, Hanna e Emily hanno avuto il giusto spazio per esprimere al meglio il loro dramma, così anche le rispettive madri, nonostante la loro presenza altalenante nella serie, hanno dimostrato un’incredibile fedeltà al personaggio, reagendo anche loro esattamente come ci aspettavamo. Veronica Hastings è come al solito la mamma che da sempre ha più difficoltà ad esprimere il proprio affetto per Spencer e la sua preoccupazione per lei diventa quasi un ulteriore dimostrazione del suo tipico distacco ma la verità è che nel bene o nel male, Veronica ha sempre cercato di proteggere sua figlia anche da sé stessa, anche quando Spencer sembra non riuscire a capirlo. Pam Fields è la madre iperprotettiva per definizione ma questo non è un male per Emily soprattutto ora che ha bisogno di qualcuno che le guardi le spalle e le ricordi che tipo di persona sia: una ragazza che non sarebbe mai in grado di impugnare davvero un’arma e togliere la vita a qualcuno, fosse anche il suo peggior nemico. Ashley Marin per me è sempre stata la madre migliore, imperfetta certo, confusa e a volte anche auto-distruttiva ma per Hanna ha sacrificato la sua vita e sarebbe disposta a farlo tutte le volte di cui Hanna avrà bisogno. Anche il modo in cui Ashley ha accettato Caleb quasi come un figlio ha permesso ad Hanna di avere davvero un porto sicuro in cui ritornare, di avere una famiglia che la ama e la protegge incondizionatamente.

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Ella Montgomery invece è stata la mamma che mi ha affascinato di più in questo episodio perché conosce Aria, conosce la sua intelligenza ma anche il suo bisogno di avere qualcuno da incolpare per il suo dramma, qualcuno con cui illudersi di poter chiudere il cerchio ed è così infatti che ha cercato di aiutare sua figlia, conducendola per mano ad aprire gli occhi e a vedere la possibilità che Andrew possa non essere il colpevole che disperatamente cerca.

Con l’introduzione di un nuovo personaggio, ossia Lorenzo, il partner di Toby di già ammaliato da Alison, e con un primo sguardo alla personalità quantomeno ambigua di Sara Harvey, Pretty Little Liars fa tutto quello che avrei voluto da questa serie: dedicare un intero episodio alle ragazze, ai loro caratteri, alla loro amicizia messa davvero a rischio per la prima volta e al loro tentativo di rialzarsi ancora una volta e provare a riprendere una vita che ormai sembra inevitabilmente cambiata. Senza Charles o Mona a togliere loro spazio, Aria, Spencer, Hanna e Emily sono le protagoniste indiscusse di questo episodio e personalmente non potrei essere più soddisfatta.
Kisses, Walkerit-A

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4 comments

Carlina 12 Giugno 2015 at 19:37

Sei bravissima,le tue parole mi incantano.le tue analisi psicologiche sono perfette,continua così.

Reply
WalkeRita 13 Giugno 2015 at 12:59

Io non so cosa dire davvero, mi hai lasciata senza parole, GRAZIE MILLE!!!!

Reply
Diego 14 Giugno 2015 at 12:38

Wow! leggo sempre le tue recensioni ma questa è la prima che commento… beh che dire se non..Splendida recensione, sono d’accordo su tutto!

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WalkeRita 14 Giugno 2015 at 14:23

Non so davvero come ringraziarti!! A PLL sono particolarmente legata quindi cerco di fare del mio meglio nelle recensioni!! Grazie grazie grazie!!

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